Il mare dentro una conchiglia di Antonella Longo

Il mare dentro una conchiglia di Antonella Longo

Recensione di Martino Ciano. In copertina: “Il mare dentro una conchiglia” di Antonella Longo, Giacovelli editore, 2025

È dura la strada verso la serenità. È forse il percorso più difficile da intraprendere in maniera giusta, perché esistono infiniti modi per giungere alla meta. Il raggiungimento del traguardo, però, accomuna tutti e si rivela come quella sensazione di pace che riesce a rendere innocui i fantasmi del passato e gli incubi che ci hanno perseguitato.

“Il mare dentro una conchiglia” racconta di Rebecca, della sua infanzia al fianco di una madre alcolizzata e delle infinite possibilità che da adulta ha avuto per riscoprirsi. Il disagio inibisce, ma la sofferenza è anche capace di dare degli input. Molte volte proprio nel dolore si trova “il motore immobile” che suscita la nostra meraviglia.

Rebecca “da grande” è un’ostetrica. Una donna che porta alla luce la vita. Nel mezzo del suo cammino trova un amore sbagliato, meglio dire tossico, ma lungo la via ha anche al suo fianco un’amica speciale che le farà da “grillo parlante”. Non sempre andranno d’accordo, come è giusto che sia, sicuramente non mancherà mai il confronto.

“Il mare dentro una conchiglia” è un romanzo di emozioni in cui i corpi sono plasmati da sentimenti contrastanti. I personaggi si mostrano attraverso le loro espressioni e i loro atteggiamenti. L’amore sbagliato di Rebecca è Fabio, che simboleggia anche quella drammatica “dipendenza affettiva” capace di condizionare le scelte di vita.

Delineati questi aspetti, il romanzo di Antonella Longo diventa la narrazione di una strada irta di ostacoli che la protagonista percorre con l’intento di renderla “la sua unica via verso la salvezza”. L’errore diventa quindi importante perché insegna. La sua pedagogia è priva di filtri. Esso si mostra in maniera violenta. Tutto ciò non fa dell’opera di Longo “un libro di buoni sentimenti”, ma che apre a una domanda: quanto siamo disposti a rischiare per la serenità?

“Il mare dentro una conchiglia” è una lunga storia dedicata all’amore. Ma non all’amore sciatto, edulcorato dai luoghi comuni e dalle utopie, bensì a quello necessario e di cui tutti abbiamo bisogno per sopravvivere. In questo amore c’è anche quello verso noi stessi, che spesso e volentieri coincide con la capacità di accettarsi.

Lo stile di Longo non è arzigogolato, ma diretto e ricco di sfumature. Attraverseremo una vicenda che è come un lungo ritorno verso casa di cui, proprio come una conchiglia che ci fa sentire l’eco del mare, avvertiamo il richiamo quanto più ce ne siamo allontanati.

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