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	<title>distruzione Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Di un&#8217;altra voce sarà la paura. La poetica della comprensione</title>
		<link>https://www.borderliber.it/violenza-donna-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 23:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Comprensione]]></category>
		<category><![CDATA[distruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Donna]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Tema]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Di un&#8217;altra voce sarà la paura&#8221;, Leonida edizioni, 2024 Tra i molteplici scopi che la poesia ha, c&#8217;è anche quello di saper tradurre il dolore con parole chiare e accessibili a tutti. Immagino quindi che per Yuleisy Cruz Lezcano, di origini cubane, il lavoro non sia stato semplice, proprio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Di un&#8217;altra voce sarà la paura&#8221;, Leonida edizioni, 2024</strong></p>
<p>Tra i molteplici scopi che la poesia ha, c&#8217;è anche quello di saper tradurre il <strong>dolore</strong> con parole chiare e accessibili a tutti. Immagino quindi che per <strong>Yuleisy Cruz Lezcano</strong>, di origini cubane, il lavoro non sia stato semplice, proprio perché è conscia del fatto che parlare della <strong>&#8220;violenza sulle donne&#8221;</strong> in certi contesti può risultare un abuso, tanto da trasformare ogni rappresentazione di essa in un esercizio di stile che risponde ai criteri della spettacolarizzazione.</p>
<p>Per fortuna, non è questo il caso.</p>
<p><strong>&#8220;Di un&#8217;altra voce sarà la paura&#8221;</strong> è prima di tutto una raccolta che pone al centro il linguaggio, l&#8217;unione tra correnti diverse, tra culture lontane. In questa commistione di visioni, la radice comune <strong>&#8220;universalizza&#8221;</strong> il messaggio e lo eleva ad attività dello spirito, a riflessione dai contorni sensibili. <strong>Sembra facile?</strong> No, assolutamente, perché si rischia spesso di essere al servizio di un unico punto di vista: il proprio.</p>
<p>Non è solo la voce delle donne a essere scandagliata, ma la sensibilità dell&#8217;umanità intera davanti a una responsabilità collettiva. Emerge lo stato di solitudine in cui si ritrovano vittima e carnefice, in cui la società relega coloro i quali superano gli steccati. Non è solo una lettura <strong>&#8220;sociale&#8221;</strong> del fenomeno, ma anche una difficile penetrazione in ciò che è, al di là di ogni schema o comportamento definito normale, unico ed eccezionale.</p>
<p>Cos&#8217;è quindi la violenza? Cos&#8217;è la prevaricazione? Entrambe sono risposte a modelli imposti che a loro volta hanno <strong>&#8220;violentato&#8221;</strong> tutti? E in questo spazio spigoloso, difficile da raccontare con una manciata di parole, la libertà è forse solo una licenza poetica?</p>
<p>Sono le domande che mi sono posto al termine della lettura di questa raccolta poetica, giunta tra le mie mani in maniera inaspettata. Ed è grazie a questa prospettiva che <strong>Yuleisy</strong> può considerare <strong>&#8220;sorelle&#8221;</strong> le protagoniste delle sue liriche; è anche in funzione di ciò che a volte la rabbia supera la pietà; ed è anche per tutto quello che sta nel mezzo, ossia nella <strong>sintesi dell&#8217;esperienza</strong>, che la comprensione diventa la molla del riscatto.</p>
<p><strong>&#8220;Di un&#8217;altra voce sarà la paura&#8221;</strong> è una raccolta che va letta con cura, lentezza e compenetrazione. Senza questo approccio il suo messaggio rischia di essere solo un pietoso richiamo a ciò che conosciamo. Evitare che ciò accada è anche un&#8217;opportunità che possiamo darci da lettori.</p>
