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	<title>Solferino Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>La Bibbia raccontata da Eva, Giuditta, Maddalena e da tante altre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 23:02:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La Bibbia raccontata da Eva, Giuditta, Maddalena e altre&#8221;, Solferino, 2025 Il Libro di tutti i libri, come definiva la Bibbia Calasso, raccontato dalle donne. A proporci questa lettura è Marilù Oliva, che ha già sperimentato questa formula con l&#8217;Odissea, l&#8217;Iliade e l&#8217;Eneide. L&#8217;obiettivo della scrittrice bolognese resta sempre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La Bibbia raccontata da Eva, Giuditta, Maddalena e altre&#8221;, Solferino, 2025</strong></p>
<p>Il Libro di tutti i libri, come definiva la Bibbia Calasso, raccontato dalle donne. A proporci questa lettura è <strong>Marilù Oliva</strong>, che ha già sperimentato questa formula con <strong>l&#8217;Odissea, l&#8217;Iliade e l&#8217;Eneide</strong>. L&#8217;obiettivo della scrittrice bolognese resta sempre uno: ridare voce a quella parte sottomessa, sottintesa e relegata ai margini con una risicatissima possibilità di scelta.</p>
<p>Fantastica anche Oliva, perché non tutto è andato come viene descritto, ma le piccole &#8220;licenze&#8221; che l&#8217;autrice si prende sono funzionali a quella liberazione delle passioni e del proprio Esserci in un quadro fortemente &#8220;patriarcale&#8221;, in cui la donna aveva solo il dovere di obbedire o di rafforzare la tradizione con il proprio esempio.</p>
<p>Approcciarsi con <strong>&#8220;La Bibbia raccontata da Eva, Giuditta, Maddalena e altre&#8221; </strong>vuol dire fare i conti con un&#8217;esigenza chiarificatrice, che dà alla letteratura il compito di narrare &#8220;mondi possibili&#8221;. Come specifica Oliva a margine del testo, questo lavoro nasce dal ritrovamento di un manoscritto del padre: ben 600 fogli di appunti di studio sul testo sacro. Un mare di riflessioni che ha agitato anche l&#8217;immaginazione della scrittrice, e che, da non credente, si è calata con pienezza e libertà tra le pagine.</p>
<p><strong>&#8220;La Bibbia raccontata da Eva, Giuditta, Maddalena e altre&#8221;</strong> è quindi <strong>&#8220;la somma&#8221;</strong> di un processo in cui si addizionano significati diversi. Senza pregiudizio, senza guidare le protagoniste delle storie secondo la propria volontà, Oliva aggiunge ciò che mancava, ciò che potrebbe essere stato omesso per secoli e secoli. Restiamo nel campo della <strong>pura &#8220;narrativa&#8221;</strong>, priva di ipotesi di studio o strane teorie, eppure, nonostante ciò siamo spettatori di una storia a cui non possiamo che credere.</p>
<p>&#8220;Una regola non può determinare alcun modo d&#8217;agire, poiché qualsiasi modo d&#8217;agire può essere messo d&#8217;accordo con la regola&#8221;. Ecco, questo paradosso di <strong>Wittgenstein</strong> si lega benissimo a ciò che <strong>Oliva</strong> mette in mostra attraverso le donne della <strong>Bibbia</strong>: un ruolo che rispetta la regola pur arrivandovi in un altro modo, tramite altre azioni. È in queste strade che bisogna ritrovare la lotta per l&#8217;identità, per l&#8217;attestazione della propria presenza in una società a &#8220;trazione maschilista&#8221;.</p>
<p>Tale gioco, senza forzature, fa del libro di Oliva un altro esempio di come la letteratura non deve porsi limiti nel momento in cui accetta la sfida di farsi portavoce dell&#8217;immaginazione e della creatività. <strong>&#8220;La Bibbia raccontata da Eva, Giuditta, Maddalena e altre&#8221;</strong> è un romanzo che non scherza con il <strong>&#8220;sacro&#8221;</strong>, ma che ridà dignità ai suoi molteplici significati.</p>
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		<title>L&#8217;Iliade cantata dalle dee. Oliva e l&#8217;interpretazione di una tragedia</title>
		<link>https://www.borderliber.it/oliva-iliade-dee/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2024 03:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Achille]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Marilù Oliva]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Solferino]]></category>
		<category><![CDATA[Tragedia]]></category>
