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	<title>Fronte Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Il fronte russo. Luca Steinmann e la &#8220;gioiosa propaganda bellica&#8221;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/steinmann-libro-fronte-russo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2023 02:13:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il fronte russo&#8221; di Luca Steinmann, Rizzoli, 2023 Nel gennaio 2023, Luca Steinmann a conclusione del suo libro scrive che la guerra russo-ucraina sarà ancora lunga e ogni pronostico sugli esiti è alquanto inutile. Per lui è stato semplice affermare questo, proprio perché è stato uno dei pochi, se [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il fronte russo&#8221; di Luca Steinmann, Rizzoli, 2023</strong></p>
<p>Nel gennaio 2023, Luca Steinmann a conclusione del suo libro scrive che <strong>la guerra russo-ucraina sarà ancora lunga e ogni pronostico sugli esiti è alquanto inutile</strong>. Per lui è stato semplice affermare questo, proprio perché è stato uno dei pochi, se non l&#8217;unico, giornalista occidentale che ha avuto il <strong>&#8220;privilegio&#8221;</strong> di testimoniare il conflitto stando tra i russi.</p>
<p><strong>La guerra è dolce solo per chi non l&#8217;ha vissuta, scrisse Erasmo d Rotterdam più di cinquecento anni fa</strong>, e anche al freelance Steinmann saranno venute in mente queste parole mentre attraversava, insieme ai russi, <strong>i punti caldi del Donbass, ossia Lugansk, Mariupol, Donetsk, la centrale nucleare di Zaporizhya.</strong></p>
<p>Era il <strong>18 febbraio 2022</strong> quando Luca arrivò in Donbass e mai poteva immaginare che di lì a poco si sarebbe ritrovato nel mezzo del conflitto. <strong>Ma anche lui ha dovuto combattere la sua guerra per conquistarsi la fiducia dei filorussi</strong>, dei ceceni e dei soldati che non vedevano di buon occhio la sua presenza. Ancora oggi, per loro un giornalista occidentale è al soldo della <strong>Nato</strong>, quindi degli <strong>Stati Uniti</strong>, pertanto è considerato un ciarlatano che ha il solo scopo di demonizzare la <strong>Madre Russia</strong>.</p>
<p>Quindi, per allontanare da sé questa nomea, Luca ha dovuto imparare un nuovo linguaggio, ricordandosi che i russi non combattono una <strong>&#8220;guerra&#8221;</strong> contro l&#8217;Ucraina, ma stanno svolgendo <strong>&#8220;un&#8217;operazione speciale&#8221;</strong>. Inoltre, deve essere d&#8217;accordo con loro sul fatto che la <strong>&#8220;Russia non ha occupato il Donbass, ma lo sta liberando dai nazisti ucraini&#8221;.</strong> Steinmann deve anche ricordare di non calcare troppo la mano sul malcontento o su elementi che mostrino il conflitto come una<strong> lotta fratricida, altrimenti verrà espulso</strong>. Infatti, <strong>tanto Kiev quanto Mosca faranno attenzione a come Luca racconterà la guerra ai media occidentali, soprattutto a quelli italiani.</strong> I funzionari dei rispettivi governi in guerra seguiranno i suoi collegamenti con <strong>Enrico Mentana</strong>, durante il telegiornale di <strong>La7</strong>, e lui neanche lo saprà, potrà solo immaginarlo.</p>
<p>In queste condizioni, come svolgere il proprio lavoro con coscienza, senza mettere da parte nulla di quello che il nostro Luca ha il <strong>&#8220;privilegio&#8221;</strong> di vedere con i propri occhi, e volendo dimostrare sia all&#8217;occidente che all&#8217;oriente che lui è solo un giornalista, quindi un cronista che racconta i fatti e che se ne infischia delle opposte strategie di propaganda?</p>
<p>Infatti, non va dimenticato che se tra i filorussi l&#8217;interpretazione dei fatti deve tenere conto che la Russia è in lotta non solo contro l&#8217;Ucraina, ma contro tutta la Nato, in Occidente il filo conduttore dei racconti dal fronte dev&#8217;essere sempre quello <strong>di un Putin tiranno che non vuole la pace e di una Russia imperialista feroce e assolutista.</strong> L&#8217;unica differenza tra i due fronti è che a <strong>Oriente la censura è imposta e si vede, mentre in Occidente è morbida, sottotraccia</strong>, democraticamente elaborata e spacciata come &#8220;libertà di essere indifferenti&#8221;.</p>
<p>Insomma, in tutto questo <strong>Luca avrebbe anche potuto rischiare di fare un viaggio a vuoto</strong>, senza avere la possibilità di raccontare sui media occidentali ciò di cui era testimone. Per fortuna, tutto questo non è successo e oggi ci troviamo davanti a una narrazione <strong>&#8220;super partes&#8221;</strong> che mette al centro i fatti.</p>
<p>La guerra è morte, macerie, paura, angoscia, carne dilaniata, speranza e attesa. <strong>Vivere il fronte russo vuol dire conoscere anche l&#8217;altra faccia della storia.</strong> Steinmann ha avuto la possibilità di confrontarsi con civili, profughi, soldati ceceni e russi, nonché con i mercenari della Wagner, <strong>i quali sotto la loro mascotte avevano scritto &#8220;Non avercela con me, lo faccio per soldi&#8221;</strong>. Ha potuto confermare, prima di tutto a sé stesso, che in guerra non vi sono buoni o cattivi, <strong>ma persone più o meno convinte, più o meno indottrinate, impaurite, abbrutite, emotivamente coinvolte o dissociate.</strong></p>
