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		<title>Attesa</title>
		<link>https://www.borderliber.it/attesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 22:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Attesa]]></category>
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		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Attesa&#8221; è una poesia di Giuseppe Gervasi. In copertina una foto scattata ed elaborata dall&#8217;autore Capelli corti, manca il sorriso. Gli occhi non mentono, c&#8217;è tanta paura, tanta attesa, a pochi passi dal bianco cemento. Una donna sola, un uomo solo, un &#8220;bambino uomo&#8221; ride innanzi al tavolo imbandito. Poche frasi sussurrate, per alcuni è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Attesa&#8221; è una poesia di Giuseppe Gervasi. In copertina una foto scattata ed elaborata dall&#8217;autore</strong></p>
<p>Capelli corti,<br />
manca il sorriso.<br />
Gli occhi non mentono,<br />
c&#8217;è tanta paura,<br />
tanta attesa,<br />
a pochi passi<br />
dal bianco cemento.<br />
Una donna sola,<br />
un uomo solo,<br />
un &#8220;bambino uomo&#8221; ride<br />
innanzi al tavolo imbandito.<br />
Poche frasi sussurrate,<br />
per alcuni è l&#8217;inizio<br />
di un nuovo giorno,<br />
per altri è la fine<br />
di una lunga notte.<br />
Pietro e Paolo attendono,<br />
i gladiatori fremono,<br />
un uomo di bianco<br />
scrive la sua morale,<br />
camici immacolati si affrettano.<br />
Una donna nella stanza numero nove<br />
si prende cura del suo fragile corpo.<br />
Una camicia stropicciata<br />
interpreta labbra e sguardi,<br />
che parlano di vita e di incontri.<br />
La mia colazione sta per finire.<br />
Una signora in bilico<br />
raccoglie il suo cornetto caldo.</p>
<hr />
<h4><strong>Chi è Giuseppe Gervasi?</strong></h4>
<p>Giuseppe Gervasi, poeta, scrittore e conduttore televisivo, è nato a Siderno (RC) il 6 marzo del 1977. Vive a Riace, un piccolo paese della città metropolitana di Reggio Calabria. Laureato in Giurisprudenza, per qualche anno ha esercitato la professione forense. Ha ideato e condotto “La Terra del Sole” e “Gente di Calabria”, programmi televisivi di approfondimento culturale. Con Laruffa Editore ha pubblicato “I tuoi Passi Lenti… Verso l’Origine dell’Amore” (2015), “Un Nuovo Suono” (2017) e “Desiderio” (2018), un racconto per bambini che parla di utopie e sogni. Con Radici Future Produzioni ha pubblicato “Riace che Incontra il Mare” (2019), il suo primo romanzo, e “Dietro una Porta Ho Atteso il tuo Respiro” (2021). Ha partecipato con un contributo poetico alla pubblicazione di “Croce di Libia” (Ludo Edizioni, febbraio 2020). A febbraio del 2023 ha dato alle stampe la raccolta di poesie “Che non Sia l’Ultimo”, Pace Edizioni. Nel 2025 ha pubblicato “Ho Sognato la mia Terra” (Vintura Edizioni), una denuncia poetica che accompagna il lettore in un viaggio calabrese al limite tra la realtà e il sogno. Intensa la sua attività politica, sociale e culturale.</p>
<hr />
<p><em>Se ti è piaciuta &#8220;Attesa&#8221;, </em><strong>allora clicca qui e leggi anche <a href="https://www.borderliber.it/un-corpo-in-fuga-gervasi-poesia/">&#8220;Un corpo in fuga&#8221;</a></strong></p>
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		<title>Fake News: notizia senza notizia</title>
		<link>https://www.borderliber.it/notizia-senza-notizia-riflessione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2025 23:01:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ironia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Notizia]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologismi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Fake News: notizia senza notizia&#8221; è un articolo di Martino Ciano. Foto in copertina dell&#8217;autore  Notizia senza notizia: cioè? Fake news! Il dato interessante è che ormai &#8220;poche cose fanno notizia&#8221;. Giusto le tragedie raccontate con dovizia di particolari riescono a incantare per qualche istante il pubblico. Il fatto in sé non conta, bisogna colpire [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8220;Fake News: notizia senza notizia&#8221; è un articolo di Martino Ciano. Foto in copertina dell&#8217;autore </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Notizia senza notizia: cioè? Fake news! </strong>Il dato interessante è che ormai &#8220;poche cose fanno notizia&#8221;. Giusto le tragedie raccontate con dovizia di particolari riescono a incantare per qualche istante il pubblico. Il fatto in sé non conta, bisogna colpire al cuore delle emozioni, spifferare nomi e cognomi, peso, sesso, altezza, quanti più dettagli afferenti alla vita privata. Magari bisogna divorare un corpo e poi vomitarne i resti.</p>
