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	<title>anima Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Un inguaribile nichilista</title>
		<link>https://www.borderliber.it/un-inguaribile-nichilista-borderliber-ciano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 08:56:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Un inguaribile nichilista&#8221; è un racconto di Martino Ciano. L&#8217;immagine di copertina è stata creata con l&#8217;intelligenza artificiale Un inguaribile nichilista aveva aperto la finestra e in quel gesto trovò una buona occasione per spiccare il volo. In quel pensiero racchiudeva il suo entusiasmo per il panorama: il sole che stava sorgendo mentre nel cielo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Un inguaribile nichilista&#8221; è un racconto di Martino Ciano. L&#8217;immagine di copertina è stata creata con l&#8217;intelligenza artificiale </strong></p>
<p dir="ltr">Un inguaribile nichilista aveva aperto la finestra e in quel gesto trovò una buona occasione per spiccare il volo. In quel pensiero racchiudeva il suo entusiasmo per il panorama: il sole che stava sorgendo mentre nel cielo un paio di nuvole scivolavano come pinguini sul ghiaccio. In strada uno spazzino giovane e mingherlino bestemmiava per il freddo. Il ragazzo con la tuta blu a strisce gialle-catarifrangenti posava la scopa e si aggiustava il berretto di lana. Sembrava quello dell&#8217;urlo di Munch, sembrava uno che voleva ammazzare il primo che gli capitasse davanti.</p>
<p dir="ltr">Un inguaribile nichilista aveva abbandonato l&#8217;idea di buttarsi di sotto. Dopotutto si era appena svegliato, aveva dormito bene, senza interruzioni, voleva comunque godersi quell&#8217;ennesimo giorno, ascoltare le notizie quotidiane, le tribune politiche, ingozzarsi la mente di domande, trovare risposte di poco conto ma comunque concilianti. Lui a differenza dello spazzino non voleva ammazzare nessuno, forse neanche sé stesso. Ci aveva pensato solo un attimo. Ma era stato un capriccio della mente, quindi non era colpa sua. I pensieri a volte nascono e muoiono per loro stessi.</p>
<p dir="ltr">Uscì di casa, andò nel cortile. Lo spazzino era lontano, fischiettava in un&#8217;altra strada. Il tono sembrava allegro, forse si era riscaldato. L&#8217;inguaribile nichilista invece guardò la finestra da cui si era affacciato qualche minuto prima. Era posta tutt&#8217;al più a circa quattro metri dal suolo, quindi se si fosse lanciato da lì non sarebbe incappato nella morte, ma in qualche frattura multipla, magari anche in un trauma cranico con incalcolabili conseguenze. Quindi si mise a cantare anche lui e subito fu circondato dai suoi otto gatti che, miagolando, gli facevano capire di avere fame. E lui li sfamò.</p>
<p dir="ltr">Fatto questo se ne andò davanti alla televisione a bere un caffè che aveva avuto la forza di prepararsi. Le bombe erano cadute, donne e bambini erano morti, uomini innocenti erano rimasti sotto le macerie, la disoccupazione era scesa solo per gli over cinquanta, quel giorno l&#8217;oroscopo gli consigliava prudenza negli affari, soprattutto in quelli di cuore. Fece uno starnuto, mentre la voce della giornalista annunciava che era un giorno di festa nazionale, un giorno che aveva a che fare con la liberazione da qualcosa. Però niente liberava lui dall&#8217;apatia.</p>
<p dir="ltr">Un inguaribile nichilista non aveva che un sogno, aprire un pacco di biscotti seguendo perfettamente la linea tratteggiata. Se ci fosse riuscito, sarebbe stato orgoglioso di sé. Ci riuscì senza impegnarsi troppo e questo lo rattristò, non pensava di essere diventato geniale, era stato solo un colpo di fortuna. Era sempre quella finestra aperta appena svegliatosi il suo pensiero fisso, anzi ricreativo. Morire per rinascere: ecco la sfida.</p>
