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	<title>Germani Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Materia Prima e la beat generation di Jörg Fauser</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 22:01:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Beat Generation]]></category>
		<category><![CDATA[Cut up]]></category>
		<category><![CDATA[Germani]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura tedesca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Materia Prima&#8221; di  Jörg Fauser, L&#8217;Orma Editore, 2017. Questo articolo è già stato pubblicato su Gli amanti dei libri Di &#8220;Materia Prima&#8221; di Fauser ne avevo sentito parlare con grande entusiasmo da un amico che per anni ha vissuto in Germania. Disse che era “controcorrente e autentico”, molto vicino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Materia Prima&#8221; di  Jörg Fauser, L&#8217;Orma Editore, 2017. Questo articolo è già stato pubblicato su <a href="http://www.gliamantideilibri.it/materia-prima-jorg-fauser/">Gli amanti dei libri</a></h3>
<p>Di <strong>&#8220;Materia Prima&#8221;</strong> di Fauser ne avevo sentito parlare con grande entusiasmo da un amico che per anni ha vissuto in Germania. Disse che era “controcorrente e autentico”, molto vicino al nostro Tondelli.</p>
<p>Fauser è quasi sconosciuto in Italia, ma per tanto tempo lo è stato nella sua nazione. È nato nel 1944, è morto nel 1987 in circostanze misteriose. Poeta, sceneggiatore, ma anche fattorino, magazziniere, alcolizzato ed ex tossicodipendente. Insomma, ha vissuto tra rivoluzione e controrivoluzione; è stato un artista di strada, un uomo in cerca di un posto di lavoro e uno di quelli sul quale nessuno avrebbe puntato quattro soldi.</p>
<p>Tutto ciò lo ritroviamo anche nel romanzo. <em>Materia prima</em> narra le vicende di Harry Gelb, giovane in cerca di se stesso nella Germania dei primi anni settanta. Diviso tra aspirazioni artistiche e la necessità di stringere qualcosa di sicuro tra le mani, il protagonista non è altro che l’alterego di Fauser, che rimodella le sue esperienze e le fissa sul foglio, in ricordo di anni, in cui a fase alterne hanno dominato ambizione e apatia.</p>
<p>Così apprendiamo qualcosa di più su quella Germania rivoluzionaria, in cui ci si prepara alla rivolta comunista; in cui la droga e l’alcol alleggeriscono l’angoscia per il domani, dando forma a una vibrante utopia; in cui la controcultura prova a farsi spazio e le contaminazioni sono accolte con benevolenza; in cui tutti si sentono pronti per una grande missione.</p>
<p>Ma in mezzo a tutto questo trambusto, Fauser ha conservato un pizzico di lucidità e il suo romanzo ne è la prova. Queste pagine mettono in luce un periodo che non tornerà più, ma annunciano anche la futura catastrofe, ossia, quella di una rivoluzione incompiuta, che ha poi creato <em>un’intellighenzia radical-chic</em> conformatasi al più becero qualunquismo.</p>
<p>Proprio questo elemento fa di <em>Materia prima</em> un romanzo che non può essere classificato nella stretta cerchia della letteratura della <em>Beat Generation</em>. Nonostante Fauser sia il pioniere in Germania di questa corrente, e nonostante il suo interesse verso il cut-up e Burroughs – l’incontro con lo scrittore americano viene raccontato nelle pagine di quest’opera – egli aggiunge un tocco riflessivo e introspettivo alla sua prosa.</p>
<p>Gelb, il protagonista del libro, è prima di tutto un ragazzo che ha “sete di vita”, quindi, di esperienze. Fauser parte proprio dalle vicissitudini personali, alcune delle quali sono state ricercate autonomamente. Insomma, lo scrittore non si è affidato al fato, ma a se stesso. Pertanto, quest’opera è allo stesso tempo un inno alla vita e un invito alla moderazione; così come sa spezzare una lancia in favore dell’utopia, ammettendo però che non è tutto oro ciò che luccica.</p>
<p>Un libro controverso, testimonianza di un’epoca che ancora non è stata esaminata del tutto; un’opera che bisogna leggere, in nome di un artista che ha saputo vivere con ironia e disperazione.</p>
<hr />
<p><em>Se ti è piaciuta questa recensione </em><a href="https://www.borderliber.it/junky-burroughs-romanzo/">clicca e leggi anche la recensione di &#8220;Junky&#8221; di <em>William Burroughs</em> di Martino Ciano</a></p>
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		<title>Il giovane Hitler che ho conosciuto: Kubizek disse la verità?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 23:01:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[Germani]]></category>
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		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Vienna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il giovane Hitler che ho conosciuto&#8221; di August Kubizek, Bibliotheka, 2025. Traduzione di Alessandro Pugliese Quando gli americani gli chiesero perché non gli avesse sparato, Kubizek rispose che non lo avrebbe mai fatto in quanto Hitler era suo amico. Ammetto che è stato difficile approcciarsi con &#8220;Il giovane Hitler [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il giovane Hitler che ho conosciuto&#8221; di August Kubizek, Bibliotheka, 2025. Traduzione di Alessandro Pugliese</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>Quando gli americani gli chiesero perché non gli avesse sparato, <br /></em><em>Kubizek rispose che non lo avrebbe mai fatto in quanto Hitler era suo amico.</em></p>