<p><strong>Lo impone la tecnica:</strong> basarsi sul particolare più che sull&#8217;aspetto generale, tirando fuori quel carattere di &#8220;evento&#8221; unico e irripetibile. È giusto dare anche la speranza che ciò non accadrà più. Però, a conti fatti, passato qualche giorno, rischiarata la mente dalle macerie lasciate dal bombardamento mediatico, ecco che tutto viene dimenticato, metabolizzato, scartato e sacrificato sull&#8217;altare della continuità della vita di ciascuno. Si comprende all&#8217;improvviso che davvero &#8220;l&#8217;evento&#8221; era una <strong>notizia senza notizia.</strong></p>
<p>Ognuno torna alle proprie faccende e quanto appena avvenuto, come per magia, non è più un sintomo sociale, ma un&#8217;eccezione che se ben osservata non è altro che ripetizione di una &#8220;tendenza&#8221;. Che rottura di coglioni pensare che ogni omicidio sia &#8220;unico&#8221;, che ogni stupro sia &#8220;un accadimento simbolo della decadenza moderna&#8221;. Ne avvengono tanti: <strong>non ci si annoia mai</strong>.</p>
<p>Intorno a noi, qualcuno decide con accuratezza quali parole usare, quali scartare, quali nascondere, quali omettere, quali cancellare dai vocabolari. Il frasario cambia, le descrizioni si impoveriscono, il linguaggio tende all&#8217;approssimazione, il tono è sensazionalistico e ha un unico obiettivo: <strong>istigare le opinioni del pubblico</strong>.</p>
<p>Certi guru del giornalismo sghignazzano e sussurrano: &#8220;dateci le tre <strong>&#8216;Esse&#8217;</strong>, soldi, sesso e sangue, e vi procureremo un infarto o uno scioglilingua. Vi promettiamo anche che riposerete in un sepolcro imbiancato&#8221;.</p>
<p>All&#8217;esterno tutto appare equilibrato, un naturale stato delle cose con i suoi &#8220;alti e bassi&#8221;, invece internamente il caos concepisce con foga, alimenta focolai, terremoti esistenziali, crisi di panico, controllori e controllati. Quando il sangue scorre e la pazzia sembra ormai inarrestabile, quando passa il messaggio che chiunque si può trasformare in un mostro, scatta la necessità dell&#8217;ennesimo appello <strong>&#8220;alla prevenzione&#8221;</strong> che trasforma ogni istinto ancestrale in un&#8217;emergenza sanitaria contemporanea epocale, mai vista prima.</p>
<p><strong>Prevenire</strong> vuol dire contenere l&#8217;uomo nella forma migliore adattabile al mosaico sociale. Tutto ciò che sfugge di mano è come una tessera che qualcuno ha provato a infilare nel punto sbagliato. Certi libertini penseranno che qui si stiano avvalorando tesi complottistiche. Invece &#8220;no&#8221;, perché anche il pensiero complottista è il tentativo di dare una logica a ciò che è sempre accaduto con mezzi e modi diversi.</p>
<p>Intanto, l&#8217;istinto autodistruttivo dell&#8217;uomo infiammato dall&#8217;eccesso autostima è pur sempre una <strong>notizia senza notizia?</strong></p>
<hr />
<p><em>Se ti è piaciuto questo articolo </em><strong><a href="https://www.borderliber.it/mille-battute-intellettuali-tv/">clicca qui e leggi anche &#8220;Intellettuali televisivi: una dedica in mille battute&#8221;</a></strong></p>




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		<title>Rumore Bianco. DeLillo e la paura della paura di morire</title>
		<link>https://www.borderliber.it/rumore-bianco-delillo-recensione-ponzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 23:01:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[America]]></category>
		<category><![CDATA[DeLillo]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[Ponzi]]></category>
		<category><![CDATA[post-modernismo]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Marco Ponzi. In copertina una foto dell&#8217;autore di &#8220;Rumore bianco&#8221; di Don DeLillo, edizione 1985 Si può parlare di un libro che non si è sicuri di aver compreso del tutto? Leggendo “Rumore bianco”, romanzo del 1985 di Don DeLillo, mi sono domandato a ogni pagina dove mi volesse condurre l’autore. DeLillo usa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Marco Ponzi. In copertina una foto dell&#8217;autore di &#8220;Rumore bianco&#8221; di Don DeLillo, edizione 1985</strong></p>
<p>Si può parlare di un libro che non si è sicuri di aver compreso del tutto? Leggendo <strong>“Rumore bianco”</strong>, romanzo del 1985 di Don DeLillo, mi sono domandato a ogni pagina dove mi volesse condurre l’autore.</p>
<p>DeLillo usa numerosi appigli per indurre il lettore a porsi domande: lo incuriosisce con questioni scientifiche, culturali, filosofiche, commerciali, storiche; qualsiasi cosa è utile a tenerlo incollato alla pagina, con la speranza che il mistero si riveli.</p>