<p dir="ltr">Un inguaribile nichilista si sedette in poltrona e si accese una sigaretta. Aveva già sentito troppi inni alla vita. Doveva trovare una scusa per distruggere la serafica armonia di quel giorno. Intanto le nuvole coprivano il sole, un tuono annunciava la pioggia. Il meteo era mutato all&#8217;improvviso, le previsioni non ci avevano azzeccato. Forse, era un messaggio per lui.</p>
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		<title>Archeologia cromatica: tutti i colori dell&#8217;Io</title>
		<link>https://www.borderliber.it/archeologia-cromatica-romanzo-cefali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 11:37:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[Colori]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Archeologia cromatica&#8221; di Gianfranco Cefalì, Qed Edizioni, 2026 Tutto è vero, tutto è falso. Può essere un&#8217;invenzione di una sola mente, così come il gioco narrativo di Anna, Claudia e una donna senza nome. Di fatto c&#8217;è una moltitudine di colori con cui vengono dipinti i ricordi, nonché la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Archeologia cromatica&#8221; di Gianfranco Cefalì, Qed Edizioni, 2026</strong></p>
<p>Tutto è vero, tutto è falso. Può essere un&#8217;invenzione di una sola mente, così come il gioco narrativo di Anna, Claudia e una donna senza nome. Di fatto c&#8217;è una moltitudine di colori con cui vengono dipinti i ricordi, nonché la necessità di staccarsi dalla realtà per costruirne una a propria misura.</p>
<p><strong>&#8220;Archeologia cromatica&#8221;</strong> di <strong>Gianfranco Cefalì</strong> è un tranello ordito da più personalità, in cui non ci sono protagonisti, ma confuse immagini che si ricompongono solo per un attimo. È un romanzo estremo quello dell&#8217;autore lametino, che si delinea in diversi stadi della coscienza e che tratta dell&#8217;età più dura: l&#8217;adolescenza. Ciò che dovrebbe formare si fa prigione. Nessuna esperienza appare definitiva.</p>
<p>Tutto ha inizio dalla volontà di Anna e Claudia di trovare rifugio su un tetto. È da lì che le due scrutano il mondo. Quando vi penetrano all&#8217;interno si sentono disorientate, si percepiscono distanti. La loro prima esperienza di vita, che ha anche un qualcosa di erotico, è la fuga verso il mare. Nulla di speciale, a ben vedere, fin quando non si imbattono in una ragazza misteriosa che assume il ruolo di &#8220;colei che divide&#8221; e che mette zizzania.</p>
<p>C&#8217;è tutto in questo incontro, persino una tensione omoerotica che si sublima in una gelosia autolesionista. È lì che avviene il distacco tra Anna e Claudia, una sorta di dichiarazione di indipendenza attraverso cui entrambe si lanciano in una vita piena, spericolata. È qui che ci viene chiesto di partecipare, come se fossimo i giudici di questa sfida che nasce all&#8217;improvviso tra le due adolescenti.</p>
<p>Eppure, tutto è un flusso di coscienza che potrebbe essere attribuito a ciascuna delle protagoniste. A un certo punto l&#8217;una prevale sulle altre. Ma è difficile identificare chi è.<strong> &#8220;Archeologia cromatica&#8221;</strong> diventa quindi l&#8217;indagine di un&#8217;anima su sé stessa. Non si arriva al termine con una assoluzione, ma con una importante consapevolezza. Leggere in questo caso diventa un&#8217;esperienza attiva. Interagiamo, perché entriamo nel libro del libro che l&#8217;autore ha pensato per i suoi personaggi.</p>
<p>Il gioco di specchi è palese, ma è anche divertente. Non è un rompicapo, ma un esperimento che ciascuno di noi fa quotidianamente raccontandosi un fatto che ha vissuto. Il proprio punto di vista è assoluto e presume di essere quello più completo di tutti gli altri. Non è anche questo il peggiore degli inganni che ogni giorno costruiamo verso noi stessi?</p>
