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	<title>ecologia Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>La linea del pudore. Giuseppe Scaglione e ciò che va sacrificato</title>
		<link>https://www.borderliber.it/linea-pudore-scaglione-romanzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 23:02:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bari]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La linea del pudore&#8221; di Giuseppe Scaglione, Les Flâneurs Edizioni, 2024 &#8220;La linea del pudore&#8221; è quel confine sottile che ognuno di noi sposta a suo piacimento e attraverso cui separa ciò che è lecito da ciò che è illecito. Il pudore è anche qualcosa che ha a che [&#8230;]</p>
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<h4>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La linea del pudore&#8221; di Giuseppe Scaglione, Les Flâneurs Edizioni, 2024</h4>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8220;La linea del pudore&#8221;</strong> è quel confine sottile che ognuno di noi sposta a suo piacimento e attraverso cui separa ciò che è lecito da ciò che è illecito. Il pudore è anche qualcosa che ha a che fare con il dolore e con il rapporto che instauriamo con esso, infatti tramite il pudore comprendiamo, accettiamo e scontiamo le nostre e le altrui sofferenze.</p>
<p>Certamente, <strong>Giuseppe Scaglione</strong> si riferisce maggiormente alla prima rappresentazione che ho descritto a inizio articolo, ma non distoglie lo sguardo da qualcosa di più profondo, che può rifarsi all&#8217;idea di <strong>&#8220;compromesso&#8221;</strong>, che, quasi sempre, incatena chi lo accetta a una serie di conseguenze irreversibili.</p>
<p>Il romanzo dello scrittore pugliese ci pone davanti a questo scenario, prendendo spunto dal meglio della <strong>letteratura noir</strong>, che però l&#8217;autore rielabora con i mezzi della <strong>&#8220;tradizione meridionale&#8221;</strong>. Le dinamiche sociali e le aporie in esse contenute sono l&#8217;appiglio sicuro, quasi la giustificazione a ogni cosa. Detto in soldoni: il<strong> capro espiatorio</strong> del delitto al centro di questa storia.</p>
<p><strong>&#8220;La linea del pudore&#8221;</strong> è la nuova indagine del commissario <strong>Andrea Lamparelli</strong>, più un sociologo che un uomo di legge, vista la sua abilità nel saper catalogare il torbido, infilandosi tra quelle crepe ben celate dal più gretto provincialismo, che ha come scopo quello di ridicolizzare la gravità di ogni evento capace di far collassare l&#8217;intera struttura sociale.</p>
<p>L&#8217;omicidio di <strong>Loredana Greco</strong>, esponente della <strong>Bari facoltosa ed ecologista</strong>, nonché donna di indubbia bellezza, innesca la bomba ad orologeria. Il primo depistaggio è il movente passionale, che avrebbe il compito di portare <strong>Lamparelli</strong> su un terreno di banalità e di facili allusioni.</p>
<p>Il commissario non ci casca, ma sfrutta l&#8217;occasione per introdursi in un ambiente sostenuto dall&#8217;apparenza e dall&#8217;omertà, tant&#8217;è che il tutore della legge si domanda cosa sia <strong>&#8220;il pudore&#8221;</strong> e se il suo significato cambi <strong>&#8220;a seconda della classe sociale&#8221;</strong>.</p>
<p>E andiamo al secondo aspetto che ho illustrato a inizio articolo, ossia <strong>il pudore come  mezzo di attraversamento del dolore</strong>. Scaglione ci mostra personaggi sofferenti, nonostante la patina di benessere che ognuno di loro ostenta.</p>
<p>Bari è una città di lobby locali che aspirano a uscire dal proprio isolazionismo. Prestigio e fama, più del denaro e del possesso di beni, sono il fine di ogni relazione. In un quadro del genere <strong>&#8220;amicizia e amore&#8221;</strong> sono parole vuote che vengono riempite solo da valori mondani.</p>
<p>Anche un omicidio può essere quindi un <strong>&#8220;male necessario&#8221;</strong> per mantenere determinati equilibri. La domanda però sorge spontanea: chi è il rampollo che si prenderà la briga di mostrare la propria brutalità in un branco di finta raffinatezza?</p>
