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	<title>Rifiuti Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Bruciare rifiuti abbandonati: sport audace della Riviera dei Cedri?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 09:55:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Border News]]></category>
		<category><![CDATA[alto Tirreno cosentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Bruciare rifiuti abbandonati: sport audace della Riviera dei Cedri?&#8221; è un articolo di Martino Ciano. Ringrazio Sergio Arcuri per la foto di copertina, che è stata modificata solo nella luminosità Un tempo erano sedi di uffici, poi sono stati dismessi e sono diventati negli anni luoghi dimenticati in cui depositare rifiuti; infine, a distanza di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Bruciare rifiuti abbandonati: sport audace della Riviera dei Cedri?&#8221; è un articolo di Martino Ciano. Ringrazio Sergio Arcuri per la foto di copertina, che è stata modificata solo nella luminosità</strong></p>
<p>Un tempo erano sedi di uffici, poi sono stati dismessi e sono diventati negli anni luoghi dimenticati in cui depositare rifiuti; infine, a distanza di venti giorni l&#8217;una dall&#8217;altra sono andate a fuoco con tutta la spazzatura che era stata abbandonata lì dentro senza criterio alcuno.</p>
<p>Questo è successo tra fine aprile e inizio maggio 2026 a Belvedere Marittimo, nel cosentino, a due strutture, tra cui un vecchio casolare, site in località Vallecupo. A raccontarmi di questo episodio è il mio amico Sergio Arcuri, vicepresidente del circolo di Legambiente della Riviera dei Cedri.</p>
<p>Lui non è nuovo a questo tipo di cose, perché la pratica del bruciare rifiuti abbandonati piace tanto. Sembra quasi che ci sia una sorta di mania sul Tirreno cosentino, tant&#8217;è che le segnalazioni fioccano e pure cittadini e comitati denunciano in continuazione. C&#8217;è da dire che, soprattutto nelle zone rurali, nei valloni delle nostre aree montane, ci si imbatte in discariche a cielo aperto che poi, tutto a un tratto, quando diventano troppo vistose, divampano in caratteristici roghi che puliscono dalle frasche e dai boschi le parti adiacenti.</p>
<p>Sai che goduria per questi piromani con sindrome neroniana? Ignorano però che questa pratica fa male anche a loro, che dopotutto qui ci abitano. Ma sono pericolosamente scemi, purtroppo non ci arrivano del tutto.</p>
<p>«Tornando al caso di Belvedere Marittimo &#8211; mi spiega Sergio &#8211; come Legambiente avevamo denunciato da tempo il degrado presente nel sito di Vallecupo. Questo cumulo enorme di rifiuti di ogni genere va a fuoco proprio nei giorni i cui il Comune aveva avviato i lavori di bonifica. Ora non ci resta che augurarci che il sito venga totalmente ripulito e che, magari, venga avviato un progetto per il recupero della zona, in modo da renderlo fruibile ai tanti turisti e cittadini che lo percorrono durante le attività fisiche».</p>
<p>Come detto, lo sport del bruciare rifiuti abbandonati sembra che sia diventata una disciplina olimpionica. Con l&#8217;amico mio ci interroghiamo su quali benefici apporti alla salute pubblica o al decoro, ma queste sono domande che dovremmo porre ai diretti interessati. Sarebbe bellissimo intervistare un piromane. Sai quante cose potremmo imparare sulle nuove tecniche di tutela ambientale?</p>
<p>Ma il dato più allarmante è che a ridosso dell&#8217;estate 2026 non si parli ancora di &#8220;incendi boschivi&#8221;, o meglio di come prevenire tali fenomeni. E con quello che abbiamo visto tutti durante l&#8217;estate 2025 avremmo dovuto discutere di questo argomento per un anno intero. Invece?</p>