<p>Ecco,<strong> &#8220;Archeologia cromatica&#8221;</strong> non è solo un romanzo, ma un&#8217;esperienza che si vive attraverso la lettura. È una incessante richiesta di verità. Ma ciò che si palesa in maniera estrema è anche frutto di un infantile bisogno di soddisfare i propri capricci. E questo di Cefalì è un romanzo diabolicamente capriccioso. Buona lettura.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giorno che sorge</title>
		<link>https://www.borderliber.it/giorno-sorge-poesie-buttazzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 21:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[anima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Giorno che sorge&#8221; è il titolo che abbiamo dato a queste poesie di Marcello Buttazzo. In copertina una foto tratta da Pexels, a uso gratuito Giorno ubriacami. Fammi vivere oltre il godimento, oltre il piacere. Fammi soffrire esistere patire. Fammi bere. Il tempo passa e corre verso terre di nessuno. Fammi conoscere la realtà le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Giorno che sorge&#8221; è il titolo che abbiamo dato a queste poesie di Marcello Buttazzo. In copertina una foto tratta da <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/foto-dell-ora-d-oro-163323/">Pexels, a uso gratuito</a></strong></p>
<p>Giorno<br />
ubriacami.<br />
Fammi vivere<br />
oltre il godimento,<br />
oltre il piacere.<br />
Fammi soffrire<br />
esistere patire.<br />
Fammi bere.<br />
Il tempo passa<br />
e corre verso terre di nessuno.<br />
Fammi conoscere la realtà<br />
le sue infinite rappresentazioni.<br />
Dammi l’inganno della felicità,<br />
l’illusione d’esistere.<br />
Giorno sorgi di là dell’orizzonte<br />
oscura la notte<br />
del mio tempo interiore.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “Altro da sé”, L’Autore Libri Firenze, 2006</strong></em></p>
<hr />
<p>Già viva è la piazza del paese.<br />
San Vito troneggia sulla secolare colonna<br />
la Casa del popolo è ancora chiusa<br />
i netturbini spazzano le strade<br />
con ramazze di ferro<br />
i muratori entrano infreddoliti nei bar<br />
a bere bicchieri di fuoco<br />
io consumo il solito caffè<br />
e nello specchio della tazza fumante<br />
annego colorati pensieri.<br />
Un cane passa<br />
e composto piscia ai bordi del marciapiede.<br />
Fa freddo<br />
la gelata taglia le gambe<br />
un vecchio coperto di stracci<br />
traversa la piazza in bicicletta<br />
e mi dice che bisogna andare<br />
veloci, andare.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “Alba”, L’Autore Libri Firenze, 2007</strong></em></p>
<hr />
<p>Pioggia<br />
insistita e leggera<br />
come carezza di donna.<br />
Aprimi il cuore<br />
stamane,<br />
allagami.<br />
Dammi parole, respiro<br />
e quel bacio<br />
frustata delle mille lingue.<br />
Dammi le labbra.<br />
Guardami, rapiscimi,<br />
fammi stare male.<br />
Sovversiva è la bellezza.<br />
La mattina è di latte.<br />
Tu vieni<br />
stamane<br />
e non mi lasciare più.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “E ancora vieni dal mare”, Manni Editori, 2012</strong></em></p>
<hr />
<p>In coppe alabastrine<br />
berrò<br />
quel che resta del giorno.<br />
Per i campi del Sud<br />
cullerò<br />
amori fanciulli.<br />
Irrorerò<br />
di linfe e frescure<br />
gli ulivi contorti e assolati.<br />
Sul mio confine<br />
di marginale sentimento<br />
né barriere né steccati,<br />
solo un barchetto in libertà.<br />
Viaggerò<br />
oltre le nubi.<br />
mi nutrirò di pane<br />
e di tutte le malinconie<br />
del mondo.<br />
<strong><em>Versi tratti dalla raccolta “Origami di parole”, Luca Pensa Editore, 2016</em></strong></p>
<hr />
<p>Mille cavallini<br />
con la chioma d’argento<br />
in piazza<br />
scalpitano e scalciano<br />
sul tuo cuore fanciullo.<br />