<p>Non si tratta nemmeno di un mistero, a dire il vero. Si tratta di una realtà trasfigurata in una storia che definirei banale ma che, come molte banalità, mostra il bene e il male della vita… e della morte. Perché, a detta di molti, questo è un libro sulla paura di morire.</p>
<p>Credo invece che non sia solo questo. O meglio, a me pare un libro sulla <strong>paura della paura di morire</strong>. Non è tanto la morte che spaventa, ma la paura di avere paura. Ma nel racconto si prospetta una soluzione: una pastiglia che anestetizza questo terrore, un farmaco segreto di cui non si conosce la vera efficacia.</p>
<p>Da un certo punto in avanti, l’autore insiste su questo concetto e lo fa attraverso il “parlato”. È un libro in cui i personaggi parlano della morte ma non è un libro in cui si racconta di una <strong>morte</strong> così imminente. La morte viene ridotta a <strong>“dialogo”</strong> ma non c’è qualcuno che parli con essa, perché è lontana, è solo un pensiero di un pensiero; si capisce che non è reale.</p>
<p>Ho avuto la percezione che questo terrore raccontato sia stato descritto in modo distaccato per somigliare alla società americana, in cui proprio il distacco serve per non farsi sorprendere da morti procurate da stragisti appena usciti dal supermercato con un fucile.</p>
<p><strong>&#8220;Rumore Bianco&#8221;</strong> mi è sembrato più che altro una lunga riflessione sulla contemporaneità americana, del tutto attuale perché pregna di azioni e pensieri mortiferi insiti nel modo di pensare, e di come quella società sia propedeutica alla morte.</p>
<p>Lo percepisco come un atto di accusa verso l’America che si regge su inganni e ipocrisie, tutti volti a rassicurare chi è già destinato a morire, dato che la legge prevede la possibilità di poter procurare la morte, basti pensare a come sia stato semplice sganciare due bombe atomiche, o comprare un’arma senza particolari permessi fino a morire in carcere per mano di un boia.</p>
<p>A noi pare bizzarro che in questo libro si parli di <strong>una morte a portata di mano ogni giorno</strong>, come fosse normale assistere a fatti di sangue e, visto che è così normale, non è nemmeno il caso che questo possa turbare l’ordine fatto di calme apparenti e buoni sentimenti. È lo specchio dell’ipocrisia di oggi, di quella società in cui non si possono pronunciare certe parole, men che meno esprimere pensieri “eretici” per la maggioranza che non è pronta ad ascoltarli.</p>
<p>L’autore ci restituisce l’immagine di una società inconsapevole, proprio come quella in cui siamo immersi oggi, una società che accetta la morte se è altrui e si scandalizza per la propria come se non fosse la cosa più naturale del mondo.</p>
<p>Il finale è anch’esso una lunga riflessione che, attraverso degli esempi, ci comunica che alla morte si può anche scampare, nonostante si faccia di tutto per procurarsela. Mi ero già imbattuto in romanzi <strong>post-moderni</strong> e non li avevo considerati all’altezza della definizione, se fosse mai possibile chiarire cosa sia esattamente il post-moderno.</p>
<p>Questo libro, invece, non chiarisce cosa sia il post-moderno ma ne fornisce una visione più vivida, ovvero la capacità dell’autore di raccontare una storia apparentemente sconclusionata attraverso la confusione mentale dei personaggi e dello stesso lettore che tante volte si trova a leggere senza capire, non solo in questo romanzo.</p>
<p>Ecco, il pregio di questo libro è anche quello di obbligare il lettore a uno sforzo di attenzione, che gli faccia domandare: <strong>sono davvero io che non capisco?</strong> Più che di narrativa potrebbe trattarsi di un testo didattico, ma forse è talmente post-moderno che nemmeno l’autore lo sa.</p>
<p>Emergono, in <strong>&#8220;Rumore Bianco&#8221;</strong>, lo spaesamento e l’inconcludenza dell’uomo moderno che crede di poter dominare tutto, di sapere tutto per poi rendersi conto di non saper rispondere alle domande più elementari, domande che non pongono più problemi dell’attuale ma del già saputo e ovviamente dimenticato.</p>
<p>È un libro di paradossi, gli stessi paradossi di cui il protagonista, un professore di studi hitleriani, non si capacita. E suona paradossale, per certi versi, che proprio lui, un esperto di morte in quanto professore di studi hitleriani, subisca l’angoscia di ciò che conosce. Perché, di solito, quel che spaventa è ciò che non si conosce e spesso, per conoscere, bisogna andare oltre le qualifiche e la vera conoscenza non sta (solo) nell’istruzione ma nella capacità di capire il mondo.</p>