<p>Ora, non è che il mio BorderLiber a un certo punto sia diventato un giornale di cronaca, perché sempre di letteratura e filosofia vuole trattare, però, siccome per quindici anni ho fatto il giornalista e oggi sono un cittadino con la passione del giornalismo, io mi domando: ma sto territorio deve sempre nascondere la testa sotto la sabbia? L&#8217;indignazione si placa nel momento stesso in cui si spegne il rogo? Se ci penso bene, questa indolenza perpetrata, ormai endemica, sarebbe ispiratrice di romanzi e di trattati filosofici, nonché psicologici. Ci vorrebbe uno come Pasolini! O un bel Tondelli che scriva di un &#8220;Alto Tirreno cosentino postmoderno&#8221;.</p>
<p>Oltre a Sergio Arcuri conosco anche tanti amici che se ne vanno a passeggio per i monti e pure loro me ne raccontano tante di storielle. Sembra quasi che al di là di certi punti comincino terre di nessuno, senza dio e senza leggi, in cui puoi provare il brivido di sentirti nel &#8220;Paese della cuccagna&#8221;.</p>
<p>Certo, bruciare rifiuti abbandonati è una disciplina che viene praticata in montagna e in riva al mare. Non c&#8217;è distinzione, cambiano solo le tecniche. Si sa che appiccare roghi a valle è più pericoloso, perché è più facile essere sgamati. Però, è possibile che ci siano premi più alti. Bo&#8217;, chi lo sa.</p>
<p>Forse un giorno capiremo le regole del gioco. Con questo auspicio ci salutiamo io e il mio amico Sergio Arcuri.</p>
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		<title>Antenna in via Fiume Lao di Scalea: la tecnologia che ci ama</title>
		<link>https://www.borderliber.it/lo-sviluppo-ci-vuole-bene-forse-morti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Sep 2023 02:02:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Border News]]></category>
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		<category><![CDATA[Elettromagnetismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Antenna in via Fiume Lao di Scalea: la tecnologia che ci ama&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;antenna sorta in via Fiume Lao di Scalea Bisogna morire per qualcosa di tecnologicamente avanzato, questa sembra essere l&#8217;ultima frontiera. Anche se la ricerca e il progresso seminano dubbi, su un concetto possiamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/lo-sviluppo-ci-vuole-bene-forse-morti/">Antenna in via Fiume Lao di Scalea: la tecnologia che ci ama</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Antenna in via Fiume Lao di Scalea: la tecnologia che ci ama&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;antenna sorta in via Fiume Lao di Scalea</strong></p>
<p dir="ltr">Bisogna morire per qualcosa di tecnologicamente avanzato, questa sembra essere l&#8217;ultima frontiera. Anche se la ricerca e il progresso seminano dubbi, su un concetto possiamo essere tutti d&#8217;accordo:<strong> nessuno si azzardi a fermare il progresso; costi quel che costi, bisogna andare avanti!</strong></p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Sembra quasi che lo sviluppo tecnologico venga prima della salute; di fronte a questo inarrestabile processo le legittime preoccupazioni dei cittadini diventano capricci. Triste ma vero&#8221;. </em></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.radiodigiesse.net/scalea-antenna-5g-in-via-fiume-lao-il-no-del-consiglio-comunale-e-la-consapevolezza-di-una-battaglia-ancora-lunga/">L&#8217;ho scritto in un articolo in cui ho trattato la vicenda dell&#8217;installazione di una antenna 5g</a>, a Scalea, a ridosso delle abitazioni di via Fiume Lao. Questo messaggio ha fatto da cornice al consiglio comunale tenutosi giovedì 21 settembre 2023.</p>
<p dir="ltr"><strong>Una stazione radio posta in cima a un palo di 24 metri, per il 4g, che diventerà di 28 metri quando sarà aggiunto anche il 5g.</strong> Questo palo dista a meno di due metri da una abitazione. In quel quartiere vive anche una ragazza che ha impiantato sottopelle un defibrillatore che entra in funzione in caso di arresto cardiaco. Lì risiedono persone con altre patologie. Non sarebbe stato più opportuno portare quell&#8217;antenna lontano dal centro abitato?</p>