<p>Scaglione scrive un romanzo di impatto che ci fa scendere nei meandri della <strong>&#8220;zona grigia&#8221;</strong>, luogo in cui il potere si rinnova assoldando persone di diversa estrazione sociale e creando un movimento di<strong> &#8220;liberazione&#8221;</strong> dal pudore. Una lezione che conosciamo, ma che è sempre bene ripassare.</p>
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		<title>&#8220;Il mare non mente mai&#8221; di Riccardo Mondo</title>
		<link>https://www.borderliber.it/libri-uscite-il-mare-non-mente-mai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2023 01:08:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Border News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Balene]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da oggi, venerdì 16 giugno 2023, disponibile in tutte le librerie e gli store il romanzo &#8220;Il mare non mente mai&#8221; di Riccardo Mondo, edito da A&#38;B Editrice. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa Trama: Il dottor Sottile è il protagonista di questo romanzo, che si sviluppa in una sorprendente alchimia di immaginazione fiabesca, di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Da oggi, venerdì 16 giugno 2023, disponibile in tutte le librerie e gli store il romanzo &#8220;Il mare non mente mai&#8221; di Riccardo Mondo, edito da A&amp;B Editrice. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa</strong></p>
<p><strong>Trama:</strong> Il dottor Sottile è il protagonista di questo romanzo, che si sviluppa in una sorprendente alchimia di immaginazione fiabesca, di introspezione psicologica e di sensibilità ecologica. Tutto comincia con l’inaspettata confessione di un paziente che minaccia il suicidio e che induce il terapeuta a fare i conti con alcune sue inquietanti esperienze. Il mare è come l’inconscio, non mente mai, ma accettarne la verità non è mai facile. Sottile dovrà confrontarsi con una Sicilia di luoghi incantati e di animali parlanti che denunciano la violenza umana. Tornano i ricordi dell’amicizia di tre adolescenti che affrontarono l’ignoto allo Scoglio, un magico isolotto dove si celano le leggende del mago Eliodoro. Il lettore resterà colpito dalla forza ancestrale di Turi “u’ pazzu”, un emarginato pescatore capace di dialogare con un diabolico squalo malignamente veggente. Rimarrà incantato dalla grazia della saggia balena Camilla, amica di tutti i cuori umani che si lasciano sorprendere dall’incanto della natura. Bisognerà proteggerla dalla persecuzione del Baleniere Nero, affinché questo straordinario cetaceo possa realizzare la sua missione: trovare un umano che abbia il coraggio di denunciare la crudele pratica “strapparadici” della sua razza, ed educare le coscienze a riannodare i legami con agli altri abitanti della Madre Terra.</p>
<p><strong>Biografia:</strong> Riccardo Mondo è psicologo analista, saggista e conferenziere. Già collaboratore di James Hillman, con cui ha pubblicato Caro Hillman. Venticinque scambi epistolari con James Hillman (nuova edizione LSWR), svolge attività didattica per diversi istituti di psicoterapia. Tra i suoi saggi ricordiamo Nei luoghi del fare anima (Magi), Sogno Arcano. Per un ascolto immaginativo della vita onirica (La Parola), Il guaritore ferito. Mito e misteri della cura (Magi). Il mare non mente mai è il suo primo romanzo. Vive e lavora a Catania.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7260 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/06/Mondo.jpg?resize=546%2C819&#038;ssl=1" alt="" width="546" height="819" data-recalc-dims="1" /></p>
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		<title>Niente fiori sulle tombe</title>
		<link>https://www.borderliber.it/niente-fiori-sulle-tombe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Apr 2022 04:39:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cimitero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Antonio Maria Porretti No, non si dovrebbero mai portare fiori sulle tombe: ecco, finalmente l’ho detto! Si parla tanto di ecologia, salvaguardia dell’ambiente, e poi? I cimiteri son già fin troppo pieni di morti, non hanno bisogno che sventurate legioni di inflorescenze recise finiscano ammassate e lasciate marcire davanti a loculi, lapidi, cappelle… Quest’ultime [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Di Antonio Maria