<p>Leggere <strong>&#8220;Il fronte russo&#8221;</strong> non ci farà capire da che parte stare, ma cosa si nasconde dietro una guerra e quanto possa essere infernale la propaganda.<strong> Steinmann per due volte ha rischiato di essere espulso</strong>, perché ai russi le sue parole non sono piaciute. In ogni caso, il giornalista ha compreso che anche quella difesa strenua che la Russia ha messo in campo, è manifestazione di una paura ancestrale, <strong>quella della libertà di pensiero.</strong></p>
<p>Libertà di pensiero che fa paura anche a questo nostro Occidente, <strong>sempre pronto a dividere il mondo fra buoni e cattivi.</strong></p>
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		<title>Luciano Bianciardi: consumismo, defecazione, arte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Dec 2022 01:37:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bianciardi]]></category>
		<category><![CDATA[Consumismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Fronte]]></category>
		<category><![CDATA[La Vita Agra]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Merda]]></category>
		<category><![CDATA[Padre]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La vita agra&#8221; di Luciano Bianciardi, edizioni Feltrinelli Abbiamo giocato con il tempo, forse anche troppo. Come bambini impertinenti colti da striduli rimorsi, abbiamo cercato le carezze di troppe mani; ci siamo fidati di quelle lisce e abbiamo allontanato quelle callose. Eppure, erano quelle rovinate dalle intemperie le più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/consumismo-e-defecazione-bianciardi/">Luciano Bianciardi: consumismo, defecazione, arte</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La vita agra&#8221; di Luciano Bianciardi, edizioni Feltrinelli</strong></p>
<p>Abbiamo giocato con il tempo, forse anche troppo. Come bambini impertinenti colti da striduli rimorsi, abbiamo cercato le carezze di troppe mani; ci siamo fidati di quelle lisce e abbiamo allontanato quelle callose. Eppure, erano quelle rovinate dalle intemperie le più sincere. Nell&#8217;animo mio vige ancora la lotta di classe, quella gioia <em>antimoderna</em> che fa della nebbia una prateria.</p>
<p>Nessuno mi disse mai chi era l&#8217;anarchico Luciano Bianciardi, ché lui è morto neanche cinquantenne, con qualche vizio e tanto amore per la solitudine. In un cantuccio ha speso gli ultimi momenti di vita, odiando gli intellettualoidi ipocriti, i radical chic, gli uomini dalla trippa larga e dalla protesta sempre pronta. Nel suo <em>La vita agra</em>, cazzeggia con il miracolo economico italiota che stava rendendo tanti dei poveri arricchiti, tutti drogati di benessere, tutti pronti ad alimentare nevrosi su nevrosi. L&#8217;indigenza pareva sparita, invece c&#8217;era ancora e colpiva anima e portafoglio di molti disadattati. Lui era un disadattato, un povero fesso a cui non piacevano le regole del gioco. Con un lavoro precario, con idee chiare e coerenti nel mezzo di una società in liquefazione e avviatasi alla schiavitù della compravendita, si sentì come un adolescente che non voleva crescere, che non voleva compromettersi.</p>
<p>Che lui non fosse pronto per fare il grande passo verso l&#8217;età adulta, lo capì una mattina, quando si stava accingendo a entrare in bagno per la <em>cacata quotidiana</em>. Ricorda che suo padre dava grande importanza a quel momento. Infatti, secondo il padre, in quel quarto d&#8217;ora non bisogna pensare a nulla se non a cacare il più possibile. Il risultato di quel rito officiato dal padre era magnifico, perché Bianciardi ricorda che il padre lasciava in bagno un odore virile, di sterco impregnato di tabacco, tipico dell&#8217;uomo fatto, ben inserito nella società. Per Luciano, invece non era così. Lui entrava in bagno con il giornale, leggeva le notizie, i particolari, si distraeva dalla defecazione. Se poi rapporto a me questa cosa, visto che nel bagno, tra i miei odori, ho preparato interi esami universitari, mi rendo conto che forse anch&#8217;io ho messo da parte da un bel po&#8217; la mia volontà di fare il grande passaggio.</p>
<p>Ma poi, questo ingresso nella società degli adulti è così necessario? D&#8217;altronde, uno dei valori portanti del consumismo non è quello di rendere tutti eterni adolescenti sempre pronti a sperimentare nuove emozioni, nuovi percorsi di vita, nuove sensazioni, come se la vita fosse sempre giovane, frizzante, allegra, eterna e stupefacente? In fondo, questo stato di cose già lo stiamo vivendo. Non abbiamo più bisogno della prova della merda, anche coloro che sono animati da un fuoco di ribellione sono ben piantati nella società dei consumi.</p>
<p><em>La vita agra </em>se ne sta lì, nella mia libreria, in un posto particolare. Mi ricorda che sessanta anni fa, il buon Bianciardi aveva raccontato di un uomo di provincia, ossia aveva parlato di lui. L&#8217;ha fatto così bene che ancora oggi tanti vi si rispecchiano, proprio perché né voleva essere <em>uomo contemporaneo</em> né <em>intellettuale</em>. Sapeva che non ci sarebbero stati altri momenti per farlo.</p>
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