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		<title>Ottimismo italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 19:08:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ottimismo italiano&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina un&#8217;immagine creata con l&#8217;intelligenza artificiale  Hanno annunciato il rialzo dei prezzi dei carburanti, l&#8217;aumento del costo dell&#8217;energia elettrica e del gas. Nonostante tutto hai fame. La giornata lavorativa si è conclusa da qualche ora. Non sei stanco, ma sei felicemente compresso nei tuoi pensieri. Domani? [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Ottimismo italiano&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina un&#8217;immagine creata con l&#8217;intelligenza artificiale </strong></p>
<p dir="ltr">Hanno annunciato il rialzo dei prezzi dei carburanti, l&#8217;aumento del costo dell&#8217;energia elettrica e del gas. Nonostante tutto hai fame. La giornata lavorativa si è conclusa da qualche ora. Non sei stanco, ma sei felicemente compresso nei tuoi pensieri. <strong>Domani?</strong> Un altro giorno di lavoro. A meno che tu non muoia nel sonno, tutto andrà come oggi.</p>
<p dir="ltr">La catastrofe sembra imminente: il cambiamento climatico sta generando un caldo assassino. Come difendersi dal solleone che ormai sbrana. Ma a te neanche questa notizia ti scompone. Mangi il tuo <strong>hamburger di tacchino</strong> e già pensi all&#8217;insalata di pomodori e cipolla. E che dire del <strong>melone Cantalupo</strong> che ti sei tenuto in fresco e che ingurgiterai fino all&#8217;ultima fetta. Solo per questa sensazione di rinnovata strafottenza questa serata ti sembra diversa dalle altre. Ma che dico: ti appare unica.</p>
<p dir="ltr">Mentre il <strong>Governo italiano</strong> promette meno tasse e più sicurezza per gli italiani, tu spalmi un po&#8217; di ricotta di capra su un pezzettino di pane integrale. Ti senti diverso da quegli spacciatori magrebini, che prima o poi manderanno a casa con la forza. Tu il pane e la ricotta te li sei guadagnati con il sudore e grazie al taglio del cuneo fiscale che ti ha portato <strong>57 euro</strong> in più al mese in busta paga, puoi mangiare anche un po&#8217; di più.</p>
<p dir="ltr"><strong>L&#8217;ottimismo italiano</strong> ti governa l&#8217;apparato digerente. Senti la sazietà, la voglia di fare una passeggiata e dopo di andare a letto. Che modo fantastico di finire una giornata di semplice routine. Non ti domandi perché tu puoi permetterti lo stretto necessario, mentre quelli in Tv predicano bene per poi sperperare alle tue spalle. Che te ne frega della lotta di potere. Non sai come funziona, ma hai capito che c&#8217;è chi vince e chi perde al tuo posto. A te costa solo una “X“ a casaccio su una scheda elettorale.</p>
<p dir="ltr">Hai bisogno di un eroe. A volte sei tu, ma solo se rimorchi una donna. Se ti va male, sei finito. Se fai cilecca, sei segnato e ti fustighi con qualche integratore. È vero, qualche volta la rabbia ti monta dentro. Non sai da dove proviene, ma subito scorreggi e ti passa. Ridi pure e pensi che l&#8217;ottimismo italiano ti governa. Basta accendere la <strong>Tv</strong> e sentire quei politici infiocchettati che sparano cifre. «<strong>Non siamo mai stati meglio</strong>».</p>
<p dir="ltr">E tu ci credi. Sì, perché effettivamente vedi intorno a te la gente immobile; incazzata ma sorridente; indebitata ma sempre piena di desideri; leggiadra anche se racconta solo di problemi; pronta a rischiare ma sempre mandando avanti il proprio vicino; convinta pure se cambia idea ogni cinque minuti. Questo è <strong>l&#8217;ottimismo italiano</strong> che non abbandona mai nessuno.</p>
<p dir="ltr">Perciò ti senti un patriota, un essere pieno di speranza. Un vero italiano, sovrano a casa propria anche se una casa davvero tua non te la sei mai potuta costruire.</p>
