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	<title>Insonnia Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Evanescenza di una turbolenza</title>
		<link>https://www.borderliber.it/evanescenza-turbolenza-prose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2025 23:02:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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		<category><![CDATA[Turbolenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prose e foto di Giuseppe Rocco Figura Mi sono spaventato della mia ombra, portava un ombrello chiuso sulla larga spalla mentre la pioggia gli sbatteva addosso scolpendolo come si fa con le pietre che nel lungo scorrere si erodono. Lui sorrideva, mi ha stretto la mano senza che lo volessi e subito è sparita senza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Prose e foto di Giuseppe Rocco</h4>
<h4>Figura</h4>
<p>Mi sono spaventato della mia ombra,<br />
portava un ombrello chiuso sulla larga spalla<br />
mentre la pioggia gli sbatteva addosso<br />
scolpendolo come si fa con le pietre<br />
che nel lungo scorrere si erodono.</p>
<p>Lui sorrideva,<br />
mi ha stretto la mano senza che lo volessi<br />
e subito è sparita senza dire altro,<br />
si è dileguata<br />
nel caos primordiale dei miei pensieri.</p>
<h4>Pianto</h4>
<p>Ho buttato un foglio<br />
su cui c’era scritta un’idea,<br />
Mezzo rigo con una poesia<br />
l’ho gettato distratto nel cestino.</p>
<p>L’ho visto piangere,<br />
disperato per il suo destino<br />
ha bagnato il sacco di plastica<br />
e l’altra spazzatura.</p>
<p>Si è affogato nelle sue lacrime,<br />
ha viaggiato nel suo aldilà di parole<br />
e nella sua eternità<br />
ingabbiata negli schizzi di grafite.</p>
<h4>Evanescenza</h4>
<p>Un signore mi ha fermato per strada, vicino ad una fontana, mi ha detto che secondo lui non stavo bene, gli ho chiesto perché, lui ha detto che era come se stessi per sparire. Mi sono specchiato nell’acqua, andava tutto bene, ero intero. Poi ho capito che si riferiva alla mutazione, ai contrasti, ai dissidi, ai paradossi, all’unità precaria dell’anima. Gli ho detto che aveva ragione. Sì, non stavo bene.</p>
<h4>Insonnia</h4>
<p>Un indesiderata<br />
turbolenza di pensieri<br />
fanno piegare l’albero<br />
e cadere i frutti della coscienza<br />
nell’ora del più fitto buio.</p>
<p>Tragedie, ansie,<br />
Preoccupazioni, sconfitte,<br />
gioie, felicità,<br />
amori, vittorie,<br />
nascono e muoiono in una sola notte.</p>
<p>Al mattino, spaesato,<br />
non ricordo più nulla<br />
dei fatti che mi hanno inquietato</p>
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		<title>Una notte di passaggio</title>
		<link>https://www.borderliber.it/una-notte-di-passaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2023 00:28:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Notte]]></category>
		<category><![CDATA[Risveglio]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno]]></category>
		<category><![CDATA[Umanità]]></category>
		<category><![CDATA[Universo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prosa e foto di Martino Ciano Ancora è lontano il canto del gallo. La notte è profonda, infilza gli occhi. Tagliente è solo il silenzio. Il vento sussurra, alla porta stanno appesi tutti i desideri incompiuti; domani, al mattino, con la prima schiarita, saranno rimessi addosso come si fa con una borsa a tracolla. Le [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Prosa e foto di Martino Ciano</strong></em></p>
<p><strong>Ancora è lontano il canto del gallo.</strong> La notte è profonda, infilza gli occhi. Tagliente è solo il silenzio. Il vento sussurra, alla porta stanno appesi tutti i desideri incompiuti; domani, al mattino, con la prima schiarita, saranno rimessi addosso come si fa con una borsa a tracolla. Le mura sono ora amichevoli; questa prigione dalla tinta fantasia, come un pigiama si lascia indossare. C&#8217;è la speranza del sonno, ancora non è balenata la pesantezza delle palpebre, piuttosto è pressante il pensiero di addormentarsi con sé stessi, ché se il corpo giace troppe cose gli ruotano intorno.</p>
