<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Divagazioni Archivi - BORDER LIBER</title>
	<atom:link href="https://www.borderliber.it/category/divagazioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.borderliber.it/category/divagazioni/</link>
	<description>Sguardi al limite</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Jun 2026 21:29:16 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">206201238</site>	<item>
		<title>Pizzo Calabro: passaggio nell&#8217;incanto</title>
		<link>https://www.borderliber.it/pizzo-calabro-passaggio-nellincanto/</link>
					<comments>https://www.borderliber.it/pizzo-calabro-passaggio-nellincanto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 07:44:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Sabato]]></category>
		<category><![CDATA[Scoperta]]></category>
		<category><![CDATA[Scoprire]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15895</guid>

					<description><![CDATA[<p>Adriana Sabato ci racconta del suo passaggio nell&#8217;incantevole e rinomata cittadina calabrese di Pizzo Calabro. In copertina una foto scattata dall&#8217;autrice dell&#8217;articolo  È impossibile resistere al fascino delle spiagge di Pizzo Calabro e del suo centro storico abbarbicato su un promontorio di tufo. Questo suggestivo borgo è una delle località che contribuiscono a rendere la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/pizzo-calabro-passaggio-nellincanto/">Pizzo Calabro: passaggio nell&#8217;incanto</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Adriana Sabato ci racconta del suo passaggio nell&#8217;incantevole e rinomata cittadina calabrese di Pizzo Calabro. In copertina una foto scattata dall&#8217;autrice dell&#8217;articolo </strong></p>
<p>È impossibile resistere al fascino delle spiagge di Pizzo Calabro e del suo centro storico abbarbicato su un promontorio di tufo.</p>
<p>Questo suggestivo borgo è una delle località che contribuiscono a rendere la Costa degli dei, il paradiso che migliaia di turisti e visitatori scelgono ogni anno per le loro vacanze al mare. Qui, tra natura, storia e leggenda si può assaporare il vivere italiano in tutta la sua potenza.</p>
<p>Tra i punti di forza di Pizzo Calabro ci sono sicuramente le sue spiagge suggestive, come la spiaggia di Colamaio nel golfo di Sant’Eufemia e la spiaggia di Pizzo Marina. Ma questo territorio nasconde anche perle architettoniche di rara bellezza come la Chiesetta alla spiaggia di Piedigrotta, che si sviluppa all’interno della nuda roccia, o il Castello Aragonese da cui si può godere di una vista mozzafiato. Il centro storico di Pizzo Calabro, poi, ha la capacità di riportare indietro nel tempo tra vicoletti e scorci da scoprire con ritmi lenti.</p>
<h3>La storia di Pizzo Calabro</h3>
<p>Il passato di Pizzo è stato brillante in quanto il borgo si trova al centro delle vie commerciali terrestri e marittime del centro della Calabria. Nei depositi della Marina arrivavano olio, vino, grano, ferro, armi, ecc. destinati ad essere imbarcati all’interno del suo porticciolo naturale sulle piccole navi della marineria pizzitana e da qui essere portati ad Amalfi, a Napoli, Roma, e finanche a Marsiglia. Come località turistico balneare da sempre ha attirato le popolazioni dell’interno che andavano a fare i bagni nel periodo estivo. Viaggiavano con ogni mezzo (carrozze, traini, ecc.), si portavano le proprie masserie ed alloggiavano a Pizzo per periodo non inferiore al mese. Sotto l’aspetto commerciale a Pizzo venivano a fare acquisti da ogni dove tanto erano di alto livello qualitativo i propri negozi. Per le calzature e abbigliamento avevano un vero e proprio primato che in certi periodo ha dato vita a produzioni vere e proprie.</p>
<h3>L’arte</h3>
<p>Interamente scavata nella roccia arenaria, proprio sul tratto di mare che si affaccia lungo lo splendido Parco Marino Regionale Costa degli dei, la Chiesetta di Piedigrotta rappresenta uno dei gioielli di Pizzo.</p>
