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	<title>Divagazioni Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>La luna per tutti, l&#8217;infinito per pochi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 11:55:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Racconto di Martino Ciano. «Parole dettate dalla luna». La foto è stata scattata dall&#8217;autore  Non era una sera come le altre. Ti sei fermato sul punto più alto del tragitto che compi quotidianamente per guardare la luna. La sua falce luminosa ti apparve più importante di tante urgenze che ti ballavano in testa. «Esiste l&#8217;infinito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Racconto di Martino Ciano. «Parole dettate dalla luna». La foto è stata scattata dall&#8217;autore </strong></p>
<p>Non era una sera come le altre. Ti sei fermato sul punto più alto del tragitto che compi quotidianamente per guardare la luna. La sua falce luminosa ti apparve più importante di tante urgenze che ti ballavano in testa. «Esiste l&#8217;infinito anche quando qualcuno decide di renderlo innocuo».</p>
<p>Forse non sono ancora riusciti a metterci definitivamente l&#8217;uno contro l&#8217;altro. Di sicuro continueranno a disgregare questa società, le nostre comunità. Importare individualismo, ammaestrare le masse attraverso una somministrazione costante di catastrofi. Paura liofilizzata, venduta in barattoli ermeticamente chiusi che permettono una lunghissima conservazione.</p>
<p>Lì, nel posto in cui ti sei fermato, c&#8217;era il silenzio necessario. In lontananza echeggiavano i versi dei cinghiali. La luna dispensava serenità e indifferenza. Ovunque ti voltassi c&#8217;era la sua presenza, la sua luce, ma lei non sapeva e mai saprà del potere che esercita. Lei era lì e sarà lì. Tu sei rimasto e resterai in silenzio.</p>
<p>È così grezza la visione di questa società. Troppi sputano sulla libertà, mettono in dubbio i benefici della democrazia, auspicano un egoismo selettivo, scalpitano per entrare nelle stanze dei padroni. Sembrano felici di finire nelle grinfie dei tiranni, di portare al collo pesanti collari. Ciascuno pensa di salvarsi, di essere un prescelto.</p>
<p>Ci ritroveremo insieme a raccontarci delusioni, a sottolineare le nostre occhiaie con bestemmie nuove. Riusciremo a proclamare in un giorno la fine di tutte le nostre conquiste. Dimenticheremo e saremo di nuovo in balia di uomini senza scrupoli. Verso chi rivolgeremo le nostre preghiere?</p>
<p>Guardavi la luna dal punto più alto del tuo tragitto quotidiano. Lei era lì solo per te. «La luna è per tutti, l&#8217;infinito per pochi. Che grande potere hanno gli uomini: dare voce a ciò che non ha un&#8217;anima».</p>
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		<title>L&#8217;Apocalisse può aspettare: elogio al Settembre calabrese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:24:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. «Un grido ironico per dire che l&#8217;Apocalisse può aspettare. Essa è già tra noi». In copertina un&#8217;immagine scattata dall&#8217;autore Camminando in bicicletta nel deserto post-estivo, dopo che una leggera pioggia ha diluito il caldo con la brezza, tu sconfini passando di ombra in ombra. Non è stupore, bensì orrore per tutto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. «Un grido ironico per dire che l&#8217;Apocalisse può aspettare. Essa è già tra noi». In copertina un&#8217;immagine scattata dall&#8217;autore </strong></p>
<p>Camminando in bicicletta nel deserto post-estivo, dopo che una leggera pioggia ha diluito il caldo con la brezza, tu sconfini passando di ombra in ombra. Non è stupore, bensì orrore per tutto ciò che nel mondo appare, compreso tu.</p>
