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	<title>Harmony Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Harmony: l&#8217;ultima cosa bella sulla faccia della Terra?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2025 22:01:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Harmony: l&#8217;ultima cosa bella sulla faccia della Terra?&#8221; è la recensione di Gianni Vittorio al libro di Michael Bible pubblicato da Adelphi “Eravamo innocenti. Convinti di essere speciali. Sbronzi tutti i weekend al centro commerciale. Il mondo era nelle nostre mani. Non ci importava del tempo. L’amore era una cosa scontata. La morte aveva paura [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Harmony: l&#8217;ultima cosa bella sulla faccia della Terra?&#8221; è la recensione di Gianni Vittorio al libro di Michael Bible pubblicato da Adelphi</strong></p>
<p><em>“Eravamo innocenti. Convinti di essere speciali. Sbronzi tutti i weekend al centro commerciale. Il mondo era nelle nostre mani. Non ci importava del tempo. L’amore era una cosa scontata. La morte aveva paura di noi. Adesso abbiamo il grigio sulla barba. Il cielo è un livido viola. Il centro commerciale è morto. Siamo i vecchi che avevamo giurato di non diventare mai”</em></p>
<p>Probabilmente questo è uno degli incipit più belli degli ultimi 10 anni. La letteratura americana si rinnova anche grazie a questo nuovo scrittore, originario del North Carolina. Siamo nella provincia americana, lontana dai riflettori e dall’american dream. La storia ruota attorno a una piccola comunità di un paesino chiamato (direi ironicamente) <strong>Harmony</strong>.</p>
<p>Si, perché quello che può sembrare una tranquilla cittadina di provincia si rivela invece tutt’altro. Non succede niente di interessante ad <strong>Harmony</strong>, le giornate trascorrono tranquille. Fino a quando irrompe un personaggio che spezzerà gli equilibri di questi cittadini, dediti alla religione e al lavoro. Iggy, questo è il nome del ragazzo, un bel giorno decide di bruciare la chiesa del paese e lo fa durante la messa. L’incendio causerà una ventina di morti. E questo provocherà delle conseguenze all’interno della comunità. Cosa lo ha spinto a commettere di una crudeltà inaudita? Questa è uno degli interrogativi per cui gli stessi abitanti di <strong>Harmony</strong> cercano di dare una valida risposta, e loro stesso lettore è chiamato a confrontarsi.</p>
<p><em>&#8220;Forse ero così insensibile che volevo provare qualcosa, anche solo il dolore altrui&#8221;</em></p>
<p><strong>Iggy</strong> finirà in carcere e verrà condannato a morte, ma avrà modo di combattere contro i demoni del passato. L’autore costruisce la storia in modo originale facendo raccontare ogni capitolo attraverso altri personaggi (Farber e Nuvola), e quindi altri punti di vista che spostano la narrazione in altri ambienti, e anche il tono e il ritmo cambia. Mentre il punto di osservazione di Iggy è caratterizzato dal ritmo e da situazioni nervose e spiazzanti, le altre storie (narrate dagli altri) si configurano in modo più pacato, quasi a fare da contraltare all’irruenza del “giovane ribelle”.</p>
<p><em>“Mentre tutti sono raccolti in preghiera, dall’ultima fila Iggy avanza verso il centro della chiesa. Trema, e la benzina che ha portato con sé per darsi fuoco – come quei bonzi che ha visto in rete “</em></p>
<p>La morte, il dolore, la rabbia, ogni sentimento al centro di questo romanzo si presenta a noi in maniera inedita e muta con il passare delle pagine per poi, appunto, trovare una nuova forma con il capitolo successivo. Quella di <strong>Bible</strong> è una scrittura evocativa, carica di poesia e pathos, una ballata visionaria, ricca di spunti riflessivi e riferimenti biblici.</p>
<p>Va detto che quando la narrazione si sposta su altri personaggi il punto di interesse cala, ma rimane comunque un ottimo esordio. Una storia di emarginati e perdenti che cercano una via di riscatto senza crederci davvero. La storia di Iggy viene raccontata (si deduce dall’attacco iniziale) da un coro di voci che si interroga su quanto è accaduto 20 anni prima. Le loro voci si alternano ad altre, e si fondono in un flusso di coscienza unico, che rimanda a <strong>Faulkner</strong>, a quel sud pieno di ombre che sembrano pronte a risucchiarti, di donne e di uomini con i destini segnati.</p>
