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	<title>Parodia Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Il violinista Igor Brodskij: storia di un&#8217;estasi tragicomica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2025 22:01:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il violinista Igor Brodskij&#8221; di Romano Augusto Fiocchi, Qed Edizioni, 2025 Mi piacciono quei romanzi in cui si mischiano i concetti, si creano similitudini tra generi, si amalgamano realtà e favola, si dà voce alla fantasia e si smascherano le ipocrisie del mondo. Ecco, &#8220;Il violinista Igor Brodskij&#8221; è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il violinista Igor Brodskij&#8221; di Romano Augusto Fiocchi, Qed Edizioni, 2025</strong></p>
<p>Mi piacciono quei romanzi in cui si mischiano i concetti, si creano similitudini tra generi, si amalgamano realtà e favola, si dà voce alla fantasia e si smascherano le ipocrisie del mondo. Ecco,<strong> &#8220;Il violinista Igor Brodskij&#8221;</strong> è tutto questo e nella sua brevità è capace di andare oltre le etichette.</p>
<p>Un violinista russo incanta tutti suonando per le strade, tra le macerie, nelle bettole. Imbraccia il suo strumento invisibile, forse di vetro, e lascia che le note parlino al suo posto. Chi lo ha ascoltato, dice che il suono che produce ha un&#8217;essenza divina. Ne fa esperienza anche un agente discografico che però lo perde velocemente di vista. Per ritrovarlo fa di tutto, come ingaggiare un investigatore privato che, simile a un segugio, lo cercherà in capo al mondo.</p>
<p>Questa la storia che tiene insieme un romanzo ironico che pone in primo piano quel <strong>connubio malato tra arte e business</strong>. È un gioco fantasioso quello che <strong>Romano Augusto Fiocchi</strong> imbastisce, tant&#8217;è che dietro la trama c&#8217;è una vera e propria denuncia verso quella &#8220;fabbrica culturale&#8221; che quasi mai favorisce la sensibilità, a patto che non diventi materia su cui speculare.</p>
<p><strong>Il violinista Igor Brodskij</strong> invece si comporta come lo scrivano <strong>Bartleby</strong>, quello che diceva sempre &#8220;no&#8221; a qualsiasi richiesta o confronto. Ogni volta che qualcuno prova a rivolgergli la parola, qualsiasi sia la sua lingua, <strong>Brodskij</strong> taglia corto e risponde con un <strong>&#8220;non capisco, non parlo la tua lingua&#8221;</strong>. Lui sa esprimersi solo con la musica, eppure è capace lo stesso di farsi comprendere.</p>
<p>E seguendo questa partita con il destino, lui che viene dalle terre dell&#8217;est, che sono tanto ampie da apparire senza orizzonti, incarna quel vento di malinconia che tutti gli uomini sentono sospirare in loro. Il suo violino sa<strong> parlare a ciascuno e sa unire senza distinzioni.</strong> Nessuno resta indifferente al cospetto delle sue note.</p>
<p>Come un <strong>Messia</strong>, il violinista Igor Brodskij non va per teatri, ma tra vicoli, quartieri degradati, piazze di periferia ed esseri umani alla deriva. Dove passa lascia il suo profumo. L&#8217;investigatore infatti annusa la sua presenza, quell&#8217;odore unico che solo <strong>Igor</strong> emana.</p>
<p>Ma il violinista non è un angelo caduto dal cielo, ma un essere umano che si è formato in un posto che occlude l&#8217;anima, la voglia di vivere, la speranza. La sua salvezza è stata la musica, che gli ha dato forza e capacità di discernimento. La sua sofferenza si è fatta dolce melodia. Lui la dona al mondo non con foga dionisiaca ma con ammaliante eros, oltrepassando la carne, sedendosi nel mezzo di quel luogo comune agli uomini: <strong>l&#8217;anima</strong>.</p>
<p>Eppure, il violinista <strong>Igor Brodskij</strong> non è un uomo di pace, né un evangelizzatore né un profeta, tantomeno un essere divino. Egli è un uomo sfuggente, un eretico che non si ferma davanti alle cose del mondo, un solitario che appare e sparisce. Lui è &#8220;<strong>un atto</strong>&#8220;, perché è importante ciò che crea e non ciò che &#8220;<strong>pensa di poter creare</strong>&#8220;. Potremmo identificarlo come un uomo di buona volontà, invece non possiamo dire neanche questo di lui perché tale definizione lo chiuderebbe in una &#8220;gabbia etica&#8221;.</p>
<p>Fiocchi ci regala una favola ironica, in cui non mancano l&#8217;umorismo e la tragedia. Lo stile sa riunire il meglio di quel postmodernismo che azzarda &#8220;decontestualizzando&#8221;. Il lettore si prepari quindi a un viaggio pieno di colpi di scena e di &#8220;<strong>doppi sensi</strong>&#8221; arguti, ma soprattutto si abbandoni a questa prosa creativa che stuzzica la voglia di evadere.</p>
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		<title>My Lady Jane. Una rivisitazione irriverente e femminista della storia</title>
		<link>https://www.borderliber.it/lady-jane-movie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 03:15:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Parodia]]></category>
