Il Gladiatore 2: tra critiche e apprezzamenti

Il Gladiatore 2: tra critiche e apprezzamenti
Articolo di Adriana Sabato. In copertina la locandina di “Il Gladiatore 2”

Il film diretto e prodotto da Ridley Scott insieme a Scott Free Enterprises, Red Wagon Entertainment e Paramount Pictures nel 2024, è il seguito del celebre film Il Gladiatore con Russell Crowe del 2000.

Il secondo capitolo viene ambientato circa trent’anni dopo il primo e vede come protagonista Lucius (Paul Mescal), figlio di Lucilla e nipote di Commodo, salvato proprio da Massimo Decimo Meridio (Russell Crowe) alla fine del primo film.

Dopo aver assistito alla tragica morte del venerato eroe Massimo per mano del suo perfido zio, Lucio si trova costretto a combattere nel Colosseo dopo che la sua patria viene conquistata da parte di due tirannici imperatori che ora governano Roma: Caracalla e Geta (Joseph Quinn e Fred Hechinger).

Con il cuore ardente di rabbia e il destino dell’Impero appeso a un filo, Lucio deve affrontare pericoli e nemici, riscoprendo nel suo passato la forza e l’onore necessari per riportare la gloria di Roma al suo popolo.

Ridley Scott fornisce del sano cinema di genere gestendo la memoria di Massimo nel modo giusto, senza eccessi di nostalgia o ansia da prestazione; concentrandosi semmai sui nuovi personaggi i quali funzionano grazie allo sforzo del cast e a una sceneggiatura piena di dettagli tanto minuti quanto eloquenti.

Un punto di forza è dato dall’azione e dalla ricostruzione dell’arena del Colosseo definite adrenaliniche e che sfruttano pertanto tutto il budget milionario. Un altro punto di forza interessante è il parallelismo tra la Roma imperiale in declino e le dinamiche di potere della società contemporanea, tema di grande ( ahinoi ) attualità.

Washington, in particolare, sembra divertirsi un sacco con l’ambiguità morale del suo personaggio, mentre Mescal esce piuttosto bene dal confronto con Crowe eliminando il superfluo e arrivando all’essenza del personaggio.

Anche per il montaggio, la direzione artistica, la messa in scena e l’illuminazione, siamo davanti a un film fatto come si deve, capace di accostarsi con coerenza al suo predecessore e, in generale, ad alcune soluzioni registiche caratterizzate dall’uso delle tecniche digitali e della computer grafica. Tutto ciò permette al film di non risultare artificioso.

Le critiche a “Il Gladiatore 2”

Non sono mancate le valutazioni negative: definito noioso e sconcertante, troppo artificioso e irreale per alcuni personaggi creati al computer e per l’azione considerata poco coinvolgente e frettolosa: molto diverso insomma dal primo episodio, il film comunque è stato visto da milioni di spettatori in tutto il mondo ottenendo un grande successo commerciale, incassando circa 370 milioni di dollari a livello globale.

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