<p><strong>Essere, ma non essere percepiti.</strong> C&#8217;è bisogno ancora di mangiare un mandarino e di fumare una sigaretta, di bere un sorso di caffè freddo lasciato in una tazzina dalla mattina precedente. C&#8217;è bisogno ancora di riconciliarsi con i difetti, con i rimorsi, con le gioie, con brandelli di solitudine. C&#8217;è bisogno ancora di invocare la nebbia, di crollare per terra come dopo aver ricevuto un pugno in testa. C&#8217;è bisogno dell&#8217;ultimo abbraccio, dell&#8217;ultimo bacio, dell&#8217;ultima carezza, come se domani non ci si risvegliasse più.</p>
<p><strong>Giocare come i bambini.</strong> Cantare come gli ubriachi. Ridere come i disperati. In tre momenti diversi si è fatta carne la voglia di scomparire dal mondo. Chiudi gli occhi, chiunque tu sia; prima però scaccia ogni essere vivente dal tuo campo visivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Angoscia del dopo-insonnia</title>
		<link>https://www.borderliber.it/racconto-angoscia-insonnia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Nov 2023 01:54:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Ballo]]></category>
		<category><![CDATA[Insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[lacrime]]></category>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<category><![CDATA[pianto]]></category>
		<category><![CDATA[silenzio]]></category>
		<category><![CDATA[Tango]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Racconto e foto di Adriana Sabato Si svegliò inquieta. Ancora tristemente inquieta ma per fortuna stanca: erano ossimori dai quali non riusciva a ridestarsi. Un lungo letargico sonno che non scompariva, non voleva abbandonarla. E non voleva abbandonarsi. E mentre l’orologio segnava (ormai) mezzogiorno, si poneva mille domande… Erano giorni difficili, tristi e cupi, e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Racconto e foto di Adriana Sabato</strong></em></p>
<p>Si svegliò inquieta. Ancora tristemente inquieta ma per fortuna stanca: <strong>erano ossimori dai quali non riusciva a ridestarsi.</strong> Un lungo letargico sonno che non scompariva, non voleva abbandonarla. E non voleva abbandonarsi. E mentre l’orologio segnava <strong>(ormai)</strong> mezzogiorno, si poneva mille domande…</p>
<p>Erano giorni difficili, tristi e cupi, e mentre lui la guardava sorridendo la prese per un braccio accennando un triste tango. Prima col canto e poi coi movimenti del corpo. <strong>Il tango è bello ma è anche molto triste per qualcuno:</strong> il «pensiero triste che si balla» &#8211; secondo la celebre definizione di Enrique Santos Discépolo &#8211; che ha fatto la fortuna dell&#8217;Argentina nel mondo.</p>
<p>Accendendo la tv apparve anche la musica.<strong> Bella la musica, bella la coreografia, quando c’è.</strong> Libera la fantasia, tutto si sprigiona dalla musica: verità nascoste, povertà di linguaggio, vento che ulula, pioggia che scroscia… <strong>Il tempo non esiste, si nasconde dietro alle note:</strong> cela tutti i suoi mostri dentro teorie ancora misteriose. La relatività è ancora dietro l’angolo e le apparenze tendono sgambetti! Nulla da fare, l’apparenza del tempo psicologico è fuori da qualsiasi schema.</p>
<p><strong>Lei piangeva senza fermarsi, senza motivo piangeva e intanto la sua mente spaziava da un momento di allegria ad un momento di tristezza.</strong> E si dava schiaffi, si strappava la pelle tentando di grattar via il solletico di dosso: sembrava un cane con le pulci! Come quando, andando in campagna, aveva sentito addosso la stretta dei pollini sul suo corpo, quella strana sensazione di essere assaltata da qualcosa che non riusciva a definire, ed era proprio impossibile levarselo di dosso.<strong> Forse era preda di un insano delirio?</strong></p>