<p>Lo splendido santuario fu edificato da alcuni naufraghi napoletani, alla fine del Seicento, per ringraziare Dio di essersi salvati dalla tempesta.</p>
<p>I marinai attribuirono il miracolo alla protezione di un quadro della Madonna che si trovava sulla nave e che ritrovarono sulla spiaggia. Una volta tratti in salvo assieme al quadro miracoloso, i marinai per devozione scavarono nella roccia una piccola cappella, l&#8217;attuale Chiesetta di Piedigrotta, e vi collocarono la sacra immagine (ribattezzata Madonna di Piedigrotta).</p>
<p>Attorno al 1880 l&#8217;artista locale Angelo Barone, seguito da suo figlio Alfonso, cominciò a ingrandire e decorare la cappella con statue raffiguranti scene e personaggi della Sacre Scritture e della Vita di Cristo, ricavate dalla stessa roccia tufacea.</p>
<p>Il Quadro della Madonna di Piedigrotta è oggetto di una sentita devozione popolare e dell&#8217;annuale Festa della Madonna di Piedigrotta. La festa si svolge il 2 luglio, preceduta dalla novena, e vede l&#8217;effige protagonista di una caratteristica processione in mare guidata dall&#8217;imbarcazione “Perla Nera”, addobbata con fiori e banderuole colorate. Questo misto di storia locale e leggenda fanno di Piedigrotta un unicum nel suo genere.</p>
<h3>Le sculture</h3>
<p>Sant&#8217;Antonio da Padova raffigurato con un bambino tra le braccia. San Giorgio che uccide il drago, una scultura dinamica che simboleggia la lotta tra il bene e il male. Santa Rita, conosciuta come la santa delle cause impossibili.</p>
<p>Angeli e cherubini, posizionati in vari angoli e nicchie della grotta per decorare le pareti e l&#8217;altare. Il Presepe, una ricca rappresentazione della natività con pastori, Re Magi e animali. La Pietà, una drammatica raffigurazione della Madonna che sorregge il corpo di Gesù Cristo. Le Nozze di Cana, la scena evangelica del primo miracolo di Gesù che trasforma l&#8217;acqua in vino. Il Battesimo di Gesù, San Giovanni Battista che battezza Cristo nelle acque del fiume Giordano.</p>
<h3>Pizzo Calabro e il castello aragonese</h3>
<p>Il castello, arroccato su di uno sperone roccioso a dominio del golfo di Sant’Eufemia, fu edificato da Ferdinando I d’Aragona, nel 1486, intorno a un torrione fatto erigere precedentemente dagli Angioini, la cosiddetta Torre Mastra, risalente alla fine del XIV secolo.</p>
<p>L’antico castello conserva ancora oggi i suoi volumi compatti, costituiti da un massiccio corpo quadrangolare affiancato da due torri a tronco conico che danno verso l’abitato.</p>
<p>La sua parte trapezoidale è invece a picco sul mare. Il portone d’ingresso è fornito di ponte levatoio. Sul portale si trova una lapide a ricordo di Gioacchino Murat che vi fu rinchiuso e poi fucilato il 13 ottobre 1815.</p>
<p>La visita al Castello è interessante, ma anche sconcertante in quanto sono presenti delle statue di cera che ricostruiscono gli ultimi giorni di vita e la prigionia di Murat. La visita alla chiesetta di Piedigrotta è invece molto affascinante e suscita grande stupor, fino al disorientamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/pizzo-calabro-passaggio-nellincanto/">Pizzo Calabro: passaggio nell&#8217;incanto</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.borderliber.it/pizzo-calabro-passaggio-nellincanto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15895</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Avremo tempo per ricordare</title>
		<link>https://www.borderliber.it/avremo-tempo-per-ricordare/</link>
					<comments>https://www.borderliber.it/avremo-tempo-per-ricordare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 19:38:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Marlane]]></category>