Mille cavallini<br />
in piazza<br />
percorrono il più bel sentiero.<br />
Giardino di primavera,<br />
nei campi di duro ulivo<br />
tu segni a caratteri perpetui<br />
una terra vibratile<br />
d’amore.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “Nei tuoi arcobaleni… e altre poesie”, I Quaderni del Bardo edizioni di Stefano Donno, 2019</strong></em></p>
<hr />
<p>Cade<br />
insistentemente<br />
una pioggia<br />
fitta di memorie.<br />
Una pioggia<br />
di ricordi<br />
scende<br />
sull’anima bruciata<br />
di rame.<br />
Vissuti d’arsure<br />
bagnate<br />
da gocciole benedette.<br />
Precipitano<br />
catinelle<br />
come affermazioni<br />
mai dette,<br />
che tu non pronunciasti<br />
per neghittosità, per indolenza.<br />
Scende<br />
quest’acqua<br />
d’improvvisa frescura.<br />
Io sono qui.<br />
Sono qui<br />
alle periferie,<br />
ad aspettare<br />
laconico<br />
un inatteso disvelamento.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “Fra le pieghe del rosso”, I Quaderni del Bardo edizioni di Stefano Donno, 2022</strong></em></p>
<hr />
<h4><strong>Chi è Marcello Buttazzo?</strong></h4>
<p>Marcello Buttazzo è nato a Lecce nel 1965 e vive a Lequile, nel cuore della Valle Della Cupa salentina. Ha studiato Biologia con indirizzo popolazionistico all’Università “La Sapienza” di Roma. Ha pubblicato numerose opere, la maggior parte di poesia. Scrive periodicamente in prosa su Spagine (del Fondo Verri), nella rubrica Contemporanea, occupandosi di attualità. Collabora con il blog letterario Zona di disagio diretto da Nicola Vacca. Tra le pubblicazioni in versi ricordiamo: “E l’alba?” (Manni Editori), “Origami di parole” (Pensa Editore), “Verranno rondini fanciulle” (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno), “Ti seguii per le rotte” (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno). Ad aprile 2025, è uscito per Collettiva Edizioni Indipendenti il libello dal titolo “Sommesse preghiere” (Collezione I Distillati).</p>
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		<title>Torna lacrima</title>
		<link>https://www.borderliber.it/torna-lacrima-poesie-buttazzo-lettura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 22:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[Buttazzo]]></category>
		<category><![CDATA[Lacrima]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Poetare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Torna lacrima&#8221; è il titolo che abbiamo dato a queste poesie di Marcello Buttazzo. In copertina una foto di Mart Production, tratta da Pexels, a uso gratuito Un’anima persa è sempre un’anima che reclama amore, bagliore diffuso che tinge di rosso l’eburneo viso degli innamorati. Amore. Sapevo solo chiamarti amore, domandarti amore, nei freddi inverni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/torna-lacrima-poesie-buttazzo-lettura/">Torna lacrima</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Torna lacrima&#8221; è il titolo che abbiamo dato a queste poesie di Marcello Buttazzo. In copertina una foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/buco-plastica-sfondo-nero-tore-7767642/">Mart Production, tratta da Pexels, a uso gratuito</a></strong></p>
<p>Un’anima persa è sempre un’anima<br />
che reclama amore, bagliore diffuso<br />
che tinge di rosso l’eburneo viso<br />
degli innamorati. Amore.<br />
Sapevo solo chiamarti amore,<br />
domandarti amore, nei freddi inverni<br />
dell’anima affannata smarrita<br />
quando tu facevi rabeschi d’amore<br />
e le nubi di tenue celestino si frastagliavano piano.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “Clandestino d’amore”, Manni Editori, 2006</strong></em></p>
<hr />
<p>D’oro tralucevi<br />
come spiga di grano.<br />
Diadema dell’anima<br />
tripudio<br />
di rossi papaveri<br />
in campi di sole<br />
