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	<title>Umiltà Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Grazia e letteratura: può esistere grazia senza umiltà?</title>
		<link>https://www.borderliber.it/grazia-e-letteratura-puo-esistere-grazia-senza-umilta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 17:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Grazia]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sciortino]]></category>
		<category><![CDATA[Umiltà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Grazia e letteratura: può esistere grazia senza umiltà?&#8221; è un articolo di Giusi Sciortino La domanda sembra semplice, ma appena la si osserva da vicino rivela una complessità sorprendente: può una persona totalmente priva di umiltà essere colma di grazia? Se intendiamo la grazia nel suo senso più pieno – come qualità umana, spirituale, relazionale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>&#8220;Grazia e letteratura: può esistere grazia senza umiltà?&#8221; è un articolo di Giusi Sciortino</b></p>
<p>La domanda sembra semplice, ma appena la si osserva da vicino rivela una complessità sorprendente: può una persona totalmente priva di umiltà essere colma di grazia?</p>
<p>Se intendiamo la grazia nel suo senso più pieno – come qualità umana, spirituale, relazionale – la risposta tende naturalmente al no.</p>
<p>L’umiltà non è un gesto di sottomissione né un esercizio di autodenigrazione. È, piuttosto, una forma di lucidità: la consapevolezza dei propri limiti, del proprio posto nel mondo, del fatto che non siamo il centro assoluto della realtà. Senza questa lucidità, la persona si ripiega su se stessa, diventa autoreferenziale, dominata dall’ego. E in quello stato può esserci brillantezza, talento, perfino fascino, ma difficilmente grazia.</p>
<p>La grazia, infatti, è una qualità che nasce sempre da una relazione. È fatta di ascolto, di misura, di quella capacità sottile di non occupare tutto lo spazio. È una leggerezza che non coincide con la superficialità, ma con la disponibilità a lasciare che l’altro esista, che il mondo respiri. Una persona priva di umiltà può apparire magnetica, splendente, geniale; ma la sua presenza tende a essere pesante, invadente, segnata dalla volontà di affermarsi. La grazia, invece, ha qualcosa di trasparente: non si impone, accade.</p>
<p>Si potrebbe dire che l’ego produce una grandezza rumorosa, mentre l’umiltà rende possibile una grazia silenziosa.</p>
<p>Eppure, esistono figure che sembrano contraddire questa dinamica. Alcuni artisti, pur segnati da narcisismo o teatralità, hanno creato opere di autentica grazia. Wilde, Byron, e molti altri: vite eccentriche, egocentriche, talvolta autodistruttive, ma capaci di momenti di pura armonia nella scrittura. Come spiegare questo scarto?</p>
<p>La distinzione decisiva è tra grazia nella vita e grazia nell’opera.</p>
<p>Nella vita quotidiana, la grazia è una qualità della presenza: un modo di stare al mondo che non ferisce, non invade, non pretende. Qui l’umiltà è indispensabile. Senza umiltà non c’è spazio per l’altro, e senza spazio per l’altro non c’è grazia.</p>
<p>Nell’opera artistica, invece, l’umiltà assume un significato diverso. Non è psicologica, ma creativa. È la capacità di mettere l’opera al centro, di lasciare che la forma, il linguaggio, l’immaginazione parlino da sé. L’artista deve scomparire dietro ciò che crea, deve evitare che il proprio ego soffochi la voce dell’opera. Paradossalmente, una persona vanitosa nella vita può essere umile davanti alla propria arte: può avere la disciplina, la dedizione, l’abnegazione necessarie a lasciar emergere qualcosa che la supera.</p>
<p>Quando questa umiltà creativa manca, l’opera diventa manierista, autoreferenziale, blasonata: brillante, forse, ma priva di profondità.</p>
<p>Resta allora una domanda affascinante: esiste una grazia orgogliosa?</p>
<p>Forse sì, ma è una grazia fragile, estetica, più vicina al carisma che alla vera leggerezza. È una grazia che incanta ma non tocca, che stupisce ma non consola. Una grazia che vive di superficie, non di profondità.</p>
<p>La grazia autentica – nella vita e nell’arte – richiede sempre un gesto di sottrazione: un arretrare dell’io per lasciare emergere qualcosa di più grande. È una forma di libertà, forse la più rara: la libertà dall’ego.</p>
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		<title>Umiltà rimasta piccola</title>
		<link>https://www.borderliber.it/umilta-rimasta-piccola-gervasi-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 21:40:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Crati]]></category>
		<category><![CDATA[Gervasi]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Sole]]></category>
		<category><![CDATA[Umiltà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Umiltà rimasta piccola&#8221; è una poesia di Giuseppe Gervasi. In copertina una foto scattata ed elaborata dall&#8217;autore Possa la luce del Sole illuminare la fragile mente umana. Possa la luce del Sole infuocare i gelidi cuori. Mi inchino innanzi al Sole e al suo saluto alla valle del Crati. Mi inchino innanzi a un libro [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Umiltà rimasta piccola&#8221; è una poesia di Giuseppe Gervasi. In copertina una foto scattata ed elaborata dall&#8217;autore</strong></p>