<p>Ma l&#8217;Apocalisse può aspettare. Non ce la fai più ad ascoltare le voci di profeti che cavalcano l&#8217;onda della distruzione totale. Il cambiamento climatico, la guerra in Russia e in Iran, il prezzo dei carburanti in costante aumento, il genocidio di Gaza, gli incendi sul Tirreno cosentino. Sporchi tiranni e democratici indifferenti. Il mondo è un bordello, ma questo allarmismo è noioso.</p>
<p>La morte sembra essere ovunque, sicuramente anche nel luogo in cui cammini. Eppure sembri rilassato, come se tu avessi assunto serotonina. Invece è successa una cosa meravigliosa.</p>
<p>Hai dato un certo ritmo ai tuoi pensieri. Esso si manifesta con uno sciame di farfalle che svolazza tra stomaco e sterno, ma che poi precipita però nell&#8217;intestino. Qualcuno li descrive come alti e bassi della sensibilità percettiva, cioè assorbi e respingi contemporaneamente energie aliene che vorrebbero tanto alleggerirti quanto appesantirti il cervello. In poche parole c&#8217;è una forza che ti fa vedere prima il problema per intero e poi la soluzione dell&#8217;intero.</p>
<p>Ma non sei Dio. Sei limitato. Non puoi risolvere niente se non piccoli disguidi quotidiani come fare la spesa e pagare le bollette. Pensa se tu avessi dei figli o una moglie. Allora una pedalata diventa una fuga verso qualcosa di radioso.</p>
<p>Sì, l&#8217;Apocalisse può aspettare. Non puoi che ripeterlo ad alta voce, tanto intorno a te non c&#8217;è nessuno. Le strutture balneari sono abbandonate al loro destino. La stagione è finita; le strade sono popolate da quattro gatti, alcuni di essi sono in calore e miagolano; i locali sono chiusi, restare aperti costerebbe troppo; il personale è a spasso; tutti sono felici perché dopo novanta giorni di lavoro senza riposo si può fare tardi e si può dormire fino a mattino inoltrato.</p>
<p>C&#8217;è una brezza dolce che accarezza i nervi e li distende. Pedali, pedali, pedali e vai veloce. Ti senti atletico e soddisfatto. In altre parti del mondo è l&#8217;inferno, qui da te è appena iniziata la pacchia. L&#8217;Apocalisse può aspettare. Sarà oltre lo specchio il silenzio che cercavi, perché qui ogni cosa appare deformata. Saprai rinascere senza scomparire. San Paolo scrisse una cosa del genere in una delle sue lettere.</p>
<p>Persino l&#8217;oscurità con il suo brusio ti sembra una barriera protettiva. Che magnifica cosa sentirsi protetti. Dopo cena serve questo: illudersi che domani andrà bene anche la routine, che il mondo è tutto ciò che capita accidentalmente nel nostro sguardo.</p>
<p>L&#8217;Apocalisse può aspettare. Nessuno la vuole o la cerca.</p>
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		<title>Sottomissione all&#8217;IA: Dio, atomi e Apocalisse familiare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2026 11:27:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Apocalisse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. «L&#8217;IA è pronta a sterminarci? Firmiamo senza problemi la nostra sottomissione». In copertina un&#8217;immagine creata con l&#8217;intelligenza artificiale Ora che ci hanno detto che l&#8217;intelligenza artificiale potrebbe sterminarci entro la fine del decennio, noi mortali possiamo terminare in pace la nostra ricerca e attendere comodamente l&#8217;Apocalisse. Possiamo credere al fatto che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. «L&#8217;IA è pronta a sterminarci? Firmiamo senza problemi la nostra sottomissione». In copertina un&#8217;immagine creata con l&#8217;intelligenza artificiale </strong></p>
<p>Ora che ci hanno detto che <strong>l&#8217;intelligenza artificiale</strong> potrebbe sterminarci entro la fine del decennio, noi mortali possiamo terminare in pace la nostra ricerca e attendere comodamente <strong>l&#8217;Apocalisse</strong>. Possiamo credere al fatto che qualcosa di più forte della nostra natura prenderà senza sforzi il posto che lasceremo vacante.</p>
