<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Università Archivi - BORDER LIBER</title>
	<atom:link href="https://www.borderliber.it/tag/universita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.borderliber.it/tag/universita/</link>
	<description>Sguardi al limite</description>
	<lastBuildDate>Sun, 14 Sep 2025 15:39:39 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">206201238</site>	<item>
		<title>Scellerate di Antonella Finucci</title>
		<link>https://www.borderliber.it/scellerate-finucci-recensione-bora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 22:01:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Borà]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Finucci]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[saggio]]></category>
		<category><![CDATA[Scellerate]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15038</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione di Guido Borà. In copertina: “Scellerate” di Antonella Finucci, Radici Edizioni, 2025 Quando Maria (Agamben) Federici, nata a L’Aquila nel 1899, si immatricolò all’Università Sapienza di Roma, il rapporto tra iscritti di genere maschile e femminile era di undici a uno. Ancora, quando Filomena Delli Castelli, nata a Città Sant&#8217;Angelo in provincia di Pescara [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/scellerate-finucci-recensione-bora/">Scellerate di Antonella Finucci</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Guido Borà. In copertina: “Scellerate” di Antonella Finucci, Radici Edizioni, 2025</strong></p>
<p>Quando Maria (Agamben) Federici, nata a L’Aquila nel 1899, si immatricolò all’Università Sapienza di Roma, il rapporto tra iscritti di genere maschile e femminile era di undici a uno. Ancora, quando Filomena Delli Castelli, nata a Città Sant&#8217;Angelo in provincia di Pescara nel 1916, intraprese il suo percorso di studio all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, lo stesso rapporto, seppur in diminuzione, era sempre troppo elevato: 6 uomini per ogni donna iscritta. – Per la cronaca questo rapporto da qualche anno si è rovesciato e nel 2023 era di 1,3 donne per ogni uomo iscritto. – Maria Federici e Filomena Delli Castelli erano tra le ventuno “Madri” dell’Assemblea costituente e anche in questo consesso istituzionale il rapporto con gli uomini era sfavorevole: una donna ogni 15 uomini.</p>
<p>Tornando a vicende a noi più vicine, dalla lettura del Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne 2021-2027, aggiornato lo scorso luglio, si apprende dell’esistenza di un Obiettivo 4 intitolato “Accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile”, ossia un’esplicita presa d’atto del destino ineluttabile di alcune aree che “non possono porsi alcun obiettivo di inversione di tendenza ma non possono nemmeno essere abbandonate a sé stesse”. Questa parziale ammissione di fallimento dà ragione al lavoro dell’antropologa Anna Rizzo, palermitana d’origine, che da oltre dieci anni segue la riqualificazione della frazione di Frattura di Scanno in provincia dell’Aquila, da sempre critica dell’attuale impostazione del PSNAI.</p>
<p>Queste donne sono protagoniste, insieme a tante altre, del bel saggio di Antonella Finucci, <strong>Scellerate</strong>, e hanno in comune un rapporto simbiotico con l’Abruzzo, con il suo territorio, con la sua vibrante cultura, con la sua gente, con la sua storia. Una terra dal fascino antico, per la maggior parte montuosa, ma allo stesso tempo, sul mare dove il paesaggio gioca un ruolo cruciale. Una terra sconquassata da forti terremoti: nel 1915 Avezzano e il circondario furono colpiti da uno dei più forti terremoti italiani di sempre in ordine di magnitudo con più di 30mila morti. Una terra a cui è stata inflitta la grande ferita dalle emigrazioni: dal 1888 al 1915 partirono oltre 1milone e 300mila persone.</p>
<p>Tra le protagoniste che abitano il volume, c’è chi è partita ed è tornata, chi non se n’è mai andata e chi ha scelto l’Abruzzo come luogo di elezione. Ne cito solo alcune per non spoilerare troppo: Tripolina D’Jatosti sopravvissuta al terremoto di Avezzano, dopo essere diventata ballerina di punta all’Opera di Parigi, nel 1965 ritornò al paese natale e aprì una scuola di danza, un luogo che diventò un’oasi di libertà per le donne. Mirka (Asmerinda) Liberale moglie dell’attivista politico, poeta e scrittore Romolo, fu protagonista nell’infanzia di un atto coraggioso – portò di nascosto del cibo a dei prigionieri di guerra – ed è stata una donna attiva in politica e nel partito.</p>
