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	<title>Sistema Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Pedine: una realtà possibile</title>
		<link>https://www.borderliber.it/pedine-articolo-divagazione-borderliber/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 17:50:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Pedine&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore modificata con l&#8217;intelligenza artificiale Gli uomini muoiono per volere di qualcuno, tranne che per quello di Dio. E mentre l&#8217;Onnipotente guarda impassibile, cercando altri pianeti da colonizzare, c&#8217;è chi si butta a mare e prova a invadere in massa un continente. Si chiudono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Pedine&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore modificata con l&#8217;intelligenza artificiale </strong></p>
<p dir="ltr">Gli uomini muoiono per volere di qualcuno, tranne che per quello di <strong>Dio</strong>. E mentre <strong>l&#8217;Onnipotente</strong> guarda impassibile, cercando altri pianeti da colonizzare, c&#8217;è chi si butta a mare e prova a invadere in massa un continente. Si chiudono le frontiere, si inneggia alla guerra di liberazione dallo straniero, si cercano i colpevoli che spalleggiano la sostituzione etnica.</p>
<p dir="ltr"><strong>Le pedine sono povere</strong>, non hanno nulla da perdere. Morire in acqua o a casa loro, sulla terra ferma, non fa alcuna differenza. Sebbene nessuno veda nei loro volti i segni della disperazione, tant&#8217;è che mostrano i loro fisici asciutti e scolpiti da esemplari nel fiore dell&#8217;esistenza, essi sono ipnotizzati dalla fame di vita che l&#8217;occidente irradia per tutto il globo.</p>
<p dir="ltr">«<strong>Accoglici Europa, madre dal cuore grande e dalle gambe spalancate!</strong>», questo gridano i molti che si imbarcano e i pochi che sbarcano. Pedine sono coloro che aspettano quelli che arrivano, che guardano l&#8217;orizzonte temendo <strong>l&#8217;Uomo Nero</strong>. Allora, senti lo spirito distruttivo che nel nome del terrore disintegra intere civiltà e anche pseudo-tradizioni nazionali?</p>
<p dir="ltr">Guarda come ridono di noi gli uomini delle élite. Siedono ovunque. Sono in mezzo ai disperati, ai dispersi, a coloro che attendono sull&#8217;altra sponda con i fucili carichi. Incitano a emigrare, incitano a sparare. Incitano a invadere, incitano a respingere lo straniero. Guarda questi uomini potenti, usano la disperazione per metterci l&#8217;uno contro l&#8217;altro. <strong>Rubano ricchezze e sobillano la rivolta. Il più debole diventa anche il nemico di tutti.</strong></p>
<p dir="ltr">Stop globalizzazione, avanti cosmopolitismo. Sfruttati del mondo, uniamoci! Abbattiamo gli <strong>Stati</strong> costruiti sull&#8217;egemonia dei pochi attraverso una democrazia demenziale. La disperazione dovrebbe seppellire le diversità per resuscitare la solidarietà. Invece cosa è accaduto? A <strong>Oriente</strong>, il ricco sceicco, affamatore del suo popolo, spinge alla jihad; l&#8217;imam al servizio del male ti chiede di saltare in aria, in nome di un <strong>Allah</strong> che ti ripagherà in <strong>Vergini</strong> da deflorare.</p>
<p dir="ltr">A <strong>Occidente</strong> siedono uomini che non vedono l&#8217;ora di colonizzare <strong>Marte</strong>, di vivere in eterno e di creare un essere così potente da sconfiggere pure <strong>Dio</strong>. Intanto vogliono il tuo, il mio sacrificio. Con una mano ci nutrono e con l&#8217;altra ci fanno vomitare quel poco che abbiamo mangiato. Sosteniamo i loro pensieri, anche quando guidano le nostre crisi di identità. <strong>Vogliono sbarazzarsi di noi</strong>. Per loro, tu e io siamo numeri che hanno una breve utilità.</p>
<p dir="ltr">Non hanno il coraggio di distruggerci, ma aspettano che lo facciamo con le nostre mani. Loro muovono solo gli ingranaggi, poi lasciano che le nostre pulsioni di morte si mettano in moto. <strong>Ma ti prego, non devi credermi</strong>. Non seguire questo discorso se prima non l&#8217;hai sperimentato sulla tua pelle. Devi farne esperienza. Devi sentirti sfruttato e preso in giro; devi abbracciare una delle tante propagande che ogni giorno si accapigliano davanti ai tuoi occhi.</p>
<p dir="ltr"><strong>Sei un animale di destra o di sinistra?</strong> Vuoi essere contro tutto e tutti, fino a non essere neanche di te stesso o sei pronto a consegnare il tuo destino in mano a un despota illuminato? Hanno cercato di convincermi che bisogna accettare il proprio status di pedina tra le mani di questi politici, di questi benefattori del nulla. Secondo me, invece, bisogna diffidare di coloro che parlano di &#8220;<strong>male necessario</strong>&#8221; e di &#8220;<strong>bene comune</strong>&#8220;.</p>
<p dir="ltr">Non avere paura, non cercare più nessuno. Non resterà traccia di questa testimonianza. Sii una pedina nascosta. Il mondo finirà. Te lo prometto.</p>
