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	<title>Vandali Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Libero arbitrio: un racconto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 May 2024 03:19:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il libero arbitrio suscita angoscia? Racconto e foto di Martino Ciano Mentre giacevo nel deserto del libero arbitrio, gettato nell&#8217;inutile ricerca della causa che innescò la prima e tutte le altre scelte volontarie, mi sono sentito perdente, spogliato del mio ruolo di motore immobile, di creatore e demiurgo, di scenografo della mia esistenza. Balzò all&#8217;occhio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Il libero arbitrio suscita angoscia? Racconto e foto di Martino Ciano</h3>
<p>Mentre giacevo nel deserto del <strong>libero arbitrio</strong>, gettato nell&#8217;inutile ricerca della causa che innescò la prima e tutte le altre scelte volontarie, mi sono sentito perdente, <strong>spogliato del mio ruolo di motore immobile</strong>, di creatore e demiurgo, di scenografo della mia esistenza. Balzò all&#8217;occhio una effige di <strong>Sant&#8217;Agostino</strong>, colui che tolse al male ogni sostanza e consistenza per consegnare tutto nelle mani della comune ignoranza.</p>
<p>Non sapere completamente, anzi sapere niente, nonostante io abbia voluto conoscere del cielo e della terra, dello spirito e della materia. Ecco una sentenza che non accetto, di fronte alla quale mi sdoppio: da una parte se ne va un mio<strong> &#8220;Io&#8221;</strong> disperato e rassegnato, dall&#8217;altra un mio <strong>simulacro</strong> arrabbiato, indemoniato. Ed è quest&#8217;ultimo che più mi sembra ripieno di carne e ossa; ed è lui che non accetta contraddizione, che medita vendetta verso chi non gli dà ragione. L&#8217;altro, invece, è inconsistente, vaporoso.</p>
<p>Nel mezzo resto io, animato da un pezzo di coscienza che riesce ancora a raccontare questo strano triangolo. Mi sento sopraffatto dall&#8217;arrogante me stesso che non vuole rispettare la regola universale della subalternità, secondo cui l&#8217;uomo è solo un infimo ingranaggio dell&#8217;Universo; <strong>può presumere, può illudersi della sua superiorità</strong>, ma a conti fatti è solo libero di contemplare nella sua ignoranza.</p>
<p>Questi fatti, che io coniugo al presente e al passato, <strong>non hanno né tempo né luogo</strong>. Io credo di essere seduto sulla poltrona del mio salotto, di vedere due miei alter ego muoversi per la stanza; credo che uno si stia disperando e che un altro stia bestemmiando. In realtà, <strong>mi suggerisce un altro pezzo di me</strong>, una quarta parte nata dalla scissione tra ragione e menefreghismo, io sono ed ero ancora nello studio privato di <strong>Agostino</strong>, <strong>a Ippona</strong>. Sono stato e sono parte di Lui. Ho partecipato e partecipo sempre alla sua <strong>Angoscia</strong>, sollecitata dalla malattia che lo uccise e che continua a ucciderlo, mentre i <strong>Vandali</strong> assediavano <strong>Ippona</strong>, come ora assediano <strong>Annaba</strong>.</p>
<p>Se così è stato, come credo che sia, <strong>allora ho trapassato gli occhi di Dio.</strong> Ho visto il suo volto e, nonostante tutto, la mia sostanza è rimasta salva. Mai sono morto, mai mi sono reincarnato, mi sono solo conservato in una dimensione neutra, nella quale resistono tutti i concetti, tutte le idee, tutti i ricordi passati, tutte le vite, anche le più insulse, anche quelle che si sono affacciate sulla <strong>Terra</strong> per qualche <strong>nanosecondo</strong>. Quella dimensione che è stata chiamata <strong>&#8220;inconscio collettivo&#8221;</strong> io l&#8217;ho abitata; forse ancora la abito e attendo di ricadere nel tempo e nello spazio.</p>
<p>E forse per questo motivo, quando nacqui, sebbene nelle rispettive discendenze dei miei genitori non vi fossero avi con il nome di <strong>Agostino o Agostina</strong>, io ho ricevuto questo nome. Forse anche il Santo, nel dolore della sua malattia, si sdoppiò in due <strong>&#8220;Io&#8221;</strong> opposti: uno tartassato dal dubbio di aver detto solo sciocchezze, l&#8217;altro convinto di aver combattuto tutte le eresie, di aver scoperto la verità, anche se nessuno sapeva come oggi l&#8217;essenza della parola <strong>verità</strong>.</p>
<p>E ora che una cosa simile sta avvenendo davanti ai miei occhi, mi chiedo: <strong>chi dei miei due &#8220;Io&#8221; incarnerò sulla Terra?</strong> Colui che è pronto a distruggere il Mondo pur di non cedere alla sua posizione di subalternità, o colui che rassegnato contemplerà le cose riconoscendosi ignorante, ammettendo che la verità non può essere conosciuta dagli uomini?</p>
<p><strong>Io non so cosa accadrà.</strong> Ora mi preoccupo solo di togliermi al più presto da questa disputa. Guardo la pistola che ho in mano, saluto i miei simulacri, rivivo per un attimo l&#8217;angoscia di <strong>Sant&#8217;Agostino&#8230;</strong> Conto fino a tre&#8230; Non morirò, ma cadrò nel tempo e nello spazio&#8230; Riconto fino a tre, perché so che continuerò a essere per sempre <strong>Agostino.</strong></p>
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