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	<title>Calazzo Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Elogio all&#8217;inciviltà. Da un diario poco segreto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2022 02:16:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Martino Ciano</strong></em></p>
<p>Due pagine di diario prese a caso. La data non importa, gioie e dolori sono sempre attuali. Nella prima pagina si parla dell&#8217;inciviltà di agosto, di persone che fanno baccano dietro casa mia. Hanno disposto una lunga tavolata, hanno tenuto sveglio il quartiere fino alle due di notte. Donne e uomini hanno ruttato e imbastito discorsi con un accento sguaiato; adulti e bambini formavano una massa omogenea guidata da un unico cervello e un unico istinto. Quando è arrivato il dolce, forse un tiramisù, un ragazzo e una ragazza hanno cominciato a litigare: <em>chi avrebbe dovuto avere la fetta più grande?</em> Poi è intervenuto un uomo dalla voce austera, forse il capostipite, che ha chiuso tutto con un <em>basta! </em></p>
<h3>Rumori</h3>
<p>Tintinnio di posate sui piatti, bocche piene che fanno discorsi impastati, denti che stridono, risate affogate. Squilla un rutto, una zuppiera cade e si rompe, <em>volevo fare più spazio e invece &#8216;sto cazzo! </em>Esclama una donna disperata, mentre gli altri continuano a mangiare e a ridere. Chi sono gli esclusi da questa felicità? Forse coloro che credono di essere migliori nelle loro case, nei loro letti, sui propri balconi? Perché non partecipare a questa ilarità, al sincero ritorno della semplicità che filosofi e <em>civilizzati comuni mortali </em>decantano ogni dì, lamentandosi della fatica quotidiana? Ogni uomo ha il suo status, la sua necessità; abbasso l&#8217;emancipazione se poi ha reso tutti guardinghi e timorosi d&#8217;esser bestie e d&#8217;esser cafoni. Sedici persone intorno al tavolo, sedici inquilini di una casa presa in affitto per un mese a <em>cinquemila euro esentasse</em>. Chi dorme sui materassini da mare, chi sui divani, chi sul dondolo, chi sulle brande allestite un po&#8217; dovunque. Il capostipite ha fatto un accordo con il proprietario che possiamo riassumere così: <em>hai accettato? Mo fatti i cazzi tuoi! </em>E così è stato. Correva l&#8217;anno 2009. Ah, dimenticavo&#8230;<strong> i sedici non finirono la loro vacanza come da programma, perché dopo due giorni furono cacciati dal proprietario di casa, a causa di una violenta scazzottata tra quell&#8217;uomo e quella donna che si contendevano la fetta di dolce più grossa. A quanto pare c&#8217;era dell&#8217;altro.</strong></p>
<h3>Seconda pagina del diario</h3>
<p>L&#8217;uomo con il tatuaggio della Madonna sul braccio, una delle tante esistenti nel panorama catto-carcerario, si avvicina a un ragazzo mingherlino che è appena sceso dalla sua bicicletta. Apprendo più tardi che viene soprannominato <em>Calazzo. </em>Non so cosa possa significare <em>Calazzo</em>, ma immagino che sia una di quelle <em>condensazioni di significati</em> di cui parla Freud in <em>Psicologia della vita quotidiana. </em>L&#8217;alterco tra i due verte su un <em>panetto</em>, non credo che sia qualcosa che derivi dalla <em>panificazione; </em>di sicuro sarà uno di quegli agglomerati da cui si ritagliano fogli <em>squagliabili e fumabili</em>. Calazzo spiega all&#8217;uomo con la Madonna sul braccio che c&#8217;è stato un equivoco e che lui non sa niente; l&#8217;uomo con la Madonna sul braccio non ci crede e inizia a gridare nel suo dialetto, per noi intraducibile. Tutto avviene tra i passanti, come se fosse normale. Calazzo dà uno schiaffo all&#8217;uomo con la Madonna sul braccio, che a sua volta lo prende per il collo e lo scaraventa a terra. Calazzo se ne sta fermo, sdraiato e impaurito, e quello tatuato si siede su di lui e lo prende a cazzotti&#8230; Uno, due, tre, quattro pugni, ma Calazzo resiste, porge le guance. Intorno c&#8217;è il fuggi fuggi, anche l&#8217;uomo con il tatuaggio se ne va soddisfatto. Calazzo è svelto a rialzarsi e a dileguarsi in un vicolo. <strong>Questo avveniva nell&#8217;estate del 2013. La scena si è consumata in due minuti, voi ne impiegherete di più per leggere il testo.</strong></p>
<h3>Elogio all&#8217;inciviltà</h3>
<p>Sul mio diario c&#8217;è scritto solo questo: <em>Elogio all&#8217;inciviltà, non mi vengono idee. Quando non c&#8217;è nulla da dire, quando si resta senza parole o già è stato detto tutto, o ci rendiamo conto che a nulla serviranno le nostre parole. Questa sera ho assistito all&#8217;ennesima conferenza stampa sulla fine della stagione estiva. Entro febbraio del prossimo anno ci saranno delle novità. </em><strong>Questa nota è del settembre 2019. Poi a febbraio 2020 è arrivato il Covid19 e tutte le &#8220;riforme&#8221; sono state rimandate per cause di forza maggiore.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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