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	<title>Uno Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Arcana. &#8220;Vitriolum&#8221;, l&#8217;inizio di un percorso&#8230;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/vitriolum-inizio-percorso-console/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2023 02:20:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Albino Console Chi siamo, da dove veniamo e ovviamente dove ci porterà il destino? Sono tre delle domande che inevitabilmente l’uomo e la donna introspettivi si pongono a un certo punto del proprio cammino. Questo è il primo di una lunga serie di bivi che cambieranno il nostro destino. Alcuni proseguono con disinteresse, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Albino Console</strong></em></p>
<p>Chi siamo, da dove veniamo e ovviamente dove ci porterà il destino? Sono tre delle domande che inevitabilmente l’uomo e la donna introspettivi si pongono a un certo punto del proprio cammino. <strong>Questo è il primo di una lunga serie di bivi che cambieranno il nostro destino. </strong>Alcuni proseguono con disinteresse, altri vanno alla ricerca della verità.</p>
<p>Alcuni, come chi vi scrive, intraprendono un percorso iniziatico di conoscenza presso scuole più o meno conosciute; altri, in realtà un numero davvero risicato, <strong>possono dire di aver visto la Luce</strong>.</p>
<p>Il gallo canta all’alba per destare il contadino, con lui inizia quel giorno in cui vedo <strong>il Sole sorgere ad est</strong>. Molto c’è da dire, molteplici i simboli da interpretare, ma l’inizio di ogni percorso ci vede certamente concentrati su quello che molti definiscono <strong>l’acrostico alchemico per eccellenza: il V.I.T.R.I.O.L.V.M.</strong></p>
<p><strong>“Visita interiora terrae rectificando invenies occultum lapidem veram medicinam”</strong> lascio a voi lettori la gioia di consultare il Castiglioni Mariotti. Ora passo alla &#8220;ciccia&#8221;. L’uomo per conoscere l’universo dovrà prima di tutto conoscere sé stesso, immergersi in quel putrido acquitrino di sentimenti malevoli che cela con un sorriso più o meno spontaneo e, come un sapiente scultore che con il suo scalpello mostra le bellezze contenute nel blocco di marmo dapprima informe, <strong>dovrà con fatica rettificare sé stesso e mostrare al mondo la versione migliorata di sé.</strong></p>
<p>Il senso di giustizia muove l’uomo che dopo l’analisi di sé stesso ricerca il miglioramento, si spoglia di quella carne che appesantisce la sua essenza divina e cerca, al raggiungimento di un barlume di consapevolezza, quel ricongiungimento alla cosa unica da quella multipla. <strong>Perché la divisione è figlia di…</strong></p>
<p><em><strong>*In foto, Albino Console, Rispettabilissimo Maestro Venerabile della Rispettabile Loggia Lux Solis della Gran Loggia D&#8217;Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Kali Yuga. La quantità del non essere</title>
		<link>https://www.borderliber.it/recensione-yuga-guenon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 16:40:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Adelphi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Kali Yuga. La quantità del non essere&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto di Rene Guenon tratta dal web In un tempo non troppo lontano, quando ancora la Terra era un mistero, gli uomini rivolgevano le loro domande al cielo. Con gli occhi velati dalle lacrime e pregni di una nostalgia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/recensione-yuga-guenon/">Kali Yuga. La quantità del non essere</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>&#8220;Kali Yuga. La quantità del non essere&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto di Rene Guenon tratta dal web</b></p>
