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	<title>Fabio Archivi - BORDER LIBER</title>
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	<description>Sguardi al limite</description>
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		<title>Senza fine. Un esperimento vegetativo</title>
		<link>https://www.borderliber.it/senza-fine-un-esperimento-vegetativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jul 2022 02:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio]]></category>
		<category><![CDATA[Fine vita]]></category>
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		<category><![CDATA[Suicidio assistito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Gennaro Lento Facciamo un esperimento semplice semplice, bastano venti minuti del vostro tempo, un letto e una perfetta solitudine. Siete pronti? Va bene. Stendetevi supini sul letto, assicurandovi di essere da soli nella stanza. Rilassatevi. Allungate le braccia lungo il corpo. Pensate a quello che volete ma soprattutto, dopo aver raggiunto una posizione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Gennaro Lento</strong></em></p>
<p>Facciamo un esperimento semplice semplice, bastano venti minuti del vostro tempo, un letto e una perfetta solitudine.<br />
Siete pronti? Va bene.</p>
<p>Stendetevi supini sul letto, assicurandovi di essere da soli nella stanza. Rilassatevi. Allungate le braccia lungo il corpo. Pensate a quello che volete ma soprattutto, dopo aver raggiunto una posizione comoda, non muovetevi. Restare immobili è essenziale per la buona riuscita dell’esperimento.</p>
<p>Bloccate anche la testa, nessun movimento laterale o rotatorio. Solo gli occhi possono vagare liberamente da un punto all’altro della stanza. Fate passare un minuto, poi due, poi tre. Probabilmente vi verrà da grattare da qualche parte ma voi siate rigorosi come scienziati e ignorate ogni possibile distrazione.</p>
<p>Bravi.</p>
<p>Dopo i primi cinque minuti inizierete a rilassarvi davvero e a trascurare progressivamente i segnali del vostro corpo. Magari qualcuno di voi inizierà ad assopirsi ma dovete resistere, altrimenti i risultati non saranno di nessuna utilità. Respirate e rimanete concentrati.</p>
<p>Adesso la parte più importante dell’esperimento: immaginate che restare immobili in un letto e senz’altra possibilità di movimento, a parte la rotazione degli occhi, sia la vostra condizione normale, per ogni secondo, minuto e ora del giorno e per tutti i giorni della vita.</p>
<p>Senza fine.<br />
Riuscite a visualizzare la disperazione?<br />
Riuscite a sentire l’angoscia?</p>
<p>Bene, avete raggiunto, con molta approssimazione, lo stato di vita quotidiana di Fabio, affetto da <em>tetraparesi da rottura dell&#8217;arteria basilare</em>. Solo che mentre voi avete simulato la sua condizione per circa venti minuti, lui l’ha vissuta per diciotto lunghissimi anni, tra dolori orribili e giornate interminabili, sempre lucido e con l’unica possibilità di interazione legata ad un puntatore oculare che gli permetteva a fatica di “digitare” lettere su una tastiera.</p>
<p>Fabio è morto, finalmente. Dopo una lunga battaglia legale è riuscito a interrompere volontariamente le cure che lo tenevano in vita per mettere fine ad un’esistenza disumana, privata da ognuno dei motivi che la rendono degna di essere vissuta. Ovunque tu sia, riposa in pace Fabio.</p>
<p>L’Italia è un paese fantastico, ricco di storia e di cultura e di bellezze paesaggistiche notevoli. Italiane sono numerose personalità della cultura, scienza, spettacolo e di qualsiasi altro campo dove viene premiato il talento e l’applicazione.</p>
<p>L’Italia, però, è anche un paese ipocrita, perché nonostante nella Costituzione sia sancito che siamo uno stato laico, le antiche cicatrici cattoliche faticano a scomparire e continuano a influenzare la vita di tutti in maniera pervasiva e arbitraria.</p>
<p>La legge sul fine vita è bloccata in Parlamento da tempo immemore, seppellita sotto una serie di veti incrociati che ne rendono impossibile la discussione. Il mondo politico di ispirazione cattolica continua a non valutare questo argomento come degno di considerazione, dimostrando un certo disprezzo per le argomentazioni “umane” di tanti italiani costretti, loro malgrado, a sopravvivere ad un corpo inerte senza possibilità di fuga.</p>
<p>Ebbene, io non sono credente, ma questo non è importante perché nutro profondo rispetto per chi ha fede in un Dio onnipotente che governa ogni cosa e proprio a coloro che fondano la propria vita sull’amore per il prossimo vorrei rivolgere una domanda.</p>
