Noi delusi e frammentati

“Noi delusi e frammentati” è una prosa di Martino Ciano. In copertina una foto dell’autore
Noi delusi e frammentati, in cerca di ozio e di scuotimento. La bella vita, sempre al sole, come in un Paradiso che sia rifugio dopo un’esistenza di tribolazioni.
Noi delusi e frammentati. Iniziare un viaggio e chiedersi sempre dove si sta andando. Quale destinazione, se non quella della serenità? Eppure non esiste luogo senza rabbia e dolore. Forse l’Eden è in noi, trapiantato nel seme dei padri, nell’utero della madre. Forse è prima della nascita.
Noi delusi e frammentati. La prosa cattiva, come una lagna vomitata davanti alla luna piena, è la nostra coscienza sibillina. Nel suo modo di sbranarci internamente ci lancia nel mondo senza carne e pelle. Mai ella si arrende. Ci vuole, ci pensa, ci ascolta, intanto succhia le ossa.
Noi frammentati e delusi. Il trionfo dei sensi, dalla mattina alla sera, è un’estasi per giovani irrisolti. Chiudiamo gli occhi, vorremmo sognare, ma il sonno è un buio incandescente. Un secondo racchiude ore e un cammino, senza aver mosso un muscolo. Al mattino si sbadiglia per la stanchezza.
Noi frammentati e delusi. La libertà è una truffa. Nessuno governa il mondo, neanche un Dio prestigiatore. La Terra-biglia, abbandonata nell’Universo, è finzione: un ammasso che collassa sotto lo sguardo di un ammaestratore di onde quantiche.
Io, deluso e frammentato, senza posa né grazia, vagando per il mondo, prometto di non fallire. Invoco Dio, le potenze celesti, gli astrologi-cherubini, gli scienziati-stregoni, per dare un senso a ciò che oggi capita, vedo, ascolto, gusto. Mi guardo intorno. È volontà, necessità, concetto, caso, schizofrenia. Niente è vero, tutto è di fronte a me. Oggi qui, domani non so. Vita e morte, sonno e veglia, ora non vedo chi arriverà con me e dopo di me.
Ora che amo, il mondo si è fermato.