<p dir="ltr">Nessuno vuole quell&#8217;impianto, ma sembra che le istituzioni abbiano le mani legate. <strong>Il 5g è necessità; lo dicono svariati interessi economici, metafisici, consumistici, sociali, e chi più ne ha più ne metta.</strong> Le battaglie legali sono iniziate, ma già in molti dicono che serviranno a poco. Ormai è andata.</p>
<p dir="ltr"><strong>Appare chiara una cosa:</strong> la tecnologia è superiore a tutto, persino alla salute. Che muoia qualcuno, a patto che sia così, perché ancora non è possibile dire con certezza se il 5g faccia bene o male, <strong>l&#8217;importante è che si garantisca la felicità di molti</strong>. Insomma, un sacrificio bisogna pur farlo e un tributo di ansia e di angoscia va donato a cuor leggero.</p>
<p dir="ltr"><strong>Prometeo non lo possiamo più incatenare.</strong> Ma come detto, non sanno ancora con certezza se questo <strong>5g</strong> ci cuocerà a puntino senza che ce ne accorgeremo oppure contribuirà a ringiovanirci la pelle. Non sanno neanche se attraverso lui ci laveranno il cervello piuttosto che teletrasportarci nel <strong>metaverso</strong>, in cui potremo farci una nuova vita indossando i panni del nostro <strong>avatar-figo.</strong></p>
<p dir="ltr">C&#8217;è una letteratura interessante su questi aggeggi che si ergono come totem nel mezzo degli spazi urbani, tra case, alberi e colline. Poi veniamo noi esseri umani, cavie inconsapevoli per un esperimento, magari <strong>transumanista, post-cosmista o semplicemente economico-finanziario. </strong>Ho letto cose contrastanti e fantasiose sull&#8217;argomento, mi sono anche fatto quattro risate per alcune teorie, ma ormai tutto è possibile, ogni argomento è uno spettacolare massacro dell&#8217;intelligenza umana. <strong>Il pensiero debole</strong>, in questo caso Vattimo c&#8217;entra poco, non permette di condannare le opinioni, <strong>ma solo di condannarci inconsapevolmente.</strong></p>
<p dir="ltr">C&#8217;è però un&#8217;altra cosa che mi è apparsa chiara durante il consiglio comunale di Scalea: <strong>quanto è piccola e insignificante la vita di ognuno di noi davanti alla prevaricazione della tecnologia</strong>. Questa forza totalizzante che ci ha invaso testa e cuore, ora ci chiede il corpo, le idee, la libertà, la tranquillità, il diritto. E non bisogna essere scienziati per affermare questo, perché &#8220;ancora non sappiamo con certezza cosa sia e quali effetti avrà il 5g, come sappiamo poco di tante cose che <strong>ci aiutano a vivere meglio</strong>&#8220;, ma una verità è già davanti agli occhi di tutti: <strong>questa novità</strong> <strong>mette angoscia.</strong></p>
<p dir="ltr"><strong>Bisogna sacrificarsi?</strong> Non ce l&#8217;hanno chiesto, ma ce l&#8217;hanno imposto. Non dobbiamo avere dubbi di fronte a una stazione radio. È la stessa cosa che chiese Cristo: <strong>&#8220;io sono la via, la verità e la vita&#8221;</strong>. Per giunta, a differenza di Gesù, un&#8217;antenna si vede e si tocca, quindi impossibile non credere nella sua esistenza. E allora, beata la tecnologia che ci ha liberati dal <strong>complesso di</strong> <strong>San Tommaso</strong>.</p>
<p dir="ltr"><strong>Ma il discorso è un altro.</strong> Non è questione di conoscenza o di ignoranza, di scienza o non scienza, ma di assoluto silenzio davanti alle preoccupazioni di un popolo che non si sente al sicuro e non si fida più delle istituzioni. La stessa cosa sta avvenendo a <strong>Tortora</strong>, sempre nel cosentino, con<strong> l&#8217;impianto di trattamento rifiuti pericolosi e non di San Sago</strong>. Nessuno lo vuole, ma si sta cercando in ogni modo di aprirlo.</p>
<p dir="ltr">E allora le domande sorgono spontanee: <strong>quanto vale la voce dei cittadini? Cosa è davvero importante? Un popolo ha diritto a manifestare il proprio dissenso e a sentirsi ascoltato? Se teme per la propria salute, i suoi sono solo capricci?</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/lo-sviluppo-ci-vuole-bene-forse-morti/">Antenna in via Fiume Lao di Scalea: la tecnologia che ci ama</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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