Funhouse

Funhouse

“Funhouse” è una prosa di Federico Nervi. In copertina una fotografi scattata e rielaborata dall’autore

Non aveva che vent’anni, eppur diceva ormai di sé come a dire: senza luce, debole negli occhi stanchi, adombrato di buio, ricusando ogni cosa spettro di cosa, tanto non credeva più in nulla per cui vivere.

Lui che stritolerebbe la mano alla gioia fino a farla sanguinare. Lui che diceva: oh sì sì, durar forte nell’acuto, ingegnar sovrammercato, scuoter l’istante – è sospiro, stilla mercuriale, frantume rutilante, presto rovinato da migliaia di crolli sotto la linea della vita, son qui da vedere, guardate, annaspando bondì, bonsoir, le serate, gli eventi, il nulla (due passi tra le parole, due parole tra la noia), evadendo la paura, rinserrando in giardini, case, piazze: celle, o forni di cova, ove farfugliano torme di treenni già morti.

Tremendo nulla-occulto, confitto fin nel roco primordiale rantolo infetto (era già lì, promesso, e gli astri muti infatti), in progresso orfico tra le parole secondo voluttà scheletrivora della terra, il suo ritorno al silenzio (così piacque) lungo il greto delle acque nere. Tremenda irresponsabilità del nulla, fiorito al mistero in grazia dei nobili morituri, viepiù manipolato dagli alfieri del torpore, a finimondo.

Terre occidentali, terre prigioniere, esangui nella voce, sorde al sottovoce, dilagate di nulla, già presi mari, cieli, orienti, ogni remoto, come a dire le proprietà criminali dell’aria, senza senso dell’aria, ora alla stretta finale, su linee sempre più fini, pervasive, patogene, parlatissime, sfracello d’aria infetta, in pugno, adattando agili la presa, abbrancando prima, chiunque agli ordini.

Egli che non aveva che vent’anni, ventenne oltranzista triste, armigero dell’amarezza, sconsolato irascibile, ferente ferito, inadeguato al mondo nero, pettirosso severo, bambino brogliato, fumetto, torcia, che d’un solo crepitio (potere venuto dal non se ne può più) avrebbe incendiato mondi, il grigio oltre-cortile.

Rimane quest’ultimo dire, oltresoglia, che fa punto, fa basta, che non sa più come rimaneggiar la vita.

Chi è Federico Nervi?

Federico Nervi nasce una prima volta nella solitudine delle valli trentine, a Bragonero, tra i massicci dell’Adamello e del Brenta. Successivamente agli studi di matematica e filosofia all’Università di Trento, decide di dedicarsi alla lettura, alla scrittura e alla montagna, ovvero ad ulteriori sette anni di studi matti, isolati e disperatissimi. Parallelamente e negli anni a seguire vengono realizzate micro-scritture, liriche, sceneggiature, soprattutto il romanzo “Gotica rudimentale” terminato nel 2025 e in corso di pubblicazione. Dal 2013 sino a qualche anno fa ha curato il blog Antiumanistica, costituito da soli montaggi tra letteratura, filosofia, musica, cinema, scienza e quant’altro purché vi fosse della bellezza.

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