Un cuore e poi…

Un cuore e poi…

Articolo di Martino Ciano

Aprii questo cuore, lo ripulii, lo lucidai. L’oro e il piombo stavano l’uno accanto all’altro; il bene e il male: il loro incanto e disincanto. Mi sono chiesto, di notte e di giorno, quanto valga la vita di un uomo, quanto valga un tormento, quanto sia disdicevole piegare sé stessi a cieche volontà, a caotici silenzi, a quello stupefacente e a volte innaturale benessere, sia esso orgasmo di vita o di morte, che ti fa alzare dal letto ogni .

Quand’ero adolescente mi immaginavo adulto. Ero scemo, ero tenero, ero ingenuo, ero spericolato, ero qualcuno che chiamavo me stesso. E sapevo ridere, e sapevo tuffarmi tra le onde alte del mio mare, e credevo che c’erano età in cui non si poteva morire né per un incidente, né per amore, né per viltà.

Quand’ero adolescente tutte le nuvole correvano via veloci sul mio capo, anche tra i nembi c’era il sole; anche di giorno c’erano le stelle. Esistevano cieli inesplorati, ma credetemi, io li ho visti tutti, persino quelli squarciati dalle lacrime degli angeli; persino quelli del giorno del giudizio. Non c’era il futuro a terrorizzarmi, non c’era la caducità dei sentimenti, e la speranza era un orizzonte che superava un altro orizzonte.

Quand’ero adolescente inseguivo qualcuno, o qualcosa, forse un’ombra, forse la gioia. La disperazione aveva un senso diverso, un sapore di fragola, il primo bacio che non sa di nulla ma che è l’inizio del tutto, fin quando ti manca il gesto semplice della spontaneità e apprendi che la paura è una dimenticanza.

Ecco, aprii questo cuore per ripulirlo. Si è spento l’oggi, si è acceso il tempo di ieri. Ci sono ricordi sparpagliati, immorali, istintivi, genocidi emozionali, stupefacenti passaggi, umane incomprensioni, rimorsi che mordono.

Cercare Dio e non trovarlo… cercarsi, trovarsi, averne paura… cercarsi, trovarsi, averne cura… cercarsi, trovarsi, lasciarlo in pace… cercarsi, trovarsi, averne pietà… è finita l’adolescenza, forse la vita e la sua bontà.

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