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	<title>Newton Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Il tempo della luce. Massimo Della Valle e &#8220;la poesia della fisica&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2023 01:56:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il tempo della luce&#8221; di Massimo Della Valle, Morellini, 2022 Guardare il cielo in profondità e andare indietro nel tempo. Immergersi tra quegli &#8220;anni luce&#8221; e correre a ritroso lungo quell&#8217;itinerario non del tutto esplorabile, per bussare alla porta da cui ogni cosa è uscita per la prima volta. [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il tempo della luce&#8221; di Massimo Della Valle, Morellini, 2022</strong></em></p>
<p>Guardare il cielo in profondità e andare indietro nel tempo. Immergersi tra quegli &#8220;anni luce&#8221; e correre a ritroso lungo quell&#8217;itinerario non del tutto esplorabile, per bussare alla porta da cui ogni cosa è uscita per la prima volta. <strong>L&#8217;Universo ha quattordici miliardi di anni e noi conosciamo poco delle sue infinite stanze</strong>. A dirci qualcosa di più, in maniera chiara e sintetica, è l&#8217;astronomo <strong>Massimo Della Valle</strong>, in questo breve saggio in cui l&#8217;argomento viene trattato non solo dal punto di vista scientifico, ma anche strizzando l&#8217;occhio alla poesia e al sublime. </p>
<p>Gli studi sulla luce sono iniziati fin da quando l&#8217;uomo ha imparato a ragionare e a porsi delle domande. Questo perché senza capire da dove deriva la luce non potremmo osservare i corpi celesti. <strong>Ma proprio la luce è un elemento misterioso della realtà,</strong> capace di darci informazioni sulla materia, sulla materia oscura e sull&#8217;energia oscura. Sembra quasi un paradosso che il buio, l&#8217;assenza di luce, proprio attraverso la presenza della luminosità ci faccia comprendere che, in fin dei conti, le tenebre svelino più del visibile questo immenso spazio nel quale abitiamo e di cui noi siamo una infinitesima parte.</p>
<p><strong>Eccoci quindi a cavallo tra meraviglia e angoscia.</strong> Eccoci dunque in quello stato estatico in cui il poeta si è trovato ogni qualvolta un raptus creativo, scaturito da un&#8217;intuizione, gli ha svelato un mistero. <strong>Ma in fin dei conti, la scienza non è prima di tutto una forma intuitiva di apprendimento?</strong> Dice bene Della Valle all&#8217;inizio del libro, sapere qualcosa di più dei meccanismi che governano l&#8217;Universo, non toglie assolutamente qualcosa all&#8217;arte, anzi rende il tutto ancora più affascinante. Più si progredisce in conoscenza, più nell&#8217;essere umano accresce la consapevolezza di appartenere al cosmo, di non essere una creatura avulsa dal tutto, ma di essere sostanza dell&#8217;Universo.</p>
<p><strong>Tutti i grandi pensatori si sono imbattuti nella luce; hanno cercato di comprendere da dove provenisse, quale fosse la sua fonte, quale fosse la sua velocità, se fosse un&#8217;illusione o una sostanza.</strong> Della Valle ci prende per mano e ci porta in questo affascinante viaggio, che non ci farà scoprire solo qualcosa in più sulla natura, ma prima di tutto su noi stessi, giacché anche in noi c&#8217;è parte di quella scintilla generatasi quattordici miliardi di anni fa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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