<p><em>Terra che urli in un deserto/d&#8217;inferno, desolato/e pieno di buche; terra/che dopo l&#8217;inverno/vede ancora l&#8217;inverno/che ingloba le macerie/caduche; terra che un paese/in una pietraia annerita/ha inghiottito, macchiando le distese/di un&#8217;infanzia smarrita,/Terra di mormorii mentali, di semi/secchi, innaturali, di lettere/che spezzano le identità,/chiamate vuoto/-con i nomi del vuoto-/Terra di secoli di luna/spietata, di campi ondulati,/di suoni attutiti che segnano il tempo/illegibile, senza sogni/Terra con ombre oscure/in dissipazione di immagini/che corrono, dove l&#8217;anima è vacante/di spazio puro. Terra che assorbe/ogni lotta come uno scudo,/terra dove gli uomini non parlano/più agli altri uomini, terra dove/i bambini piangono in silenzio/con pianti azzittiti che popolano/l&#8217;aria, terra di fantasmi di suoni,/che scrivono «Stop alla morte»,/ma senza voce, non riescono a fermarla.</em></p>
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		<title>Breve flusso di un razziatore a cavallo</title>
		<link>https://www.borderliber.it/flusso-cavallo-dulcetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2024 04:20:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalisse]]></category>
		<category><![CDATA[Bobot]]></category>
		<category><![CDATA[distruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Godot]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[versi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Racconto di Napoleone Dulcetti. Foto di Martino Ciano E così parlò Godot: Mai più ritornerò! Mr Bobot, Mr Bobot, where are Yo? Non capisco perché tutti si lamentano. I vecchi tempi, i vecchi tempi! Siete seri? Benedetta sia la quarta guerra mondiale che ha spazzato via tutto. Le religioni sono crollate, i confini spariti, le [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Racconto di Napoleone Dulcetti. Foto di Martino Ciano</strong></em></p>
<p style="text-align:right;"><em>E così parlò Godot: Mai più ritornerò!</em><br />
<em>Mr Bobot, Mr Bobot, where are Yo?</em></p>
<p>Non capisco perché tutti si lamentano. I vecchi tempi, i vecchi tempi! Siete seri?<br />
Benedetta sia la quarta guerra mondiale che ha spazzato via tutto.<br />
Le religioni sono crollate, i confini spariti, le lingue mescolate in questo idioma anglo-franco.</p>
<p>Prima classe, terza classe, dittatori, papi, califfi, tutto è sparito. Siamo rimasti noi, uomini coraggiosi a cavallo, e i codardi a piedi, coltivatori e raccoglitori che si nascondano nelle caverne, fra le macerie delle abitazioni sventrate dagli ultimi bombardamenti, prima che la polvere da sparo si esaurisse, prima che l&#8217;energia di colore verde evaporasse.</p>
<p>L&#8217;antico mondo è sparito, anche se tanti credono alle vecchie leggende. Si stava meglio? No, no, no. La forza bruta, atavica, animalesca, del più forte e capace: questa è l&#8217;unica legge che regna e deve persistere, sacra e sovrana. Chi può imbracciare un&#8217;arma e governare un cavallo, lui comanda.</p>
<p>Io sono felice, insieme alla mia compagnia di razziatori a cavallo. Cavalchiamo liberi, con il vento sul petto, rubiamo quello che troviamo, lo prendiamo con gentilezza a coloro che ci offrono qualcosa, con la forza contro coloro che dicono No, è cosa nostra!</p>
<p>Godot, Godot, tutti a rimpiangere Godot, eppure lo hanno aspettato solo per mostrargli il peggiore dei mondi possibili.</p>
<p>&#8220;Godot: Mai più ritornerò&#8221;. Questa è la frase che ha cambiato il mondo.</p>
<p>E questo Mr Bobot di cui tutti parlano?<br />
Molti sono alla sua <em>recherche</em>, ma nessuno lo ha mai visto.</p>
<p><em>Mr bobot Mr Bobot, where are Yo?</em></p>
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		<title>In adorazione. Tre poesie di Italo Cirene</title>
		<link>https://www.borderliber.it/cirene-poesie-adorazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jul 2023 01:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[croce]]></category>
		<category><![CDATA[distruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Josè]]></category>