		<category><![CDATA[Praia a Mare]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15888</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Avremo tempo per ricordare&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;ex fabbrica Marlane di Praia a Mare, modificata con l&#8217;intelligenza artificiale Avremo tempo per ricordare, per lasciare che dal petto vada via questa sensazione di non essere felici in nessun luogo. Abbiamo inteso che dal 2019 non ci sia più tregua, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/avremo-tempo-per-ricordare/">Avremo tempo per ricordare</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Avremo tempo per ricordare&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;ex fabbrica Marlane di Praia a Mare, modificata con l&#8217;intelligenza artificiale </strong></p>
<p>Avremo tempo per ricordare, per lasciare che dal petto vada via questa sensazione di non essere felici in nessun luogo. Abbiamo inteso che dal <strong>2019</strong> non ci sia più tregua, tanto che quell&#8217;anno ci appare come l&#8217;ultimo di un&#8217;altra vita. Prima un virus, poi una guerra, infine altri conflitti-lampo. Su tutti gli eventi sono stati sparsi complotti balordi per occultare mezze verità.</p>
<p>Coraggio, avremo tempo per ricordare questa alterazione della realtà e queste storie che non combaciano tra loro. Uscire di casa e vedere un altro mondo rispetto a quello che sta dietro uno schermo; sentire che si sta sopravvivendo, mentre qualcuno sventola statistiche rassicuranti.</p>
<p>C&#8217;è una buona notizia che puzza di <strong>Vangelo per idioti</strong>. Recita più o meno così: un <strong>Cristo</strong> risorto vuole donare felicità a tutti, mentre un musulmano è pronto a farsi saltare in aria. Entrambi sono servi di <strong>Satana</strong> e del <strong>Capitale</strong>. Ciascuno, a modo suo, è suprematista e parla di unicità. Hanno nemici dappertutto. In molti credono alle loro parole. S</p>
<p>Avanti, avremo modo di ricordare la corruzione della <strong>Storia</strong>, il vino che si inacidisce in barili di piombo. Farneticare sulla <strong>Terra Promessa</strong> è come dire la propria sugli alieni. Ecco, tutto ciò ci piace. C&#8217;è confusione, c&#8217;è caos, c&#8217;è vita. Si amano uomini e donne, <em>parisesso</em> e ossessi, petulanti e lascivi, igienisti e cinici. Bene, ora venga il resto.</p>
<p>Oggi scarabocchio un pensiero. Mi sembra che il mondo giri al contrario. È l&#8217;epoca dell&#8217;analfabetismo di <strong>Stato</strong>, nonostante tutti sappiano leggere e scrivere. Ma non basta la penna, neanche il buon cuore. Forse ci vogliono azioni congiunte, coagulanti, magari un&#8217;esplosione atomica che incenerisca ogni cellula di questa civiltà malata.</p>
<p>Avremo modo di ricordare il dolore che schiaccia gli oppressi, compresi noi che siamo così felici di subire e di inginocchiarci davanti a coloro che ci affamano. Sarà che in questa società decadente stia vincendo l&#8217;istinto di morte, così suadente da aver reso la quotidianità un comico suicidio collettivo.</p>
<p>La luce del tramonto lambisce anche la fabbrica abbandonata di <strong>Praia a Mare</strong>. Da essa si leva ancora un silenzio colpevole, un benessere sfregiato, la malinconia di un mondo piccolo che sperava di non diventare mai adulto. Io cammino e un giorno avrò il dovere di ricordare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/avremo-tempo-per-ricordare/">Avremo tempo per ricordare</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.borderliber.it/avremo-tempo-per-ricordare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15888</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Pär Lagerkvist: ritratto di un Premio Nobel</title>
		<link>https://www.borderliber.it/par-lagerkvist-ritratto-di-uno-scrittore-e-poeta-svedese/</link>
					<comments>https://www.borderliber.it/par-lagerkvist-ritratto-di-uno-scrittore-e-poeta-svedese/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 09:53:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Nobel]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Ritratti]]></category>