Porretti</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">No, non si dovrebbero mai portare fiori sulle tombe: ecco, finalmente l’ho detto! Si parla tanto di ecologia, salvaguardia dell’ambiente, e poi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">I cimiteri son già fin troppo pieni di morti, non hanno bisogno che sventurate legioni di inflorescenze recise finiscano ammassate e lasciate marcire davanti a loculi, lapidi, cappelle… Quest’ultime per chi ha goduto di una certa dose di fortuna nella vita, sia ben chiaro, oppure ha avuto perlomeno il privilegio di morire bene, non so, dipende, non riesco mai a decidermi su questo punto…sarà che ne ho viste troppe! Mi deprime la visione di quei poveri vegetali accartocciati e strangolati dentro quelle corolle di carta crespa o velina, con dei colori a volte così improbabili e fasulli! Il gusto di certi fioristi è a dir poco abominevole, e ancor più abominevole è sottoporre quelle innocenti creaturine a una tale agonia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La verità è che ormai non vi è più igiene al mondo; nemmeno nella morte. Per forza che poi all’improvviso, una guerricciola là, una pandemia qua cerchino di fare un minimo di ordine e pulizia. Anche se non è detto che vi riescano sempre, perché diciamolo una buona volta in tutta tranquillità e franchezza, siete pervasi di un tale spirito nostalgico verso les belles époques in cui vi siete sollazzati in passato, da esserne totalmente asserviti e dipendenti, tutto qui. E non provate a contraddirmi perché io c’ero e vi ho visti all’opera, abbiate almeno la dignità di non negarlo, vi siete profusi senza risparmio. Potete star certi che io vi seguo sempre con estremo interesse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma sto divagando, mi capita spesso quando si sfiora l’argomento, dopo tutto ho anch’io le mie piccole debolezze, c’est la vie! </p>



<p class="wp-block-paragraph">A ogni modo, potreste evitarli i fiori sulle tombe, i morti di certo non se li godono, non sanno neanche che sono lì, figuriamoci il resto! Ve ne sono addirittura di quelli che non sanno nemmeno come ci sono arrivati fin lì. Tipo le vittime di violenze domestiche, giusto per dirne una, sì, proprio quelle trucidate come neppure i più efferati assassini di “CRIMINAL MINDS” riuscirebbero a fare, le stesse che magari incrociavate sul pianerottolo di casa, ma che voi per ossequio al culto delle tre scimmiette ignoravate; oppure i coetanei tormentati fino all’ultimo spasimo dai vostri beneamati pargoli che tanto gentili e belli non sono, checché ne diciate e proclamiate a tamburello battente. Ecco, almeno in questi casi, evitate di portarli i fiori sulle tombe, perché sarebbe un’offesa che quei morti non meritano. Evitate le standing ovation sui sagrati delle chiese all’uscita di quelle bare, o non vi bastano le vostre ola negli stadi? Non serve a niente pensarci dopo, dovevate farlo prima. Regalateli a qualche persona viva i fiori, avete l’imbarazzo della scelta a partire da voi stessi. Ve lo dico in nome di coloro che io rappresento, sono io ormai la loro voce, la loro unica testimone e testimonianza della loro presenza in e sotto la terra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E consentitemi di aggiungere e suggerirvi quest’altro consiglio di manutenzione, o se preferite di farvi questa confidenza: io non so che farmene dei vostri abbellimenti, e tanto meno di tutti quegli orpelli che seguitate ad affibbiarmi. Io sono del tutto disinteressata e recidiva a qualunque trattamento di remise en forme o cura di bellezza intendiate propormi. Sono snella di natura, molto più dei vostri standard in auge, oserei dire scheletrica. E tale resto. Non metto su un grammo neppure con le tonnellate di carne e ossa che mi costringete a ingurgitare ogni giorno. E se proprio desiderate tanto fare qualcosa per me, ve lo indico io stessa senza alcuna esitazione: io vorrei essere lasciata in pace una volta ogni tanto, per potermi concedere una breve vacanza. Ne avrei tanto bisogno!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>*Antonio Maria Porretti, attore di fame e non di fama, con una passione insaziabile e smodata per la precarietà. Avrebbe in animo di ritornare presto&nbsp; &#8211; come faceva prima che Nostra Signora Pandemia giungesse a sovvertire anche il suo destino &#8211; a fare la spola tra l&#8217;Italia e Parigi. Nel frattempo legge (tanto) e cerca di scrivere persino qualcosa.</em></p>