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		<title>Elogio degli ex: qualcosa di politicamente logico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 18:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Elogio degli ex: qualcosa di politicamente logico&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore modificata con l&#8217;intelligenza artificiale Gli ex sono i migliori: per amore della verità, alla quale pensano di essere arrivati all&#8217;improvviso, te le dicono in faccia come capita. Pur di farlo ti perseguitano. Diventa la loro priorità, quasi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Elogio degli ex: qualcosa di politicamente logico&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore modificata con l&#8217;intelligenza artificiale </strong></p>
<p>Gli ex sono i migliori: per amore della verità, alla quale pensano di essere arrivati all&#8217;improvviso, te le dicono in faccia come capita. Pur di farlo ti perseguitano. Diventa la loro priorità, quasi una questione di vita e di morte.</p>
<p>Fidanzati, amici, colleghi politici, di lavoro e chi più ne ha più ne metta, nel momento in cui cambiano il loro status nei confronti di coloro che hanno amato, adorato o semplicemente fiancheggiato, diventano sagaci investigatori. E prima? Tutto bene: i difetti altrui erano opportunità di crescita.</p>
<p>«Ognuno ha i nemici che si merita. &#8211; <strong>mi ha detto un amico con qualche anno in più di me</strong> &#8211; I più tenaci sono quelli che hanno condiviso il potere. Pensa a coloro che hanno amministrato insieme e poi hanno litigato. Per anni si rinfacciano meriti e demeriti».</p>
<p>Il paesello è una nicchia sociale che va vissuta fino in fondo; uno dei pochi anfratti in cui la globalizzazione non è riuscita a penetrare. Nel suo romanzo &#8220;<strong>La chimera</strong>&#8220;, lo scrittore <strong>Sebastiano Vassalli</strong> faceva risalire &#8220;il costume del pettegolezzo&#8221; a quando i contadini e le comari, a causa della noia che portava l&#8217;inverno, si riunivano in gruppo e &#8220;fantasticavano&#8221; per ammazzare il tempo, attendendo la <strong>Primavera</strong> e il ritorno nei campi. Parliamo del <strong>XVII secolo</strong>, ma è sempre attuale.</p>
<p>Nel paesello, invece, il più del &#8220;<strong>pettegolezzo creativo</strong>&#8221; si crea intorno a un tavolo, mangiando e bevendo. I tempi sono cambiati, ormai ci si annoia anche lavorando. Voci di popolo, ad esempio, raccontano che in tempi passati mangiando e bevendo alcuni hanno suddiviso il paese, hanno deciso di costruire a più non posso, poi ruttando hanno discusso del futuro e delle possibili vocazioni. Oggi si vede il risultato: <strong>indigestione accompagnata da vomito.</strong></p>
<p>È successo anche che molti gruppi che hanno partecipato a quelle tavolate si sono litigati e sono diventati nemici. Ora c&#8217;è la seconda generazione, che non riuscirà a sistemare i danni lasciati perché sono troppi. Allora, si litigano tra di loro, anche se sono rimasti quattro gatti. Ma questo è un <strong>elogio agli ex</strong>, quindi nessuno ritorni a essere amico, altrimenti perdo il filo del discorso.</p>
<p>«Tu pensa &#8211; dice l&#8217;amico mio &#8211; c&#8217;è sta cittadina distrutta e senza speranza, che andrebbe riqualificata con le bombe. Tra qualche anno la spaccano in due con l&#8217;alta Velocità ferroviaria e qui pensano a prendersi meriti e demeriti. E tu sei ex di qualcuno?».</p>
<p>Io gli spiego che nella mia carriera di elettore ho scelto sempre la nuova proposta. Fatto sta che ora tutte le nuove proposte sono diventate vecchie; le ho viste all&#8217;opera e ciascuna si è addormentata a modo proprio o si è cullata sugli allori. Alle prossime elezioni si andrà per esclusione, per simpatia, perché a ben vedere sono tutti passati per il potere e, bene o male, ci sono rimescolamenti di ex che si sono innamorati di nuovo. Ma il nostro sarà comunque <strong>un elogio agli ex.</strong></p>
<p>«Lo vedi &#8211; <strong>risponde l&#8217;amico</strong> &#8211; qualsiasi cosa si trasforma in politica. I matrimoni terminano, i fidanzamenti si sciolgono, ma quando si tratta del potere gli <strong>ex</strong> possono coalizzarsi o contro un nemico comune o insieme a un ex nemico che si è dimostrato generoso. C&#8217;è sempre la controparte dell&#8217;interesse. Di questo passo tutti i meriti e i demeriti sono fuffa. <strong>Credi a me: nessuno ne esce salvo</strong>».</p>
