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	<title>Pitagora Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Il teorema di Pitagora. Zellini e la geometria della Giustizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2024 00:05:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il teorema di Pitagora&#8221;, Paolo Zellini, Adelphi, 2023. Articolo già pubblicato per Gli amanti dei libri C&#8217;è qualcosa che abbiamo dimenticato man mano che la &#8220;forza prevaricatrice della tecnica&#8221; ha preso il sopravvento e ci ha condotto in una lotta senza quartiere contro la natura. Troppi ignorano ancora che, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il teorema di Pitagora&#8221;, Paolo Zellini, Adelphi, 2023. Articolo già pubblicato per Gli amanti dei libri</strong></p>
<p dir="ltr"></p>
<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è qualcosa che abbiamo dimenticato man mano che la <strong>&#8220;forza prevaricatrice della tecnica&#8221;</strong> ha preso il sopravvento e ci ha condotto in una lotta senza quartiere contro la natura. Troppi ignorano ancora che, un tempo, matematica e geometria hanno avuto funzioni spirituali e metafisiche, attraverso cui Cielo e Terra dialogavano.</p>
<p dir="ltr">

</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il teorema di Pitagora</strong>, secondo il matematico Paolo Zellini, ne è un esempio lampante e questa lettura ad &#8220;ampio respiro&#8221; non era poi così segreta, ma è stata ripresa da matematici e scienziati di ogni epoca, come ad esempio hanno fatto <strong>Cartesio</strong> e <strong>Leibniz</strong>, giusto per citarne qualcuno.</p>
<p dir="ltr">

</p>
<p class="wp-block-paragraph">Eppure, l&#8217;uso puramente razionale di tali discipline ha seppellito millenni di tradizione, di sapere filosofico; tutto è stato etichettato come superfluo, addirittura <strong>superstizioso</strong>. Zellini invece ci porta alle origini, a quella geometria che era ricerca dell&#8217;equilibrio, a quelle formule che erano enunciazione di <strong>Giustizia</strong> e scoperta della discrasia universale, che tale ci appare, e che i numeri rendono leggibile.</p>
<p dir="ltr">

</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pitagora</strong>, ma prima ancora la matematica vedica e babilonese, hanno dato inizio a ciò che poi si è dilungato nel tempo; <strong>ogni cosa si è perfezionata o è apparsa facilmente interpretabile</strong>, ma non per questo ci si è fermati, perché una parte del tutto è sempre rimasta misteriosa, sfuggente, incomprensibile.</p>
<p dir="ltr">

</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>La forma è visione concreta; il suo studio è immersione nel caos.</strong> La scienza dell&#8217;infinito, ossia la matematica, fa i conti con <strong>Giustizia</strong> e <strong>Necessità</strong> e tutto resta ammirabile. Poi ogni materia di studio ha preso strade diverse; la metafisica, il Cielo, non sono stati più &#8220;argomenti scientifici&#8221;. Eppure, alcuni matematici preservano e preservarono certe dottrine, rifacendosi a <strong>Pitagora</strong> e a <strong>Euclide</strong>.</p>
<p dir="ltr">

</p>
<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;inizio del <strong>Novecento</strong>, con la crisi delle scienze e delle certezze che con tanta fatica avevano seminato, e che coinvolsero anche la matematica, ecco che quel semplice e intuitivo teorema, secondo cui <strong>&#8220;in tutti i triangoli rettangoli, l&#8217;area del quadrato costruito sull&#8217;ipotenusa è uguale alla somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti&#8221;</strong>, tornò di attualità e fece ripartire le lancette della fiducia nel positivismo.</p>
<p dir="ltr">

</p>
<p class="wp-block-paragraph">Mistico e scientifico, rigoroso e multidisciplinare, Zellini attraversa quella parte dimenticata dalla scienza che contiene anche la sua finalità più alta, <strong>ossia la comprensione dell&#8217;armonia universale che ci sovrasta</strong>, che non possiamo dominare o stravolgere. I nostri avi sapevano che i piatti della bilancia non erano e mai saranno in equilibrio e che la matematica e la geometria erano i modi più semplici per capire le regole attraverso cui le forze agenti si compensano.</p>
<p dir="ltr">

</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma perché questo?</strong> La grandezza della saggezza antica risiedeva in un semplice fatto: non pretendere di ricavare una risposta definitiva, ma solo di capire le regole della natura, perché mai si potrà giungere a rispondere a quel misterioso primo<strong> &#8220;perché&#8221;</strong> da cui tutto ha avuto origine.</p>
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