<p>C&#8217;è chi spera di chiudere gli occhi prima che ciò avvenga. Vorrebbero una morte analogica, come ai vecchi tempi. La domanda che molti si pongono è: «<strong>Come verremo sterminati? Cosa verrà scatenato contro di noi?</strong>». La risposta più semplice è che l&#8217;intelligenza artificiale si impossesserà delle testate nucleari. Un paio di lanci mirati ed è fatta.</p>
<p>Ecco, saremo inceneriti da qualcosa che abbiamo contribuito ad alimentare. Che fine da utili idioti faremo. Questo scenario fa quasi ridere, ma non meraviglia più di tanto. È da oltre un secolo che ci viene ripetuto che l&#8217;uomo si autodistruggerà. Coloro che videro cosa accadde alle città di <strong>Hiroshima</strong> e <strong>Nagasaki</strong> ebbero modo di riflettere parecchio sul concetto di <strong>Apocalisse</strong>.</p>
<p>Il mondo felice sembra essere finito anche per noi. Infatti, mentre per miliardi di uomini la vita è stata sempre dura e maledetta, per noi occidentali la storia degli ultimi 50 anni è stata clemente. Non è stato tutto merito delle nostre capacità intellettive, ma della nostra ingegnosità nello sfruttare e nel derubare le risorse altrui. Ci siamo arricchiti sulle spalle di quelli che ora vogliamo vedere annegare.</p>
<p>I <strong>nazionalisti incalliti</strong> commenterebbero questa mia supposizione come «<strong>senso di colpa con il quale giustifico e acconsento la mia sottomissione agli</strong> <strong>extracomunitari</strong>». Sempre secondo i nazionalisti, questa fantasiosa ricostruzione è il male che quelli di Sinistra, come me, non sanno di avere. Punti di vista. A che serve ormai saperlo? Tra poco ci estingueremo senza distinzioni.</p>
<p>Pensate che <strong>Michel Houellebecq</strong> scrisse un romanzo su questo argomento. Il titolo è <a href="https://share.google/a5rBcxIg5z4vKqzhY">«</a><strong><a href="https://share.google/a5rBcxIg5z4vKqzhY">Sottomissione</a></strong><a href="https://share.google/a5rBcxIg5z4vKqzhY">» ed uscì nel gennaio del </a><strong><a href="https://share.google/a5rBcxIg5z4vKqzhY">2015</a></strong>, quando in Francia si consumò l&#8217;attentato contro i giornalisti di <strong>Charlie Hebdo</strong>, rei di aver disegnato alcune vignette satiriche su <strong>Maometto</strong>. Michel in quel romanzo riesumò un altro scrittore europeo, <a href="https://www.borderliber.it/joris-karl-huysmans-a-ritroso-rizzoli/"><strong>Joris-Karl Huysmans, quello che scrisse alla fine del XIX secolo «A ritroso».</strong></a></p>
<p>Anche allora, alla fine dell&#8217;Ottocento, un modello moriva e un altro sarebbe arrivato. L&#8217;Europa barattava la spiritualità con la tecnica, il mistero con il pensiero positivista, l&#8217;indefinibile con la matematizzazione. Ora la tecnologia è la nostra religione, ma resiste la superstizione della sottomissione agli islamici e all&#8217;IA. Diventeremo islamici o atei? Uccideremo <strong>Dio</strong> o noi stessi?</p>
<p>Ecco i soliti nazionalismi, sintesi di tecnica e religione, di sangue e acciaio, di <strong>Apocalisse</strong> e dogmi. Sono arrivati coloro che vogliono riscattare <strong>l&#8217;Europa</strong>. Anche loro ricalcano la Storia, non aggiungono nulla di nuovo. L&#8217;intelligenza artificiale ci annienterà e dopo di noi verrà una razza informe, lobotomizzata, che obbedirà a coloro che sapranno raccontare con maggiore forza questa malattia.</p>
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		<title>Odia il tuo prossimo</title>
		<link>https://www.borderliber.it/odia-il-tuo-prossimo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 14:52:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Odia il tuo prossimo&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina un&#8217;immagine creata con l&#8217;intelligenza artificiale  Consuma, consuma ancora. Non preoccuparti di ciò che resterà del mondo. Saziati, non pensare né a me né a qualcun altro. Non fare delle tue giornate una reprimenda contro l&#8217;abuso e l&#8217;ingordigia. È importante non morire per questa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Odia il tuo prossimo&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina un&#8217;immagine creata con l&#8217;intelligenza artificiale </strong></p>
