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	<title>Iqdb Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Ti seguii per le rotte. Buttazzo alla ricerca dell&#8217;umanità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2024 03:13:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Ti seguii per le rotte&#8221; di Marcello Buttazzo, I Quaderni del Bardo edizioni, 2024 Tra invettive e lirismi risuona la poesia di Marcello Buttazzo; ella corre tra l&#8217;amore e l&#8217;impegno civile, perché esiste qualcosa che va al di là della realpolitik, del cinismo che suggella gli accordi, ed è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Recensione di Martino Ciano</strong>. <strong>In copertina: &#8220;Ti seguii per le rotte&#8221; di Marcello Buttazzo, I Quaderni del Bardo edizioni, 2024</strong></p>



<p>Tra invettive e lirismi risuona la poesia di Marcello Buttazzo; ella corre tra l&#8217;amore e l&#8217;impegno civile, perché esiste qualcosa che va al di là della realpolitik, del cinismo che suggella gli accordi, <strong>ed è l&#8217;incanto che le parole sanno creare</strong>, man mano che manifestano la loro consapevole direzione.</p>



<p><strong>Buttazzo</strong> non si vergogna di essere un poeta dell&#8217;amore; anzi, egli è uno strenuo difensore degli ideali di concordia e di fratellanza che insieme spazzerebbero via molte controversie. Infatti, questi non sono versi sentimentali, ma sensibilmente rivolti alla necessità di dare voce all&#8217;unanimità ormai sepolta.</p>



<p>Che sia un migrante, che sia un emarginato, che sia la donna amata, per <strong>Buttazzo</strong> la sostanza non cambia: si ama perché si comprendono e si condividono la sorte, la caducità, le gioie e i dolori, i pregi e i difetti che l&#8217;uno apporta nella vita dell&#8217;altro. Tutto è reciprocità e scambio.</p>



<p><strong>&#8220;Ti seguii per le rotte&#8221;</strong> è un inno alla ricerca, perché quando il senso comune si appiattisce, è allora l&#8217;individuo che deve cercare la sua &#8220;natura&#8221; e la &#8220;sua ragion d&#8217;esistere&#8221;. Essendo tutto un gioco al massacro, in cui non c&#8217;è che lotta senza tregua, bisogna trovare in sé <strong>&#8220;il miglior mondo possibile&#8221;</strong>. La consapevolezza di Buttazzo è una: nessuno può vincere da solo.</p>



<p>I suoi versi sono rivolti a <strong>&#8220;noi&#8221;</strong>, l&#8217;Io è tenuto lontano; egli è solo l&#8217;esecutore di una volontà più alta, ideale e utopica, che è forse irraggiungibile ma alla quale bisogna pur credere. È un <strong>&#8220;dovere&#8221;</strong> kantiano quello di Buttazzo, in cui la poesia è fine, non mezzo, per sottolineare la necessità di un ritorno a uno stato di umile convivenza con la natura delle cose.</p>



<p>Tuffarsi in queste pagine, anche tra i componimenti in cui si avverte quel pessimismo che a volte compare negli spiriti più combattivi, vuol dire assaporare una poesia che sa essere crudele e delicata. Di abbondante vi è l&#8217;empatia, anche nelle sue accezioni negative.</p>



<p><em>Ti vedo/di là del sogno./Ti scorgo/che ti muovi leggiadra./Ho speso/tanto tempo/per ricucire ferite,/ho bestemmiato/per non essere più solo./Contumelie al cielo/ho urlato,/ho nutrito la precarietà/con una buona dose/di vita vissuta./T&#8217;ho scovata/stamane/t&#8217;ho sentita/nel volo fitto fitto/del passero lirico./Ora ti trovo/di là del sonno/non sei sogno/ma musa che danza/nel mio recondito giardino.</em></p>
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