<p>E questa è la cosa più difficile, perché chi lo governa fa di tutto per mischiare le carte e, come un prestigiatore, mette in atto trucchi così inspiegabili che allo spettatore non resta che accettarli.</p>
<p>Benvenuti nella post-modernità, che oramai è attualità.</p>
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		<title>Lievito di speranza</title>
		<link>https://www.borderliber.it/lievito-speranza-gervasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2024 23:03:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Fame]]></category>
		<category><![CDATA[Mani]]></category>
		<category><![CDATA[Pane]]></category>
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		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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		<category><![CDATA[Vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lievito di speranza è una poesia di Giuseppe Gervasi che ci fa riflettere sulla necessità della condivisione. Buona lettura con Borderliber</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/lievito-speranza-gervasi/">Lievito di speranza</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Poesia di Giuseppe Gervasi</strong></em>. <em><strong>Foto dal web</strong></em><br /><br />Tra le mani un pezzo di pane caldo.<br />Le mani tremano,<br />raccolgono molliche di speranza<br />per portarle alle bocche affamate.<br />Sia lodato il pane caldo,<br />sia lodata la mano che lo impasta,<br />sia lodata la farina che lievita,<br />sia lodata l&#8217;umanità vera.<br />Sia lodata la mano,<br />che dona il pane caldo.<br />Sia lodata la condivisione. <br />Sia lodato il pane caldo,<br />che sfama le bocche affamate.<br />Un morso io,<br />un morso tu,<br />un morso tu, <br />un morso io.<br />Sia lodata la mano,<br />che dona il pane caldo.<br />E gli occhi ridono:<br />le mani raccolgono<br />molliche di speranza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/lievito-speranza-gervasi/">Lievito di speranza</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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		<title>Mauro De Candia: in uscita &#8220;La follia dell&#8217;Hirameki&#8221;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/libro-hirameki-candia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Aug 2024 02:40:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Border News]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[follia]]></category>
		<category><![CDATA[La Gru]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uscirà ad ottobre 2024 il nuovo libro di Mauro De Candia, dal titolo “La follia dell&#8217;Hirameki”, edito dalla casa editrice La Gru. Questo articolo è un comunicato stampa Giustizia, pregiudizio, illusione, identità, dissociazione, hirameki: sono questi i titoli delle sei storie al limite del surreale, popolate da personaggi caratterizzati da un “marchio speciale” e da [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Uscirà ad ottobre 2024 il nuovo libro di Mauro De Candia, dal titolo “La follia dell&#8217;Hirameki”, edito dalla casa editrice La Gru. Questo articolo è un comunicato stampa</strong></p>
<p>Giustizia, pregiudizio, illusione, identità, dissociazione, hirameki: sono questi i titoli delle sei storie al limite del surreale, popolate da personaggi caratterizzati da un “marchio speciale” e da un proprio concetto di etica, e sono sei i protagonisti che cercano di realizzare il proprio destino confrontandosi con il concetto di normalità, con le regole e con la realtà socio culturale nella quale sono immersi ma a cui sentono di non appartenere. <strong>Mauro De Candia</strong> indaga sulla natura umana e su quello che rimane nascosto al di là della superficie e delle apparenze, mettendo a nudo le esigenze esistenziali dei suoi protagonisti, anime in costante ricerca della propria forma ideale, che come nella tecnica dell’Hirameki salvano se stessi solo se sanno reinventarsi. L&#8217;opera è già disponibile in pre-order sul sito della casa editrice La Gru.</p>
<h3>Chi è Mauro De Candia</h3>
<p>Mauro De Candia si è laureato in Lettere Moderne con lode e insegna nella scuola secondaria in Lombardia. Prima di diventare insegnante ha svolto numerosi lavori (dal bibliotecario all&#8217;operaio). Ha pubblicato due sillogi poetiche per Edizioni Ensemble di Roma, Le stanze dentro (2018) e Sundara (2021), entrambe premiate con diversi riconoscimenti. Alcune sue liriche sono state tradotte in inglese e spagnolo e sono apparse sulla rivista letteraria accademica Gradiva e sul quotidiano La Repubblica. La follia dell&#8217;Hirameki (La Gru, 2024) è il suo esordio nella narrativa.</p>
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