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	<title>Peccato Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>In adorazione. Tre poesie di Italo Cirene</title>
		<link>https://www.borderliber.it/cirene-poesie-adorazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jul 2023 01:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
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		<category><![CDATA[distruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Peccato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poesie di Italo Cirene. La foto di copertina è stata scattata da Italo Cirene e riguarda un&#8217;opera dell&#8217;artista catanzarese Jeso Marinaro, detto Mithos L’amore maledetto Oggi son qui in tua adorazione e sarebbe un peccato non peccare vedendoti in beata croce sul letto pregarmi in oscena orazione di mutare in carne il verbo amare per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Poesie di Italo Cirene. La foto di copertina è stata scattata da Italo Cirene e riguarda un&#8217;opera dell&#8217;artista catanzarese Jeso Marinaro, detto Mithos</strong></em></p>
<p><strong>L’amore maledetto</strong><br />
Oggi son qui in tua adorazione<br />
e sarebbe un peccato non peccare<br />
vedendoti in beata croce sul letto<br />
pregarmi in oscena orazione<br />
di mutare in carne il verbo amare<br />
per amarti di un amore maledetto.<br />
L’amore è il giardino del bene e del male<br />
nozze tra paradiso e inferno<br />
frutto di quel gusto del proibito.<br />
È il comandamento capitale<br />
di chi crede che nulla sia eterno<br />
e che la vita sia un miracolo infinito.</p>
<p><strong>*</strong></p>
<p><strong>Preghiera della sera</strong><br />
Non di solo Verbo nutro lo spirito.<br />
Sordo ad ogni pulpito ogni palpito.<br />
Ma qualcosa come un silenzio, a sera,<br />
chiama dalla casa della preghiera.<br />
Ed è colloquio occulto e senza voce.<br />
In punta di cuore ai piedi della croce.</p>
<p><strong>*</strong></p>
<p><strong>Il docile appiglio<br />
</strong>Attraversata dalla via della croce<br />
segnata da stimmate profonde<br />
sei il vaso scoperchiato da un vento astioso.<br />
Se pietosa divinità m’offrisse d’indossare il dolore tuo perfetto<br />
troverebbe facile assenso.<br />
Ma posso solo tentare<br />
di strapparti a quel vento<br />
se ti lacera in sogno memoria d’angeli e demoni.<br />
E porgerti, se vorrai,<br />
l’appiglio di questi versi,<br />
paziente e docile.</p>
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		<title>La Gloria. Giuseppe Berto e la storia di Gesù secondo Giuda</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-gloria-berto-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 May 2023 02:41:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Engels]]></category>
		<category><![CDATA[Eterno]]></category>
		<category><![CDATA[Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[Giuda]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Neri Pozza]]></category>
		<category><![CDATA[Nietzsche]]></category>
		<category><![CDATA[Peccato]]></category>
		<category><![CDATA[Pilato]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La Gloria&#8221; di Giuseppe Berto, Neri Pozza, edizione 2020. La prima pubblicazione del libro è avvenuta nel 1978 Chi è quest&#8217;uomo che si presenta al popolo come Figlio di Dio, Luce, Verità, Liberatore? È un Gesù enigmatico e ombroso quello che Giuseppe Berto immortalò nel suo romanzo La Gloria, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La Gloria&#8221; di Giuseppe Berto, Neri Pozza, edizione 2020. La prima pubblicazione del libro è avvenuta nel 1978</h3>
<p><strong>Chi è quest&#8217;uomo che si presenta al popolo come Figlio di Dio, Luce, Verità, Liberatore?</strong> È un Gesù enigmatico e ombroso quello che <strong>Giuseppe Berto</strong> immortalò nel suo romanzo <strong>La Gloria</strong>, pubblicato nel 1978.</p>
<p><strong>La vicenda del Messia viene raccontata da Giuda, il grande traditore, colui che da sempre è considerato il peggior uomo apparso sulla Terra.</strong> Forse è stato proprio lui ad amare più di tutti il Maestro, facendosi carico della parte più importante di tutta la vicenda, sporcandosi le mani e garantendo attraverso il suo tradimento che le parole dei profeti si compissero.</p>
<p>Uomo colto che abbandonò prima del tempo la ricchezza in nome dell&#8217;ascetismo, <strong>quando Giuda incontrò Gesù tra loro due scoccò l&#8217;intesa</strong>. Vero è che cambiò diverse volte idea sul conto del suo <strong>Maestro</strong>. Infatti, il <strong>Rabbi</strong> era spesso contraddittorio, poco chiaro nelle sue azioni e nei suoi gesti; a volte appariva buono, altre volte crudele. Lui parlava solo per parabole che ognuno interpretava come voleva, <strong>eppure sapeva incantare gli uomini con la sua voce e con i miracoli.</strong></p>
<p><strong>Chi era Gesù?</strong> Giuda non seppe rispondere, ma lo seguì. Lo tradì proprio come Gesù avrebbe voluto, affinché le parole dei Profeti si compissero. <strong>Il male quindi è stato al servizio della Gloria?</strong> Anche <strong>Pilato</strong> cercò di fare di tutto per salvare il <strong>Nazareno</strong>, ma quest&#8217;uomo sembrava che amasse la morte, che la cercasse con tutto sé stesso, perché nulla fece per scansarla. Provoca la rabbia dei Farisei, dei Romani. Lui si proclamò come portatore della <strong>Verità</strong> e quando <strong>Pilato</strong> gli chiederà cosa fosse la verità, visto che il suo bagaglio culturale greco-romano gli imponeva il dubbio costante, il punto interrogativo perenne, la sospensione del giudizio, ecco che uno squarcio si aprì. <strong>Forse da quel giorno il Mondo non fu più lo stesso, perché se ci si proclama come Verità, allora tutto ciò che vi si oppone è Falso, quindi eliminabile</strong>.</p>