<p>Consuma, consuma ancora. Non preoccuparti di ciò che resterà del mondo. Saziati, non pensare né a me né a qualcun altro. Non fare delle tue giornate una reprimenda contro l&#8217;abuso e l&#8217;ingordigia. È importante non morire per questa patria, per questa umanità, per questa generazione di idioti. È un&#8217;epoca di lamentele indigeste.</p>
<p>Odia il tuo prossimo come lui fa con te e con sé stesso. Un uomo che si autodistrugge lo fa perché non si sopporta più. Abbi il coraggio di ammettere che questo incenerimento, questo avvelenamento, questa desertificazione di ogni bellezza terrestre sono guidati da una volontà di morte che piace tanto ai popoli.</p>
<p>Non servono più uomini di pace, costruttori di armonia, ammiratori di idee senza tempo. Scacciamo i filantropi dai loro templi. Mettiamo acqua fredda sulle ferite calde, sul sangue vivo. Aspettiamo che non ci sia più un «giro di boa». Io ho deciso di restare con le braccia conserte, di non avanzare di un millimetro e di non alzare un dito contro la linea nemica.</p>
<p>Odia il tuo prossimo e non impallidire davanti a questo suggerimento. È tutto già scritto e pianificato. Noi stiamo eseguendo il compito capoverso dopo capoverso. C&#8217;è ancora qualche bocciolo di rosa che resiste, che si schiude, che non si secca, che non si spegne. Bene, fregatene e non lasciarti ammaliare. Continua a dissipare in nome di questo comandamento.</p>
<p>Tempo fa leggesti di un ragazzo che per un anno meditò il proprio suicidio. Se ne stava rannicchiato al buio, per pomeriggi interi, nella sua stanza da letto. La mattina andava a scuola e sorrideva a tutti. La sera usciva con gli amici e si divertiva con loro. Il pomeriggio però, quando era solo a casa, si chiudeva nel suo tugurio e guardava i suoi pensieri di morte danzare tra le mura.</p>
<p>Alla fine non decise di uccidere sé stesso, ma un altro. Andò nel parcheggio di un supermercato, sguainò un coltello per tagliare il prosciutto e lo pianto nello stomaco di un uomo; il primo che gli capitò davanti e che ebbe la sfortuna di sorridere troppo. Poi è scappato. Ha corso per le strade. Aveva ancora la lama sporca di sangue. Quando sono riusciti a fermarlo non ha apposto resistenza. Si è lasciato arrestare.</p>
<p>«Ho ucciso perché quello era più felice di me». Questo ha detto e ha ripetuto più volte, pure durante il processo. Lui se n&#8217;è andato in galera come ipnotizzato dalla convinzione, dopotutto, di aver ucciso per legittima difesa, perché non poteva permettere che ci fossero individui più felici di lui sulla faccia della Terra.</p>
<p>Da qui avrà preso ispirazione il giornalista che ha scritto l&#8217;articolo: «Odia il tuo prossimo». Un pastone di condanna contro la società egoista ed edonista. Roba da moralisti inaciditi, sempre pronti a rivolgere il dito contro tutti. E tra i molti che lessero, alcuni commentarono: «Io non sono così». E allora tu, dall&#8217;altra parte dello schermo, ti incazzavi e sostenevi che non era vero.</p>
<p>Ancora oggi, quando ti torna in mente; quando non trovando un calzino bestemmi e prometti a te stesso che «un giorno scenderai in strada con un fucile a pompa e sparerai contro i primi che ti capiteranno a tiro», ecco che ti riconosci come quell&#8217;assassino. «Odi il tuo prossimo e pure te stesso».</p>
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		<title>Frasi fatte e lecca lecca amletici</title>