<p>«Caspita &#8211; <strong>dissi al mio amico</strong> &#8211; questo discorso ha una logica impeccabile».<br />
«Questa non è logica, ma politica. &#8211; <strong>ha risposto lui</strong> &#8211; Con la logica è stato costruito il mondo, con la politica lo distruggeranno».</p>
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		<title>Elisoccorso portami via: una ballata calabrese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 17:32:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;elisoccorso da 55 mila euro al giorno. L&#8217;articolo è di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore modificata con l&#8217;intelligenza artificiale La novità è la seguente: l&#8217;elisoccorso costa all&#8217;Asp di Cosenza 55 mila euro al giorno. La notizia è sul sito di LaC News. Ecco il link per approfondirla. Certificato questo ennesimo dato, ci chiediamo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;elisoccorso da 55 mila euro al giorno. L&#8217;articolo è di Martino</strong> <strong>Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore modificata con l&#8217;intelligenza artificiale </strong></p>
<p>La novità è la seguente: l&#8217;elisoccorso costa <strong>all&#8217;Asp di Cosenza</strong> 55 mila euro al giorno. La notizia è sul sito di <strong>LaC News</strong>. <strong><a href="https://www.lacnews24.it/sanita/lelisoccorso-in-calabria-costa-55mila-euro-al-giorno-per-il-codacons-e-uno-scandalo-lasp-di-cosenza-tutto-normale-vut26t48">Ecco il link per approfondirla.</a></strong><strong> </strong>Certificato questo ennesimo dato, ci chiediamo come mai queste risorse non vengono utilizzate pure per mettere personale medico a bordo delle ambulanze o per ridare vita alle nostre strutture.</p>
<p>Scoop? No, tutto prende spunto dalla fattura relativa al servizio di <strong>elisoccorso</strong> per il periodo marzo-maggio 2026, pari a <strong>5.053.528, 70 euro.</strong> Cifra che suddivisa per i 92 giorni complessivi del trimestre fa, per l&#8217;appunto, circa <strong>55 mila euro</strong> al dì. Questa è la situazione. Come potrete capire tutto è nella norma, non c&#8217;è nessun inganno. Persino l&#8217;indignazione è superflua.</p>
<p>La Calabria regala ai propri cittadini diversi fatti tragicomici. Questo accade giornalmente, non c&#8217;è bisogno di gridare allo scandalo. Anzi, ogni cosa ormai viene digerita con facilità. Fa parte di un sistema che vuole tutti incazzati, ma non attivi sul piano civico. I fatti scivolano via. Quasi piace essere presi in giro.</p>
<p>Se interroghiamo questa fattura, la prima risposta che riceviamo è la seguente: «<strong>ammira il collasso dell&#8217;emergenza-urgenza</strong>». Quante volte vediamo in una settimana l&#8217;elisoccorso passare sulle nostre teste? Per ogni minimo incidente viene subito allertato. Il motivo è semplice: le strutture non hanno i servizi necessari per salvare la vita a chi si trova in pericolo. È una storia vecchia. Ne dobbiamo ancora parlare?</p>
<p>L&#8217;estate <strong>2026</strong> è iniziata. È uguale alle altre. Nonostante i buoni auspici, tutto si ridurrà come sempre ai quindici giorni di agosto. La facile profezia è frutto del chiacchiericcio di chi, anche questa volta, per scaramanzia, si era fatto un doppio segno della croce. Ormai, c&#8217;è chi se la prende con comodo, montando le strutture balneari lentamente. D&#8217;altronde perché ammazzarsi per i soliti problemi.</p>
<p>Ma non roviniamo la festa a nessuno. Le speranze vanno alimentate con calci in culo di illusioni. Tutto deve andare bene, assolutamente, ma la questione resta sul banco e nessuno vuole chiuderla. I costi per il servizio di elisoccorso hanno fatto impallidire anche il <strong>Codacons</strong>, per la precisione il Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell&#8217;Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori, ma nessuno se ne frega.</p>
<p>Questa notizia resterà lì, se ne parlerà a settembre. Intanto si incrociano le dita, come ogni estate. Si spera che non accadano episodi di ritardi nei soccorsi che farebbero spalmare melma gratuita sulla regione più scassata <strong>d&#8217;Europa</strong>. E sapete come finisce? Che un manipolo di politici griderà: «State zitti, per la miseria, che provochiamo solo un inutile danno di immagine».</p>