<p>È un libro complesso quello di Berto, sebbene sia scritto con un linguaggio moderno. È ricco di riflessioni, va nelle profondità dell&#8217;animo umano, ci dona aspetti celati nelle scritture, ma resta un romanzo. <strong>Un&#8217;opera ambiziosa, come ebbe a dire lo stesso Berto</strong>, ma leggendola a decenni di distanza mostra quanto abbia anticipato i tempi. Di questo connubio segreto tra Giuda e Gesù parlerà in quegli anni anche <strong>Mario Brelich</strong> e, qualche anno più tardi, <strong>Saramago</strong>.</p>
<p>Ancora una volta <strong>Berto</strong> si dimostra scrittore illuminato, figlio di un mondo letterario che non premia a sufficienza le sue menti migliori; basti pensare quanto ancora oggi si parli poco di un romanzo fondamentale quale <strong>Il male oscuro.</strong></p>
<p><strong>La Gloria</strong> ci rivela due aspetti, la ciclicità di certi eventi e l&#8217;impossibilità di leggere la storia al di là delle rigide categorie morali ed etiche. Dal canto suo, <strong>Giuda racconta tutto millenni dopo.</strong> Egli è tra noi, ma non per discolparsi, bensì per approfondire ciò che venne scritto in maniera troppo frettolosa secondo modi di pensare umani e non di certo divini. Cita anche alcuni profeti moderni quali Nietzsche ed Engels, dimostrando che l&#8217;ordine è prima di tutto una necessità simbolica.</p>
<p>Forse oggi questo romanzo non dice nulla di nuovo, <strong>anche se non sono d&#8217;accordo</strong>, ma bisognerebbe leggerlo per comprendere come certi sforzi intellettuali, quando sono uniti a una poetica della ricerca si trasformano in capisaldi con cui bisogna fare i conti. Buona lettura.</p>
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		<title>Vera. Sesta parte di un racconto poliziesco</title>
		<link>https://www.borderliber.it/vira-sesta-parte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 01:36:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Espiazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Inferno]]></category>
		<category><![CDATA[Lama]]></category>
		<category><![CDATA[Peccato]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Racconto di Salvatore Conaci Ne ho abbastanza. Non so cosa sia questa Legio Dei, ma ho trovato Vera ed è in pericolo, non mi serve altro. Sfondo la porta, pistola in mano e patacca attaccata al collo. Mi trovo davanti un gruppo di gente in abiti scuri. Due tizi tengono Vera per le braccia. “Tutti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Racconto di Salvatore Conaci</strong></em></p>
<p>Ne ho abbastanza. Non so cosa sia questa Legio Dei, ma ho trovato Vera ed è in pericolo, non mi serve altro. Sfondo la porta, pistola in mano e patacca attaccata al collo. Mi trovo davanti un gruppo di gente in abiti scuri. Due tizi tengono Vera per le braccia. “Tutti faccia a terra o vi faccio saltare la testa!”, ringhio. “Vera, vieni qui!”</p>
<p>Lei corre da me, sconvolta. Blocchiamo la porta con le mie fascette per gli arresti imprevisti, e scappiamo verso l’albergo. Nel tragitto ci sfioriamo, ci cerchiamo senza fiatare. “Cosa ti avrebbero fatto?”, le chiedo, appena arriviamo, dopo un lungo silenzio.</p>
<p>Mi risponde con una domanda. “Come hai fatto a trovarmi?”<br />
Mi tedia chiamare <em>fortuna</em> l’intuito di un’esperienza trentennale. “Intuito!”, rispondo.</p>
<p>Lei sorride dolcemente. “Mi avrebbero inciso la pelle con una lama. Le cicatrici, nella Legio Dei, sono il segno della nostra vittoria sulla tentazione. Di tutte le volte che abbiamo deciso di restare, anziché abbandonare l’Ordine.”</p>
<p>Vorrei chiederle come mai una donna incredibile come lei sia finita in un casino simile, ma ora serve solo un po’ di normalità. Nella hall il proprietario mi passa accanto agitato, sgrana gli occhi e mi sussurra: “Seguimi!”.</p>
<p>Lo seguiamo. Va sul retro, verso la pineta. Si ferma davanti alla porta in vetro opaco di una casetta di servizio, poi guarda Vera.<br />
È imbarazzante. Non era nei patti che mi portassi una donna in camera o in giro per la struttura, durante il lavoro. “Lei è…”<br />
“Tranquillo”, mi interrompe, “abbiamo un problema più grosso, qui. Ma lei reggerà quello che c’è qui dentro? Signori, vi avverto, è una tragedia!”</p>
<p>Vera annuisce. Entriamo in silenzio, e ci chiudiamo la porta alle spalle. Sembra un déjà vu: scrivania; schermi spenti; un uomo in poltrona, mani penzolanti e sguardo perso nell’infinito, una lama calata giù in gola dalla bocca. È il tizio della lotteria.</p>
<p>“Il nostro addetto alla sicurezza. Un uomo speciale che amava questo albergo come casa sua. Pensa, la festa di Halloween è opera sua!”, mi dice commosso. Poi mi mostra un foglio. <em>Morte per i peccatori. No Samhain!</em>, c’è scritto. Riconosco la scrittura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/vira-sesta-parte/">Vera. Sesta parte di un racconto poliziesco</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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