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		<title>Un serioso senso di impotenza. Un incendio</title>
		<link>https://www.borderliber.it/un-serioso-senso-di-impotenza-un-incendio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Aug 2021 18:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Antropocene]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza incendi]]></category>
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		<category><![CDATA[fuoco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano Solo ciò di fronte al quale siamo impotenti va preso con serietà. Non esiste altro modo per esprimere la nostra insofferenza se non davanti al limite che ci pone l’incontrollabile. E la sensazione migliore è quella che ci regala l’inattività. Ora colti da una sindrome di menefreghismo, ora commossi dalla rabbia [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Articolo di Martino Ciano</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo ciò di fronte al quale siamo impotenti va preso con serietà. Non esiste altro modo per esprimere la nostra insofferenza se non davanti al limite che ci pone l’incontrollabile. E la sensazione migliore è quella che ci regala l’inattività. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora colti da una sindrome di menefreghismo, ora commossi dalla rabbia del disincanto, ce ne stiamo con gli occhi spalancati a guardare il disastro. E il disastro è sempre un luogo in mezzo a migliaia di <em>non-luoghi</em>, una casa tra tanti ruderi felici, un abbraccio tra tanti cazzotti carichi di stima e di affetto. A cosa serve volgere lo sguardo verso l’orizzonte quando ci sentiamo abitanti di una terra piatta, che ha perso la sua sfericità?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eccomi, terra arida e senza colore come una pagina sulla quale l’inchiostro è sbiadito, rovinato dall’umidità del tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Odore di terra bruciata, sensazione felice dei giorni d’agosto. In una regione chiamata Calabria, al centro di un Mediterraneo inquinato, sta la mia casa. E io appartengo all’Antropocene, <em>epoca</em> di sconquassi e calamità indotte; di azioni volute e non volute, ma sempre accettate grazie all’impotenza dimostrata da masse di uomini che si sono affidate al Dio degli eserciti, dei cieli, delle resurrezioni e dell’isteria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E guardate un po’, imbratto una pagina word. Digito in fretta le parole. Le mie dita si muovono sulla tastiera senza che io la guardi. Sono mani potenti, mosse da una mente che è impotente davanti al flusso dei pensieri… da dove viene il pensiero? E questo fiume che scorre e sovrasta l&#8217;emisfero destro e l&#8217;emisfero sinistro del cervello è fatto di acqua o di fuoco, di aria o di terra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto i Canadair volano verso l’ennesimo incendio. Mezza montagna bruciata. Il venti percento del bosco è andato in fumo, il restante ottanta percento del costone ormai annerito era composto di erba, fiori e fiorellini, arbusti secchi e cose sacrificabili. Mentre sale verso il cielo la colonna di fumo, io sto nel tempio mondano dell’impotenza. Che mani umane abbiano appiccato il fuoco, mi sembra una ovvietà; che mani umane abbiano spento il fuoco, mi sembra una ovvietà; che menti umane si chiedano ancora “perché questo avviene”, mi sembra una bestialità. Quanta fiducia nell’umanità ha l’uomo potente e pronto all’azione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E il fuoco è stato spento e l’ultimo Canadair va via, attraversando il cielo come una freccia ammuffita. Ho assistito a ogni cosa, mettendo in salvo quel poco di fiducia verso la vita che mi è rimasta, anche ora quando il mondo va incontro all’estrema unzione. Torno a essere serio, scrivendo un impotente grido d’allarme, per sentirmi parte di una natura che pian piano ci aiuterà a estinguerci.</p>
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