Meloniana: categoria postmoderna

Meloniana: categoria postmoderna

“Meloniana: categoria postmoderna” è un articolo di Martino Ciano. In copertina un’immagine creata con l’intelligenza artificiale

Meloniana è la rappresentazione patetica dell’Italia: una nazione che non sa essere grande quando invece dovrebbe dimostrare il contrario. Meloniana è proprio una categoria spirituale e di pensiero. Si fonda sull’immaginare, creare e colpire un nemico che di fatto non c’è. Di solito è quello che non vota loro e che quindi va demonizzato come un pericolo pubblico.

Uno spettro si aggira in lungo e in largo per la nazione: la tracotanza. La legge del più forte dettata dalla menzogna ripetuta. Gridando a squarciagola, urlando che tutto va bene, persino quello che è nato male ci crede e si convince di essere in ottima salute. Ecco l’effetto placebo meloniano. Bisogna sostenere giovani esuberanti: mano destra alzata, ronzio di leggende popolari, di imperi conquistati, di ardite penetrazioni dal sapore omoerotico. La chiamano la parte giusta della Storia, visto che i nemici della nazione Meloniana siedono dalla parte sbagliata.

Il loro capostipite è quello lì, inutile negarlo. Un duce bugiardo, vile e ignorante. Nessun appuntamento importante con la Storia, se non il giorno in cui è stato appeso a testa in giù. Ma tornando ai nostri giorni potremmo dire: «chissenefrega». Non tornerà il Fascismo e neanche la dittatura, c’è però la routine Meloniana con i suoi riti quotidiani, con i suoi slogan e la sua economia del pensiero unico sorretta da un’equazione semplice: se dissenti sei una merda, se dici che non è così vieni gettato nell’indifferenza. Non ricevere risposta dal potere vuol dire essere fuori dalla vita.

Meloniana è l’Italia: la maggior parte del popolo che ha manie di grandezza, che ormai sputa in faccia alla democrazia, che parla per sentito dire, che ama essere parte di una sudditanza. Giustificare ciò che non può essere giustificato è la capacità maggiore dei demagoghi: i meloniani sono demagoghi nati. Pochissimi i fatti che essi portano a compimento, tutto resta nel limbo del “possibile”. Le accise, l’abbassamento delle tasse, il primato italiano, il made in Italy, il presidenzialismo, il programma sovranista: tutte balle buttate lì per aumentare l’audience. Nessuna ideologia, solo potere. Nessun dialogo, solo fede nella propaganda.

Essere meloniani vuol dire essere nel giusto e nel mezzo di qualcosa. Non importa credere, ma imprescindibile è obbedire e starsene come in un sogno a occhi aperti. Vuol dire contraddire i fatti, la storia, la realtà. Il nemico è sempre l’altro, anche quando non si vede. Il pensiero unico… il loro insindacabile giudizio. Viva l’Italia Meloniana.

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