<p>Ammetto che è stato difficile approcciarsi con <strong>&#8220;Il giovane Hitler che ho conosciuto&#8221;, </strong>perché la prima cosa che tacitamente viene chiesta al lettore è di immergersi in questa storia senza pregiudizi. <strong>August Kubizek</strong> fu il migliore amico di <strong>Adolf Hitler</strong> per quasi cinque anni, ossia tra il <strong>1904 e il 1908</strong>. I due adolescenti vissero tra <strong>Linz</strong> e <strong>Vienna</strong>.</p>
<h4>Le origini</h4>
<p>Kubizek è un aspirante musicista, Hitler non sa cosa vuole fare della sua vita. Prima vuole intraprendere la carriera da artista, poi quella da architetto; fatto sta che non finirà neanche l&#8217;istituto tecnico. Insomma, non è solo confuso, ma è anche un ragazzo atipico. È un solitario, tant&#8217;è che l&#8217;amicizia con <strong>August, </strong>che chiama affettuosamente <strong>Gustl</strong>, diventa morbosa. Adolf ha improvvisi e violenti cambi di umore, ma è anche un appassionato di musica nonché un accanito lettore.</p>
<p>Odia la borghesia, <strong>l&#8217;impero asburgico, </strong>il suo apparato burocratico e il suo esercito. A un certo punto comincia a ridisegnare <strong>Linz</strong> e <strong>Vienna; </strong>butta giù idee e programmi che, appena diventerà <strong>Cancelliere</strong>, nel 1933, realizzerà riportando alla mente quei progetti che aveva esposto al suo amico durante le chiacchierate notturne.</p>
<p>Ed è proprio questo aspetto che l&#8217;autore di <strong>&#8220;Il giovane Hitler che ho conosciuto&#8221;</strong> ripeterà in più occasioni: è come se quel ragazzo misantropo, a cui nessuno avrebbe dato un minimo di fiducia, fosse guidato da un&#8217;entità invisibile che gli svelava il futuro. Ho ragione di credere che <strong>Kubizek </strong>non abbia voluto edulcorare le cose, anche perché è stato il primo a non dare troppa retta al suo compagno.</p>
<p>Sempre da quanto ci racconta August, <strong>Adolf è un adolescente imperscrutabile, impossibile da decifrare</strong>, capace di alternare attimi di ira e di fanatismo a momenti di gentilezza e di raffinatezza. Sta lontano dagli uomini e dalle donne, soprattutto dalle prostitute. Solo di una ragazza si innamora e tenta di farla cadere ai suoi piedi incrociando il suo sguardo durante le passeggiate pomeridiane che lei fa insieme alla madre. Ripeterà questo rito ogni giorno, senza però arrivare al dunque, nonostante lei risponda con le sue occhiate a quei tentativi di approccio. Questo giovane infatti ha una dote: <strong>due occhi luminosi che sanno infiammare chiunque</strong>. In poche parole: Adolf riesce a ipnotizzare le persone.</p>
<p>Terminato il suo anno all&#8217;accademia di Vienna<strong>, Kubizek</strong> continuerà gli studi musicali affiancando ad essi il lavoro da tappezziere nella bottega del padre. Hitler rimane invece a Vienna e farà perdere le sue tracce. August lo cercherà per anni senza ottenere risultati. Quando Hitler diventerà l&#8217;uomo più potente della Germania gli scriverà e lui lo riceverà con tutti gli onori. Da qui nacque il mito di <strong>Kubizek</strong>, colui che conobbe il <strong>Führer</strong> in quegli anni che lo stesso fondatore del nazismo cercò di nascondere.</p>
<h4>Storia e declino di un amico speciale</h4>
<p><strong>&#8220;Il giovane Hitler che ho conosciuto&#8221;</strong> è un libro particolare, raccontarlo è semplice, ma riuscire a descrivere ciò che suscita è difficile. Logicamente, nessuno vuole riabilitare la figura di uno dei più feroci dittatori della storia, ma di sicuro, leggendo, scoprendo alcuni lati del carattere del giovane <strong>Führer</strong>, ci domanderemo come sia stato possibile che un popolo intero abbia deciso di seguirlo.</p>
<p>Neanche Kubizek crederà al nazismo e alle idee del suo amico, infatti si iscrisse al partito <strong>Nsdap</strong> solo nel 1942. Neanche Hitler glielo chiese mai. L&#8217;autore è sempre stato convinto di una cosa: furono gli anni nei sobborghi, quelli passati tra i miserabili e le prostitute, che alimentarono la fame di dominio del suo migliore amico.</p>
<p><strong>Il giovane Hitler</strong> era ossessionato dal fallimento, bastava davvero poco per trasformare i suoi deliri in declamazioni in cui annunciava il suo suicidio. Quando sparì nel nulla, ci spiega Kubizek, lo fece per pudore, perché era povero e non poteva più permettersi di pagare il fitto di una stanza che entrambi avevano diviso con gli insetti e l&#8217;umidità.</p>
<p>Insomma, il futuro <strong>Hitler</strong> nacque da una tribolazione giovanile non indifferente. Come detto, ciò non deve farci guardare a quest&#8217;uomo con occhi pietosi, anzi, ma deve servirci per riflettere sull&#8217;origine di alcuni fenomeni che rendono la follia contagiosa.<br /><br /></p>


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