		<link>https://www.borderliber.it/frasi-fatte-e-lecca-lecca-amletici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 14:44:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Frasi fatte e lecca lecca amletici&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina un&#8217;immagine creata con l&#8217;intelligenza artificiale Tramonto dopo tramonto, assenza dopo assenza. Passa il tuo tempo e anche quello di un filo d&#8217;erba. Tra rivoluzioni culturali attraversate con sorrisi sbiancati, andiamo alla ricerca di comprovate affinità di coppia. A ciascuno si augura [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/frasi-fatte-e-lecca-lecca-amletici/">Frasi fatte e lecca lecca amletici</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Frasi fatte e lecca lecca amletici&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina un&#8217;immagine creata con l&#8217;intelligenza artificiale</strong></p>
<p>Tramonto dopo tramonto, assenza dopo assenza. Passa il tuo tempo e anche quello di un filo d&#8217;erba. Tra rivoluzioni culturali attraversate con sorrisi sbiancati, andiamo alla ricerca di comprovate affinità di coppia. A ciascuno si augura il meglio, basta che sia sempre qualcosa in meno del &#8220;meglio&#8221; che vorremmo per noi.</p>
<p>Dimostrarsi altruisti è un&#8217;attività che miete vittime. Ce lo ripetono fin da bambini: «nessuno dirà mai lavati la faccia che sei migliore di me». L&#8217;amore per un estraniamento compulsivo sgorga da questa consapevolezza, purtroppo non sempre sperimentata sulla propria pelle, ma mossa da un solido pregiudizio. La zona grigia nella quale trovare rifugio è un sano egoismo.</p>
<p>Dicono davvero che il benessere sia frutto di un sano egoismo. «Solo se stai bene con te stesso starai bene con gli altri». Ed eccolo un altro consiglio impacchettato e immolato sull&#8217;altare dell&#8217;universalità fai-da-te. Andiamo a cercare, quindi, chi sta bene con sé stesso grazie a una spicciola filosofia di vita. Quali promesse mantengono la routine e la speranza di un imminente arrivo della felicità?</p>
<p>Frasi fatte per durare in eterno e per farci scervellare sul dopo! Nei momenti tristi non consolano, ma agitano la frustrazione, rendendoci come quei bambini che vogliono qualcosa solo per capriccio. E in fin dei conti cosa ci piace di quel capriccio? Forse la delusione che risorge appena lo abbiamo consumato.</p>
<p>La delusione è la parte migliore del gioco. Cosa saremmo senza di essa, senza l&#8217;alternanza di uno status che oscilla tra «chi si accontenta gode» e «meglio un giorno da leone che cento da pecora». Ecco perché oggi la schizofrenia è diventata una qualità, così come la follia.</p>
<p>Bisogna alternare velocemente i propri stati d&#8217;animo; bisogna darsi alla gioia e alla disillusione con determinazione. C&#8217;è chi allena la sua vocazione alla pazzia con dosi massicce di «selfie».</p>
<p>Invece, ti meraviglierò confessandoti che credo in coloro che ripetono, ormai da decenni, che queste sono solo «frasi fatte» dietro cui si cela l&#8217;unica volontà: far sì che tu e io ci ammazziamo prima di diventare un peso sociale.</p>
<p>Il suicidio, che si può mostrare simbolicamente pure attraverso un costante annichilimento della volontà, attesta che in questi slogan ci abbiamo creduto fortemente. Siamo diventati fanatici del «think positive». Per questo motivo la guerra non spaventa più, ma è una messinscena a puntate che seguiamo come le soap opera.</p>
<p>Solo chi si suicida vedrà realizzarsi in un batter d&#8217;occhio il programma che si cela dietro la nenia «andrà tutto bene». E, dimmi, tu ti sei vaccinato contro le «frasi fatte? O lotti ancora contro la ricerca di un senso vero, assoluto, unico e indivisibile?».</p>
<p>Io la intravedo la speranza transumanista. Entrare in una pennetta Usb e vagare per l&#8217;infinito web. Essere contemporaneamente virus e avatar, terrorista e filantropo. Scovare Gesù in una alcova insieme a Maometto mentre si fanno di psilocibina. Invocare un codice binario universale creatore di una nuova galassia. Sembrare ubriachi e cantare tutti insieme, come se fossimo in un&#8217;osteria: «zero, uno, zero, uno, zero, uno».</p>
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