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	<title>Biblioteca Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>La biblioteca di Parigi. Charles e il racconto della memoria</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-biblioteca-di-parigi-charles-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 23:01:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Letizia Falzone. In copertina: &#8220;La biblioteca di Parigi&#8221; di Janet Skeslien Charles, Garzanti, 2020 Una giovane francese; una biblioteca multiculturale; una guerra. Una Parigi spenta e minacciata, che tenta di sopravvivere e di trovare un motivo per sorridere ancora. Due linee narrative, due tempi, due punti di vista legati perfettamente. La prima linea [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Letizia Falzone. In copertina: &#8220;La biblioteca di Parigi&#8221; di Janet Skeslien Charles, Garzanti, 2020</strong></p>
<p>Una giovane francese; una biblioteca multiculturale; una guerra. Una <strong>Parigi</strong> spenta e minacciata, che tenta di sopravvivere e di trovare un motivo per sorridere ancora. Due linee narrative, due tempi, due punti di vista legati perfettamente.</p>
<p>La prima linea ci catapulta in un posto che fa subito sognare. Il mondo di <strong>Odile</strong> viene presentato con parole e numeri: l’autrice ci immerge subito nel mondo della biblioteconomia e crea delle immagini efficaci per costruire la scena nella nostra mente, dove possiamo anche noi percepire le folate di vento parigino.</p>
<p>La seconda linea temporale si svolge a distanza di circa quarant’anni, quando rivediamo <strong>Odile solitaria, nel Montana, in America</strong> con un atteggiamento ritroso. E conosciamo la giovane Lily.</p>
<p>Vengono attraversati, infatti, gli anni dall’inizio della seconda guerra mondiale, che si presagisce con timore; gli anni dell’occupazione tedesca a <strong>Parigi</strong> e della povertà dei francesi costretti alla sottomissione; gli anni dell’antisemitismo e dei campi di internamento. Di questo il lettore ha conoscenza, percepisce il pericolo di camminare per le strade con dei documenti che attestano lo stato di straniero; le privazioni in alimenti e vestiario; le conseguenze dei numerosi arresti; le omissioni sulla crudeltà degli attacchi a certe donne.</p>
<p>Sono le piccole cose che in <strong>&#8220;La biblioteca di Parigi&#8221;</strong> destano sorpresa o sgomento: <strong>Odile</strong> che passeggia per le strade ricordando i colori e gli odori di botteghe ormai chiuse; le file delle donne francesi per le razioni di cibo; il silenzio di una città che è sempre stata viva; le stelle gialle che compaiono sugli abiti di alcuni parigini, che la ragazza nota con la coda dell’occhio.</p>
<p>A volte colpisce di più quello che non viene detto, piuttosto che quello che si espone apertamente. E così, il libro ci accompagna in una Parigi cambiata, senza più musica, senza teatro, senza colore, dove sorridere è diventato sempre più difficile e fare la cosa giusta può risultare una scelta pericolosa. Ma i grandi protagonisti del romanzo sono i libri.</p>
<p>In un momento in cui i libri vengono accusati di diffondere idee contrarie alla propaganda tedesca e di sviluppare la resistenza, le biblioteche di tutta Europa subiscono il saccheggio di migliaia di testi incriminati. Preoccupati per la collezione pregiata che possiedono, gli impiegati dell’ALP decidono di rischiare la vita per proteggerli, nonostante siano quasi tutti stranieri e le loro ambasciate li abbiano esortati a fuggire.</p>
<p>La narrazione mi ha trasportata a Parigi, mi ha fatto amare Odile e l’American Library. Lo stile dell’autrice è semplice ma molto elegante, scorrevole e poetico nei momenti giusti. La storia è qualcosa di unico, è un omaggio alla lettura, alla resistenza, alla capacità dell’essere umano di rinascere anche in mezzo alle pagine di un libro, mentre fuori imperversa una tempesta.</p>
<p>La guerra ha devastato anime, corpi, arte, musica e letteratura, ha ricomposto alcuni animi forse mancanti di diversi pezzi, ma pronti a rialzarsi, come la <strong>Biblioteca Americana di Parigi</strong>, un rifugio, una casa per Odile che ha tenuto con sé mille colpe e mille segreti fino all’incontro con <strong>Lily</strong>, giovane e ficcanaso che ha riaperto ferite, ha invaso la sua vita salvandola, come uno dei libri più belli che possiamo sfogliare: <strong>l’amicizia</strong>.</p>