<p>Ripensava a sua madre, alla sua tristezza, alla rabbia inespressa o forse non capita: comunque si sentiva impotente di fronte a tutta la coerenza del mondo intero. <strong>Ordinato, schematico, schiavo… o era davvero tutto apparenza?</strong></p>
<p>Fino a ieri anche lei era così: schiava degli schemi e di tutte le cose preorganizzate, ma d’improvviso tutto si era rotto, frantumato per colpa di un ingranaggio inceppato. E allora via, tutto all’aria, ché così sembra tutto perfetto e la perfezione non è di questo mondo, ci distrugge, non esiste:<strong> sopraggiunge una distrazione e tutti i piani vanno in aria.</strong> Una bomba imprevista. Un fulmine a ciel sereno, via! Come le guerre…</p>
<p>Deliranti i morsi di quell’immensa sensazione di fastidio. <strong>Deliranti e illogici per il semplice motivo che non trovavano spiegazione.</strong> L’anima angosciata non rispondeva più…</p>
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		<title>Mirko non riesce a dormire</title>
		<link>https://www.borderliber.it/mirko-non-riesce-a-dormire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 02:52:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Bimbo]]></category>
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		<category><![CDATA[Elena]]></category>
		<category><![CDATA[Flusso di coscienza]]></category>
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		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Racconto e foto di Daniela Grandinetti Mi fa male la pancia, non tanto male, un poco, se mi metto a pancia in giù mi passa come dice mamma magari faccio qualche puzzetta e poi mi sento meglio mi fa anche freddo mi copro tutto metto anche la testa sotto, no, non riesco a respirare bene [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Racconto e foto di Daniela Grandinetti</strong></em></p>
<p>Mi fa male la pancia, non tanto male, un poco, se mi metto a pancia in giù mi passa come dice mamma magari faccio qualche puzzetta e poi mi sento meglio</p>
<p>mi fa anche freddo mi copro tutto metto anche la testa sotto, no, non riesco a respirare bene</p>
<p>mi devo girare non ci posso stare la pancia mi fa male</p>
<p>mi siedo sul letto un pochino, non mi piace questo pigiama mi stringe al collo sono cresciuto e mi sta piccolo domani devo dirglielo a mamma che non mi sta più magari glielo dico adesso quando viene per il bacio della buonanotte</p>
<p>però devo dormire è tardi e lei non arriva, se non dormo domani a scuola poi sono nervoso.. oggi non è andata bene è successo di nuovo, dovevo dirlo a mamma dovevo dirle la verità, ma non mi ascolta mai… ma perché non arriva?</p>
<p>c’è silenzio Elena si sentiva male ecco perché non viene, Elena ha la febbre e io lo so le moine che fa Elena quando è malata.. vuole che mamma dorma nel suo letto o forse è andata lei nel lettone e io non me ne sono accorto.. però mamma un bacio viene sempre a darmelo prima di dormire.. anche se Elena è andata nel lettone lei il bacio me lo viene a dare lo stesso, se no non riesco a dormire</p>
<p>domani a scuola non ci voglio andare dico che sto male anche se non è vero, non m’importa se mi porta dalla nonna meglio se m’annoio dalla nonna.. poi sto male davvero adesso anche se non è proprio mal di pancia non lo so cos’è. Vabbè mi stendo di lato, penso a una cosa bella vediamo se mi addormento…</p>
<p>no il cuscino è duro.. non lo so se era duro pure prima ma perché mamma non viene? È buio… non riesco a dormire al buio se accendo la lampada forse è meglio.. poi magari mamma vede la luce e lo capisce che sono ancora sveglio se no pensa che dormo se ne va e non entra…</p>