<p>In un tempo non troppo lontano, quando ancora la Terra era un mistero, gli uomini rivolgevano le loro domande al cielo. Con gli occhi velati dalle lacrime e pregni di una nostalgia ancestrale, scrutavano i fiumi invisibili che scorrevano tra le costellazioni. Come in cielo così in Terra, essi sussurravano, consci della limitatezza dei loro sensi segregati in corpi-gabbia in cui le anime si dibattevano. Difficile, in questo modo, percepire il Tutto, l’Uno, l’Indivisibile.</p>
<p>Eppure, su ciò che non riuscivano a dare una spiegazione, quegli uomini ponevano un’aureola. Nacque così <em>il mito </em>e la <em>poiesi</em>, lavorio dello spirito spontaneo e anonimo. Tale anonimato non era dettato dal fatto che questi uomini fossero omertosi o perché non esistesse il copyright, ma perché la spersonalizzazione era sublimazione dell’<em>io </em>e tentativo di riunirsi a quell’Uno indivisibile, dal quale si nasce e al quale si torna. In fondo, la molteplicità è solo su questa Terra, in questo popoloso deserto, nel quale meccanicamente nasciamo e meccanicamente moriamo.</p>
<h2>L’incontro tra essenza e sostanza</h2>
<p>Tutte le Teogonie iniziano con l’incontro tra Cielo e Terra, ossia, tra Essenza e Sostanza, Qualità e Quantità. Ogni inizio necessita di<em> luce. </em>Sul Mondo avvolto dalle Tenebre irrompe lo sguardo luminoso del Cielo; un Sole che dà avvio allo svelamento e alla percezione. <em>Fiat Lux</em> e luce fu. Da allora, lo spazio si è mischiato al tempo e nel suo movimento costante, in cui anche tutti gli Enti sono in cammino, nulla appare per perire sulla Terra, ma è legato in maniera indissolubile al Cielo.</p>
<p>Così l’uomo ha sempre alimentato il suo rapporto con il sacro, proteggendo ciò che era misterioso e segreto. Non tutto poteva essere spiegato, ma spiegare ogni cosa non era il problema dell’uomo. L’importante era saldare sempre di più, giorno dopo giorno, il legame con il Cielo. Infatti, l’uomo ha sempre portato nel cuore l’idea che provenisse da quello spazio lontano del quale conservava un ricordo rarefatto, una reminiscenza; magari, il ricordo di un pezzo di Iperuranio. Tutto andava bene, purché durante i suoi sogni o i suoi momenti catartici fosse riuscito a rivedere l’altrove, ossia, la sua Patria. <em>Risorgeremo tra le braccia dell’Essenza.</em></p>
<h2>Il modernismo ha distrutto il senso del sacro</h2>
<p>Il <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/yuga/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="modernismo (apre in una nuova scheda)">modernismo</a> ha distrutto il senso del sacro. Lo ha considerato superstizioso e lo ha relegato in un cantuccio, rendendolo quasi invisibile. Non parliamo della religione, che attraverso il suo dogmatismo ha reso meccanico e burocratico il rapporto con il Cielo dell’umanità, ma del metafisico, luogo che ormai non si ha più il coraggio di visitare. La tecnica ha reso superfluo il dialogo con l’altrove. Oggi tutto è statistica, anche il Cielo. Pensiamo all’astrologia, quella <em>cosa</em> in cui nessuno crede ma verso cui tutti tendono le orecchie. Guardiamo al sapere esoterico, convertito in discussione da salotto o reso argomento di attrazione per imbrattare le pagine di qualche saggio alternativo.</p>
<p>Bastano questi esempi per far notare quanto ambigua sia la società, che da una parte cerca il sacro, mentre dall’altra lo ironizza e lo degrada a passatempo. L’ancestrale bisogno di rivolgere il proprio sguardo verso il Cielo delle domande e delle idee non è venuto meno, piuttosto, il sacro è stato barattato con l’esasperato <a href="https://suddiario.it/il-tempo-levento-che-non-sa-piu-di-esistere/">razionalismo</a>, innescando quello schizofrenico male di vivere che dona all’uomo un aspetto messianico.</p>
<h2>Tutti abbiamo una missione da compiere nell’epoca del Kali Yuga</h2>
<p>Nell’epoca dello spettacolo tutti abbiamo una missione da compiere, tutti sono pervasi da un senso di immortalità, nessuno vuole morire. La morte, ossia, la porta di ingresso per l’altrove alla quale si bussa serenamente solo se si ha coscienza del sacro, è oggi un nemico innominabile. Nell’Universo dei moti perpetui, delle orbite calcolate matematicamente, della statistica e della scienza inumana, non c’è posto per la morte. Il mondo stesso, senza morte, è diventato un Universo che l’uomo ha costruito a sua immagine e somiglianza. Perirà con lui?</p>