<p>I temi più importanti in <strong>&#8220;La biblioteca di Parigi&#8221;</strong> ci raccontano della solidarietà, dell’amicizia e soprattutto del valore delle parole e della comunicazione, intesa come patrimonio da trasmettere. È infatti nel continuum tra la vita e gli insegnamenti di Odile alla maturità raggiunta da <strong>Lyli</strong> che troviamo il nodo centrale del libro. Le generazioni che si rinnovano e si raccontano, il confronto che accresce e migliora e infine il valore della memoria.</p>
<p>Un romanzo potente e ricco. Ricco di amore e di storia. Un bellissimo libro assolutamente da leggere.</p>
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		<title>Biblioteca di Sapri: undici mila volumi da consultare</title>
		<link>https://www.borderliber.it/biblioteche-a-sapri-undici-mila-volumi-da-consultare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2022 02:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Border News]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Biblioteca di Sapri: undici mila volumi da consultare&#8221; è un articolo di Roberta Manfredi. In copertina una foto fornita dall&#8217;autrice Parlare della biblioteca comunale “Biagio Mercadante” di Sapri, per me, è come parlare di casa; be’, allora il mio è sicuramente un punto di vista soggettivo, direte voi, ma vi posso garantire che il mio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Biblioteca di Sapri: undici mila volumi da consultare&#8221; è un articolo di Roberta Manfredi. In copertina una foto fornita dall&#8217;autrice</strong></p>
<p>Parlare della biblioteca comunale “Biagio Mercadante” di Sapri, per me, è come parlare di casa; be’, allora il mio è sicuramente un punto di vista soggettivo, direte voi, ma vi posso garantire che il mio affetto per quel luogo e per le persone che ci gravitano intorno si basa su moltissime componenti oggettive.</p>
<p>Con i suoi oltre 11.000 libri catalogati e moltissimi altri in fase di catalogazione, tra cui recentissime acquisizioni di nuove pubblicazioni, la biblioteca “Biagio Mercadante” presenta un patrimonio ampio e variegato che consente ai lettori di spaziare dalla letteratura (italiana, ma anche in inglese, francese, tedesco) alla saggistica sui più disparati argomenti (religione, filosofia, storia dell’arte), proponendo una vasta gamma di titoli riguardanti la storia più strettamente correlata al territorio: gli scritti di Carlo Pisacane, le narrazioni romanzate o meno della sua sfortunata spedizione, quelli di Mercantini; per giungere all’offerta di resoconti di autori locali.</p>
<p>Si tratta del patrimonio bibliografico più grande del circondario che si fregia di annoverare anche il “Fondo Rugarli”, la biblioteca personale del compianto autore de “Il nido di ghiaccio” che tanto amò Sapri e il Cilento; oltre anche a numerosi libri rari stampati a partire dal XVII secolo. Un patrimonio non solo in costante crescita, ma che si propone di soddisfare qualsiasi esigenza dei propri utenti, grazie all’istituzione, a partire dal 2018, del servizio di prestito <em>interbibliotecario </em>che ha fatto seguito all’inserimento della “Mercadante” nell’SBN, il Servizio Bibliotecario Nazionale che unisce tutte le biblioteche d’Italia, registrando tutti i titoli in possesso di ciascuna.</p>
<p>Ciliegina sulla torta? La cordialità e il sorriso della bibliotecaria, Marina Dattola vi riserveranno un’accoglienza più calorosa di un abbraccio; sarà lei a guidarvi nell’infinità di <em>saperi</em> e di emozioni contenute in ogni libro a disposizione, riuscendo sempre a trovare quello che più fa per voi.</p>
<p>Con il recentissimo trasferimento in una sede più ampia che consente una maggiore divisione delle varie sezioni bibliografiche, corredata anche di un grande giardino, la “Mercadante” riprende con nuovo vigore a perseguire la propria vocazione di unire e valorizzare i talenti e le competenze locali al fine di far crescere il territorio e creare un luogo confortevole in cui operare. Adesso, del resto, la biblioteca è anche un centro culturale, fucina e propulsore di nuove idee e nuovi modi di comunicare. Non sono infatti stati pochi, nel corso degli anni, gli eventi ivi realizzati anche e soprattutto con collaboratori attivi sul territorio: dalle varie rassegne letterarie agli incontri di filosofia, giornalismo, fisica, antropologia, fotografia…</p>
