Benzina

Benzina

“Benzina” è un articolo di Martino Ciano. In copertina un’immagine realizzata con l’intelligenza artificiale

La pompa di benzina è un campo di prova: dopo aver lanciato una bestemmia breve per il prezzo, ci si affretta a fare quel che si deve. Qualcuno riparte sgommando, ma ha già altre cose a cui pensare. Hormuz è troppo lontano. Fino a poco tempo fa, per tanti neanche esisteva. Un signore, scendendo dall’auto, dice alla moglie che è tutta colpa di «Hotunz».

Dicono alcuni che l’ideologia sia oscillante come il prezzo della benzina. Anch’essa va su e giù, attraendo un minore o un maggior numero di persone. Perciò non bisogna meravigliarsi che un giorno si insegua un leader e domani si vada dietro a un altro. Sempre branco di qualcuno restiamo.

Fai finta che questo sia un cut-up del pensiero. Io ti illustrerò una nevrastenia da carburanti. C’è chi ha trovato così alto il costo della benzina da aver deciso di riempirne una bottiglia da un litro e mezzo e di tenerla a casa come l’acqua di Lourdes. Nei momenti tristi ha detto che solleverà il tappo e aspirerà intensamente. Il profumo della benzina è un potente ansiolitico.

In certi periodi sono favoriti gli incendiari, in altri si è attratti da uomini che promettono pace. Ma ciascuno fa le cose come vuole. Figurati, il popolo capirà, anzi accetterà. Ci si lamenterà per un po’, ma poi ci si abitua. Ora è il momento giusto per coloro che pronunciano le parole «ordine, nazione, forza, identità».

Telegram fagocita i pensieri dell’annusatore di benzina. In certi gruppi invitano allo sterminio del palestinesi e degli ebrei: «Due razze di merda – si legge – che possono essere eliminate in un solo colpo. Questa è una guerra utile». Ora, a te tutto questo sembrerà un racconto, nel senso che ci sono cose vere e cose false, elementi inoppugnabili e altri inventati di sana pianta.

Ti dico che in parte è così, ma aggiungo anche che se sei capace di spulciare nelle giuste direzioni, sarai in grado di scoprire il popolo che abita una caverna dorata. Le loro teorie non sono ombre, ma hanno nomi e cognomi, indossano abiti e si muovono in corpi in carne e ossa.

Pensa, qui il problema del prezzo della benzina trova ragione nelle teorie di Talete, quello della scuola di Mileto. Poi si affianca a una ragionevole cornice storica che si è fatta sempre più vivida dal 2020, anno della Pandemia da Covid19. Il turpiloquio è allettante. «Se non sai un cazzo di storia e di filosofia, – mi dice uno che va a caccia di scoop – puoi persino crederci».

L’annusatore di benzina è convinto che in Hormuz ci siano ancora le radici dell’albero della Vita. Lì, Dio piantò il giardino dell’Eden, ormai sommerso. Io ci credo che con l’aumento dei prezzi dei carburanti ci abbiano preso tutti in giro. L’obiettivo è non fare capire nulla.

È una scusa la guerra. È una ghiotta occasione per dominare il mondo attraverso il consenso irragionevole dei popoli. Corre il prezzo della benzina, quando comincerà a scendere ciascuno dimenticherà e non bestemmierà più vicino alla pompa. Avremo così soddisfatto i nostri desideri in nome e per conto del «Grande Altro».

Grande Altro: vai a divertirti con un tale che si chiamava Lacan.

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