		<category><![CDATA[Scandinavia]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15862</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo di Pasquale Ciaccio. In copertina una fotografia di Pär Lagerkvist, tratta da Wikipedia Pär Lagerkvist ( 1891-1974), è stato un poeta, romanziere e drammaturgo svedese, vincitore nel 1951 del premio Nobel con il romanzo &#8220;Barabba&#8221;, da cui fu tratto anche un film interpretato da noti attori tra cui Anthony Quinn, Vittorio Gasman, Silvana Mangano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/par-lagerkvist-ritratto-di-uno-scrittore-e-poeta-svedese/">Pär Lagerkvist: ritratto di un Premio Nobel</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Pasquale Ciaccio. In copertina una fotografia di <b>Pär</b> Lagerkvist, tratta da Wikipedia</strong></p>
<p><strong><b>Pär</b> Lagerkvist</strong> ( 1891-1974), è stato un poeta, romanziere e drammaturgo svedese, vincitore nel 1951 del <strong>premio Nobel</strong> con il romanzo <strong>&#8220;Barabba&#8221;</strong>, da cui fu tratto anche un film interpretato da noti attori tra cui Anthony Quinn, Vittorio Gasman, Silvana Mangano e Arnoldo Foà.</p>
<p>Altri due romanzi sono <strong>&#8220;Il Boia&#8221;</strong>, che denuncia gli orrori della Seconda Guerra mondiale e del nazismo; e <strong>&#8220;Il Nano&#8221;</strong>, considerato come una interpretazione a tutto tondo del male. Il nano ne è appunto il simbolo perché, in forza della sua statura, si colloca al livello più basso dell&#8217;umanità. I suoi scritti in Italia sono pubblicati dalla casa editrice <strong>Iperborea</strong> e comprendono anche <strong>&#8220;Il Sorriso Eterno&#8221;</strong>, <strong>&#8220;Pellegrino sul Mare&#8221;</strong>, <strong>&#8220;La mia Parola è No&#8221;</strong>, <strong>&#8220;Marianne&#8221;</strong>.</p>
<p>Sono però le sue poesie a caratterizzare maggiormente il suo valore letterario, tant&#8217;è che viene considerato uno dei maggiori autori della letteratura scandinava. Esse sono contenute nel volume <strong>&#8220;Poesie&#8221;</strong> e hanno come tema predominante la ricerca di Dio. <strong><b>Pär</b> Lagerkvist</strong><strong> </strong>si considerava <strong>&#8220;un ateo credente e un credente senza fede&#8221;. </strong>In poche parole creò un ossimoro che ci ridà la cifra della sua ricerca religiosa. La realtà è vista da lui come un limite, come un rifiuto per essere nel mondo, a cui contrappone la realtà infinita.</p>
<p>Infatti, l&#8217;opera <strong>&#8220;Pellegrino sul mare&#8221;</strong>, simboleggia il continuo pellegrinaggio dell&#8217;uomo sulla Terra, che ha come unico scopo la ricerca di una ragione di vita, di un senso. La sua ricerca però è intrisa di contraddizioni. In <strong>&#8220;Solo quel che Arde&#8221;</strong>, l&#8217; uomo si scopre cenere, senza consistenza, ma questo gli fa aspirare a qualcosa di più.</p>
<p><em> Solo quel che arde/ diviene cenere / Sacra è la cenere, / Tu mi sfiorasti e io divenni cenere. / Il mio io, il mio essere divenne cenere, consumato da te. / Così dice l&#8217; amante e il credente. / Tu mi sfiorasti. Io sono sacro. / Non io ma la mia cenere è sacra. </em></p>
<p>Quel <strong>Tu</strong> è l&#8217;appello a quel Dio che <strong><b>Pär</b> Lagerkvist</strong> invoca ma che subito dopo nega.</p>
<p><em>Felice attesa / di te che verrai, / quando nella tua anima / quell&#8217; amore potrà fiorire / che col suo fuoco mi divora. / Felice attesa / di te, di te.</em></p>
<p>Ecco altri esempi che rendono bene il suo appellarsi a Dio.</p>
<p><em>il Dio che non esiste, / è lui che accende le fiamme nella mia anima / che fa della mia anima una landa deserta, / una terra fumigante, desolata che fuma dopo l&#8217;incendio. Perché egli non esiste / è lui che redime la mia anima facendola più pura e riarsa / il Dio che non esiste, / il terribile Dio</em></p>
<p><em>Se credi in Dio e non esiste un Dio / allora è la tua fede miracolo anche maggiore / Allora è davvero qualcosa d&#8217; incomprensibilmente grande.</em></p>
