Naufragare: alla scoperta della poesia di Francesco Campagna

Questo articolo è un comunicato stampa. In copertina una foto di Francesco Campagna, autore di “Naufragare”, Bertoni, 2024
Già dal titolo, di chiara ispirazione leopardiana, Francesco Campagna rimanda a una condizione, fisica oltre che psicologica, di spaesamento, di erranza, di sradicamento esistenziale. E di un fine e non predittivo esistenzialismo sarà intriso tutto il libro. È a una condizione in cui il paesaggio esteriore viene interiorizzato fino a entrare a far parte della mente, che il primo testo del libro si riferisce, tra elementi empirici, sinesteticamente riuniti in un’unica percezione. Cielo, odori e rumori si radunano nella ricerche di quei sovrumani silenzi che continuano a rappresentare il contraltare credibile, verosimile del chiasso della contemporaneità. (Dalla prefazione di Gisella Blanco). A seguire tre poesie tratte da “Naufragare”.
Catarsi
E fu così che la catarsi
si accartocciò su sé stessa
Fame di sale
Fame di sole
Fame di solitudine
La legge del taglione
sin dal primo respiro
La condiscendenza
La reminiscenza
La bulimia
La persistenza
Mutilazioni violente
Inchiostro sgorgato dalle vene
Rughe che seguono i solchi della vita
Siamo soltanto biglie
sparse sull’asfalto
Siamo soltanto personaggi
in cerca d’autore
Siamo soltanto copie sbiadite
di laterizi abbandonati
Le case dei poeti
Le case dei poeti
sono terre desolate
sono piatti rotti
sono vetri frammentati
Nelle case dei poeti
si appendono crocefissi
come cappi pronti ad uccidere
si appendono libri
come se fossero dipinti surrealisti
si appendono sogni salmastri
come se fossero coccarde da esibire
Nelle case dei poeti
il cimitero dei ricordi è a pochi passi
i ciclamini sono piccole barche tetre
e le aurore boreali hanno il sapore amaro
di un drappo di tenebra
Specchi concavi
Schiene convesse
Dita d’inchiostro
lontane dal podio
Per soffrire
Con gli ultimi
Come gli ultimi
Per essere gli ultimi
Foschia che aleggia sui boschi
Piuma che lacera la pelle
Coltello che affonda nella carne
Mi perdo
Il cielo stellato
sopra di me
La zattera della Medusa
dentro di me
Mi perdo
tra occhi color carminio
tra gallerie che mutano
in cascate di schiamazzi
tra mulini a vento da sconfiggere
Mi perdo
abbracciato dalla colocasia
accompagnato dall’accidia
della palude Stigia
Rinnegato dall’acqua avvelenata
dagli ultimi gemiti
di Ofelia e Narciso
Scaraventato in una cloaca
ammorbante
Mi perdo
nei fallimenti
delle divinità colleriche
ed egoiche
Mi perdo
nel dannato niente
che si dimena
tra i ticchettii
assordanti
della mia esistenza
Come un funerale
tra gli scogli
Chi è Francesco Campagna?
Francesco Campagna è un giovane docente siciliano che ha insegnato a Milano per cinque anni scolastici e oggi insegna in provincia di Roma. Ha pubblicato due raccolte poetiche con la casa editrice messinese Edas nel 2013 e 2014, rispettivamente “Sospiri e pensieri” e “Petali di vita”. Nel tempo libero, oltre a dedicarsi alla lettura e alla scrittura, è molto attivo sui social network con attività di promozione culturale, sia con i profili personali che con il progetto corale “I Librofili”, di cui è ideatore e uno dei membri fondatori. Alcune sue poesie e alcuni suoi brevi racconti sono presenti nelle seguenti antologie: “Una poesia al giorno” (Affiori, novembre 2023), “Cartoline estive, volume II” (Affiori, giugno 2024), “Una storia al giorno, volume II” (Affiori, ottobre 2024) e “Una poesia al giorno, volume II” (Affiori, ottobre 2024). A novembre 2024 ha pubblicato con Bertoni editore una nuova silloge, intitolata “Naufragare”.