<p>Come è possibile, vi chiedo, che Dio possa costringere un essere umano a vivere come un vegetale, privato della possibilità di interagire con gli altri e costretto a passare il proprio tempo soffocato in un <em>corpo-prigione</em> che è come una colata di cemento che ti lascia fuori solo gli occhi? Come è possibile che Dio possa anche solo concepire l’eventualità di far soffrire una persona fino a costringerla a desiderare la propria morte come unico rimedio? Con tutto il rispetto, come si fa a pensare che sia giusto così?</p>
<p>Non mi rassegno all’idea che un Dio misericordioso e giusto possa tollerare che Fabio e altri come lui restino in un letto ad attendere vanamente la morte naturale, impastoiati in un limbo lunghissimo fatto di dolore e disperazione.</p>
<p>Mi sembra una crudeltà inutile, una barbarie. Sarebbe più logico pensare che Dio non c’entri nulla e che tutte le remore di matrice cattolica facciano parte di una sovrastruttura secolare che si è ormai allontanata definitivamente dai concetti originari di amore e pietà. Oppure non ho capito niente e Dio vuole proprio questo e <em>amen</em>.</p>
<p>Mi vengono in mente le parole del vecchio zio Stojil ne <em>La Fata Carabina di Pennac</em>: “Se Dio esiste, sarà meglio che abbia una scusa valida”.<br />
Una scusa bella grossa.</p>
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		<title>Francesco Presta. L&#8217;amico fragile. Diamante e la storia d&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2022 08:24:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anni di piombo]]></category>
		<category><![CDATA[Claire]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano già pubblicata per L&#8217;Ottavo Un quaderno che conserva una storia simile a un romanzo, ma che invece contiene una confessione che cambia la vita di Fabrizio. È questo fascio di fogli il vero protagonista del libro che attraversa un pezzo di storia d’Italia e che avrà la capacità di educare all’affettività [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Recensione di Martino Ciano già pubblicata per <a href="https://www.lottavo.it/2022/01/francesco-presta-lamico-fragile/">L&#8217;Ottavo</a></em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un quaderno che conserva una storia simile a un romanzo, ma che invece contiene una confessione che cambia la vita di Fabrizio. È questo fascio di fogli il vero protagonista del libro che attraversa un pezzo di storia d’Italia e che avrà la capacità di educare all’affettività un giovane ormai disilluso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È difficile raccontare l’amore. È un sentimento di cui si abusa, che si descrive con troppi luoghi comuni. Francesco Presta, invece, preferisce usare il punto di vista della malinconia, dei ricordi, della costante rievocazione del passato, perché forse questo sentimento si palesa davvero quando tutto sembra irrimediabilmente finito. Ci si riconosce innamorati di una persona quando questa non è più al nostro fianco; quando il destino ce l’ha strappata, anche violentemente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>L’amico fragile&nbsp;</em>è un incontro tra anime diverse, tra mondi in tensione. Nel quaderno che arriva tra le mani di Fabrizio, è contenuta la storia d’amore di Fabio e Claire. Lui è un ragazzo timido e impacciato che abita a Diamante, in Calabria; lei è una ragazza inglese capitata per caso, per una vacanza, nella cittadina del Tirreno cosentino. La storia è ambientata a cavallo tra 1979 e il 1980, anni in cui si respirava un’aria di ribellione, di tensione e di piombo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Storia di uomini e storia di anime. C’è chi la storia la fa e chi la subisce. Ed è questo uno degli aspetti importanti del romanzo di Presta, porre l’amore come un ponte che unisce, che crea, che ridà ai corpi le proprie anime, che ridona agli uomini la propria umanità. Fabio è il fragile, ossia, colui che ancora subisce il fascino dei propri traumi e delle proprie paure, che prova a scansare l’amore di Claire. Ma anche Claire, nonostante la sua appartenenza a un mondo lontano anni luce dalla Calabria del 1979, si dimostra fragile davanti a questo ragazzo che ha fatto della semplicità e della bontà delle armi di attacco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E in tutto questo, cosa c’entra Fabrizio e perché questo quaderno arriva nelle sue mani? Logicamente, questo dovrà scoprirlo il lettore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Presta scrive un romanzo-scenografia che ben si incastona in quella narrativa creata per restare impressa nella mente di chi cerca storie con le quali riflettere. Non ci sono luoghi comuni, ma lo svelamento di un amore che è fatto di nostalgia, di forza di volontà, di voglia di donarsi. E poi c’è la Calabria, quella regione che nasconde anche ai propri figli la sua bellezza.</p>
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