<p>Già, chi ci pensa al <strong>danno di immagine?</strong></p>
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		<title>Manifesti elettorali: ciò che resta di un mito</title>
		<link>https://www.borderliber.it/manifesti-elettorali-cio-che-resta-di-un-mito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 12:49:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni comunali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Manifesti elettorali: ciò che resta di un mito&#8221; è un articolo di Martino Ciano Manifesti elettorali: quasi niente. Perché? Bo&#8217;, chi lo sa. Però, guarda che strano! Qui, a Tortora, anno del Signore 2026, c&#8217;è stata una campagna elettorale. Vedi come sono tutti incazzati e spavaldi. Ecco, questi due elementi sono i segni inequivocabili della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Manifesti elettorali: ciò che resta di un mito&#8221; è un articolo di Martino Ciano </strong></p>
<p dir="ltr">Manifesti elettorali: quasi niente. Perché? Bo&#8217;, chi lo sa. Però, guarda che strano! Qui, a Tortora, anno del Signore 2026, c&#8217;è stata una campagna elettorale.</p>
<p dir="ltr">Vedi come sono tutti incazzati e spavaldi. Ecco, questi due elementi sono i segni inequivocabili della lotta politica locale. È stato emozionante ascoltare i soliti insulti o leggere quei post sui social con cui si è cercato di emancipare il popolo.</p>
<p dir="ltr">Parola d&#8217;ordine: cambiare. Cambiare, ma perché? Bo&#8217;, mica me l&#8217;hanno fatto capire. Bisogna scegliere per forza &#8220;l&#8217;unico&#8221;, visto che c&#8217;è una sola lista in corsa, solo per il gusto di attuare una rivoluzione? Che poi, sempre le stesse cose ho sentito.</p>
<p>E quelli che non vogliono andare a votare perché non hanno niente e nessuno da scegliere? Hanno le loro ragioni, oppure sono nell&#8217;errore? O peggio ancora sono pecorelle?</p>
<p dir="ltr">Vabbè, ognuno faccia ciò che vuole. Tanto, in questa tornata, bisogna ammettere che nessuno ne ha azzeccata una giusta. Ma è pur vero che ogni stagione ha avuto il suo azzeccagarbugli.</p>
<p dir="ltr">Comunque, una campagna elettorale così non l&#8217;avevo mai vista. Però, alla fine, è stato come assistere alla solita televendita che termina dicendoti: «Paghi due e prendi tre, anzi quattro». Tradotto: «Se vai a votare e mi scegli, hai fatto un affare». È come se a un certo punto le forze migliori, quelle arcane che nessuno ha mai avuto il coraggio di evocare, si siano concentrate su questo paesello in cerca di redenzione. È mancato solo che il cielo si aprisse e che le acque si muovessero verso i monti.</p>
<p dir="ltr">Peccato, ci speravo.</p>
<p dir="ltr">Pane, amore e fantasia, ma niente miracoli. Come sempre, nulla di nuovo e di innovativo. Pure in questa occasione, tutto si riassume in: «Quelli di prima non sono serviti a niente, noi siamo diversi. Provare per credere». E tante grazie.</p>
<p dir="ltr">Cacchio, io volevo gli effetti speciali. Invece solo questi &#8220;faremo&#8221;.</p>
<p dir="ltr">Come detto, manifesti elettorali non ne ho visti. Un tempo le liste si facevano i dispetti. Ci si copriva a vicenda e vinceva chi assoldava la squadra di attacchini con più esperienza. C&#8217;erano notti insonni e dei lunghi coltelli. Intere famiglie cambiavano idea tra le tre e le cinque del mattino. C&#8217;era poi chi il manifesto se lo attaccava sull&#8217;auto come segno di riconoscimento. Lo portava in giro come una bandiera. Era l&#8217;epoca delle tifoserie organizzate. C&#8217;erano persone che conoscevano vita, morte e peccati di ognuno.</p>
<p dir="ltr">Questa volta è capitato che si andasse nelle frazioni montane per cercare il voto e anche per capire dove si trovasse il confine calabro-lucano, che per alcuni è un po&#8217; come la faccenda del 38esimo parallelo.</p>
<p dir="ltr">Niente manifesti elettorali per le strade; niente muri deturpati; niente carta sui marciapiedi; niente affissioni selvagge. Nessun spazio urbano invaso da facce sorridenti che promettono benessere per tutti. Nessun &#8220;vota e fai votare&#8221;. Questa città troppo pulita sta a indicare che non c&#8217;è vita. Questi luoghi senza manifesti elettorali, lasciano in evidenza solo quelli funebri.</p>