<p>Come detto, l&#8217;autore prima sente la mancanza di Dio dopodiché lo nega, mettendosi così in una posizione che ricorda il nostro <strong>Giacomo Leopardi</strong>. Il grido di <strong><b>Pär</b> Lagerkvist</strong> rimase però irrisolto. Egli non fu capace di aderire alla fede, invocava Dio ma lo rinnegava addossandogli le colpe della sua infelicità. Negava la vita, ma pretendeva Dio: colui che dà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/par-lagerkvist-ritratto-di-uno-scrittore-e-poeta-svedese/">Pär Lagerkvist: ritratto di un Premio Nobel</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.borderliber.it/par-lagerkvist-ritratto-di-uno-scrittore-e-poeta-svedese/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15862</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Illusione ellenica: dopo aver letto Jean-Pierre Vernant</title>
		<link>https://www.borderliber.it/illusione-ellenica-ciano-letture/</link>
					<comments>https://www.borderliber.it/illusione-ellenica-ciano-letture/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 18:54:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cosmo]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[saggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15852</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Illusione ellenica&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina: un&#8217;immagine modificata con l&#8217;intelligenza artificiale prendendo spunto dalla copertina dell&#8217;edizione Feltrinelli del saggio &#8220;L&#8217;origine del pensiero greco&#8221; di Jean-Pierre Vernant Vedo oggi questo pensiero ondivago, che volteggia tra tirannide e anarchia. Eppure, in questo indefinito e indefinibile mondo contemporaneo nel quale tutto è permesso, forse [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/illusione-ellenica-ciano-letture/">Illusione ellenica: dopo aver letto Jean-Pierre Vernant</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><strong>&#8220;Illusione ellenica&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina: un&#8217;immagine modificata con l&#8217;intelligenza artificiale prendendo spunto dalla copertina dell&#8217;edizione Feltrinelli del saggio &#8220;L&#8217;origine del pensiero greco&#8221; di Jean-Pierre Vernant </strong></p>
<p dir="ltr">Vedo oggi questo pensiero ondivago, che volteggia tra tirannide e anarchia. Eppure, in questo indefinito e indefinibile mondo contemporaneo nel quale tutto è permesso, forse perché ogni cosa è mossa da occulte oligarchie, si invoca il ritorno alle origini del pensiero: a quella componente <strong>greco-romana</strong> impressa nel nostro <strong>Dna</strong>.</p>
<p dir="ltr">Ma forse essa è solo una visione vanagloriosa, priva di fondamento. Una sorta di <strong>gadget ideologico</strong> che sbuca fuori dalla nebbia e cerca di fare sintesi tra spinte autoritarie e rivendicazioni democratiche. Ed ecco che nessuno ha ragione, ma solo voglia di prevalere con opinioni piccanti. Si compilano elenchi, pamphlet spiccioli, ma niente di serio.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;illusione ellenica mi ha portato a rispolverare qualche libro. Uno tra questi è stato &#8220;<strong>Le origini del pensiero greco</strong>&#8221; di Jean-Pierre Vernant, apparso nel 1976, con l&#8217;intento di evidenziare il passaggio dalle <strong>monarchie micenee</strong> fino a giungere alla &#8220;<strong>polis</strong>&#8220;. E così ho riletto di questa metamorfosi dal mito alla razionalità. Ho appreso della decisione di quegli uomini di vivere il più possibile secondo uguaglianza, concordia e di non ostentare ricchezza e potere. Buona prassi sarebbe stata porre un freno alla prepotenza, in quanto essa costruisce disparità e rabbia.</p>
