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	<title>Scandalo Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Intervista a Vacca: &#8220;Disincanto, scandalo e bestemmie&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Nov 2023 01:58:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;intervista a Nicola Vacca è stata realizzata da Martino Ciano Uscirà tra qualche settimana per Marco Saya editore. Il titolo fa già presagire una raccolta tagliente, composta da versi che feriscono. &#8220;Libro delle bestemmie&#8221; di Nicola Vacca è pronto e noi abbiamo voluto porre qualche domanda al critico letterario, ideatore del blog Zona di Disagio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;intervista a Nicola Vacca è stata realizzata da Martino Ciano</strong></p>
<p>Uscirà tra qualche settimana per Marco Saya editore. Il titolo fa già presagire una raccolta tagliente, composta da versi che feriscono. &#8220;Libro delle bestemmie&#8221; di Nicola Vacca è pronto e noi abbiamo voluto porre qualche domanda al critico letterario, ideatore del blog Zona di Disagio e poeta pugliese.</p>
<h4><strong>Cos&#8217;è una bestemmia e quando diventa poesia?</strong></h4>
<p>Per quanto mi riguarda la bestemmia è un mondo irriverente di pronunciare una parola estrema. <strong>Una via di mezzo tra l’imprecazione e il vaneggiamento, senza preoccuparsi mai di disturbare chi legge</strong>. Ho provato in questo nuovo libro a bestemmiare con la poesia, cercando con le parole un affondo da scagliare contro le ipocrisie, le convenzioni e soprattutto contro i conformismi della ragione e della fede che limitano sempre la nostra idea di libertà. Sicuramente qualcuno si sentirà offeso, leggendo <strong>Libro delle bestemmie,</strong> ma me ne infischio. Quello che per me conta è non tradire il mio modo di scrivere e di dire le cose, soprattutto di scrivere quello che veramente penso. Questo è la bestemmia: s<strong>crivere senza inibizioni quello che veramente si pensa</strong>. È proprio in questo momento che la bestemmia diventa poesia. Come scrive <strong>Paul Celan,</strong> <em>non è la poesia scandalistica lo scandalo. La poesia è lo scandalo.</em> Oggi più che mai abbiamo bisogno di essere scandalizzati, perché solo così potremo svegliare le nostre coscienze e aprire gli occhi sul mondo che stiamo devastando, perché non abbiamo il coraggio di essere sinceri e apocalittici davanti alle macerie. Mi piace pensare a <strong>Libro delle bestemmie</strong> come a un breviario laico e eretico: <strong>Cesare Pavese</strong> ne <strong>Il mestiere di vivere</strong> scrive che ogni bestemmia è un colpo di martello sui chiodi della croce. In queste pagine il martello non smette mai di battere.</p>
<h4><strong>Il mondo come si digerisce?</strong></h4>
<p>Il mondo non va digerito, il mondo va sempre diffamato, attraversando le sue malvagie contraddizioni. <strong>Scrivo sempre in disarmonia con la mia epoca.</strong> La mia poesia prima di tutto è una diffamazione del tempo in cui vivo. Nei miei versi mi indigno senza remore contro la mia epoca, senza mai rinunciare a attraversarne i dissidi e i disagi. <strong>Vivo, scrivo e accetto la mia personale caduta nel tempo</strong> con gli occhi lucidi di un pessimismo che mi fa sempre restare umano.</p>
<h4><strong>La mattanza dell&#8217;incanto, la luce nera e la bestemmia. Traccia un percorso tra queste tue opere. La mia prima sensazione è stata il disincanto&#8230;</strong></h4>
<p>Il disincanto, hai perfettamente ragione. <strong>Non riuscirei a scrivere niente senza la lucida visione che mi offre il disincanto.</strong> È il mio modo di vedere le cose, l’unico che conosca per essere consapevole davanti alla coscienza. È il modo che mi permette di essere vigile nella scrittura e nella vita, che mi permette di parare i colpi degli illusionisti e degli utopisti <strong>che, con la loro miopia ottimista, ci vogliono sempre far sbandare </strong><strong><em>da nessuna parte</em></strong><strong> dove trionfa il vero nichilismo</strong>, quello delle illusioni.</p>
<h4><strong>Poeti di ieri e poeti di oggi. Cosa rimpiangi del Novecento e non solo?</strong></h4>
<p>C’è un <strong>Novecento</strong> da cui abbiamo ancora molto da imparare. Ed è proprio questo che mi manca. <strong>Il Novecento degli scrittori liberi e irregolari, che hanno deciso di appartenere alla propria coscienza e difendere la libertà a prescindere dalle ideologie.</strong> Questo è il Novecento cui da anni dedico i miei studi e i miei libri. Infatti, dopo <strong>Sguardi dal Novecento</strong>, pubblicato nel 2014, sempre per <strong>Galaad</strong> uscirà presto <strong>Mi manca il Novecento</strong>, in cui ancora una volta darò conto delle mie infatuazioni letterarie parlando con ammirazione di quelle figure intellettuali che nel secolo scorso sono state splendidamente capaci di restare integre, sempre fedeli a se stesse negli anni bui delle idee assassine e totalitarie. <strong>Il Novecento eretico degli irregolari</strong>, questo è il Novecento che mi manca, proprio come una bestemmia da pronunciare a cuore aperto. E che bestemmia sia nel nome della letteratura.</p>
<p><strong>Bestemmia</strong></p>
<p>Qualcosa qui non va<br />
c’è tanta disperazione<br />
sotto il cielo di un dio malvagio.</p>
<p>Sarebbe il caso di sopprimere<br />
chi prega sempre la sua venuta<br />
con il capo chino e le mani giunte.</p>
<p>Oscurare il funesto demiurgo<br />
per tornare alla luce<br />
liberarsi per sempre del terrore del dogma.</p>
<p><em>(Nicola Vacca, da Libro delle bestemmie, Marco Saya edizioni)</em></p>
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