<p dir="ltr">Tutto è troppo semplice sui social. Io vorrei la piazza e gli scontri. Le litigate davanti ai bar e gli inni di gioia. Dov&#8217;è andata la campagna elettorale che conoscevo? Cos&#8217;è questa politica di parolacce solo sui social.</p>
<p dir="ltr">Però, c&#8217;è stata una campagna elettorale. Una come tante, ma senza manifesti. Alla prossima ci saranno effetti speciali, ma saremo anche un po&#8217; più vecchi.</p>
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		<title>Politica calabrese: tutto vecchio ciò che sembra nuovo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 19:16:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un articolo di Martino Ciano sulla politica calabrese, scritto a distanza di tempo dalle solite campagne elettorali &#8220;Tutto vecchio ciò che sembra nuovo&#8221;. La politica calabrese si arma e parte per il rinnovamento. Rinnovamento è una parola antiquata dalle parti della regione più devastata d&#8217;Europa. &#8220;Da qualcuno dovremo pur essere governati&#8221;. Lo pensano anche gli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un articolo di Martino Ciano sulla politica calabrese, scritto a distanza di tempo dalle solite campagne elettorali</strong></p>
<p>&#8220;Tutto vecchio ciò che sembra nuovo&#8221;. La politica calabrese si arma e parte per il rinnovamento. Rinnovamento è una parola antiquata dalle parti della regione più devastata d&#8217;Europa. &#8220;Da qualcuno dovremo pur essere governati&#8221;. Lo pensano anche gli instancabili astensionisti del voto, che preferiscono preparare il ragù per la domenica piuttosto che andare alle urne per una insipida &#8220;ics&#8221; sulla scheda elettorale.</p>
<p>La politica calabrese tira le somme con i soliti problemi: la sanità, la povertà, il lavoro nero, l&#8217;assistenzialismo, la sacra e beneamata &#8216;ndrangheta. Le cose positive sono poche nella regione bagnata dai due mari, ma ci vuole animo. Speranza intesa come Divina Provvidenza. Il sole che bacia i buoni e i cattivi è anche un mezzo di sostentamento per i coltivatori di marijuana: le piantagioni fioccano come le idee. &#8220;Fumiamoci su, così la testa viaggia e va a cercare soluzioni altrove&#8221;, potrebbe dire qualcuno. E chi siamo noi per impedirlo?</p>
<p>L&#8217;iperuranio della politica calabrese si ferma allo slogan, copiando in tutto e per tutto il trend nazionale. &#8220;Abbiamo bisogno di promesse audaci&#8221;, questo richiede una certa fetta di popolo che ancora si appassiona alle querelle quotidiane che si muovono tra il Pollino e lo Stretto. Se il grado di piccantezza della &#8216;nduja è il termometro ideale per misurare il &#8220;bruciore di culo&#8221; del popolo, allora potremmo dire che rivoluzioni non ne accadranno. Una pomata contro le emorroidi farà miracoli.</p>
<p>La lamentela in Calabria è privata: rimbalza tra le mura domestiche. La scelta dei soliti rappresentati dimostra che tutto è facciata. La verità, a quanto pare, è che in Calabria nessuno è davvero povero, nessuno ha davvero bisogno, nessuno ha davvero necessità di una sanità migliore, la &#8216;ndrangheta non esiste e tutto il resto è solo simile alla noia di certi pomeriggi domenicali.</p>
<p>Il potere per i piccoli uomini di taglia provinciale rappresenta una fobia. La possibilità di decidere sugli esemplari del popolo, desiderosi di sedersi con il pluridecorato di turno, è una allettante gabbia. La chiamano carriera politica, ma in alcuni casi candidatura di servizio. Le conoscenze contano più del merito e i &#8220;tramiti&#8221; sono più forti del talento. Nessuno conosce davvero il peso delle proprie qualità: una terra moribonda cerca taumaturghi.</p>
<p>La rivoluzione è quindi come la redenzione: si rivelerà con l&#8217;Apocalisse. &#8220;A ciascuno il suo&#8221; fu scritto dai nazisti ai cancelli del campo di concentramento di Buchenwald. Ecco, così si dovrebbe scrivere anche agli ingressi dei nostri seggi elettorali.</p>
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