		<category><![CDATA[Re]]></category>
		<category><![CDATA[Rilettura]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Letizia Falzone. Foto di copertina: la locandina di &#8220;My Lady Jane&#8221; della serie tratta dal web “Tanto tempo fa, in una terra non molto lontana, una stirpe di re credeva che Dio avesse concesso loro il diritto di governare l’Inghilterra a loro piacimento. Conoscete Re Enrico VIII il gigante re Tudor dai capelli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/lady-jane-movie/">My Lady Jane. Una rivisitazione irriverente e femminista della storia</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Letizia Falzone. Foto di copertina: la locandina di &#8220;My Lady Jane&#8221; della serie tratta dal web</strong></p>
<p>“Tanto tempo fa, in una terra non molto lontana, una stirpe di re credeva che Dio avesse concesso loro il diritto di governare l’Inghilterra a loro piacimento. Conoscete Re Enrico VIII il gigante re Tudor dai capelli rossi? Usava le mogli come fazzoletti, un soffio e via. Divorziata. Decapitata. Morta. Divorziata. Decapitata. Sopravvissuta. A lui successe il figlio Edward. Quando egli morì ci si aspettava che la corona andasse alla sorellastra Mary o magari a Elisabeth. E, invece, ci fu uno shock pazzesco. Lady Jane Grey. Intellettuale ribelle, discreta rompipalle e pedina della propria ambiziosa e nobile famiglia, Jane fu sposata senza il suo consenso e incoronata regina contro il suo volere. E, solo nove giorni dopo fu marchiata come una traditrice e… Perse la testa. Sarebbe potuta essere la leader che serviva all’Inghilterra, ma la storia la ricorda come l’emblema della damigella in pericolo. Ohhhh Vaffanculo! E se fosse andata diversamente?”</p>
<p>Spade e corsetti, re e regine, intrighi di corte, sesso e parolacce sono gli elementi che fanno dell’irriverente e scatenata “My Lady Jane” la serie-sorpresa dell’estate. Il period drama dal 27 giugno su Prime Video, tratto dal romanzo omonimo di tre autrici che hanno voluto riscrivere l’ingiusto fato di Jane Grey, regina d’Inghilterra per soli nove giorni.</p>
<p>“My lady Jane” ricostruisce, infatti, l’ascesa al trono inaspettata di Jane Grey, cugina di Re Edoardo VI, figlio di quell’Enrico VIII che fece fuori buona parte delle sue sei mogli. Nella realtà, Edoardo morì giovanissimo e Jane gli succedette al trono per pochissimo tempo, prima di venire deposta e decapitata da Maria la Sanguinaria. La trama si prende molte gradite libertà, plasmando una serie brillante, femminista e irresistibilmente ironica.</p>
<p>La serie è ambientata in un universo alternativo, durante l’epoca Tudor, immagina in una nuova veste la vita di Lady Jane Grey, che nel 1500 fu la prima regina d’Inghilterra e d’Irlanda per soli nove giorni. In questa reinterpretazione, sia Jane che il marito Guildford Dudley potrebbero salvarsi dalla loro tragica fine.</p>
<p>Il retelling riscrive anche i conflitti tra Protestanti e Cattolici che segnarono la vita della regina, dando loro una connotazione fantastica. Al centro di My Lady Jane, infatti, c’è la battaglia tra gli umani detti “Veritiani” e gli “Etiani”, di cui fa parte anche Guildford, ovvero esseri umani in grado di trasformarsi in animali, perseguitati e considerati la feccia della società.</p>
<p>Jane è una donna autonoma, giustamente immatura e pronta a sbocciare da sola. Non è la damigella in pericolo che la storia ci ha raccontato, non ha bisogno dell’amore per salvarsi, e neanche lo cerca. È arguta e quel che vuole è l’affermazione di sé. Si può salvare da sola, e può salvare anche gli altri. Senza l’aiuto di nessun Principe che cade dal cielo per indicarle la via.</p>
<p>Grazie all’espediente del narratore onnisciente, My Lady Jane racconta la storia servendosi di descrizioni didascaliche che dicono a chiare lettere che non stiamo assistendo alla solita routine. Piuttosto, stiamo assistendo a un racconto in cui tutto quello che conosciamo viene interrotto da colpi di scena che non ci aspettavamo, e che rendono questa produzione assolutamente imprevedibile.</p>
<p>Obbligata a sposarsi con qualcuno che neanche conosce, in una locanda, incontra Guilford Dudley che, senza saperlo, finirà per sposare il giorno dopo. Tra i due si sviluppa immediatamente un rapporto di rivalità che, già con i primi sguardi, ci comunica più di altro. I due, pur affermando di sopportarsi poco , sono in realtà uniti da un’attrazione che è scattata immediatamente. Una complicità che li porterà a unirsi e a innamorarsi, anche di fronte ai chiari difetti dell’altro. Perché quel che si apprezza di My Lady Jane è che qui non esistono personaggi perfetti da idealizzare. Sono tutti tremendamente umani e quindi, per questo, tremendamente insopportabili.</p>
<p>My Lady Jane è un’epica storia di riscatto femminile: Jane cercherà di cambiare le sorti di un’intera nazione cercando di unire un popolo tragicamente diviso dalla superstizione e ignoranza dell’epoca.</p>
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