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	<title>Propaganda Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Propaganda per parenti e amici</title>
		<link>https://www.borderliber.it/propaganda-per-parenti-e-amici-articolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 20:59:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[opinione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Propaganda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Propaganda per parenti e amici&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore modificata con l&#8217;intelligenza artificiale Ciò che la propaganda non vuole è che la gente ragioni, che non si fermi alla prima impressione. E se la politica non serve più è proprio perché essa è diventata solo una corsa a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/propaganda-per-parenti-e-amici-articolo/">Propaganda per parenti e amici</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Propaganda per parenti e amici&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore modificata con l&#8217;intelligenza artificiale </strong></p>
<p dir="ltr">Ciò che la propaganda non vuole è che la gente ragioni, che non si fermi alla prima impressione. E se la politica non serve più è proprio perché essa è diventata solo una corsa a chi piazza sui social l&#8217;aforisma migliore.</p>
<p dir="ltr">Questo modo di presentarsi in maniera frammentata, mostrandosi a piccole dosi nell&#8217;arco della giornata attraverso sensazionali dichiarazioni o prese di posizione, rende la propaganda una terapia schizofrenica composta da mille pastiglie di colori diversi, ciascuna per umori differenti.</p>
<p dir="ltr">Come un farmaco, essa avvelena l&#8217;opinione pubblica. Entra in circolo e viene assorbita velocemente dal fisico che, a sua volta, ne vuole sempre di più. E quando la giusta dose non viene raggiunta, incominciano i dolori e gli spasmi. Ci scopriamo dipendenti, anzi intossicati.</p>
<p dir="ltr">La propaganda ci fa strabuzzare gli occhi, codifica per noi i messaggi, ce li consegna già raffinati affinché non compiamo nessuno sforzo. In un mondo in cui l&#8217;uomo ha fin da subito cercato la &#8220;verità&#8221; senza riuscirci, finalmente è giunta la propaganda, arma capace di consegnarci le cose spogliate di ogni impurità.</p>
<h3 dir="ltr">Desiderare e possedere la catastrofe</h3>
<p dir="ltr">Fateci caso, se la propaganda crea un&#8217;emergenza, ecco che in pochi giorni si susseguono notizie afferenti quella presunta minaccia o a quell&#8217;improvviso pericolo gridato a squarciagola.</p>
<p dir="ltr">La sicurezza è uno degli argomenti più dibattuti. Ogni giorno siamo bombardati da articoli di cronaca che pongono l&#8217;accento su rapine in mezzo alla strada, pestaggi per futili motivi, atti di violenza insensata. A destra preferiscono quelli commesi da immigrati, a sinistra quelli degli italiani puri e con pelle bianca. A destra si dice: «È tutta colpa dello straniero», a sinistra si risponde: «No guarda, ogni mondo è paese. Italiani brava gente un cazzo».</p>
<p dir="ltr">Risultato? Il problema non viene risolto perché né a una parte né a un&#8217;altra conviene. Lasciare le cose così come sono è il vero obiettivo della politica. Si faranno interventi di mitigazione, ma non risolutivi. La propaganda crea miti e i miti vanno alimentati, generando una discrepanza tra la percezione dell&#8217;emergenza e la sua reale portata.</p>
<h3 dir="ltr">Propaganda: miele che nutre destra e sinistra</h3>
<p dir="ltr">La propaganda è la manifestazione più antica del potere. Il potere è senza colore politico. Chi governa non detiene il potere, semplicemente è solo la sua parte visibile. Il restante se ne sta nascosto, aspettando il proprio turno e posizionandosi secondo le opinioni del popolo. Anche se, spesso e volentieri, molte opinioni vengono anticipate, se non create ad hoc.</p>
<p dir="ltr">Questo schema non è dei nostri giorni, ma esiste da sempre. Deriva dalle tirannidi; poi si è trasferito nelle monarchie assolutistiche e infine è giunto a noi sotto forma di democrazia fintamente partecipata. La tecnologia ha reso la propaganda persuasiva e veloce, trasformandola in una verità che cerca chi la sbugiardi.</p>
<p dir="ltr">E secondo te qualcuno verrà mai in mio o in tuo soccorso? No, resteremo sempre in questa situazione, perché la mia e la tua vita non vengono inserite nel pallottoliere del potere, che conta il progresso-regressivo del mondo. Tu e io voteremo ancora il potere; sceglieremo i suoi rappresentanti, quelli che considereremo i meno peggio; dialogheremo con il vento; ci accontenteremo, anche quando penseremo di lavorare per il miglioramento della nostra specie.</p>
<p dir="ltr">Tu e io esistiamo solo nell&#8217;emergenza. In un&#8217;emergenza che prima o poi ci ucciderà. Ci credi o è solo la mia propaganda?</p>
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		<title>Il fronte russo. Luca Steinmann e la &#8220;gioiosa propaganda bellica&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2023 02:13:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[Dugin]]></category>
		<category><![CDATA[Fronte]]></category>
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		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il fronte russo&#8221; di Luca Steinmann, Rizzoli, 2023 Nel gennaio 2023, Luca Steinmann a conclusione del suo libro scrive che la guerra russo-ucraina sarà ancora lunga e ogni pronostico sugli esiti è alquanto inutile. Per lui è stato semplice affermare questo, proprio perché è stato uno dei pochi, se [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/steinmann-libro-fronte-russo/">Il fronte russo. Luca Steinmann e la &#8220;gioiosa propaganda bellica&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il fronte russo&#8221; di Luca Steinmann, Rizzoli, 2023</strong></p>
