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	<title>Sabbia Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Come l&#8217;Oceano</title>
		<link>https://www.borderliber.it/border-oceano-poesia-benedicta-felice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Apr 2023 02:44:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poesia e foto di Benedicta Felice.  Sei fatta così. Sembri uscita da un&#8217;epoca lontana che non torna più. Testa nelle nuvole, cuore come l&#8217;oceano. E sai, ci vuole coraggio per tuffarsi nelle sue onde e remare. O affoghi o ti lasci sorprendere dai suoi abissi. Come quel mare in tempesta da osservare in lontananza. Come [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Poesia e foto di Benedicta Felice. </strong></em></p>
<p>Sei fatta così.<br />
Sembri uscita da un&#8217;epoca lontana che non torna più.<br />
Testa nelle nuvole, cuore come l&#8217;oceano.<br />
E sai, ci vuole coraggio per tuffarsi nelle sue onde e remare.<br />
O affoghi o ti lasci sorprendere dai suoi abissi.<br />
Come quel mare in tempesta da osservare in lontananza. Come quella brezza che dimentichi in fretta ma che non avrà più lo stesso sapore quando cercherai altrove.<br />
Ma tu resta così.<br />
Resta oceano,<br />
resta sabbia.</p>
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		<title>L&#8217;assedio. Rocco Carbone e la riedizione di una profezia</title>
		<link>https://www.borderliber.it/assedio-carbone-ciano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2022 01:21:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Città]]></category>
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		<category><![CDATA[Panico]]></category>
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		<category><![CDATA[Pioggia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano Un bel mattino gli abitanti della città di R si ritrovano sovrastati da un cielo sahariano dal quale cade una pioggia di sabbia. La gente guarda dapprima meravigliata a questo fenomeno, poi inizia a preoccuparsi, dopodiché, quando si vede messa in isolamento e sotto sorveglianza, si fa prendere dal panico e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Recensione di Martino Ciano</strong></em></p>
<p>Un bel mattino gli abitanti della <em>città di R</em> si ritrovano sovrastati da un cielo sahariano dal quale cade una pioggia di sabbia. La gente guarda dapprima meravigliata a questo fenomeno, poi inizia a preoccuparsi, dopodiché, quando si vede messa in isolamento e sotto sorveglianza, si fa prendere dal panico e si getta in una fatale lotta per la sopravvivenza. Si ritorna ai primordi dell&#8217;umanità, a quell&#8217;egoismo che mette l&#8217;uno contro l&#8217;altro. Vincono gli istinti, decade la ragione. Man mano che leggiamo ci vengono alla mente i ricordi del panico che fino a poco tempo fa abbiamo vissuto durante la pandemia di Covid-19, fatto sta che questo romanzo è del 1998.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-5738 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/12/9788849873221.jpg?resize=289%2C400&#038;ssl=1" alt="" width="289" height="400" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>Con <em>L&#8217;assedio</em><em>, </em>la Rubbettino inizia la ripubblicazione dell&#8217;opera letteraria del calabrese Rocco Carbone, uno degli scrittori più importanti del panorama italiano di fine Novecento, morto nel 2008, a Roma, a causa di un incidente stradale. Il suo nome è ritornato alla ribalta grazie al romanzo <em>Due vite </em>di Emanuele Trevi, vincitore nel 2021 del Premio Strega. Per lungo tempo, questo scrittore è stato relegato nell&#8217;oblio, rischiando di passare per una delle tante meteore che ha attraversato il cielo della letteratura nostrana, sempre poco attenta al talento, sempre troppo attaccata al <em>trend</em> del momento.</p>
<p>L&#8217;operazione di Rubbettino ha quindi un sapore d&#8217;altri tempi. Verrà compresa? Noi ce lo auguriamo. Andando al romanzo, si comprende bene che la città di &#8220;R&#8221; è Reggio Calabria. Lo stile asciutto e immediato di Carbone, capace di delineare in una manciata di parole ambientazioni e personaggi, segue anche quella logica <em>kafkiana</em> in cui ogni aspetto è conseguenza dell&#8217;altro. Poche le domande che possiamo porci di fronte a uno scenario del genere, più le cose si mostrano nella loro assurdità, più ci appaiono per ciò che sono realmente. Ecco perché tanti passaggi di questo romanzo richiamano a noi i ricordi dei recenti <em>lockdown</em>.</p>