<p>Possa la luce del Sole<br />
illuminare la fragile<br />
mente umana.<br />
Possa la luce del Sole<br />
infuocare i gelidi cuori.<br />
Mi inchino innanzi al Sole<br />
e al suo saluto alla valle del Crati.<br />
Mi inchino innanzi<br />
a un libro ancora da scrivere<br />
con la mano tremante,<br />
baciata dalle linee solari.<br />
Mi inchino innanzi<br />
alla Cultura del ricordo<br />
di chi non c&#8217;è più.<br />
Mi inchino innanzi<br />
all&#8217;emozione di una giovane donna.<br />
Mi inchino innanzi<br />
al pianto silenzioso<br />
di una madre,<br />
che ha dato il respiro<br />
all&#8217;umiltà rimasta piccola.<br />
Mi inchino innanzi<br />
alla dignità composta di un padre,<br />
che ha salutato suo figlio<br />
con i versi di una poesia.<br />
Mi inchino innanzi al dolore<br />
che si prova per chi non conosci,<br />
che rende umani,<br />
fratelli e sorelle<br />
stretti in un tenero abbraccio.<br />
Mi inchino innanzi al Sole<br />
e al suo saluto alla valle del Crati.</p>
<hr />
<h4><strong>Chi è Giuseppe Gervasi?</strong></h4>
<p>Giuseppe Gervasi, poeta, scrittore e conduttore televisivo, è nato a Siderno (RC) il 6 marzo del 1977. Vive a Riace, un piccolo paese della città metropolitana di Reggio Calabria. Laureato in Giurisprudenza, per qualche anno ha esercitato la professione forense. Ha ideato e condotto “La Terra del Sole” e “Gente di Calabria”, programmi televisivi di approfondimento culturale. Con Laruffa Editore ha pubblicato “I tuoi Passi Lenti… Verso l’Origine dell’Amore” (2015), “Un Nuovo Suono” (2017) e “Desiderio” (2018), un racconto per bambini che parla di utopie e sogni. Con Radici Future Produzioni ha pubblicato “Riace che Incontra il Mare” (2019), il suo primo romanzo, e “Dietro una Porta Ho Atteso il tuo Respiro” (2021). Ha partecipato con un contributo poetico alla pubblicazione di “Croce di Libia” (Ludo Edizioni, febbraio 2020). A febbraio del 2023 ha dato alle stampe la raccolta di poesie “Che non Sia l’Ultimo”, Pace Edizioni. Nel 2025 ha pubblicato “Ho Sognato la mia Terra” (Vintura Edizioni), una denuncia poetica che accompagna il lettore in un viaggio calabrese al limite tra la realtà e il sogno. Intensa la sua attività politica, sociale e culturale.</p>
<hr />
<p><em>Se ti è piaciuta questa poesia, </em><strong>allora clicca qui e leggi anche <a href="https://www.borderliber.it/facile-difficile-lettura-poesia-gervasi/">&#8220;Facile e difficile&#8221;</a></strong></p>
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		<title>A volte basta una piccola luce</title>
		<link>https://www.borderliber.it/una-piccola-luce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2022 01:28:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Fame]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Luce]]></category>
		<category><![CDATA[Mele]]></category>
		<category><![CDATA[Umiltà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Giuseppe Gervasi Dal grande finestrone una nebbia fitta nascondeva le luci del paese. Nulla davanti agli occhi, solo la grandezza immaginata e uno sguardo abituato ai giorni di sereno. Una leggera pioggia dava voce alla serata, mentre il profumo delle castagne avvolgeva i muri di casa. In mezzo al tavolo una bottiglia di vino, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto"><em><strong>Di Giuseppe Gervasi</strong></em></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Dal grande finestrone una nebbia fitta nascondeva le luci del paese.</div>
<div dir="auto">Nulla davanti agli occhi, solo la grandezza immaginata e uno sguardo abituato ai giorni di sereno.</div>
<div dir="auto">Una leggera pioggia dava voce alla serata, mentre il profumo delle castagne avvolgeva i muri di casa.</div>
<div dir="auto">In mezzo al tavolo una bottiglia di vino, del  formaggio e un po’ di verdura coloravano una  tovaglia anonima, mentre</div>
<div dir="auto">ognuno prendeva posto su sedie di paglia oramai vecchie.</div>
<div dir="auto">Ad un tratto la luce si spense.</div>
<div dir="auto">Un fiammifero si avvicinò  ad una candela storta e tra ombre e poche parole la sera svaniva nel ricordo di un giorno triste, nascosto tra nebbia e pioggia d’autunno.</div>
<div dir="auto">Il rumore secco di una finestra che il vento prese a schiaffi fece sobbalzare i cuori.</div>
<div dir="auto">Papà si alzò per chiudere l’anarchico serramento.</div>
<div dir="auto">Si assicurò che tutte le altre fossero pronte ad affrontare il vento.</div>
<div dir="auto">Tornò a sedersi e con un piccolo coltello iniziò a sbucciare una mela rossa come il sangue.</div>
<div dir="auto">La lama, un istante dopo aprendo la pelle di un uomo, diede un tocco di rosso ad un piatto vuoto e segnò la fine di una cena silenziosa.</div>
<div dir="auto">Ogni cosa al suo posto, il pane nel suo antico  contenitore, il formaggio lontano da topi indiscreti, il vino in una piccola cantina di legno e le olive a navigar nell’olio. Una scopa accarezzava il vecchio pavimento e le briciole vennero buttate in un secchio  dell’immondizia, colmo da non poterne più.</div>
<p>Il giorno dopo avrebbe riempito carretti trainati da asini tirati da mani nere, strette su corde bianche e sporche.</p>
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