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	<title>Malavuci Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Antonella Perrotta: ecco come è nato il mio Malavuci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 02:26:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cantastorie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Antonella Perrotta. In copertina &#8220;Malavuci&#8221; di Antonella Perrotta, Ferrari editore, 2022 Che cos’è un guizzo? Un movimento rapido, uno scatto, una vibrazione. Capita così: un guizzo nella mente in una notte insonne qualunque, mentre il vento soffia dalle colline al mare, trasportando con sé polvere e suoni, ora soffio leggero di parole sussurrate, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Antonella Perrotta. In copertina &#8220;Malavuci&#8221; di Antonella Perrotta, Ferrari editore, 2022</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Che cos’è un guizzo? </span>Un movimento rapido, uno scatto, una vibrazione.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Capita così: un guizzo nella mente in una notte insonne qualunque, mentre il vento soffia dalle colline al mare, trasportando con sé polvere e suoni, ora soffio leggero di parole sussurrate, ora rombo invadente di urla e strepiti, verga e carezza, brutalità e poesia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fisso quel pensiero tremolante su un foglio sottratto alla stampante, biro nera, tratto rapido, alla luce &#8211; altrettanto tremolante &#8211; di un abat-jour. Lo rileggo, sorrido e con esso mi addormento, ma non mi risveglio. Il foglio in un cassetto della scrivania, recuperato in un giorno qualunque, non ricordo quale, diventa <em>file</em>, col tempo diventa storia, narrazione, condivisione.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Sono un contastorie, frugo dentro le memorie, rendo agli altri un po’ d’eternità. Cerco tra le pietre, le vinèdde, le fiumare, una storia che ci salverà…”</span></i><span style="font-weight: 400;"> canticchio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Così, mi sento: un contastorie che ascolta le voci antiche trasportate dal vento, le strappa alla furia dell’aria, le mette sulla lingua di uomini e donne e, poi, le lascia nuovamente andare. Sanno di miele e di fiele, di bontà e d’infamità. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Eh, il raccontare… Quale magia il suono delle parole, le storie prese a prestito dalla Storia, gli spazi vuoti che soltanto l’immaginazione riesce a colmare superando gli scarti del tempo e dell’incoscienza. E il racconto è prosa, poesia, rabbia, denuncia.</span><span style="font-weight: 400;">    </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Su tutti, un pensiero va a coloro che dalle parole sono frustati, feriti, annientati anche, ché “</span><i><span style="font-weight: 400;">una</span></i> <i><span style="font-weight: 400;">malavuci fa le vucche amare, appiccia, ammazza, semina sali…”</span></i><span style="font-weight: 400;"> Anche questo canticchio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un pensiero, su tutti, va al coraggio necessario per vivere in un mondo che ti rifiuta, ti rinnega, ti condanna, ritenendoti “diverso” e cos’è la normalità e cosa la diversità se non il frutto del nostro pregiudizio?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un pensiero, su tutti, va a coloro verso i quali non si adotta clemenza, che portano addosso il disprezzo degli uomini e che devono lottare ogni giorno per essere se stessi senza mai rinnegare la propria specialità di essere umani.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nasce così </span><i><span style="font-weight: 400;">Malavuci</span></i><span style="font-weight: 400;">: da un soffio di vento che, in una notte qualunque, è diventato tempesta. </span></p>
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