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	<title>Autoproduzioni Malanotte Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>La disoccupazione creativa è ancora viva?</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-disoccupazione-creativa-e-ancora-viva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2023 02:25:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Animo Mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La disoccupazione creativa è ancora viva?&#8221; di Animo Mare, Autoproduzioni Malanotte, 2022 Autonomia e povertà creativa. Sembrano concetti lontani, utopici, ma forse ci servono per riflettere sui diversi modi di intendere il sistema nel quale siamo immersi, nel quale anche la solidarietà e l&#8217;assistenza ai deboli appaiono burocratizzate e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La disoccupazione creativa è ancora viva?&#8221; di Animo Mare, Autoproduzioni Malanotte, 2022</strong></em></p>
<div dir="auto">Autonomia e povertà creativa. Sembrano concetti lontani, utopici, ma forse ci servono per riflettere sui diversi modi di intendere il sistema nel quale siamo immersi, nel quale anche <strong>la solidarietà e l&#8217;assistenza ai deboli appaiono burocratizzate e al servizio del potere.</strong></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Questo breve libro, una sorta di saggio in cui si incontrano anche frammenti di esperienze dell&#8217;autore, ci racconta di un altro modo di vivere la povertà. <strong>Ma vivere del giusto vuol dire essere poveri?</strong> Vivere grazie a un lavoro creativo che non sia regolato dal mercato, creare una attività che non sia svenduta alle regole del capitalismo, vuol dire sognare a occhi aperti?</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><strong>Certo, discorsi del genere erano più in voga negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso</strong>, durante il periodo della contestazione. Contestazione che poi si è svenduta, che ha reso tutti &#8220;professionisti delle attività umanitarie&#8221;; attività che ora sono funzionali al sistema capitalistico. E ciò ancora continua, anzi è diventata una prassi svilente. Cose del genere le ha scritte anche <strong>Toni Negri nel suo Impero</strong>, ma forse è meglio tenerlo lontano dal discorso.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">La solidarietà di Stato, la beneficenza elargita dalle associazioni, il reddito di cittadinanza possono essere visti come strumenti che istituzionalizzano la povertà, che tolgono libertà d&#8217;azione all&#8217;individuo, nonché capacità creativa. <strong>Bisognerebbe partire dal prendere confidenza con l&#8217;arte dell&#8217;arrangiarsi</strong>, ma anche agire sulle cause che provocano le disuguaglianze. <strong>Bisognerebbe viaggiare, vivere per strada, reinventarsi</strong>, lavorare sulle proprie capacità senza diventare schiavi di un mercato che sottomette le potenzialità all&#8217;unico obiettivo della produzione insensata. È un discorso che ai molti suonerà &#8220;insulso&#8221;, in quanto figlio di un progetto che cozza contro la naturale propensione dell&#8217;uomo, ossia l&#8217;egoismo e l&#8217;accaparramento di una felicità che è sinonimo di vita comoda.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><strong>È difficile entrare nelle parole dell&#8217;autore</strong>, per quanto proprio lui abbia deciso di vivere facendo l&#8217;artista di strada, nonostante usi anche un tono provocatorio dichiarandosi &#8220;disoccupato creativo&#8221; che guadagna il giusto per una vita dignitosa.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><strong>La povertà come la intendiamo oggi è utile al sistema economico.</strong> È sostenuta proprio da quell&#8217;apparato di assistenzialismo, di aiuti di Stato, di derrate alimentari donate poco alla volta che lasciano tutto immutato. Il povero non è solo colui che ha bisogno, ma è anche un individuo che avverte il <strong>&#8220;dovere&#8221;</strong> di agire in una certa maniera in quanto <strong>&#8220;assistito dalla burocrazia&#8221;</strong>. Il discorso dell&#8217;autore, che usa lo pseudonimo <strong>Animo Mare</strong>, è molto chiaro. Per lui, nessuno si adopera per eliminare le cause delle disuguaglianze; esse infatti sono utili al sistema, perché senza una &#8220;povertà passiva&#8221; non ci sarebbe la sua controparte, ossia chi detiene e alimenta il potere.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Forse tra queste parole si cela davvero <strong>&#8220;l&#8217;abolizione della povertà&#8221;</strong>. Un concetto che qui viene espresso in maniera decisa e non gridata come invece avvenne il 28 settembre 2018; giorno in cui l&#8217;allora <strong>Vicepremier dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio</strong>, pensava di aver vinto la battaglia delle battaglie istituendo il reddito di cittadinanza.</div>
<div dir="auto"></div>
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