		<category><![CDATA[Mithos]]></category>
		<category><![CDATA[Notte]]></category>
		<category><![CDATA[Peccato]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poesie di Italo Cirene. La foto di copertina è stata scattata da Italo Cirene e riguarda un&#8217;opera dell&#8217;artista catanzarese Jeso Marinaro, detto Mithos L’amore maledetto Oggi son qui in tua adorazione e sarebbe un peccato non peccare vedendoti in beata croce sul letto pregarmi in oscena orazione di mutare in carne il verbo amare per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Poesie di Italo Cirene. La foto di copertina è stata scattata da Italo Cirene e riguarda un&#8217;opera dell&#8217;artista catanzarese Jeso Marinaro, detto Mithos</strong></em></p>
<p><strong>L’amore maledetto</strong><br />
Oggi son qui in tua adorazione<br />
e sarebbe un peccato non peccare<br />
vedendoti in beata croce sul letto<br />
pregarmi in oscena orazione<br />
di mutare in carne il verbo amare<br />
per amarti di un amore maledetto.<br />
L’amore è il giardino del bene e del male<br />
nozze tra paradiso e inferno<br />
frutto di quel gusto del proibito.<br />
È il comandamento capitale<br />
di chi crede che nulla sia eterno<br />
e che la vita sia un miracolo infinito.</p>
<p><strong>*</strong></p>
<p><strong>Preghiera della sera</strong><br />
Non di solo Verbo nutro lo spirito.<br />
Sordo ad ogni pulpito ogni palpito.<br />
Ma qualcosa come un silenzio, a sera,<br />
chiama dalla casa della preghiera.<br />
Ed è colloquio occulto e senza voce.<br />
In punta di cuore ai piedi della croce.</p>
<p><strong>*</strong></p>
<p><strong>Il docile appiglio<br />
</strong>Attraversata dalla via della croce<br />
segnata da stimmate profonde<br />
sei il vaso scoperchiato da un vento astioso.<br />
Se pietosa divinità m’offrisse d’indossare il dolore tuo perfetto<br />
troverebbe facile assenso.<br />
Ma posso solo tentare<br />
di strapparti a quel vento<br />
se ti lacera in sogno memoria d’angeli e demoni.<br />
E porgerti, se vorrai,<br />
l’appiglio di questi versi,<br />
paziente e docile.</p>
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		<title>L’Io Assoluto</title>
		<link>https://www.borderliber.it/io-assoluto-poesia-gervasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 02:40:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Assoluto]]></category>
		<category><![CDATA[Bene]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[distruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Io]]></category>
		<category><![CDATA[Male]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Umanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poesia e foto di Giuseppe Gervasi Il potente di turno, un uomo in apparenza perfetto. Ride, ascolta e incatena l’altro al suo bisogno. I diritti non riconosciuti, calpestati. I doveri spremuti fino in fondo creano un liquido che nutre i forti. Sensibilità falsa, sorriso mascherato: egoismo e indifferenza. L’Io è considerato Dio, l’altro il male [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Poesia e foto di Giuseppe Gervasi</strong></em></p>
<p>Il potente di turno,<br />
un uomo in apparenza perfetto.</p>
<p>Ride,<br />
ascolta e incatena l’altro al suo bisogno.</p>
<p>I diritti non riconosciuti,<br />
calpestati.</p>
<p>I doveri spremuti fino in fondo<br />
creano un liquido che nutre i forti.</p>
<p>Sensibilità falsa,<br />
sorriso mascherato:<br />
egoismo e indifferenza.</p>
<p>L’Io è considerato Dio,<br />
l’altro il male da distruggere.</p>
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		<title>The walking dead</title>
		<link>https://www.borderliber.it/the-walking-dead/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2022 00:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Città]]></category>
