Il Complottista: navigando tra forum

Il Complottista: navigando tra forum

“Il Complottista” è un racconto di Martino Ciano, dopo aver navigato in alcuni forum. L’immagine è stata creata con l’intelligenza artificiale

Era pronto, sicuro di farla franca e convinto di avviare un processo di salvezza dell’umanità. Avrebbe ucciso un comunista! La pallottola era in canna. L’arma era nel comodino. Si sentiva leggero come una nuvola di vapore acqueo uscita da un ferro da stiro. Si era immolato, si era scelto illuminandosi di immenso mentre ascoltava le parole di un generale, corteggiatore di trans, che invitava alla rivoluzione macho-sovranista. Aveva fatto tutto in piena autonomia e solitudine. Lui era il Complottista: la verità che si verifica per sé stessa.

Forte del sangue universale che gli scorreva nelle vene, protetto dal suo Rh negativo, non temeva la macchina del fango. Sbandierava le sue idee e se ne fregava di chi lo derideva. Non si sentiva un estremista, ma uno che ragionava con la sua mente. Era in guerra contro le logge sataniste che avevano propagato scie chimiche e virus aggressivi. Si sentiva un ribelle, discendente degli Annunaki che avevano scavato profonde grotte nel Corno d’Africa e in cui avevano messo a lavorare i primi ominidi. Lui apparteneva a quel ceppo miracolato sorto dai primi esperimenti genetici effettuati dagli Dei. Il potente Anu, padre incontrastato, era sovranista: maschio e femmina li creò, grazie al suo pene enorme capace di fare straripare le dighe. Non avrebbe permesso ai comunisti di livellare l’umanità, di renderla abitatrice di un Eden edificato senza sangue e sacrificio.

Lui, il Complottista, non avrebbe permesso ai pedofili guidati dal finanziere zombificato Epstein di divulgare la teoria gender che avrebbe reso ogni essere umano un camaleonte inseribile in una sessuologia funzionale e godereccia, senza buchi distintivi e priva di organi identificativi. Un uomo partoriente, un bambino o una bambina ergonomici, donne con testicoli ovarici che avrebbero potuto conservare nel loro utero gli spermatozoi da utilizzare durante esperimenti per una umanità senza Dio e senza Marie Vergini a cui chiedere intercessione.

No, il Complottista non avrebbe permesso ai portatori dell’uguaglianza-diseguale di mortificare la potenza dello Spirito aristocratico, figlio di una volontà di potenza che aveva come obiettivi la costruzione di cattedrali, di città di marmo, di caste formate da uomini muscolosi e da donne medio-caucasiche obbedienti e partorienti sottomesse a uomini romantici, sentimentali, guerrafondai ma anche gran scopatori. Uomini privi di depressione, ma ricchi di testosterone, vitamina D, stoicismo ed estro poetico. Fusione perfetta tra D’Annunzio e Conan il barbaro, quello interpretato da Schwarzenegger e che lui aveva visto, negli ultimi venti anni, almeno una volta all’anno.

Lui, il Complottista, ancora innamorato degli anni in cui la guerra dominava sull’Europa, si sentiva orfano del sangue dei suoi nemici. Sì, i nemici fanno grande un popolo di conquistatori. Quando non ci sono, essi vanno creati, dipinti, animati e dati in pasto all’opinione pubblica. Vanno stanati come gli scarafaggi. Ecco perché avrebbe ammazzato uno, anzi mille comunisti, anche se non sapeva dove si nascondessero, chi fossero e quali atteggiamenti avessero. Erano stati capaci, come il diavolo, di camuffarsi tra la gente, di farsi popolo tra il popolo. Troppo semplice prendersela con negri, barboni, drogati, rasta o frequentatori di centri sociali. Lui doveva colpire un insospettabile. Un finto borghese, un tiepido cattocomunista che voleva fare sbarcare sul suolo italico qualsiasi clandestino pronto ad attuare la sostituzione etnica. Dov’erano i cattolici di un tempo che convertivano a fil di spada, stuprando le donne nel nome di Dio e sodomizzando le più astute con strumenti di tortura, affinché confessassero orge e infanticidi.

Lui, il Complottista, era sostenitore di questa violenza necessaria grazie alla quale sarebbe stata instaurata una pace duratura, perpetua, immortale. Ogni lingua avrebbe inneggiato al suo Dux-Deus e finalmente gli Annunaki sarebbero tornati sulla Terra per riprendere il comando dell’umanità. Ecco perché avrebbe dovuto ammazzare un comunista, perché quel primo gesto avrebbe aperto la strada per la salvezza dell’universo. «Amen», pronunciò mentre spazzolava i denti energicamente, fino a farsi uscire il sangue dalle gengive. La rabbia lo divorava. Sentiva che il mondo chiedeva il conto, bussando al suo petto. Sembrava dicesse: «O dentro o fuori; o vivo o morto». Lui aveva ancora bisogno di rifletterci.

 

 

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