		<category><![CDATA[Troia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione e foto di Martino Ciano. In copertina: &#8220;L&#8217;Iliade cantata dalle dee&#8221; di Marilù Oliva, Solferino, 2024. Articolo già pubblicato su Gli amanti dei libri Umiliate, vinte e in attesa non di riscatto, ma quanto meno di considerazione. Ecco le donne che raccontano l&#8217;Iliade, le quali tolgono ossigeno al respiro lungo dell&#8217;eroicità maschile per racchiuderlo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione e foto di Martino Ciano. In copertina: &#8220;L&#8217;Iliade cantata dalle dee&#8221; di Marilù Oliva, Solferino, 2024. Articolo già pubblicato su <a href="https://www.gliamantideilibri.it/liliade-cantata-dalle-dee-marilu-oliva/">Gli amanti dei libri</a></strong></p>
<p>Umiliate, vinte e in attesa non di riscatto, ma quanto meno di considerazione. Ecco le donne che raccontano l&#8217;<strong>Iliade</strong>, le quali tolgono ossigeno al respiro lungo dell&#8217;eroicità maschile per racchiuderlo in un &#8220;presente&#8221; sempre rappresentabile, esportabile da un&#8217;epoca all&#8217;altra.</p>
<p>In rilievo viene messa la dignità di queste donne, divine o non, le quali non esaltano i loro beniamini, ma li rendono &#8220;personaggi&#8221; al servizio di una gloria che è solo un arguto tranello messo in piedi dalla <strong>Storia </strong>e dal <strong>Mito</strong>, attraverso cui vengono rinnovati i loro archetipi di riferimento.</p>
<p>Chiuse nel loro recinto, rese inoffensive, guardinghe o innalzate al rango di irragionevoli tifose, le donne di cui ci parla <strong>Oliva </strong>in<strong>&#8220;L&#8217;Iliade cantata dalle dee&#8221; </strong>sono quelle che possono solo sussurrare le loro sofferenze, che si sentono consumate dagli eventi, che non possono manifestare apertamente il dissenso. Eppure, sono proprio loro che rendono la tragedia <strong>un universale</strong> al quale si abbeverano le altre catastrofi, anche quelle della nostra epoca.</p>
<p>Che siano totalmente umane, o privilegiate abitanti della cima dell&#8217;Olimpo, il loro comportamento risponde alle esigenze di una gerarchia che sottrae alle donne la possibilità di essere <strong>corpo attivo</strong> delle vicende. <strong>Sotto le mura di Troia</strong>, infatti, uomini e donne, dee e dei, sono gettati in una costante lotta per la prevaricazione. C&#8217;è chi parteggia per l&#8217;una e chi per l&#8217;altra parte, ma ognuno può dire o fare secondo il proprio &#8220;genere&#8221;; quasi sempre, la donna può solo attendere e prepararsi a essere bottino.</p>
<p><strong>Marilù Oliva</strong> si permette anche qualche &#8220;licenza&#8221;, che ben spiega alla fine del libro. Con uno stile che traduce alla perfezione <strong>l&#8217;atmosfera dell&#8217;opera epica più importante dell&#8217;Occidente</strong>, si lascia andare all&#8217;interpretazione del <strong>&#8220;non detto o del non chiarito&#8221;</strong>, prendendo spunto proprio da quei versi che si fanno traslare nel nostro tempo, rivalutandone così anche la portata.</p>
<p>Non è un cambio di prospettiva forzato quello che mette in campo la <strong>scrittrice bolognese</strong>; non è neanche il tentativo di rendere attuale qualcosa che, per ovvie ragioni, rispecchia un&#8217;epoca; si tratta invece di un&#8217;operazione che si fa portavoce del più importante elemento della letteratura: <strong>&#8220;la sospensione del giudizio&#8221;</strong>, che richiede a tutti, anche al lettore che ha solo sfogliato qualche pagina dell&#8217;Iliade, uno sforzo interpretativo.</p>
<p>Le domande che trapelano potrebbero essere queste: <strong>cos&#8217;è cambiato rispetto a prima?</strong> È ancora un&#8217;epica tragedia la nostra esistenza ed è per questo che amiamo perdutamente la necessità di spartire il mondo, di lanciare ogni giorno, tra gli altri, il <strong>Pomo della discordia</strong>, rendendoci così complici del nostro tentacolare sistema?</p>
<p>Prendo quindi a pieno titolo la libertà che mi lascia la scrittrice di giocare con <strong>le aspirazioni</strong> di questo libro che, solo mostrando i fatti e le loro conseguenze, ci dà la possibilità di scrutare con occhi diversi il nostro patrimonio storico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/oliva-iliade-dee/">L&#8217;Iliade cantata dalle dee. Oliva e l&#8217;interpretazione di una tragedia</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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