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	<title>Opinion Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Orgoglio italiano: la nostra mediocrità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2022 01:40:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Orgoglio italiano: la nostra mediocrità&#8221; è un articolo di Martino Ciano Combattiamo una guerra che non ci appartiene, come tutte quelle che scoppiano d&#8217;altronde, ma nell&#8217;epoca della globalizzazione siamo succubi del messaggio che ogni singolo evento ci appartiene e interagisce con noi. Subiamo una crisi che non abbiamo causato, ma che ci è stata imposta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>&#8220;Orgoglio italiano: la nostra mediocrità&#8221; è un articolo di Martino Ciano</b></p>
<p>Combattiamo una guerra che non ci appartiene, come tutte quelle che scoppiano d&#8217;altronde, ma nell&#8217;epoca della globalizzazione siamo succubi del messaggio che <em>ogni singolo evento ci appartiene e interagisce con noi.</em> Subiamo una crisi che non abbiamo causato, ma che ci è stata imposta affinché il potere, quello al quale ognuno di noi crede di partecipare, mentre ne è solo una rappresentazione, una <em>x </em>mobile da incasellare tra altre incognite, possa trovare altre strade, altri luoghi da colonizzare.</p>
<p>Viviamo nell&#8217;attesa, nella necessità di risposte che non arriveranno; intanto ci accontentiamo della mediocrità. Anzi, la democrazia che avrebbe dovuto elevare gli spiriti, rendendoli partecipi e attivi nel processo di emancipazione dell&#8217;umanità, del popolo, dell&#8217;individuo, è invece un processo tendente all&#8217;appiattimento, al chiacchiericcio e all&#8217;opinione senza ricerca; ci ammalia il dubbio che è solo negazione priva d&#8217;ogni argomentazione. Nessuno propone soluzioni, ma declama critiche.</p>
<p>Oggi ci si chiede se andare al voto sia giusto o sbagliato; se avevamo davvero bisogno dell&#8217;ennesima crisi di Governo. Invece, pochi si domandano che razza di elezioni saranno mai queste, con una campagna elettorale che si terrà d&#8217;estate, periodo in cui l&#8217;italiota cerca relax, cocktail e qualche scappatella. Gli slogan dei post-fascisti sono simili a quelli dei post-comunisti; senza dimenticare che Fascismo e Comunismo, Destra e Sinistra, sono ormai parole prive di significato. Si agitano spauracchi, si mobilitano tensioni sociali che restano solo nei <em>social </em>però, con l&#8217;utilizzo di un linguaggio ormai da <em>bettola allegra.</em></p>
<p>Andiamo alla ricerca disperata di nuove notizie, di <em>news</em> da leggere che contengono dichiarazioni fallaci, contradditorie, pronunciate da politici diventati parolieri, poeti della retorica, privi di ogni gusto per la conoscenza. Il loro linguaggio minimale è studiato a tavolino; è frutto di un impoverimento voluto, stabilito, concordato. Questi professionisti della politica costruiscono domanda e risposta, quando vogliono darsi un tono si gettano a capo fitto nel <em>tecnicismo</em>. A destra e a manca si acclama al ritorno dell&#8217;<em>Italia </em>che <em>s&#8217;è desta</em>, ma l&#8217;unica speranza è che qualcuno si svegli con un più volgare <em>alzabandiera</em> con cui, magari, dimostrare un po&#8217; di virilità.</p>
<p>L&#8217;orgoglio italiano, se mai è esistito, è ormai rappresentato da leader avulsi completamente dalla società. In Italia ancora si combatte per il riconoscimento di alcuni diritti, si pensa che ogni <em>diritto acquisito </em>sia una grazia. In Italia la politica è telecomandata, risponde a logiche internazionali (bene che ci siano se queste servissero a rendere il mondo la patria di tutti) che non sono troppo dissimili da quelle della Guerra Fredda. Fatto sta che non è una questione di <em>salvare o non salvare qualcuno</em>, di <em>meglio questa democrazia che una dittatura; </em>il problema è non rendersi conto che la dittatura del pensiero unico, rotta solo da qualche scaramuccia televisiva o dalla partecipazione <em>facebookiana</em> a qualche dibattito introiettato da esperti sobillatori, ha già conquistato ogni campo.</p>
<p>Addirittura, alcuni <em>opinion leader</em> o <em>influencer, </em>che nulla hanno avuto a che fare con la politica, con l&#8217;economia, con la scienza, sono già stati elevati a uomini dal pensiero <em>controcorrente</em>. La privazione di ogni approfondimento e la banalità delle argomentazioni mettono in mostra che il senso critico è morto. Siamo tutti utili idioti. Un tempo l&#8217;atteggiamento apolitico era una scelta <em>aristocratica</em>, oggi è una scelta <em>qualunquista</em>. La mediocrità si nutre di assenza e di abbandono, proprio ciò a cui stanno spingendo coloro che della democrazia vorrebbero farne uno slogan utile per ogni occasione. Ma la democrazia è <em>tutto; </em>è discorso depurato dalla <em>Ragion di Stato </em>e questa <em>igiene</em> è mancata sempre in una nazione che non è mai stata libera e indipendente.</p>
<p>Ma cos&#8217;è ormai la politica italiana? Un amico ha fatto un paragone calzante: <em>la politica italiana è un po&#8217; come certi temporali estivi che non arrivano mai. Il cielo si riempie di nuvole minacciose, tuoni fragorosi fanno fuggire tutti verso casa, ma poi, di fatto, non piove e fa ancora più caldo. </em>Insomma, una fregatura, come la favoletta dell&#8217;orgoglio italiano.</p>
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