<p>Nel gennaio 2023, Luca Steinmann a conclusione del suo libro scrive che <strong>la guerra russo-ucraina sarà ancora lunga e ogni pronostico sugli esiti è alquanto inutile</strong>. Per lui è stato semplice affermare questo, proprio perché è stato uno dei pochi, se non l&#8217;unico, giornalista occidentale che ha avuto il <strong>&#8220;privilegio&#8221;</strong> di testimoniare il conflitto stando tra i russi.</p>
<p><strong>La guerra è dolce solo per chi non l&#8217;ha vissuta, scrisse Erasmo d Rotterdam più di cinquecento anni fa</strong>, e anche al freelance Steinmann saranno venute in mente queste parole mentre attraversava, insieme ai russi, <strong>i punti caldi del Donbass, ossia Lugansk, Mariupol, Donetsk, la centrale nucleare di Zaporizhya.</strong></p>
<p>Era il <strong>18 febbraio 2022</strong> quando Luca arrivò in Donbass e mai poteva immaginare che di lì a poco si sarebbe ritrovato nel mezzo del conflitto. <strong>Ma anche lui ha dovuto combattere la sua guerra per conquistarsi la fiducia dei filorussi</strong>, dei ceceni e dei soldati che non vedevano di buon occhio la sua presenza. Ancora oggi, per loro un giornalista occidentale è al soldo della <strong>Nato</strong>, quindi degli <strong>Stati Uniti</strong>, pertanto è considerato un ciarlatano che ha il solo scopo di demonizzare la <strong>Madre Russia</strong>.</p>
<p>Quindi, per allontanare da sé questa nomea, Luca ha dovuto imparare un nuovo linguaggio, ricordandosi che i russi non combattono una <strong>&#8220;guerra&#8221;</strong> contro l&#8217;Ucraina, ma stanno svolgendo <strong>&#8220;un&#8217;operazione speciale&#8221;</strong>. Inoltre, deve essere d&#8217;accordo con loro sul fatto che la <strong>&#8220;Russia non ha occupato il Donbass, ma lo sta liberando dai nazisti ucraini&#8221;.</strong> Steinmann deve anche ricordare di non calcare troppo la mano sul malcontento o su elementi che mostrino il conflitto come una<strong> lotta fratricida, altrimenti verrà espulso</strong>. Infatti, <strong>tanto Kiev quanto Mosca faranno attenzione a come Luca racconterà la guerra ai media occidentali, soprattutto a quelli italiani.</strong> I funzionari dei rispettivi governi in guerra seguiranno i suoi collegamenti con <strong>Enrico Mentana</strong>, durante il telegiornale di <strong>La7</strong>, e lui neanche lo saprà, potrà solo immaginarlo.</p>
<p>In queste condizioni, come svolgere il proprio lavoro con coscienza, senza mettere da parte nulla di quello che il nostro Luca ha il <strong>&#8220;privilegio&#8221;</strong> di vedere con i propri occhi, e volendo dimostrare sia all&#8217;occidente che all&#8217;oriente che lui è solo un giornalista, quindi un cronista che racconta i fatti e che se ne infischia delle opposte strategie di propaganda?</p>
<p>Infatti, non va dimenticato che se tra i filorussi l&#8217;interpretazione dei fatti deve tenere conto che la Russia è in lotta non solo contro l&#8217;Ucraina, ma contro tutta la Nato, in Occidente il filo conduttore dei racconti dal fronte dev&#8217;essere sempre quello <strong>di un Putin tiranno che non vuole la pace e di una Russia imperialista feroce e assolutista.</strong> L&#8217;unica differenza tra i due fronti è che a <strong>Oriente la censura è imposta e si vede, mentre in Occidente è morbida, sottotraccia</strong>, democraticamente elaborata e spacciata come &#8220;libertà di essere indifferenti&#8221;.</p>
<p>Insomma, in tutto questo <strong>Luca avrebbe anche potuto rischiare di fare un viaggio a vuoto</strong>, senza avere la possibilità di raccontare sui media occidentali ciò di cui era testimone. Per fortuna, tutto questo non è successo e oggi ci troviamo davanti a una narrazione <strong>&#8220;super partes&#8221;</strong> che mette al centro i fatti.</p>
<p>La guerra è morte, macerie, paura, angoscia, carne dilaniata, speranza e attesa. <strong>Vivere il fronte russo vuol dire conoscere anche l&#8217;altra faccia della storia.</strong> Steinmann ha avuto la possibilità di confrontarsi con civili, profughi, soldati ceceni e russi, nonché con i mercenari della Wagner, <strong>i quali sotto la loro mascotte avevano scritto &#8220;Non avercela con me, lo faccio per soldi&#8221;</strong>. Ha potuto confermare, prima di tutto a sé stesso, che in guerra non vi sono buoni o cattivi, <strong>ma persone più o meno convinte, più o meno indottrinate, impaurite, abbrutite, emotivamente coinvolte o dissociate.</strong></p>
<p>Leggere <strong>&#8220;Il fronte russo&#8221;</strong> non ci farà capire da che parte stare, ma cosa si nasconde dietro una guerra e quanto possa essere infernale la propaganda.<strong> Steinmann per due volte ha rischiato di essere espulso</strong>, perché ai russi le sue parole non sono piaciute. In ogni caso, il giornalista ha compreso che anche quella difesa strenua che la Russia ha messo in campo, è manifestazione di una paura ancestrale, <strong>quella della libertà di pensiero.</strong></p>
<p>Libertà di pensiero che fa paura anche a questo nostro Occidente, <strong>sempre pronto a dividere il mondo fra buoni e cattivi.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/steinmann-libro-fronte-russo/">Il fronte russo. Luca Steinmann e la &#8220;gioiosa propaganda bellica&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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