<p>Daniela d’Arielli, poliedrica artista contemporanea, ideatrice, tra i tanti, di un importante progetto legato all’acqua denominato e.r.c.o.l.ae Experiment resurgent cult organism liquid æ (what the title doesn’t say). Lia Jovenitti, traduttrice in lingua italiana di alcune opere della scrittrice sudcoreana Han Kang, vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura 2024. Natalia Ginzburg fu confinata a Pizzoli in provincia dell’Aquila dal 1940 al 1943, definito da lei stessa il “tempo migliore della mia vita” senza esserne al tempo consapevole. Adele Garzarella geografa, geologa e paleontologa dell’Ispra da alcuni anni si è dedicata di geologia militare che l’ha portata a studiare le vicende della linea Gustav.</p>
<p>Nei racconti di Antonella Finucci, densi di collegamenti interdisciplinari, pulsano sottotraccia temi rilevanti: l’emancipazione, quasi sempre in anticipo sui tempi, le pari opportunità, la determinazione di essere indipendenti, il perseguimento della libertà individuale, il tentativo di rompere il soffitto di cristallo, la creazione artistica, la realizzazione professionale, la possibilità di scegliere il luogo dove vivere. Ma queste istanze sono davvero da donne <strong>Scellerate</strong>? Il titolo<strong> Scellerate</strong>, un aggettivo piuttosto insidioso, polisemico sempre in termini negativi, avrebbe potuto essere il punto di debolezza del volume mentre invece è diventato il punto di forza.</p>
<p>Come recita la quarta di copertina l’uso di questo aggettivo è “iperbolico”. A mio avviso, tuttavia, l’ambiguità potrebbe dipendere dai punti di vista: se eteronomo, ossia visto da una prospettiva maschilista o conservatrice, Scellerate è sinonimo di un atto inaccettabile, irricevibile ma se autonomo, ossia dalla prospettiva femminile o progressista, diventa una dichiarazione di orgoglio, di appartenenza, di amore.</p>
<p>Immaginate un cielo notturno costellato di stelle scintillanti: questo libro possiede la stessa forza evocativa, con un respiro autenticamente universale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/scellerate-finucci-recensione-bora/">Scellerate di Antonella Finucci</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15038</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Una questione di vitamina C</title>
		<link>https://www.borderliber.it/questione-vitamina-c-giannella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2024 23:15:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Frutta]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Riscatto sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[Vitamina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=11143</guid>

					<description><![CDATA[<p>Racconto e foto di Adalgisa Giannella Quando arrivava l&#8217;autunno, Irene apparicchiava la cesta sul tavolo della sala da pranzo con sotto il centrino all&#8217;uncinetto ereditato da nonna Santa, bianco e inamidato a dovere. Ci metteva arance, mandarini, uva, mele, pere, banane che al mercato rionale acquistava con pochi euro dopo mezzogiorno, quando nisciuno accattava chiù [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/questione-vitamina-c-giannella/">Una questione di vitamina C</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Racconto e foto di Adalgisa Giannella</strong></em></p>
<p>Quando arrivava l&#8217;autunno, Irene apparicchiava la cesta sul tavolo della sala da pranzo con sotto il centrino all&#8217;uncinetto ereditato da nonna Santa, bianco e inamidato a dovere. Ci metteva arance, mandarini, uva, mele, pere, banane che al mercato rionale acquistava con pochi euro dopo mezzogiorno, quando nisciuno accattava chiù nient.</p>
<p>Arrivava vierno e la famiglia (issa e Claudina) con quello ci facevano il pieno di vitamina C, perché a spennere sulle medicine non aveva soldi e si dovevano proteggere dal gelo, l&#8217;umidità, u friddo che c&#8217;era fora e dinto quella casarella che aveva solo il foculare in cucina.</p>
<p>La Caritas ci aveva regalato un divano letto e là dormivano lei e Claudina, strignendosi sotto le tre coperte, che aveva lasciato zia Ilde, con le cuffie di lana in testa e i pigiami del marito defunto. Povero Gianni, che di tutta una vita aveva vissuto quarant&#8217;anni, pecche&#8217; e malatie acchiappano i puverielli che non smettono di lavorare neanche co male e cap e a freva a quaranta.</p>
<p>Questi pensieri la scutuliavano forte e li doveva allontanare perché Claudina doveva crescere meglio di loro, studiare e farsi un avvenire. Per questo andava a servizio tutto il giorno nelle case più belle della sua, anche se le mani si erano stortiate e facevano male per non parlare della schiena che ci dava fitte dappertutto.</p>
<p>Dolori e soldi messi da parte per la figlia e l&#8217;università.<br />
A Dio ci esprimeva un sogno: che fosse caldo tutto l&#8217;anno e che potesse campare e lavorare fino a che Claudina si fosse sistemata.</p>
<p>Miracoli, miracoli.<br />
I puverielli si attaccano ai sogni per campare e ai frutti per guarire.<br />