<p>si addormenterà prima o poi quella mocciosa.. quando fa così Elena la odio, non aveva febbre alta.. il termometro l’ha preso papà l’ha detto ma non me lo ricordo forse era alta davvero quindi mamma fa bene se sta un pochino con lei… comunque domani a scuola non ci voglio andare non lo voglio vedere Leonardo… non mi si deve avvicinare un’altra volta</p>
<p>oggi è stata colpa sua ma la maestra se la prende sempre con me… poi racconta a mamma cose sempre diverse e la colpa è mia… non mi credono Leonardo mi dà fastidio e non mi credono lui lo fa apposta a prendermi le cose, le sue ce l’ha ma prende sempre le mie, oggi mi ha sporcato il foglio per dispetto lo so che era per dispetto io so disegnare e lui no che ci posso fare? Avevo fatto un disegno più bello e me l’ha rovinato… forse dovevo dirglielo alla maestra cosa aveva fatto… non gli dovevo strappare il quaderno ma ero arrabbiato mi fa sempre dispetti brutti.. e poi lui mi ha spinto e se cadevo mi sarei fatto male perché mi ha spinto forte</p>
<p>potevo pure battere la testa anzi meglio se la battevo così almeno mi credevano… si vabbè il pugno gliel’ho dato ma era perché mi volevo difendere.. lui è più bravo di me a raccontare bugie Però ora è la terza volta che mi puniscono….</p>
<p>uffa avevo detto dovevo pensare a una cosa bella per dormire non a Leonardo che poi sto ancora male ma quando resto da solo in classe per punizione e tutti vanno fuori per l’intervallo è una cosa brutta… non te la dimentichi poi… io non me la dimentico… poi ci penso tutte le volte forse lo dovrei dire che è una cosa brutta e poi non ho fatto niente perché ci finisco io in punizione e lui</p>
<p>mai? Quando tornano tutti dentro poi sono contenti e nessuno mi guarda sembra di diventare invisibile anzi mi guardano tutti in modo strano</p>
<p>vorrei raccontare le cose a mamma ma si arrabbia prima di farmi parlare ascolta sempre la maestra e a me non chiede mai niente</p>
<p>Elena è piccola a lei non li fanno i dispetti ma a me sì poi lei si prende le carezze e io i rimproveri.. adesso vado e glielo dico che non riesco a dormire.. ma se poi Elena è lì e non mi parlano ci resto più male…. Forse mamma non viene più, s’è addormentata con Elena… ho sentito che la mamma di Leonardo ha telefonato e mamma ha detto che era dispiaciuta ma che ne sa lei Leonardo è furbo, furbo e il pugno se lo meritava…</p>
<p>mi sa che mamma non viene è tardi e io non riesco a dormire e mi vengono solo pensieri brutti quelli belli non mi vengono… sto scomodo e mi fa caldo… sono sudato forse ho la febbre pure io… è un virus.. e lei non viene più….</p>
<p>forse non mi voleva… ma non è che sono grande io… no non ci vado domani a scuola poi litigo di nuovo e non ci voglio stare in punizione un’altra volta.. sono arrabbiato e poi se sono nervoso Leonardo lo picchio tanto lui non la finisce di farmi i dispetti.. però non riesco proprio a dormire.. e io voglio dormire… voglio dormire… voglio dormire… no tanto non dormo.. conto le pecore, certe volte funziona… una due tre quattro cinque… lo so che si è portata Elena nel lettone… ma pure io mi sento male… non riesco a dormire… poi mi dice che sono più grande e che stiamo scomodi e che devo tornarmene a letto… ma io mi sento male… e lei s’è pure scordata di venirmi a dare il bacio della buonanotte</p>
<p>ora mi alzo e ci vado tanto non dormo….</p>
<p>ok corro nel corridoio buio, il pavimento è freddo apro la porta della camera da letto, è buio pure dentro, non riesco a vedere chi c’è nel letto, ma la porta della camera di Elena è aperta quindi lei dev’essere lì in mezzo a mamma e papà.</p>
<p>sto tremando di fronte alla mia ombra, sono grande e lo so che è la mia ombra ma mi fa paura lo stesso non è vero che sono così grande</p>
<p>mamma…. ho mal di pancia forte…. Non riesco a dormire…. mamma</p>
<p>sto fermo</p>
<p>aspetto una risposta</p>
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