<p>La pioggia di sabbia che paralizza la città e getta nella disperazione gli abitanti, provoca un isolamento dal resto del mondo che fa di &#8220;R&#8221; una sorta di spazio sperimentale, un limbo nel quale i personaggi provano ad orientarsi con una ragionevolezza che però appare anacronistica. In una situazione del genere, in cui tutto viene messo in discussione, cambiano le regole del gioco. Cosa diventa l&#8217;uomo se non una bestia?</p>
<p>Se proprio vogliamo fare un accostamento, possiamo dire che Carbone tiene molto in considerazione la lezione del premio Nobel, José Saramago, che già nel 1995, con il suo <em>Cecità, </em>aveva affrontato questo tema. Così come non possiamo non citare anche un altro classico del genere, ossia <em>Il signore delle mosche </em>di William Golding. Certamente, Carbone si differenzia dai due scrittori, inserendo nel suo romanzo quella necessità di rispondere a una domanda<em>, </em>ovvero <em>perché la brutalità e non l&#8217;aiuto reciproco</em>?</p>
<p><a href="https://www.amazon.it/Lassedio-Rocco-Carbone/dp/8849873220/ref=sr_1_1?keywords=rocco+carbone&amp;qid=1670601249&amp;s=books&amp;sr=1-1"><em><strong>*L&#8217;assedio, Rocco Carbone, Rubbettino Editore, 2022</strong></em></a></p>
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		<title>Diario fatto cenere</title>
		<link>https://www.borderliber.it/diario-fatto-cenere-gervasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Dec 2022 01:50:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Cenere]]></category>
		<category><![CDATA[Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Sabbia]]></category>
		<category><![CDATA[sogno]]></category>
		<category><![CDATA[Speranza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Racconto di Giuseppe Gervasi I piedi nudi accarezzavano la sabbia umida e lo sguardo scrutava l’orizzonte. Un pezzetto di legno lavorato dal mare osservava l’azzurro leggermente arrabbiato. La Speranza era in piedi, lo zaino sulle spalle e le scarpe rosse in mano, umide per il cammino fatto. La sabbia rendeva precario l’equilibrio. Il Sogno la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Racconto di Giuseppe Gervasi</strong></em></p>
<p>I piedi nudi accarezzavano la sabbia umida e lo sguardo scrutava l’orizzonte. Un pezzetto di legno lavorato dal mare osservava l’azzurro leggermente arrabbiato.</p>
<p>La Speranza era in piedi, lo zaino sulle spalle e le scarpe rosse in mano, umide per il cammino fatto. La sabbia rendeva precario l’equilibrio.<br />
Il Sogno la seguiva con lo sguardo, non voleva disturbare i suoi pensieri, le sue decisioni e i suoi segreti.<br />
La Speranza si inginocchiò sulla spiaggia e appoggiò lo zaino sulla sabbia.<br />
Lo aprì delicatamente e tirò fuori il diario, il vaso di ceramica e i fiammiferi.<br />
Sfogliò e strappò le pagine dell’intimo taccuino, una alla volta, lentamente.<br />
Rilesse i segreti uno dopo l’altro, fino ad arrivare alla fine di una lunga notte.</p>
<p>Un fiammifero acceso disintegrava ogni pagina e il residuo annerito si sbriciolava nel vaso di ceramica. Un rituale lungo, che il Sogno non osò interrompere. Ad ogni pagina si alzava la luce del fiammifero, che una leggera brezza subito dopo spegneva. Il vaso si anneriva sempre di più, custodendo piccoli e grandi segreti di un paese, che nelle sue viscere coccolava il mondo, ma si era dimenticato di una fragile fanciulla. Il leggero vento, che aveva giocato con i capelli della Speranza decise di andarsene e rubò le poche nuvole smarrite nel cielo. Il sole si accese ancor di più e la sua luce rese trasparente i fondali dello Jonio. La sabbia ricevette un po’di calore mentre il verde e i piccoli fiori gialli attendevano gli ultimi gesti.</p>
<p>Piccole barchette colorate con la prua che dava le spalle al mare ritrovarono l’antico colore. Il vaso di ceramica era ormai pieno di cenere e di segreti. Una bottiglia di vetro imprigionata nella sabbia venne raccolta dalla mano della giovane donna. Il tappo di sughero chiudeva la sua bocca. Fu tolto con estrema delicatezza e la bottiglia aperta fu riempita di ciò che rimaneva del diario e del suo contenuto.</p>
<p>La Speranza rimise il tappo e lanciò la bottiglia verso il mare, che la inghiottì per pochi secondi. Subito dopo riemerse come un naufrago, che si aggrappava alla vita. Le onde la accompagnarono nell’ultimo viaggio insieme ai segreti di tante notti. La bottiglia nuotava verso oriente e la farfalla dai mille colori, riapparsa all’improvviso, tracciò nel cielo un arcobaleno, quasi fosse un ultimo saluto.</p>
<p>Il Sogno abbracciò dolcemente la Speranza.<br />
Il mare.</p>
<p>Solo il mare, avrebbe svelato le verità di un diario fatto cenere.<br />
Solo il mare…</p>
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