		<category><![CDATA[distruzione]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[Passato]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Letizia Falzone Dopo 11 stagioni, 12 anni, 177 episodi e innumerevoli morti, il finale di The Walking Dead ha segnato la fine del dramma zombie della AMC e, come suggerito dal titolo “Riposa in pace”, non tutti ne sono usciti vivi. Nell&#8217;ultima puntata si celebra il passato, si ricostruisce il presente, si guarda [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Letizia Falzone</strong></em></p>
<p>Dopo 11 stagioni, 12 anni, 177 episodi e innumerevoli morti, il finale di The Walking Dead ha segnato la fine del dramma zombie della AMC e, come suggerito dal titolo “Riposa in pace”, non tutti ne sono usciti vivi.</p>
<p>Nell&#8217;ultima puntata si celebra il passato, si ricostruisce il presente, si guarda al futuro. Come da tradizione della serie, lo si fa con un insieme di speranza e timore.</p>
<p>Ma il vero finale di The Walking Dead è l’accettazione che non ci sarà mai una fine. Il mondo conosciuto un tempo è crollato e con lui tutte le sue regole stupide, che non bisogna più rincorrere. Le persone si faranno sempre del male. I morti continueranno a mangiare i vivi. Le città continueranno a crollare e ci sarà sempre qualcosa da ricostruire.</p>
<p>Ci sarà sempre l’amore di una madre, di una combattente come Rosita. Ci saranno sempre le persone come lei, quelle che non combattono per sé stesse, ma per Coco e per quei due uomini preziosi che la guardano dalla finestra, incapaci di agire se non con la sua stessa forza. Ci sarà sempre la sincerità, come nella collaborazione tra Maggie e Negan, come nel loro perfetto dialogo finale. Ci saranno sempre le lacrime di un addio, dei sogni infranti, dei momenti perfetti da assaporare. Ci sarà sempre una grande famiglia disposta ad allargarsi ancora di più. Ci saranno sempre gli insegnamenti, gli errori da cui imparare.</p>
<p>Padre Gabriel va ad aprire i cancelli sapendo che potrebbe costargli la vita, al contrario di come a suo tempo chiuse le porte in faccia ai fedeli della sua chiesa. Pamela non viene uccisa per rispettare fino in fondo la volontà di chi ha voluto una famiglia così unita, per fare fino in fondo ciò che è giusto. Daryl parla ed emette una sentenza “Noi non siamo i morti che camminano” al contrario di quanto disse Rick in quel fienile prima di arrivare ad Alexandria.</p>
<p>E ci sarà per sempre l’eredità di chi ha lasciato a quella famiglia un pezzo di sé. Vediamo i nomi sul muro di Alexandria, il muretto del Commonwealth con le targhette. Eugene che ha dato il nome “Rosie” a sua figlia. Il Governatore Ezekiel che riprende il posto che gli spetta nella società.</p>
<p>E infine… ci saranno sempre le persone disposte a combattere, a continuare a camminare, quelle che non si sono fermate e che gli autori ci hanno promesso che rivedremo. E’ a loro che lascio le parole finali, mentre in lontananza scorrono i volti di tutti coloro che hanno formato il meraviglioso mondo di The Walking Dead.</p>
<p>Il dialogo intrecciato tra Rick e Michonne fa pensare a una sorta di epistolario che entrambi stanno tenendo impresso in un diario. Le loro parole, talmente forti e talmente convinte, si sovrappongono in alcuni punti.</p>
<p>Mentre cerchiamo di capire quali vicende siano intercorse lontano dagli eventi principali, è evidente che non vedremo l’epilogo di questa chicca finale. Gli autori hanno sfruttato il momento per lasciare la storia in sospeso. Lo sguardo di Rick Grimes è tornato sullo schermo, come molti di noi volevano. Quegli occhi hanno di nuovo infiammato i nostri cuori.</p>
<p>“Ricorda ciò che ti ho detto, quello che ti ha detto lui. Tienitelo stretto al cuore, è vero. Per sempre. Siamo quelli che sopravvivono. “</p>
<p>The Walking è finito. Così.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/the-walking-dead/">The walking dead</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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