<p dir="ltr">Certo, non era assolutamente qualcosa di semplice. La possiamo immaginare come un&#8217;utopia, anche se in parte si compì. E forse quell&#8217;idea di armonia ancora oggi ci affascina, pure se i miti riesumati dai nostri sovranisti sono quelli di lotta e di conquista, di ricostruzione di una superiorità &#8220;<strong>razziale</strong>&#8221; che verrebbe messa subito a tacere.</p>
<p dir="ltr">Tra le illusioni elleniche, però, spadroneggia oggi un sentimento guerrafondaio, nonché di chiusura verso ogni contaminazione di pensiero e di etnia. Eppure, la grandezza di quei tempi risiede proprio nella capacità di innestare nella propria tradizione quella degli altri. Ci fu una sorta di prestito di &#8220;<strong>dei</strong>&#8221; e di &#8220;<strong>teogonie</strong>&#8220;. Le civiltà spesso si scontravano, ma ciascuna di esse rubava qualcosa all&#8217;altra anche se c&#8217;era forte disprezzo.</p>
<p dir="ltr">Lo so che appare difficile riassumere queste cose in poche battute, in semplici paragrafi schiavi dell&#8217;indicizzazione o di qualche manipolatore seriale. Ecco, perché l&#8217;unica cosa che si può fare è leggere e stupirsi, rendersi conto di quanto si sia sempre disinformati su certi argomenti. Penso all&#8217;<strong>Iran</strong>, grande e antica civiltà costruttrice di ponti.</p>
<p dir="ltr">Io disprezzo il pensiero neoliberista che con disarmante superficialità separa il mondo in buoni e cattivi, rendendo ogni spazio solo un gran mercato. Ed è proprio quello che una sana illusione ellenica, simile a quella manifestatasi nel <strong>Rinascimento italiano</strong>, non contempla, in quanto il presente è frutto di un processo. Invece, noi mandiamo a processo le cose, le società e ciascun essere umano che non ci somigli. <strong>Traballano le democrazie</strong>: vorremmo che un solo organismo decidesse velocemente per tutti, senza chiedere consiglio agli altri.</p>
<p dir="ltr">Ecco, domandate a un politico se crede <strong>nell&#8217;isocrazia</strong>, cioè nell&#8217;uguale esercizio del potere e della forza da parte dei diversi Enti, partendo da una certosina spartizione. Chiedete a questo signore se sia necessaria <strong>l&#8217;isonomia</strong>, ovvero l&#8217;uguaglianza di ciascun cittadino che ha come unico potere superiore &#8220;la giustizia&#8221;. Direte voi: «Alt, ma questa è la nostra <strong>Costituzione</strong>». Sì, avete ragione, ma sembra che di questo nessuno se ne ricordi e coloro che se ne ricordano ammettono che sono solo belle parole.</p>
<p dir="ltr">«Vero, solo nei principi scritti su pagine che di volta in volta si mettono in discussione &#8211; rispondo &#8211; ma è sempre meglio lottare affinché tutto si compia». Siamo quindi pregni di <strong>illusione ellenica</strong>, di qualcosa che ci riempie di misticismo e di pragmatismo. E quei greci partirono proprio dagli &#8220;<strong>dei</strong>&#8220;, collocati in un&#8217;apparente gerarchia pur sottostando tutti, in egual misura, alla giustizia. E non esisteva un&#8217;origine, ma tutto era stato dato, era lì da sempre.</p>
<p dir="ltr"><strong>Apeiron, ci dice tutto&#8230;</strong></p>
<p>Ecco, l&#8217;origine infatti crea discordia, perché in quel momento le potenze si scontrano tra loro, provano a prevalere l&#8217;una sull&#8217;altra, invece questo equilibrio così perfetto, in cui sta l&#8217;armonia è lì da sempre. Chi è la mente? Forse, è solo un&#8217;illusione ellenica che prima o poi finirà?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/illusione-ellenica-ciano-letture/">Illusione ellenica: dopo aver letto Jean-Pierre Vernant</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.borderliber.it/illusione-ellenica-ciano-letture/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15852</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Acquaformosa: viaggio nella comunità albanese del cosentino</title>
		<link>https://www.borderliber.it/acquaformosa-articolo-sabato/</link>
					<comments>https://www.borderliber.it/acquaformosa-articolo-sabato/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 08:32:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Acquaformosa]]></category>
