Gli amanti: Stefano Cazzato tra le pagine del “Liside” di Platone

Gli amanti: Stefano Cazzato tra le pagine del “Liside” di Platone

Articolo di Martino Ciano. In copertina: “Gli amanti. Discorsi sul Liside di Platone” di Stefano Cazzato, Il Convivio Editore, 2026

Chi può disquisire di amore secondo una ferrea logica? Tutti, ma il risultato è deludente. Infatti, per forza di cose, a un certo punto il discorso diventa piatto. Di questo se ne accorsero anche i padri della filosofia, in particolar modo Platone.

Questo è quanto ci illustra Stefano Cazzato nel suo “Gli amanti“, saggio dedicato al “Liside” del filosofo ateniese. L’autore romano, docente di Filosofia presso i licei, non è nuovo a queste operazioni di rilettura, che prendono in considerazione quelli che vengono definiti “gli scritti minori“. Ma secondo Cazzato, proprio in queste pagine poco citate si nascondono i dubbi dello stesso Socrate sul proprio metodo logico e razionale.

Sappiamo bene che il dibattito sulla veridicità dei discorsi di Socrate, se non proprio sulla sua reale esistenza, sia ancora aperto. Platone avrebbe trascritto il suo pensiero, perché il Maestro mai volle lasciare nulla di scritto. Detto ciò, il “Liside” è un dialogo anomalo, nel quale non esiste un vero dibattito, ma appare come un monologo.

Ma al di là di questo nel “Gli amanti“, Cazzato riporta in auge anche le tesi sull’amore che Socrate sostiene sia nel “Fedro” che nel “Simposio“. L’amore è una forza irrazionale che non può essere imbrigliata con i ragionamenti. Anzi, più ci si addentra con logica in questo campo, più si giunge a una aporia. In poche parole, l’amore, l’eros, non sono apollinei, bensì dionisiaci. E su questo caos che genera e distrugge, che si mostra silenziando la ragione, non si possono costruire case dalle fondamenta sicure.

Ma Cazzato fa anche altro. Non si limita a notare questo dubbio che Socrate avanza sul suo metodo solo per quanto concerne l’amore, ma anche su altri argomenti. In tal senso, quindi, “Gli amanti” diventa uno strumento critico, che non presuppone una conoscenza approfondita dell’opera di Platone-Socrate.

Gli amanti” è un libro per tutti e mostra ancora una volta la capacità di Cazzato di parlare con semplicità di una materia considerata ostica. Di sicuro, questo è merito dell’esperienza, oltre che della passione, accumulata in vent’anni di insegnamento della filosofia nei licei, quindi a dei ragazzi che devono comprendere ogni minimo passaggio per restare folgorati da questi argomenti.

Lo “stupore” si è riacceso anche in me, pertanto non posso che ringraziare l’autore. Certamente, il saggio introduce tra le righe anche un altro argomento: Platone può essere considerato un autore definitivamente acquisito, ossia compreso?

Certo che no, restiamo sempre in quel limbo che ci invita ad esclamare “so di non sapere“. Ma come ci è stato ampiamente spiegato, questo “riconoscere la propria ignoranza” non è un sollecito alla “pacifica umiltà“, ma la spinta a una vorace ricerca pur sapendo di non riuscire a giungere all’assoluta verità.

Nella nostra vita conosceremo solo l’amore verso qualcuno o qualcosa, ma mai l’amore in sé. Questa totalità è per gli dei, forse per Dio. A noi restano le “cose” e un infinito senso di spaesamento. Ma Cazzato ci ricorda anche una cosa: per Platone la parola “eroe” deriva da “eros”. Possiamo quindi meglio comprendere cosa sia l’amore e quali forze siano infuse in esso.

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