<p>“È questa l’epoca del Kali Yuga – scriveva Rene Guenon nella premessa del suo <em>Il regno della Quantità e i segni del tempo</em> – è un tempo di ignoranza e di oscurità in cui l’uomo misura tutto secondo se stesso”.</p>
<p>Di tutto ciò noi siamo testimoni o è solo un’impressione… una delle tante?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/recensione-yuga-guenon/">Kali Yuga. La quantità del non essere</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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		<title>Confessioni estatiche. Martin Buber e l&#8217;Oltre</title>
		<link>https://www.borderliber.it/martin-buber-confessioni-estatiche-adelphi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2018 15:35:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Buber]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano &#8211; già pubblicato su Zona di Disagio Anela l’anima mia… vuole raggiungere l’oltre, vuole unirsi per un attimo a quell’Uno indivisibile dal quale proviene. È prigioniera l’anima mia, ma certe volte si libera e se ne va lontana; si dimentica di appartenere al mondo, perché dopotutto il mondo è stretto… come una gattabuia. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/martin-buber-confessioni-estatiche-adelphi/">Confessioni estatiche. Martin Buber e l&#8217;Oltre</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><em><strong>Articolo di Martino Ciano &#8211; già pubblicato su <a href="https://zonadidisagio.wordpress.com/2018/02/14/confessioni-estatiche-il-ritorno-alluno/">Zona di Disagio</a></strong></em></p>
</blockquote>
<p>Anela l’anima mia… vuole raggiungere l’oltre, vuole unirsi per un attimo a quell’Uno indivisibile dal quale proviene.</p>
<p>È prigioniera l’anima mia, ma certe volte si libera e se ne va lontana; si dimentica di appartenere al mondo, perché dopotutto il mondo è stretto… come una gattabuia. Nessuna parola, però, riesce a spiegare le meraviglie che dimorano nell’oltre.</p>
<p>Tutte le lingue del mondo non hanno la capacità di rappresentare le cose che lo abitano. Per spiegarle bisogna usare delle similitudini, oppure bisogna semplicemente tacere e godere nel silenzio… allora, sarà come addormentarsi.</p>
<p>Ecco, né io né tu vivono separatamente, ma in un contesto antecedente. Lo dice Martin Buber; lo riporta nell’introduzione del suo Confessioni estatiche, un’antologia nella quale sono raccolte esperienze mistiche. Tutte queste storie sono simili e senza tempo. Buber ne prende solo atto, non le giudica da un punto di vista psicologico, religioso o sociale; no, vuole solo donarci queste cose.</p>
<p>Sono testimonianze che hanno attraversato i millenni, eppure sembrano scritte dallo stesso autore.</p>
<p>Ho letto questo libro e non ho avvertito il peso dei secoli, anzi, mi è sembrato che tutto si riproducesse qui e ora. In quest’oltre in cui non vi sono muri, corpi e spazi delimitati, vi è un senso di pace. È un tornare all’origine che le membra umane ci hanno fatto dimenticare; è come immergersi nel mare sentendosi contemporaneamente goccia, onda e oceano; è un tutto senza confini in cui non ci sono distinzioni.</p>
<p>Leggere questo libro vuol dire entrare in contatto con qualcosa che percepiamo, ma nel quale mai ci tuffiamo completamente. In pochi sono riusciti in questa impresa dolce ma dolorosa… tornare in prigione, nel corpo, è terribile. Così, in queste confessioni estatiche sta il tutto che è anche parte di noi; un tutto che ci chiama, ma dal quale qualcosa ci allontana.</p>
<p>Meditate su ogni pagina di Confessioni estatiche e sarà come addormentarsi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/martin-buber-confessioni-estatiche-adelphi/">Confessioni estatiche. Martin Buber e l&#8217;Oltre</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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