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		<title>La disoccupazione creativa è ancora viva?</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-disoccupazione-creativa-e-ancora-viva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2023 02:25:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Animo Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Autoproduzioni Malanotte]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Reddito di Cittadinanza]]></category>
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		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Toni Negri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La disoccupazione creativa è ancora viva?&#8221; di Animo Mare, Autoproduzioni Malanotte, 2022 Autonomia e povertà creativa. Sembrano concetti lontani, utopici, ma forse ci servono per riflettere sui diversi modi di intendere il sistema nel quale siamo immersi, nel quale anche la solidarietà e l&#8217;assistenza ai deboli appaiono burocratizzate e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La disoccupazione creativa è ancora viva?&#8221; di Animo Mare, Autoproduzioni Malanotte, 2022</strong></em></p>
<div dir="auto">Autonomia e povertà creativa. Sembrano concetti lontani, utopici, ma forse ci servono per riflettere sui diversi modi di intendere il sistema nel quale siamo immersi, nel quale anche <strong>la solidarietà e l&#8217;assistenza ai deboli appaiono burocratizzate e al servizio del potere.</strong></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Questo breve libro, una sorta di saggio in cui si incontrano anche frammenti di esperienze dell&#8217;autore, ci racconta di un altro modo di vivere la povertà. <strong>Ma vivere del giusto vuol dire essere poveri?</strong> Vivere grazie a un lavoro creativo che non sia regolato dal mercato, creare una attività che non sia svenduta alle regole del capitalismo, vuol dire sognare a occhi aperti?</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><strong>Certo, discorsi del genere erano più in voga negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso</strong>, durante il periodo della contestazione. Contestazione che poi si è svenduta, che ha reso tutti &#8220;professionisti delle attività umanitarie&#8221;; attività che ora sono funzionali al sistema capitalistico. E ciò ancora continua, anzi è diventata una prassi svilente. Cose del genere le ha scritte anche <strong>Toni Negri nel suo Impero</strong>, ma forse è meglio tenerlo lontano dal discorso.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">La solidarietà di Stato, la beneficenza elargita dalle associazioni, il reddito di cittadinanza possono essere visti come strumenti che istituzionalizzano la povertà, che tolgono libertà d&#8217;azione all&#8217;individuo, nonché capacità creativa. <strong>Bisognerebbe partire dal prendere confidenza con l&#8217;arte dell&#8217;arrangiarsi</strong>, ma anche agire sulle cause che provocano le disuguaglianze. <strong>Bisognerebbe viaggiare, vivere per strada, reinventarsi</strong>, lavorare sulle proprie capacità senza diventare schiavi di un mercato che sottomette le potenzialità all&#8217;unico obiettivo della produzione insensata. È un discorso che ai molti suonerà &#8220;insulso&#8221;, in quanto figlio di un progetto che cozza contro la naturale propensione dell&#8217;uomo, ossia l&#8217;egoismo e l&#8217;accaparramento di una felicità che è sinonimo di vita comoda.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><strong>È difficile entrare nelle parole dell&#8217;autore</strong>, per quanto proprio lui abbia deciso di vivere facendo l&#8217;artista di strada, nonostante usi anche un tono provocatorio dichiarandosi &#8220;disoccupato creativo&#8221; che guadagna il giusto per una vita dignitosa.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><strong>La povertà come la intendiamo oggi è utile al sistema economico.</strong> È sostenuta proprio da quell&#8217;apparato di assistenzialismo, di aiuti di Stato, di derrate alimentari donate poco alla volta che lasciano tutto immutato. Il povero non è solo colui che ha bisogno, ma è anche un individuo che avverte il <strong>&#8220;dovere&#8221;</strong> di agire in una certa maniera in quanto <strong>&#8220;assistito dalla burocrazia&#8221;</strong>. Il discorso dell&#8217;autore, che usa lo pseudonimo <strong>Animo Mare</strong>, è molto chiaro. Per lui, nessuno si adopera per eliminare le cause delle disuguaglianze; esse infatti sono utili al sistema, perché senza una &#8220;povertà passiva&#8221; non ci sarebbe la sua controparte, ossia chi detiene e alimenta il potere.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Forse tra queste parole si cela davvero <strong>&#8220;l&#8217;abolizione della povertà&#8221;</strong>. Un concetto che qui viene espresso in maniera decisa e non gridata come invece avvenne il 28 settembre 2018; giorno in cui l&#8217;allora <strong>Vicepremier dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio</strong>, pensava di aver vinto la battaglia delle battaglie istituendo il reddito di cittadinanza.</div>
<div dir="auto"></div>
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