<p>Pronta ad accogliere sempre nuovi libri, sempre nuovi talenti e competenze, sempre nuove idee, la biblioteca comunale “Biagio Mercadante” continua a lavorare per regalarvi ogni giorno nuove esperienze e nuove emozioni.</p>
<p>Che dire? Restate collegati e se passate da Sapri, veniteci a trovare!</p>
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		<title>Origami. Le costruzioni di carta di Sabatina Napolitano</title>
		<link>https://www.borderliber.it/origami-le-costruzioni-di-carta-di-sabatina-napolitano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2022 02:27:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[Borges]]></category>
		<category><![CDATA[Calvino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Francesco Papa. In copertina: &#8220;Origami&#8221; di Sabatina Napolitano Appena si apre Origami di Sabatina Napolitano un vortice tende a condurre il lettore in una profondità inaspettata. La scrittura scorre leggera eppure densa come può essere soltanto la prosa di una poetessa, piena di rimandi e suggestioni, citazioni implicite ed esplicite. Dal gorgo non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Francesco Papa. In copertina: &#8220;Origami&#8221; di Sabatina Napolitano</strong></p>
<p>Appena si apre <em>Origami</em> di Sabatina Napolitano un vortice tende a condurre il lettore in una profondità inaspettata. La scrittura scorre leggera eppure densa come può essere soltanto la prosa di una poetessa, piena di rimandi e suggestioni, citazioni implicite ed esplicite. Dal gorgo non si riemerge se non dopo aver letto l’ultima pagina con la consapevolezza di aver perso qualcosa tra le pieghe della carta con la quale questo gigantesco origami, che è di fatto il libro, è sapientemente costruito.</p>
<p>Tutto sembra ruotare intorno all’affascinante e colta Olga, direttrice della biblioteca di Itaque, ma in realtà il centro del vortice è la letteratura. Così in un gioco che rassomiglia agli intricati labirinti dell’anima edificati da Borges e percorsi da Calvino, la colta e raffinata protagonista si muove in un mondo in parte reale e in parte costruito dalla sua mente, trovando conforto in quella memoria vegetale che sono appunto i libri. E neppure un matrimonio apparentemente perfetto con l’altrettanto affascinante e colto Gustavo Miso, editore e direttore del giornale di Itaque, e un figlio scrittore, Edoardo, la libereranno dalle sue contraddizioni.</p>
<p>Il suo rifugio saranno sempre gli origami e <em>Origami</em>, dapprima un giornalino da scuole medie e infine un prestigioso giornale che lei fonda e dirige. Il centro del mondo è però la biblioteca, in essa Olga vive e crea vita. Tra libri e stampe sembra consumarsi un’esistenza il cui corso prende molte deviazioni ma ritorna infine sempre al suo tragitto originario: <em>la via segnata dalla cultura e dalla creatività</em>. Il centro del vortice, come dicevamo, è invece la letteratura, incarnata proprio da Olga che per tutto il romanzo cerca di condurci da qualche parte, ma solo alla fine scopriremo dove e probabilmente ci arrabbieremo per non averlo capito prima, quasi fossimo in un giallo e il mistero incarnasse noi stessi. Così le parole dei nonni di Olga ricordate nelle prime pagine, «la parola serviva ad attrarre ciò che dà la vita», risulteranno profondamente vere e profetiche.</p>
<p>La letteratura nella vita e nella famiglia di Olga non è un accessorio. È semmai il parametro essenziale al quale vanno rapportate tutte le cose. Per ogni azione, per ogni sentimento e per ogni moto dell’animo c’è un referente letterario. Come un origami che schiudendosi riveli al mondo la vera natura del suo foglio, le parole segrete eppure fondanti e portanti. Perfino la morte non si sottrae a questo destino e la fine di Gustavo e Edoardo riecheggiano di letteratura.</p>
<p>Il viaggio che ci concede Sabatina Napolitano è un’avventura che presuppone l’attenzione alle piccole cose, alle citazioni e alle sfumature di senso. È vero che «”Origami” è un meraviglioso <em>mise en abyme</em> dove le vite di Olga e Gustavo Miso si intrecciano», ma è anche, prendendo in prestito le parole di Montale, una vita senza «lineamenti fissi, volti plausibili o possessi. Nel cui giro inquieto ormai lo stesso sapore han miele e assenzio».</p>
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