che insanguinano i miei gironi.<br />
Mirra e argento.<br />
Sei gioia e tormento.<br />
Inviolato cielo mattutino<br />
assenza, lontananza.<br />
Mattanza d’estate.<br />
Sangue e l<br />
lacrime.<br />
Sei l’insensibile susseguirsi<br />
del tempo.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “Nei giardini dell’anima”, Manni Editori, 2007</strong></em></p>
<hr />
<p>Lampo<br />
attimo di tuono<br />
caduca rosa,<br />
la vita fascinosamaranto<br />
immaginifica velocemente passa,<br />
delizia e strazio di spade.<br />
Rullano battenti tamburi,<br />
sfrigge lo smorto passato,<br />
al crepitio di fiamma t’incontro.<br />
Intanto, rumoreggia<br />
il ruscelletto giorno.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “Serenangelo”, Manni Editori, 2010</strong></em></p>
<hr />
<p>Avrei voluto<br />
cantare d’amore<br />
per ore.<br />
Elegie nell’anima<br />
carne da vibrare<br />
pane fresco da condividere<br />
giorno e notte.<br />
Avrei voluto<br />
cantare<br />
per sentirmi ancora<br />
compagno di bandiere<br />
pacifiche e non violente<br />
da sventolare per tutto il tempo.<br />
Avrei dovuto<br />
incrociarti finalmente<br />
ai bordi della sera.<br />
Avrei dovuto<br />
svegliare il mattino<br />
con lo sfavillio<br />
dei tuoi occhi-cristallo.<br />
Stelle sperse<br />
nella carezza<br />
del primo lucore.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “Fra le pieghe del rosso”, i Quaderni del Bardo edizioni di Stefano Donno, 2022</strong></em></p>
<hr />
<p>Torna<br />
lacrima fanciulla<br />
a rigare il viso.<br />
Torna<br />
e ridammi il ghiribizzo,<br />
ciò che più agogno.<br />
Non c’è meraviglia<br />
che non sia stilla,<br />
non c’è stella<br />
che sia fica<br />
nel firmamento.<br />
Scorre sulle gote<br />
una giovinezza inoltrata.<br />
Scorre<br />
imperioso impetuoso<br />
Il tempo,<br />
che piano piano finisce.<br />
E lascia negli occhi<br />
una lacrima piccola<br />
piccola piccola:<br />
lo sfavillio<br />
delle centomila saette.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla raccolta “E se nel giallo ti vedrò”, i Quaderni del Bardo edizioni di Stefano Donno, 2023</strong></em></p>
<hr />
<p>Nel pomeriggio di quiete<br />
non sento più frastuono<br />
né rumorio di tuono.<br />
Nessuna avvisaglia di battaglia<br />
nessun tormento di lacerate corde,<br />
solo un pacato fermento.<br />
È il momento<br />
del ripiegamento su me stesso,<br />
è ora di dare voce alla memoria,<br />
ai decidui istanti passati<br />
quando la gioia<br />
era fisiologico accadimento.<br />
Non è un malinteso sentimento<br />
la mia melanconia,</p>
<p>ma solo la voglia<br />
di scavare nel fondo<br />
per veder riaffiorare<br />
ancora una volta<br />
il tuo viso di fanciulla.<br />
Il tuo bel viso<br />
di sedicenne,<br />
con due occhi verdi più il mare,<br />
il tuo viso da mangiare<br />
con il pane con il sale.<br />
Il tuo viso arguto.<br />
Sopra un diario rosso<br />
scrivevi tutte le poesie<br />
della nostra storia infinita.<br />
Sopra una terra<br />
di zolle rosso sangue<br />
mi hai lasciato<br />
un cesto di parole<br />
spezzate interrotte<br />
inconcluse frammentate.<br />
<em><strong>Versi tratti dalla plaquette “Sommesse preghiere”, I Distillati, Collettiva edizioni indipendenti 2025</strong></em></p>
<hr />
<blockquote>
<h4><strong>Chi è Marcello Buttazzo?</strong></h4>
</blockquote>
