Narcisismo patologico: il mercato dell’io

“Narcisismo patologico: il mercato dell’io” è un articolo di Martino Ciano. In copertina un’immagine creata con l’intelligenza artificiale
Scriveremo un racconto su di lui, anzi su tutti noi. Lo chiameremo “Narcisismo patologico”, una materia che oggi piace tanto. Sarà semplice descrivere la vita di ciascuno, inserendo vari elementi comuni in una realtà che richiede competizione, presenzialismo e dimostrazione costante del proprio valore. L’etica della compravendita viene sempre messa in primo piano: chi già ha, può già acquistare molto; gli altri imiteranno, si indebiteranno e si specchieranno nei loro oggetti. Poi, si metteranno sul mercato e si venderanno.
Amanti perversi e incestuosi verso loro stessi, poeti dal frasario vago infarcito di qualche riferimento al dolore umano, alla quotidianità che non hanno vissuto, ai sacrifici che non hanno fatto, alla sofferenza che non hanno provato. Così umanitari, fin quando l’umanità serve a loro. Applausi e schiamazzi senza giubilo. Nessuna pietà e nessuna vergogna, solo vittimismo per risollevare un puerile senso di colpa in chi li scansa.
Così, il racconto di una nazione, di un paese, di un quartiere, del mondo intero, si fa riflessione menzognera. Vorrebbero insegnare, invece si demonizzano. Narcisismo che si spande tra mare e monti, calando giù dalla Groenlandia con furore barbarico. Attuale è il male antico di ciascuno: esistere oltre ogni perplessità. Poi sarà un esame di coscienza, una fune, la gogna pubblica o mediatica. L’importante è “uscirne interi”, anche come cadavere. Corrono i giorni, ma loro cercano e vogliono, pretendono e si somigliano. E ci riflettiamo in loro, facendoci luce a vicenda, come catarifrangenti in una strada buia. Che paura fanno, anche se sembra difficile riconoscerli.
“Narcisismo patologico” sarà un racconto contemporaneo, un neo-realismo sempreverde, senza passato o futuro, con un unico riferimento: “Io sono”. Sarà un prevedibile massacro, una deportazione di idee e di uno stile di vita, magari una casa accogliente, una donna o un uomo servizievole, un servo sciocco per cause momentanee. E una volta scoperti, corrono a nascondersi tra la folla, a saccheggiare la vita altrui, ad accusare e a odiare chi li ha portati allo scoperto.
Nessuno chiederà scusa. Ci vuole un autentico amore per le autopsie per scovare la natura umana e la sua ambiguità.
