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	<title>Sinesi Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Il colore delle foglie d&#8217;autunno di Sergio Sinesi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 22:01:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il colore delle foglie d&#8217;autunno&#8221; di Sergio Sinesi, Il Ramo e la Foglia, 2024 C&#8217;è chi sostiene che la storia non si ripeta mai allo stesso modo, così come c&#8217;è chi è convinto che certi accadimenti &#8220;siano necessari&#8221;, anche se crudeli. Di sicuro, in nessun modo possiamo prevedere gli [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il colore delle foglie d&#8217;autunno&#8221; di Sergio Sinesi, Il Ramo e la Foglia, 2024</strong></p>
<p>C&#8217;è chi sostiene che la storia non si ripeta mai allo stesso modo, così come c&#8217;è chi è convinto che certi accadimenti <strong>&#8220;siano necessari&#8221;</strong>, anche se crudeli. Di sicuro, in nessun modo possiamo prevedere gli eventi, tanto meno la piega che prenderanno, ma una cosa possiamo farla: &#8220;<strong>usare il passato come farmaco</strong> con cui tenere a bada possibili derive&#8221;.</p>
<p>Leggendo <strong>&#8220;Il colore delle foglie d&#8217;autunno&#8221;</strong> mi sono più volte detto quanto poco abbiamo fatto i conti con la nostra <strong>Storia</strong> e quanto sia difficile uscire da certe diatribe ideologiche. Un certo infantilismo perdura tra intellettuali e incalliti revisionisti. La storia però non è una sequenza di fatti ma è l&#8217;essenza dell&#8217;uomo, nonché la rappresentazione concreta di tutte le sue contraddizioni.</p>
<p>Il romanzo di <strong>Sergio Sinesi</strong> è quindi volutamente contraddittorio, nel senso positivo del termine. La protagonista, <strong>Vittoria</strong>, si convince che lo <strong>zio Vittorio</strong> non sia morto ad<strong> Auschwitz</strong>. Lo comprende pian piano, quando la mamma <strong>Clara</strong> le chiarirà alcuni aspetti del passato. Infatti, Clara è stata figlia di un pezzo grosso del <strong>partito Fascista</strong> e suo fratello <strong>Vittorio</strong>, nel tentativo di fare attraversare il confine italo-svizzero ad alcuni ebrei, tra cui <strong>Samuele</strong>, viene scoperto e fermato con i fuggiaschi dai nazifascisti. Vittorio non ci penserà due volte: <strong>salva Samuele scambiando abilmente le loro identità.</strong></p>
<p>Insomma, il figlio del fascista salva &#8220;l&#8217;ebreo&#8221;, che a sua volta sposerà Clara e da cui nascerà Vittoria. Logicamente, non è questo il fulcro del romanzo, che non ha come tema l&#8217;altruismo o l&#8217;eroismo, ma ha l&#8217;intenzione di solleticare in noi dei quesiti etici. <strong>Samuele</strong> vivrà sempre con il rimorso. Mai accetterà il fatto di essersi salvato, tant&#8217;è che si suiciderà prima che la figlia nasca.</p>
<p><strong>&#8220;Il colore delle foglie d&#8217;autunno&#8221;</strong> racconta di un percorso di riscoperta, perché quella storia oscura, che per anni non è stata svelata a Vittoria, merita più dei semplici approfondimenti del caso. La protagonista si porta dentro delle sensazioni apparentemente innate, in cui trovano dimora l&#8217;angoscia e la malinconia. Questi stati d&#8217;animo si riversano nella sua attività musicale, nel suo amore per <strong>Schubert</strong> e in quegli ideali afferenti al romanticismo che sono sempre <strong>&#8220;necessità di libertà e di fuga, ma pure disprezzo verso tutto ciò che incatena il cuore e la mente&#8221;</strong>.</p>
<p>Anche i <strong>nazisti</strong> però erano &#8220;romantici&#8221;, persino i <strong>fascisti</strong> volevano creare l&#8217;uomo nuovo, ossia un individuo che fosse in perfetta armonia con la sua anima, con il suo spirito e che fosse creatore della sua Storia. Stessa cosa volevano fare i <strong>&#8220;comunisti&#8221;</strong>. Però nessuno ci è riuscito, <strong>perché ogni dittatura è contronatura</strong>. Ed è questo il messaggio che man mano prende forza dalle pagine del libro.</p>
<p>Vero è che un romanzo non deve <strong>&#8220;insegnare&#8221;</strong> qualcosa, così come non è mai necessaria la <strong>&#8220;morale della favola&#8221;</strong>, ma è l&#8217;evidenza dei fatti raccontati, lo stile che ci prende per mano e che ci coinvolge nella sua musicalità, che ci portano a estraniarci dal mondo e a diventare tutt&#8217;uno con le pagine. Più ci spingiamo tra le vicissitudini riportate, più ci immedesimiamo e facciamo i conti con le nostre idee.</p>
<p>Ecco, <strong>&#8220;Il colore delle foglie d&#8217;autunno&#8221;</strong>, che in questo periodo di facili dimenticanze è davvero utile, non ci ripete per l&#8217;ennesima volta le cose che già sappiamo, ma ci indica un&#8217;altra direzione: quella che conduce verso il <strong>dramma della memoria</strong>, verso l&#8217;incapacità di ciascuno di noi di scegliere consapevolmente.</p>
<p>Il problema non è <strong>&#8220;schierarsi&#8221;</strong>, ma non riflettere sulle conseguenze che certe scelte possono avere sul destino di tutti. La classica e superficiale divisione in <strong>&#8220;buoni e cattivi</strong>&#8221; è un&#8217;altra banalità che il romanzo evita con accuratezza, riportando ogni elemento in quella dimensione umana in cui la<strong> Storia </strong>si manifesta giorno dopo giorno.</p>


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