Estate ordinaria: una ballata

“Estate ordinaria” è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell’autore
Ciascun sindaco ballerà con le proprie ordinanze sul decoro sotto l’ascella, ribadendo che le regole vanno rispettate. L’estate non è anarchia, ma relax confuso. E così usciamo tutti a giocare a guardie e ladri, a maledire la calura e il fitto selvaggio. Tutto viene posto sotto controllo affinché nulla sia controllato.
Poco a poco si riempiono le case, le strade, i locali. Arrivano i sacchetti abbandonati, le cataste di materassi e di elettrodomestici. Ti sembra di attraversare un porcile, ma solo per poco, perché quando tutto viene ripulito pensi che, dopotutto, c’è gente, c’è vita, c’è economia. E si smuovono gli occhi, pure qualche lacrima. È poesia anche la sporcizia. È un indicatore economico.
L’estate ordinaria non è davvero cominciata, ma viene anticipata nei sogni. Ho guardato un giovane adulto mentre vomitava vicino a un albero. Dopo la prima potente scarica ha sputato i resti per altri due minuti. Anche questa è una risposta al weekend afoso. Poi se n’è andato barcollando, canticchiando: «Saremo io e te, per sempre…». Quanta poesia in questa solitaria rivoluzione dell’essere. Lui neanche si è accorto di me.
L’estate ordinaria è uguale a tutte le altre. Le lamentele dei turisti simili a quelle dell’anno precedente. Gli sconti richiesti in quanto clienti abituali. I conti alla rovescia dei commercianti già stanchi. I video-annunci dei primi cittadini con cui si fa intendere che «nulla sfugge e ogni cosa sarà punita». E poi sarà la lotta tra macchie marroni contro mucillagine.
Avanti, lanciamo un sondaggio veloce: a quando il primo sindaco che berrà l’acqua appena uscita dall’impianto comunale di depurazione? Ed ecco l’estate ordinaria che corre su un monopattino truccato guidato da un adolescente che manda a fare in culo qualsiasi cosa gli viene incontro.
È anche questo un indicatore economico. Un dito medio che sa di rivoluzione.
