Festival «Antonio Vivaldi» e la tappa di Castrovillari

Festival «Antonio Vivaldi» e la tappa di Castrovillari

Adriana Sabato ci parla della tappa di Castrovillari del Festival Antonio Vivaldi. L’evento si è tenuto il 3 ottobre 2026. L’immagine in copertina è stata scattata dall’autrice 

La IX edizione del Festival Antonio Vivaldi, promosso da Cosenza Autentica APS, con la direzione artistica del Maestro Luigi Maletta, dopo l’apertura di San Giovanni in Fiore ha proposto un nuovo fine settimana di musica a Castrovillari, lo scorso 3 ottobre 2026 nella sala del Castello aragonese.

Per l’occasione si sono esibite le arpiste Maria Cristina Chiarelli e Stefania Binetti con una particolare arpa, non quella classica ma l’arpa celtica, in un apprezzatissimo concerto dal sapore evocativo e narrativo che ha creato una dimensione intimistica per le sue caratteristiche peculiari.

L’arpa celtica, o arpa gaelica, è uno strumento a corde tipico del folklore dei paesi europei di area celtica. L’arpa triangolare celtica proviene dalla Scozia, dove compare durante l’ottavo secolo, si è successivamente diffusa in Irlanda dal dodicesimo secolo e poi nel Galles e in Bretagna.

Questa si differenzia dall’arpa classica usata nelle orchestre sinfoniche per vari motivi: è più piccola rispetto all’arpa classica e a differenza della grande arpa da concerto, l’arpa celtica non ha i pedali, ma ha delle levette che se azionate premono sulla corda accorciandone l’area di vibrazione, ottenendo i semitoni.

Interessante il fatto che gli antenati dell’arpa celtica devono essere ricercati tra le arpe dei Babilonesi, degli Assiri e degli Egizi.

Con l’arpa celtica si suona principalmente repertorio tradizionale irlandese, scozzese e bretone, oltre a musica antica, folk, moderna e colonne sonore.

Le arpiste hanno interpretato Jigs, ballate popolari e antiche arie di Irlanda, Scozia e Bretagna. Inoltre hanno dedicato al compositore recentemente scomparso Bernard Andrès la sua opera Dyades (7 petits duos) per arpa celtica, e il canone di Johann Pachelbel con grande versatilità interpretativa, evidenziando così le timbriche e i colori dell’arpa celtica.

Il riscontro iniziale e la presentazione della nona edizione curata dal direttore artistico Luigi Maletta hanno evidenziato il grande fascino dell’esibizione. Il pubblico ha apprezzato l’atmosfera suggestiva creata dalle due arpe all’interno del contesto storico del castello, lodando la scelta di valorizzare luoghi della cultura del territorio con repertori di musica antica e tradizioni europee.

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