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	<title>Musicaos edizioni Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Cadenze per la fine del tempo: Curci e la poesia della necessità</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2023 01:10:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Conflitto]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Cadenze per la fine del tempo&#8221; di Vittorino Curci, Musicaos Editore, 2023</strong></p>
<p>Sono versi che si inseriscono nella Storia, che si introducono nel tempo dei ricordi, che rinnovano il presente ridonandogli le privazioni imposte dal divenire. <strong>Vittorino Curci torna con una raccolta poetica che non ha niente di nostalgico</strong>, ma che restituisce al passato il suo ruolo di guardiano del presente, riconoscendone anche la forza creatrice e distruttrice, nonché la sua influenza.</p>
<p><strong>Può essere valorizzato o ignorato, ma il passato è qui con noi.</strong> È la sua influenza che ci rende vivi, speranzosi o dubbiosi rispetto al futuro. Tutto rinnova la rilettura del passato, la sua interpretazione, e le sue possibilità si nascondono ai nostri occhi nel momento in cui lo lasciamo morire.</p>
<p><strong>Cos&#8217;è un uomo senza memoria?</strong> Forse è quell&#8217;essere che proprio oggi si dimena con furia tra l&#8217;impossibilità di realizzare un beato presente e la volontà di chiudere con qualcosa di scomodo? E a cosa stiamo assistendo se non a una rilettura lineare di un tempo deflagrato di cui non riusciamo a raccogliere tutti i cocci?</p>
<p>Con <strong>&#8220;Cadenze per la fine del tempo&#8221;</strong>, Vittorino Curci ci spinge a intraprendere questo itinerario difficile, in cui si mischiano traumi collettivi e dimenticanze personali; in cui echeggia un passato famelico che ancora non ha smesso di divorare i suoi figli. <strong>Ed eccoci qui, ribelli disinteressati, rivoluzionari anacronistici che restiamo seduti a contemplare la distruzione, lo sfacelo, mentre siamo incapaci di rinnovarci, aggrappandoci alle rovine, che tanto rovinate non sono.</strong></p>
<p>I versi del poeta pugliese pongono di fronte a noi i reduci del secondo conflitto mondiale e quelli di oggi; gli emigranti di ieri e di oggi; il benessere di ieri e di oggi; qualcosa che sostituisce ieri ad oggi, giusto per creare l&#8217;illusione di un tempo che mai si arresta, anche se non riesce a redimerci. <strong>In questi componimenti la Storia è una presenza scomoda con cui bisogna confrontarsi, senza però trovare conforto.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
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