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		<title>L&#8217;ultima cosa bella sulla faccia della terra di Michael Bible</title>
		<link>https://www.borderliber.it/bible-adelphi-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Oct 2023 02:02:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Adelphi]]></category>
		<category><![CDATA[Bellezza]]></category>
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		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;L&#8217;ultima cosa bella sulla faccia della terra&#8221; di Michael Bible, Adelphi, 2022 Quando di un libro si sente parlare tanto e i pareri sul suo conto sono contrastanti, la cosa migliore da fare è mettere tutto da parte, scansare gli articoli che ci raccontano dell&#8217;opera in questione e leggere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;L&#8217;ultima cosa bella sulla faccia della terra&#8221; di Michael Bible, Adelphi, 2022</strong></p>
<p dir="ltr">Quando di un libro si sente parlare tanto e i pareri sul suo conto sono contrastanti, la cosa migliore da fare è mettere tutto da parte, scansare gli articoli che ci raccontano dell&#8217;opera in questione e leggere senza farsi trasportare dai facili entusiasmi. Purtroppo, <strong>capita spesso che un romanzo sia più promosso a priori per mezzo del tran tran mediatico che non per il suo effettivo valore.</strong> Ciò ha reso molti libri meteore spentesi nel cielo dello stupore entro una manciata di settimane.</p>
<p dir="ltr">Ma andiamo all&#8217;opera. Passaggi forti, elucubrazioni mentali e colpi di scena in questo romanzo non mancano. <strong>Lo stile è ricercato, nonostante in alcuni punti sembra di leggere &#8220;un resoconto&#8221; di fatti</strong>; ma anche questa scelta non mi ha deluso, perché è capace di rendere il racconto dettagliato ed enigmatico. Infatti, ne viene fuori un quadro puramente oggettivo della situazione, che può essere da spunto per riflessioni di ogni genere.</p>
<p dir="ltr"><strong>Cupo e mai ironico.</strong> In questo libro domina la violenza, ma anche questa è raccontata senza emozioni, come parte della scena che dobbiamo scandagliare con molta acutezza. <strong>Iggy</strong>, protagonista materiale e immateriale del romanzo, ha appiccato un incendio in una chiesa; delle persone sono rimaste ferite e tante altre sono decedute; lui viene condannato a morte. <strong>Tutto qui.</strong></p>
<p dir="ltr">Ci sono poi altri due personaggi che si intrecciano nella storia, che c&#8217;entrano e non c&#8217;entrano con tutto ciò che è accaduto, <strong>che sono stati plasmati dal dopo</strong>, che mettono in evidenza come anche la più grande delle tragedie è solo un fatto che si perde tra le nebbie del tempo. Persino chi lo vive in prima persona o chi ne paga indirettamente le conseguenze, <strong>pian piano lo assorbe in quel lago nero che si chiama inconscio.</strong></p>
<p dir="ltr">Ed è questa la sottigliezza di Bible che, sapientemente mimetizzata, sparge per tutto il romanzo. C<strong>ercare la felicità vuol dire fuggire da un trauma sepolto, da qualcosa che è in noi e che è capace ancora di dominarci, ma senza farsene accorgere.</strong> La felicità è quindi un <strong>&#8220;sentimento canaglia&#8221;</strong> che ci spinge alla guerra totale contro noi stessi, pur apparendo come presenza lieta che vorremmo sempre al nostro fianco.</p>
<p dir="ltr">Questa è la metafora che si cela già dietro il titolo del libro, ossia <strong>&#8220;L&#8217;ultima cosa bella sulla faccia della terra&#8221;</strong>, a cui potremmo aggiungere anche <strong>&#8220;capace di ingannarci&#8221;</strong>. È questo il motivo di una certa <strong>&#8220;ansia nel raccontare come è andata&#8221;</strong> e che avvertiamo in alcune pagine nelle quali avremmo voluto sapere di più, in cui molti dettagli non ci vengono mostrati.</p>
<p dir="ltr">Insomma, siamo di fronte a un libro che di sicuro va al di là di certi stili in voga oggi, <strong>ma che non può neanche essere definito di &#8220;nicchia&#8221;</strong>. Certamente, ci chiede di andare oltre alla sostanza dei fatti.</p>
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