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	<title>Roba Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Junky. William Burroughs e la &#8220;via della roba&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2024 03:24:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Junky&#8221; di William Burroughs, edizioni Adelphi Se la roba è uno stile di vita, allora Burroughs ha raccontato quel modo di esistere sempre con distacco, proprio perché, paradossalmente, era coinvolto in prima persona. Junky è un libro crudo, una fredda cronaca sulla tossicodipendenza, sulla realtà dei sobborghi, sui traffici, [&#8230;]</p>
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<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Junky&#8221; di William Burroughs, edizioni Adelphi</strong></p>
<p>Se la roba è uno stile di vita, allora <strong>Burroughs</strong> ha raccontato quel modo di esistere sempre con distacco, proprio perché, paradossalmente, era coinvolto in prima persona. <strong>Junky</strong> è un libro crudo, una fredda cronaca sulla tossicodipendenza, sulla realtà dei sobborghi, sui traffici, sul giro di vite che la droga coinvolge. Apparso nel <strong>1953</strong> dopo mille correzioni e altrettante irrisolte perplessità, lo scrittore americano descrive la sua e altrui esperienza.<br /><br />Lo stile minimalista, senza edulcoranti, è un manifesto alla scrittura irregolare e libera, tant&#8217;è che lo scrittore americano fu soprannominato lo <strong>Jean Genet</strong> degli <strong>Stati Uniti</strong>. Il primo contatto con la roba, <strong>zio Bill</strong> lo ebbe tra il 1944 e il 1945, quando i rifornimenti erano a singhiozzo, perché la <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong> produceva effetti anche sul mercato dei narcotici.</p>
<p>Certamente, <strong>Burroughs</strong> parla di un&#8217;epoca in cui tutto era diverso. Non c&#8217;erano narcos, cartelli e altro, ma che la roba avesse già invaso la vita di molti, o che la droga fosse una <strong>&#8220;tendenza sociale&#8221;</strong>, era già palese. Per quanto qualcuno voglia dirigere il discorso su lidi moralistici, tra queste pagine né si invita la gente a provare né si dice di stare alla larga da qualsiasi sostanza.</p>
<p>Viene descritta un&#8217;esperienza e nient&#8217;altro; c&#8217;è qui un racconto di vita che ha ispirato altri scrittori, e non solo della <strong>Beat Generation</strong>. Alla fine, provate tutte le sintesi possibili e immaginabili, saggiati tutti i sintomi, anche quelli dell&#8217;astinenza, <strong>Burroughs va alla ricerca di Yage</strong>, quello stupefacente naturale, conosciuto dalle popolazioni indigene del Centro America, che estende la percezione.<br /><br />Nella postfazione al suo <strong>Un oscuro scrutare</strong>, <strong>Philip Dick</strong> paragona i drogati ai bambini che giocano a qualcosa di pericoloso, che perseverano anche se si sono scottati. Burroughs non la mette su questo piano, anzi non ne privilegia nessuno se non quello del narratore che racconta. A volte sembra a favore e a volte sembra contro la roba, ma in sostanza sono solo prove della poca stabilità mentale che il drogato sperimenta man mano che si intossica. <strong>Infatti, l&#8217;unico chiodo fisso è farsi. </strong><br /><br />Anche <strong>Oliver Harris</strong>, curatore del volume pubblicato da <strong>Adelphi</strong>, ricostruendo le tappe che hanno portato alla redazione del romanzo, sottolinea come questo libro fosse, nell&#8217;intento dell&#8217;autore, una testimonianza diretta; che poi sia diventato altro, questo è dovuto al giro magico che alcune opere fanno, in quanto sono destinate a incunearsi nel patrimonio dell&#8217;umanità.<br /><br />Ad esempio, <strong>Burroughs</strong> cita pochissimo, limitandosi a sporadici accadimenti, i suoi incontri omosessuali, come se volesse tenere distinti  gli argomenti. Infatti, è stesso lui a dire che <strong>Queer</strong>, il romanzo dedicato al tema, è stato scritto contemporaneamente a <strong>Junky</strong>, proprio con l&#8217;intento di distrarlo dalla pesantezza che si innescava ogni volta che parlava della roba.<br /><br />Junky è quindi un romanzo che pone l&#8217;esperienza al servizio della letteratura, creando un&#8217;opera genuina, nella quale l&#8217;autore né si celebra né si degrada, semplicemente si mostra per non sparire più.</p>



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