Oggi ci avrebbe appriparato na bella macedonia mentre il freddo le sfrisava la pelle.<br />
Mele, pere, banane, uva, succo d&#8217;arancia, limone, zucchero e cannella.<br />
Claudina le avrebbe stampato un bacio sulla guancia e la forza beneritta sarebbe tornata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/questione-vitamina-c-giannella/">Una questione di vitamina C</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">11143</post-id>	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;utilità dell&#8217;inutile di Nuccio Ordine</title>
		<link>https://www.borderliber.it/utilita-utile-recensione-ordine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Mar 2017 07:26:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[classici]]></category>
		<category><![CDATA[D'Annunzio]]></category>
		<category><![CDATA[Diamante]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Nuccio Ordine]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[Utilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=7238</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. Già pubblicato per Zona di Disagio. In copertina: &#8220;L&#8217;utilità dell&#8217;inutile&#8221; di Nuccio Ordine, Bompiani Così mi perdo tra le pagine del saggio L’utilità dell’inutile (Bompiani) di Nuccio Ordine. Un vasto manifesto che difende la poesia, la letteratura e le arti. Trovo un po’ di sollievo tra le parole del professore di Letteratura Italiana [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/utilita-utile-recensione-ordine/">L&#8217;utilità dell&#8217;inutile di Nuccio Ordine</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. Già pubblicato per <a href="https://zonadidisagio.wordpress.com/2017/02/01/linutilita-che-salva/">Zona di Disagio</a>. In copertina: &#8220;L&#8217;utilità dell&#8217;inutile&#8221; di Nuccio Ordine, Bompiani</strong></p>
<p>Così mi perdo tra le pagine del saggio <strong>L’utilità dell’inutile (Bompiani) </strong>di Nuccio Ordine. Un vasto manifesto che difende la poesia, la letteratura e le arti. Trovo un po’ di sollievo tra le parole del professore di Letteratura Italiana dell’Università della Calabria.</p>
<p>Da amante del futile sapere, della conoscenza immateriale che non produce reddito, ma solo piacere all’anima, ho bisogno di voci amiche e di pensieri apologetici. Ricordo ancora quando ho abbandonato la <strong>Partita Doppia</strong> e i suoi freddi numeri, oltre cui non si poteva andare, per seguire l’immensità delle parole e del pensiero non definito che chiede infinite riflessioni. Quando mi ritorna in mente, gusto con piacere quel primo incontro con la letteratura giunto a 17 anni. Il primo libro che ho letto tutto d’un fiato è stato <strong>Giovanni Episcopo di Gabriele D’Annunzio</strong>. Da allora non mi sono più fermato<em>.</em></p>
<p>Conoscere per il solo piacere di sapere, questo interessa a chi si affida all’inutile. Le materie umanistiche sono state declassate dai governi, dalla politica, dalla scuola. La tecnocrazia indica una sola strada: <strong>il profitto</strong>. Crea uomini che non devono illudersi, che non devono sognare, che non devono porsi domande. Si forniscono nozioni con il solo scopo di risolvere un problema. Fatto sta che per noi il problema è solo ciò che vediamo. Purtroppo, mai pensiamo che l’intero enigma <strong>risiede nell’invisibile, in ciò che continua a muoversi nel sottosuolo della coscienza</strong>.</p>
<p>Ma proprio la filosofia, la poesia, l’arte, la letteratura e il teatro ridanno all’uomo una visione completa. Pertanto, mostrato l’enigma possiamo cominciare a ragionarci sopra. Cosi, nella loro inutilità, le cose futili mostrano paradossalmente che ciò che definiamo utile è il cancro del nostro tempo.</p>
<p>Talvolta mi domando cosa rimarrà del capitalismo rapace, della globalizzazione disumana, dell’uomo economico e della religione del profitto. Per secoli abbiamo creato istituzioni, dottrine, filosofie e sistemi per dare un senso alla vita e alla morte. <strong>Sono bastati due secoli di capitalismo per renderci schiavi del tempo</strong>. Pensiamo freneticamente al futuro e per sfuggire a questa ossessione ci rifugiamo nell’eterno presente. Siamo tutti giovani in cerca di fortuna, di realizzazione, di approvazione.</p>
<p>Su questa giostra non c’è spazio per le cose inutili.</p>
<p>La filosofia, la letteratura, la poesia… <strong>nulla creano e nulla valgono</strong>. Ma il profitto! No, quello è alla portata di tutti. Fatto sta che anche le cose utili non stanno salvando il mondo, piuttosto, alienano e dipingono sulle labbra un sorriso amaro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/utilita-utile-recensione-ordine/">L&#8217;utilità dell&#8217;inutile di Nuccio Ordine</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">7238</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
