Spettacolo di cose

Articolo di Martino Ciano dedicato al filosofo Jean Baudrillard. Benvenuti allo «Spettacolo di cose». L’immagine in copertina è stata creata con l’intelligenza artificiale
Guarda che spettacolo meraviglioso: prima delle cose per soddisfarli, producono i desideri e inventano nuovi bisogni. Li suscitano in noi soffiando sulle braci che stanno nella nostra mente. In questo modo ci convinciamo che siamo noi ad aver davvero necessità di quella «cosa» che luccica lì dentro, nelle vetrine dei centri commerciali o in quelle virtuali che compaiono nei social.
E noi corriamo. Cacciamo la nostra carta plastificata che contiene stipendi, risparmi, rendite. Quei soldi sono solo una cifra scritta a caratteri digitali. Sembrano i numeri della sveglia che ogni mattina ci fa spalancare gli occhi. È forte questa propaganda, usa un sacco di mezzi. Ognuno di noi abbocca a qualcosa di diverso. Ciascuno è attratto da una parte di questa «cosa».
C’è chi corre dietro a un colore, chi si innamora di una forma, chi ci vede un po’ del suo humor, chi un po’ del suo essere malinconico. Resta il fatto che non passa giorno in cui non ci sono «cose» da comprare, desideri da soddisfare, o cumuli di rimpianti che suscitano noi invidia verso chi può avere tutto con il minimo sforzo.
Che spettacolo quotidiano è questo? Chiamiamolo «spettacolo di cose»; roba da acquistare senza ritegno; cianfrusaglie che non ammettono parsimonia. Non esiste crisi, non esiste più la povertà. Vogliamo che sull’umanità intera ricada il peso di scelte scellerate. Deve continuare questo «arraffa arraffa» senza buongusto. Il mondo perirà in nome di questo «spettacolo di cose» che si consuma nei nostri supermercati.
Guarda che abbondanza, che surplus. La maggior parte di queste cose andranno al macero, o marciranno, o saranno spedite in qualche continente di malnutriti. L’importante è che né tu né io lo sapremo mai. E guai a interrompere la produzione. Un Pil in calo è un segnale di sciagura, di anoressia nervosa. Chi osa mettersi a dieta? Chi osa definirsi anti-sistema?
Zittite lo Jean Baudrillard che è in voi. Non citatelo, non portatelo alla ribalta. Lasciate che i suoi libri marciscano. Picchiate i professori che ne parlano nelle Università. Nessuno osi fermare lo «spettacolo di cose». Anzi, strappate alle madri i figli ed educateli al desiderio, al capriccio, al possesso, alla fame. Saziateli il meno possibile. Abituateli a metabolizzare subito ciò che ingeriscono.
Lo «spettacolo di cose» cerca sempre nuovi attori protagonisti. Guest star pronte all’azione. Siate impazienti, siate affamati.