		<category><![CDATA[Albanese]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15845</guid>

					<description><![CDATA[<p>Adriana Sabato ci parla della sua visita presso la comunità cosentina di Acquaformosa. In copertina una foto dell&#8217;autrice  Acquaformosa (Firmoza) è una comunità albanese di lingua arbëreshë in provincia di Cosenza che annovera 933 abitanti. Collocato ad un&#8217;altitudine di 756 metri sul livello del mare, il suo territorio è posto nell&#8217;alto bacino del fiume Esaro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/acquaformosa-articolo-sabato/">Acquaformosa: viaggio nella comunità albanese del cosentino</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Adriana Sabato ci parla della sua visita presso la comunità cosentina di Acquaformosa. In copertina una foto dell&#8217;autrice </strong></p>
<p>Acquaformosa (Firmoza) è una comunità albanese di lingua arbëreshë in provincia di Cosenza che annovera 933 abitanti. Collocato ad un&#8217;altitudine di 756 metri sul livello del mare, il suo territorio è posto nell&#8217;alto bacino del fiume Esaro e fa parte del Parco nazionale del Pollino ed è caratterizzato dalla presenza di diversi centri di origine albanese e, fra questi, Lungro è il più vicino.</p>
<p>Acquaformosa è collocata lungo il versante sud del monte Cozzo di Lepre (1421 sul livello del mare) e il territorio circostante non presenta solchi, calanchi o valli profonde scavati dal deflusso delle acque.</p>
<p>Le origini storiche di Acquaformosa risalgono al 1140, allorché il Conte Ogerio (o Ruggero) e sua moglie Basilia, Signori di Brahalla (l’odierna Altomonte) dal 1140 al 1197, donarono ai monaci cistercensi dell’abbazia di Santa Maria della Sambucina di Luzzi, la chiesa di Santa Maria di San Leucio e delle vaste tenute dove avrebbero potuto edificare un monastero ed un casale nelle sue vicinanze, verso di cui esercitare la giurisdizione civile e criminale come feudatari.</p>
<p>Salendo verso il borgo ci colpisce immediatamente la Chiesa di San Giovanni Battista, un vero splendore. Costruita dagli albanesi all&#8217;incirca nel 1500 e ricostruita tra il 1936 e il 1938, presenta evidenti elementi dell&#8217;architettura romanica: ancor di più ci affascina all’interno, la presenza di imponenti mosaici in oro ad opera dell&#8217;artista locale Biagio Capparelli.</p>
<p>È importante ricordare che la Chiesa Madre osserva il rito greco-bizantino cattolico ed è l’unica dell’eparchia rivestita di mosaici realizzati da un unico artista su una superficie così estesa.</p>
<p>Il parroco, papàs Vincenzo Matrangolo, spinto dal desiderio di arricchire la sua chiesa con immagini che predicassero la parola del Vangelo, dopo aver preso contatti per una possibile commissione con una pittrice greca decide, su suggerimento di papàs Pietro Tamburi, di contattare uno dei suoi stessi parrocchiani: Biagio Capparelli, che aveva collaborato alla realizzazione musiva della Theotôkos in trono nella cattedrale di Lungro.</p>
<p>Biagio Capparelli che aveva terminato gli studi presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma accetta nel 1988 di assumere questo incarico e prima di mettersi all’opera si reca a studiare sul posto le maggiori realizzazioni musive presenti in Italia (Monreale, Cefalù, Ravenna).</p>
<p>Osservando dall’alto i suoi meravigliosi pendii collinari e le sue forme dolci e continue, concludiamo una visita che (sperando di ripetere) ci ha riempito di gioia e grande entusiasmo. A presto!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/acquaformosa-articolo-sabato/">Acquaformosa: viaggio nella comunità albanese del cosentino</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.borderliber.it/acquaformosa-articolo-sabato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15845</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
