Punire gli onesti

“Punire gli onesti” è un articolo di Martino Ciano
«Punire gli onesti». Dicono che accada questo da sempre, come se fosse una legge di natura, anzi una consuetudine che attraversa la storia dell’umanità. Pensate a Dio quando si accanì su Giobbe.
Ecco questo è un esempio sempreverde che sta bene ovunque. Tutto ciò Dio lo fece solo per dimostrare a quel povero disgraziato, persino timorato, quanto fosse potente e misericordioso allo stesso tempo? Allora penso: «A me sto Dio mi sembra troppo umano. È frustrato e narcisista come certi re del passato e alcuni capi di Stato».
Tornando a noi, sulla Terra, pensiamo a cosa fa l’Erario agli onesti contribuenti che, se per una volta non ce la fanno a essere in regola, vengono vessati come criminali. E gli evasori, cioè quelli che furbescamente non pagano mai pur mangiando a sbafo? Quelli sembrano appartenere a una categoria protetta.
«Ci rifletti mai su queste cose?», mi chiede un amico che ogni tanto ha bisogno di sfogarsi. Per lui l’ingiustizia è proprio un destino che accomuna tutti gli uomini. Io la faccio finita subito, perché certi discorsi mi mettono ansia, così gli rispondo: «Sì, l’ingiustizia ci fa sentire, per fortuna, tutti uguali». E via, con qualche sorriso beffardo, tanto non serve a nulla pensarci.
Ho conosciuto un’onesta e pia lavoratrice, madre abbandonata da un uomo farfallone. Ha cresciuto i suoi figli da sola. Li ha portati alla laurea. Si vantava di loro, anche di sé stessa. Ha fatto tutto da sola. Ha allontanato la compagnia degli uomini. Ha sposato la causa della martire. Ha goduto della sua pensione da bidella per tre mesi, perché è morta di infarto. Dissero che era abituata troppo al lavoro e ai sacrifici.
«Vuol dire che in quei tre mesi si è riposata troppo?», ho chiesto a una signora che con le sue preghiere la affidava alla bontà divina. E lei non ha risposto, ha solo sorriso. Cosa avrebbe dovuto dirmi? Per lei questo è uno dei tanti casi “misteriosi” che solo Dio può svelare. Bah, sarò cinico, ma a me tutto sembra superfluo, quasi inutile. Le cose vanno e vengono e siamo noi a incaponirci con questo “dividere il mondo tra roba giusta e sbagliata“.
«Punire gli onesti». Sì, è una tesi che potrebbe essere avallata da molteplici esempi. Serve a nulla promettere fedeltà eterna a qualche principio morale o etico: ogni buona intenzione può essere tradita. Né amore né giustizia governano il mondo, peggio ancora la natura. Tutto va, si schianta, muore e forse rinasce altrove.
«Forse esagero», dico al mio amico in un giorno in cui avevo bisogno di sfogarmi, «ma dovremmo vivere come gli animali». E a lui non è rimasto che accendersi una sigaretta e confidarmi che, da due mesi, è finito in disoccupazione. Gli hanno comunicato il licenziamento tramite un Sms, quindi già si è sentito come un animale domestico di cui bisogna sbarazzarsi.
«Agli onesti, forse, è rimasto solo l’onore delle armi», aggiunge guardandomi sottecchi con una lacrima che invoca pietà.