<p>Marcello Buttazzo è nato a Lecce nel 1965 e vive a Lequile, nel cuore della Valle Della Cupa salentina. Ha studiato Biologia con indirizzo popolazionistico all’Università “La Sapienza” di Roma. Ha pubblicato numerose opere, la maggior parte di poesia. Scrive periodicamente in prosa su Spagine (del Fondo Verri), nella rubrica Contemporanea, occupandosi di attualità. Collabora con il blog letterario Zona di disagio diretto da Nicola Vacca. Tra le pubblicazioni in versi ricordiamo: “E l’alba?” (Manni Editori), “Origami di parole” (Pensa Editore), “Verranno rondini fanciulle” (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno), “Ti seguii per le rotte” (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno). Ad aprile 2025, è uscito per Collettiva Edizioni Indipendenti il libello dal titolo “Sommesse preghiere” (Collezione I Distillati).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/torna-lacrima-poesie-buttazzo-lettura/">Torna lacrima</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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		<title>Dialogo con la pioggia</title>
		<link>https://www.borderliber.it/dialogo-pioggia-gervasi-poesia-lettura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Aug 2025 22:01:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
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		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Dialogo con la pioggia&#8221; è una poesia di Giuseppe Gervasi. In copertina una foto scattata e rielaborata dall&#8217;autore Nudo tra tuoni e lampi, la pioggia parla velocemente. Nel bel mezzo d&#8217;agosto sopraggiunge l&#8217;autunno: malinconico penso alla vita. Vento e pioggia, tuoni e lampi. È l&#8217;estate che va nel buio improvviso. È un segno del cielo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Dialogo con la pioggia&#8221; è una poesia di Giuseppe Gervasi. In copertina una foto scattata e rielaborata dall&#8217;autore</strong></p>
<p>Nudo tra tuoni e lampi,<br />
la pioggia parla velocemente.<br />
Nel bel mezzo d&#8217;agosto<br />
sopraggiunge l&#8217;autunno:<br />
malinconico penso alla vita.<br />
Vento e pioggia,<br />
tuoni e lampi.<br />
È l&#8217;estate che va<br />
nel buio improvviso.<br />
È un segno del cielo,<br />
che piange tristemente.<br />
È un segno del giorno finito,<br />
del sonno in arrivo,<br />
del mese sospeso.<br />
Una sospensione inutile.<br />
Guarda come piove,<br />
sempre più forte,<br />
sempre di più.<br />
È un dialogo tra cielo,<br />
nuvole e terra.<br />
È un messaggio<br />
all&#8217;ultimo uomo rimasto,<br />
affinché si fermi a contemplare il tempo.<br />
Piove in agosto,<br />
piove in estate.<br />
È un singhiozzo d&#8217;autunno<br />
a cui segue una lunga lacrima.<br />
Non pioverà più,<br />
si placherà il vento.<br />
Un ultimo temibile tuono<br />
a svegliare l&#8217;inutile sonno,<br />
a donare colori nel cielo<br />
e una luce nel buio.</p>
<hr />
<h4>Chi è Giuseppe Gervasi?</h4>
<p>Giuseppe Gervasi, poeta, scrittore e conduttore televisivo, è nato a Siderno (RC) il 6 marzo del 1977. Vive a Riace, un piccolo paese della città metropolitana di Reggio Calabria. Laureato in Giurisprudenza, per qualche anno ha esercitato la professione forense. Ha ideato e condotto “La Terra del Sole” e “Gente di Calabria”, programmi televisivi di approfondimento culturale. Con Laruffa Editore ha pubblicato “I tuoi Passi Lenti… Verso l’Origine dell’Amore” (2015), “Un Nuovo Suono” (2017) e “Desiderio” (2018), un racconto per bambini che parla di utopie e sogni. Con Radici Future Produzioni ha pubblicato “Riace che Incontra il Mare” (2019), il suo primo romanzo, e “Dietro una Porta Ho Atteso il tuo Respiro” (2021). Ha partecipato con un contributo poetico alla pubblicazione di “Croce di Libia” (Ludo Edizioni, febbraio 2020). A febbraio del 2023 ha dato alle stampe la raccolta di poesie “Che non Sia l’Ultimo”, Pace Edizioni. Nel 2025 ha pubblicato “Ho Sognato la mia Terra” (Vintura Edizioni), una denuncia poetica che accompagna il lettore in un viaggio calabrese al limite tra la realtà e il sogno. Intensa la sua attività politica, sociale e culturale.</p>
<hr />
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