Il mondo come sopruso e concussione

“Il mondo come sopruso e concussione” è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto creata dall’autore con l’intelligenza artificiale
Diventammo adulti all’improvviso. Un attimo prima avevamo la giovinezza alle calcagna che ci sparava immagini commerciali, pubblicità progresso, sessualità fai-da-te, nuove malattie veneree mortali, opulenza e altri utensili. Con un giorno da leoni tatuato nella testa, ne abbiamo vissuti mille da pecora cercando il momento giusto, l’attimo fuggente per andare a sederci su una poltrona calda, morbida, di pelle. Studiare, farsi una cultura per poi trasformarla in coltura da donare a nuovi patroni.
Avremmo avuto bisogno della guerra, forse anche del servizio militare, dicevano quelli che avevano costruito un radioso futuro con mazza e punta. Avremmo dovuto imparare a fare il letto in età precoce senza badare troppo agli psicologismi. Avremmo dovuto preferire le azioni alle sole parole, cercando di analizzare più le circostanze che non solo l’isolato “io”, despota d’ogni faccenda umana.
Meno condizionale più presente: io sono, tu sei, noi siamo al posto di io sarei, tu vorresti, noi vorremmo.
Desiderati e desiderabili, venerati e venerabili; finì così il secolo Novecento: un incubo mascherato da sogno, adolescenti perturbati portatori di perturbazioni. La tempesta è arrivata e non ce ne siamo accorti. L’apocalisse nel cocktail, la felicità nell’impotenza conclamata, il pensiero debole che si difende con aggressività. Tanto fuoco in corpo per poi ridursi a ripetere quell’adagio tanto caro ai nostri nonni: “basta che c’è la salute”.
Gli smidollati della Generazione Mtv si strappano le mutande come quelli della Generazione Alpha. Le madri si truccano come le figlie, i padri giocano alla Playstation insieme ai figli e li minacciano se non li lasciano vincere. Imitazione di Cristo senza beatitudine: la solita solfa. Pure l’antifascismo ha fallito: abbiamo preferito i mercati e la finanza alla libertà. Il sabato al supermercato, tutti gli altri giorni a inseguire qualcosa di fashion.
Il declino lo stanno raccontando quelli che lo hanno creato: noi, diversamente giovani, micetti arrabbiati dell’ultima ora di luce. Lontano dai sensi di colpa esplodono le morti sul lavoro, le disuguaglianze, le guerre contro i bambini, i campi di concentramento istituzionalizzati. La favola diventa realtà: i sionisti si sono trasformati in nazisti; l’Europa diventa nera e tradizionalista; l’astrologia e la magia nera vengono annoverate tra le scienze esatte; l’intelligenza artificiale, limitata come l’uomo, si fa oracolo. Mi aggrappo a Volodine: il post-esotismo sarà presto tra noi.
Perdonami Schopenhauer se ti rubo le idee, ma la rappresentazione del nostro universo è il mondo come sopruso e concussione: ciascuno pensa di avere un potere speciale e di poterlo adoperare su chiunque. Ecco il trionfo dei diversamente esacerbati, mentre ancora corre voce che “tu vali onnipotentemente“.
